Si
susseguono le manifestazioni della popolazione contro il disastro sanitario e
ambientale di Alessandria: perfino assemblee nelle chiese e nelle
pizzerie.
E
anche davanti alla sede del tribunale, mentre era in corso l’udienza del giudice
delle indagini preliminari, sotto la pioggia si è svolto un presidio a chiedere
Giustizia.
Dunque,
come passo immediato, a chiedere a Ministero
dell’Ambiente e Regione Piemonte di cessare la contrattazione di patteggiamenti
con Solvay Syensqo, che inevitabilmente vorrebbero soffocare il
processo penale in corso, e che (con pene ridotte, sospensioni condizionali, non
menzioni, senza spese processuali ecc.), vorrebbero essere un colpo di
spugna alle condanne degli storici seriali inquinatori, alla tutela della salute
e alla bonifica del territorio. Insomma, governo e regione non
replichino l’infausto
patteggiamento del Comune di Alessandria. Un delitto.
I cittadini chiedono, dunque, alla neo GUP Arianna
Ciavattini e al Pubblico ministero Enrico Arnaldi di Balme di rifiutare
l’istituto del patteggiamento. Rispettivamente: il PM si opponga non dia il
consenso, la Giudice non approvi respinga la richiesta di Solvay. Si cerchi di
evitare un altro delitto perfetto. ***
A
questo proposito, il rifiuto del patteggiamento nell’Udienza Preliminare
consente il regolare proseguimento giudiziario in Corte di Assise, con tanto di
dibattimento, e consentirà anche alle Parti Offese di
chiedere il cambio di
imputazione da colpa (reato colposo) a dolo (reato doloso) correggendo
così il macroscopico errore della passata Procura: un altro delitto
perfetto.
*** “Ambiente
Delitto Perfetto”, già in tre volumi, di Barbara Tartaglione e Lino
Balza, prefazione di Giorgio Nebbia.
Insieme
alle decine di migliaia di contributi relativi
ai
“Movimenti di lotta per la Salute, l’Ambiente, la Pace e
la Nonviolenza”, Il Sito
www.rete-ambientalista.it contiene,
nel merito storico e scientifico del polo chimico di Spinetta Marengo, almeno
tre mila articoli.
Clicca
sul titolo per il programma dell'avvenimento.
Dopo
l’anteprima di Alessandria, il 18 marzo l
’Università di
Torino presenta ufficialmente il volume dei professori
Martone, Altopiedi, Bechis e Ravenda, 185 pagine e 25 interventi di
soggetti territoriali: cittadini, medici, avvocati, ricercatori, giornalisti
ambientali, comitati, associazioni ambientaliste, sindacati, istituzioni
e amministratori locali. A pagina 165 il contributo di prospettiva
politica di Lino Balza
“Anno 2026, possibile una svolta per
Alessandria” (
clicca
qui).
Per
migliorare la GIUSTIZIA: separazione delle carriere tra pubblici ministeri e
magistrati.
Per
migliorare la SANITA’: separazione delle carriere tra medici e infermieri.
Per
migliorare la SCUOLA: separazione delle carriere tra insegnanti e bidelli.
Per
capire di votare No al Referendum basta assistere a qualche
udienza dei processi per valutare quanto sia falsa la presunta prevaricazione
dei PM nelle aule dei tribunali. Più sono ricchi e potenti gli imputati e più è
clamoroso lo squilibrio tra accusa e difesa. E’ avvenuto nei processi ambiente e
salute contro Solvay a Spinetta Marengo. E’ quanto sta avvenendo nei processi di
Grattacielopoli sulle vicende urbanistiche di Milano.
Provateci:
vedrete l’aula interamente occupata da una folla di avvocati, i difensori degli
imputati, ossia dei costruttori, dei progettisti, dei dirigenti del Comune. Sono
decine di professionisti dei migliori studi legali di Milano, con la schiera dei
loro consulenti, architetti, urbanisti e la nidiata dei loro assistenti. I
giovani di studio, per sedersi e prendere diligentemente appunti, devono cercare
spazio perfino nelle gabbie solitamente destinate agli imputati detenuti. In un
angolino, nel banco di prima fila, ci sono i rappresentanti dell’accusa in nome
del popolo italiano (e dei cittadini di Milano). Tre persone tre: la pm, la sua
consulente tecnica, il suo assistente. Cento a tre: questo è l’equilibrio tra
accusa e difesa.
Ma
a ben osservare questi processi, si può notare una particolarità ancor più
clamorosa. Da che parte stanno il Comune di Milano e il
Comune di Alessandria? Con gli imputati o con i cittadini danneggiati?
Misurerete la solitudine dei PM, quanto i PM sono maramaldi sui giudici e
sull’esito delle sentenze.
Questo
referendum non incide in alcun modo sui tempi dei processi né migliora la
giustizia per i morti sul lavoro. Non riduce le attese delle famiglie, non
accelera i procedimenti, non rafforza la tutela delle vittime. Per chi ha perso
un figlio, un padre o una madre lavorando, non cambierà nulla. E anzi, la
situazione potrebbe peggiorare.
Clicca
qui Carlo Soricelli, che da
venti anni porta avanti l’attività dell’Osservatorio Nazionale Morti sul Lavoro
di Bologna.
La chiusura definitiva dello
stabilimento Eternit a
Casale Monferrato è avvenuta il 6 giugno 1986, ponendo fine a decenni di
produzione di amianto che hanno causato il disastro ambientale e sanitario nella
zona. La fabbrica, simbolo del progresso fino agli anni ’70, era nota per la
polvere di amianto che ricopriva la città. L’inalazione delle fibre ha causato
una grave epidemia di mesotelioma, con circa una
nuova diagnosi a settimana tuttora a Casale sia tra i lavoratori e i
cittadini.
Per
ora, quasi 3.000 morti. Il mesotelioma è un tumore raro e aggressivo
che origina dalle membrane sierose (pleura, peritoneo, pericardio), con
lunghi tempi di latenza (20-50 anni) e diagnosi nefasta.
La
ricerca sul mesotelioma mira disperatamente a migliorare
la sopravvivenza attraverso terapie multimodali che combinano chirurgia,
chemioterapia e l’immunoterapia. Il Movimento di lotta per la salute Maccacaro
ha inteso a favorire le
sottoscrizioni a favore della Ricerca Cura
Mesotelioma tramite l’intero ricavato dei propri libri: vedi il
Sito
www.rete-ambientalista.it.
I processi Eternit, per la morte di ex
dipendenti e residenti nei siti di Casale Monferrato, Cavagnolo, Rubiera e
Bagnoli, sono uno scandalo. Inizialmente, nel 2012, il magnate Schmidheiny fu
condannato a 16 anni per disastro ambientale doloso. Tuttavia, nel 2014, la
Cassazione ha dichiarato il reato prescritto, annullando le condanne.
Nell’Eternit bis l’accusa è passata a omicidio colposo/volontario. Nell’aprile
2025, la Corte d’Assise d’Appello di Torino ha condannato Schmidheiny a 9 anni e
6 mesi per omicidio colposo di 92 persone. A febbraio 2026, la Cassazione ha
disposto un nuovo rinvio a causa di un vizio procedurale (mancata traduzione
della sentenza).
Così funziona la Giustizia. E così
continuerà perché non c’entra un bel niente con la cosiddetta riforma della
giustizia, ovvero con la sbruffonata della separazione delle carriere del
Referendum, da bocciare con il NO.
La
fabbrica è stata chiusa nel 1986. Il “Programma di sorveglianza
sanitaria per gli ex esposti all’amianto”, previsto dalla Giunta
regionale, sarà avviato nell’aprile 2026 e
gestito dall’AOU Città della Salute e della Scienza di
Torino tramite il Centro di Riferimento per l’Epidemiologia e la Prevenzione
Oncologica in Piemonte.
La
sorveglianza sanitaria per i soggetti che nella loro vita lavorativa
sono venuti a contatto con la sostanza, prevedrà l’erogazione di
prestazioni sanitarie di primo e di secondo livello e controlli periodici per i
soggetti rispondenti ai criteri relativi alla cessazione dell’esposizione ad
amianto.
Nella foto: Una delle manifestazioni nel
2006
I cantieri del Tav Terzo valico sono partiti nel
2012, ma i risultati delle analisi sull’amianto, e non solo, ancora oggi non
vengono pubblicati. In particolare, su tre siti
di deposito delle rocce
scavate sotto l’Appennino situati
a Pozzolo Formigaro, cioè le cave di Bettole (119 mila metri cubi di smarino),
cascina Cascinone (136.200 metri cubi) e Cascina Pelosi. La Regione Piemonte
afferma che «I controlli di Arpa sulle terre e rocce depositate nei due siti non
hanno evidenziato superamenti dei valori di concentrazione della soglia di
contaminazione, sia rispetto all’amianto sia agli altri parametri chimici
controllati», però nessun cittadino ha potuto vedere le analisi. Inoltre,
consultando il sito «terzovalico.mit.gov.it», nella sezione inerente
al controllo dell’aria non sono specificate le date di rilevamento
degli inquinanti dalle centraline.
Il progetto si sviluppa principalmente in galleria
(tra cui quella di Valico di 27
km, una delle più lunghe d’Italia) tra
Genova e Tortona, interessando 14 comuni in Liguria e Piemonte. Il progetto
unico, che include il Nodo
Ferroviario di Genova, è in fase
avanzata di costruzione, con l’apertura di oltre 50 cantieri.
Il costo complessivo del
progetto Terzo
Valico dei Giovi, inclusi il nodo
di Genova e le opere complementari, ha già superato
i 10 miliardi di euro finanziati dallo Stato. L’opera, lunga 53 km
è ancora in costruzione: prevedeva l’attivazione della linea tra il 2025 e il
2027.
Lo
studio epidemiologico sulla popolazione residente nei Comuni liguri della val
Bormida mira ad “analizzare l’andamento storico e attuale delle principali
patologie oncologiche, respiratorie, cardiovascolari ed endocrine, eventuali
eccessi di incidenza o di mortalità rispetto alla media regionale e nazionale,
verificando la possibile correlazione con fattori ambientali pregressi e
attuali”. In particolare con la presenza di fabbriche inquinanti: Acna
ecc.
Il
consiglio regionale ha escluso che lo studio sia in relazione con l’ipotesi di
un inceneritore nella zona.
Respingere
la guerra. Ricacciarla indietro. È quello che il
movimento No Base ha fatto il 12
marzo, attraverso un blocco di oltre sei ore sui binari alla stazione
di Pisa centrale (nella foto). Un
treno merci di 32 vagoni, con decine di mezzi blindati militari e altrettanti
container il cui contenuto possiamo solo immaginarlo. Un risultato che
ricalca le straordinarie giornate al porto di Livorno e negli altri porti
d’Italia e d’Europa dove i lavoratori e le lavoratrici hanno disertato,
rifiutando di essere parte dell’ingranaggio della guerra e bloccando il traffico
di armi.
Make
America great again.
Un
nuovo ordine esecutivo di Trump – approvato mentre venivano lucidate le bombe da
scagliare contro bambine e bambini in Iran – ha
dichiarato il pesticida
glifosato e il fosforo elementi di sicurezza nazionale. Il
loro accesso e la loro produzione sono ora una questione militare: di fatto
viene garantita la continuità d’uso, malgrado siano proliferati gli autorevoli
studi che dimostrano i numerosi rischi e danni causati dal glifosato. La
multinazionale Bayer ringrazia.
A
venti anni dalla sua istituzione, i più votati tra i candidati a questa alta
onorificenza, che premia ad imperitura memoria i nostri figli peggiori
particolarmente distintisi a danno dell’ambiente, della salute e della
pace, per ora risultano (in ordine alfabetico):
Marina
Calderone, Hadja Lahbib, Giorgio Abonante, Sergio Brugnaro, Sergio Mattarella,
Carlo Nordio, Matteo Salvini, Volodymyr Zelensky, Unione Europea, Emilio Fede,
giornalismo italiano, Kaja Kallas, Francesco Lollobrigida, famiglia Benetton,
Pina Picerno, Giuseppe Sala, Antonio Taiani, Chicco Testa, Donald Trump,
voltagabbana referendum, Luca Zaia, Luigi di Maio.
Per il 2025, le votazioni si concluderanno il 21
marzo. Basta inviare il voto all’indirizzo rete.ambi...@gmail.com oppure
whatsapp 3470182679, eventualmente accompagnato dalle motivazioni. Molto
importanti le salaci motivazioni: le pubblicheremo nella Rassegna.
La
“Rassegna dei Premi Attila dal 2004” per
ora è esaurita in stampa: tutti i nostri libri sono
stampati totalmente a spese degli autori e il ricavato
è interamente devoluto alla Ricerca per la cura
del mesotelioma di Casale Monferrato.
Però,
è possibile ricevere la versione
digitale della Rassegna. Basta comunicare
a
movimentolotta.maccacaro@gmail.com
l’indirizzo mail e l’avvenuto versamento (minimo euro 30) sul conto IBAN IT68
T030 6910 4001 0000 0076 215 (specificando causale) oppure tramite
PayPal
lubaj...@yahoo.it.