Che vinca il peggiore. Ultimi giorni per votare il Premio Attila 2025.

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RETE Ambientalista

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Mar 15, 2026, 6:11:08 PM (4 days ago) Mar 15
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Si susseguono le manifestazioni della popolazione contro il disastro sanitario e ambientale di Alessandria: perfino assemblee nelle chiese e nelle pizzerie.
 

E anche davanti alla sede del tribunale, mentre era in corso l’udienza del giudice delle indagini preliminari, sotto la pioggia si è svolto un presidio a chiedere Giustizia.

Dunque, come passo immediato, a chiedere a Ministero dell’Ambiente e Regione Piemonte di cessare la contrattazione di patteggiamenti con Solvay Syensqo, che inevitabilmente vorrebbero soffocare il processo penale in corso, e che (con pene ridotte, sospensioni condizionali, non menzioni, senza spese processuali ecc.), vorrebbero essere un colpo di spugna alle condanne degli storici seriali inquinatori, alla tutela della salute e alla bonifica del territorio. Insomma, governo e regione non replichino l’infausto patteggiamento del Comune di Alessandria. Un delitto.
 
I cittadini chiedono, dunque, alla neo GUP Arianna Ciavattini e al Pubblico ministero Enrico Arnaldi di Balme di rifiutare l’istituto del patteggiamento. Rispettivamente: il PM si opponga non dia il consenso, la Giudice non approvi respinga la richiesta di Solvay. Si cerchi di evitare un altro delitto perfetto. ***

A questo proposito, il rifiuto del patteggiamento nell’Udienza Preliminare consente il regolare proseguimento giudiziario in Corte di Assise, con tanto di dibattimento, e consentirà anche alle Parti Offese di chiedere il cambio di imputazione da colpa (reato colposo) a dolo (reato doloso) correggendo così il macroscopico errore della passata Procura: un altro delitto perfetto.
 
*** “Ambiente Delitto Perfetto”, già in tre volumi, di Barbara Tartaglione e Lino Balza, prefazione di Giorgio Nebbia.  

Insieme alle decine di migliaia di contributi relativi ai “Movimenti di lotta per la Salute, l’Ambiente, la Pace e la Nonviolenza”,  Il Sito www.rete-ambientalista.it contiene, nel merito storico e scientifico del polo chimico di Spinetta Marengo, almeno tre mila articoli.

Clicca sul titolo per il programma dell'avvenimento.

Dopo l’anteprima di Alessandria, il 18 marzo l’Università di Torino presenta ufficialmente il volume dei professori Martone, Altopiedi, Bechis e Ravenda,  185 pagine e 25 interventi di soggetti territoriali: cittadini, medici, avvocati, ricercatori, giornalisti ambientali, comitati, associazioni ambientaliste, sindacati, istituzioni   e amministratori locali. A pagina 165 il contributo di prospettiva politica di Lino Balza “Anno 2026, possibile una svolta per Alessandria” (clicca qui).

Vota SI.

Per migliorare la GIUSTIZIA: separazione delle carriere tra pubblici ministeri e magistrati.
Per migliorare la SANITA’: separazione delle carriere tra medici e infermieri.
Per migliorare la SCUOLA: separazione delle carriere tra insegnanti e bidelli.

Referendum per parità tra accusa e difesa.

Per capire di votare No al Referendum basta assistere a qualche udienza dei processi per valutare quanto sia falsa la presunta prevaricazione dei PM nelle aule dei tribunali. Più sono ricchi e potenti gli imputati e più è clamoroso lo squilibrio tra accusa e difesa. E’ avvenuto nei processi ambiente e salute contro Solvay a Spinetta Marengo. E’ quanto sta avvenendo nei processi di Grattacielopoli sulle vicende urbanistiche di Milano.
 
Provateci: vedrete l’aula interamente occupata da una folla di avvocati, i difensori degli imputati, ossia dei costruttori, dei progettisti, dei dirigenti del Comune. Sono decine di professionisti dei migliori studi legali di Milano, con la schiera dei loro consulenti, architetti, urbanisti e la nidiata dei loro assistenti. I giovani di studio, per sedersi e prendere diligentemente appunti, devono cercare spazio perfino nelle gabbie solitamente destinate agli imputati detenuti. In un angolino, nel banco di prima fila, ci sono i rappresentanti dell’accusa in nome del popolo italiano (e dei cittadini di Milano). Tre persone tre: la pm, la sua consulente tecnica, il suo assistente. Cento a tre: questo è l’equilibrio tra accusa e difesa.
 
Ma a ben osservare questi processi, si può notare una particolarità ancor più clamorosa. Da che parte stanno il Comune di Milano e il Comune di Alessandria? Con gli imputati o con i cittadini danneggiati? Misurerete la solitudine dei PM, quanto i PM sono maramaldi sui giudici e sull’esito delle sentenze.

Morti sul lavoro e referendum.

Questo referendum non incide in alcun modo sui tempi dei processi né migliora la giustizia per i morti sul lavoro. Non riduce le attese delle famiglie, non accelera i procedimenti, non rafforza la tutela delle vittime. Per chi ha perso un figlio, un padre o una madre lavorando, non cambierà nulla. E anzi, la situazione potrebbe peggiorare.
 
Clicca qui Carlo Soricelli, che da venti anni porta avanti l’attività dell’Osservatorio Nazionale Morti sul Lavoro di Bologna.

Sorveglianza sanitaria esposti amianto. Ma i processi?

La chiusura definitiva dello stabilimento Eternit a Casale Monferrato è avvenuta il 6 giugno 1986, ponendo fine a decenni di produzione di amianto che hanno causato il disastro ambientale e sanitario nella zona. La fabbrica, simbolo del progresso fino agli anni ’70, era nota per la polvere di amianto che ricopriva la città. L’inalazione delle fibre ha causato una grave epidemia di mesotelioma, con circa una nuova diagnosi a settimana tuttora a Casale sia tra i lavoratori e i cittadini.

Per ora, quasi 3.000 morti.  Il mesotelioma è un tumore raro e aggressivo che origina dalle membrane sierose (pleura, peritoneo, pericardio), con lunghi tempi di latenza (20-50 anni) e diagnosi nefasta. La ricerca sul mesotelioma mira disperatamente a migliorare la sopravvivenza attraverso terapie multimodali che combinano chirurgia, chemioterapia e l’immunoterapia. Il Movimento di lotta per la salute Maccacaro ha inteso a favorire le sottoscrizioni a favore della Ricerca Cura Mesotelioma tramite l’intero ricavato dei propri libri: vedi il Sito www.rete-ambientalista.it.

I processi Eternit, per la morte di ex dipendenti e residenti nei siti di Casale Monferrato, Cavagnolo, Rubiera e Bagnoli, sono uno scandalo. Inizialmente, nel 2012, il magnate Schmidheiny fu condannato a 16 anni per disastro ambientale doloso. Tuttavia, nel 2014, la Cassazione ha dichiarato il reato prescritto, annullando le condanne. Nell’Eternit bis l’accusa è passata a omicidio colposo/volontario. Nell’aprile 2025, la Corte d’Assise d’Appello di Torino ha condannato Schmidheiny a 9 anni e 6 mesi per omicidio colposo di 92 persone. A febbraio 2026, la Cassazione ha disposto un nuovo rinvio a causa di un vizio procedurale (mancata traduzione della sentenza).
 
Così funziona la Giustizia. E così continuerà perché non c’entra un bel niente con la cosiddetta riforma della giustizia, ovvero con la sbruffonata della separazione delle carriere del Referendum, da bocciare con il NO.  

La fabbrica è stata chiusa nel 1986.  Il “Programma di sorveglianza sanitaria per gli ex esposti all’amianto”, previsto dalla Giunta regionale, sarà avviato nell’aprile 2026 e gestito dall’AOU Città della Salute e della Scienza di Torino tramite il Centro di Riferimento per l’Epidemiologia e la Prevenzione Oncologica in Piemonte.
La sorveglianza sanitaria per i soggetti che nella loro vita lavorativa sono venuti a contatto con la sostanza, prevedrà l’erogazione di prestazioni sanitarie di primo e di secondo livello e controlli periodici per i soggetti rispondenti ai criteri relativi alla cessazione dell’esposizione ad amianto.

Amianto nel Tav Terzo Valico.

Nella foto: Una delle manifestazioni nel 2006
I cantieri del Tav Terzo valico sono partiti nel 2012, ma i risultati delle analisi sull’amianto, e non solo, ancora oggi non vengono pubblicati. In particolare, su tre siti di deposito delle rocce scavate sotto l’Appennino situati a Pozzolo Formigaro, cioè le cave di Bettole (119 mila metri cubi di smarino), cascina Cascinone (136.200 metri cubi) e Cascina Pelosi. La Regione Piemonte afferma che «I controlli di Arpa sulle terre e rocce depositate nei due siti non hanno evidenziato superamenti dei valori di concentrazione della soglia di contaminazione, sia rispetto all’amianto sia agli altri parametri chimici controllati», però nessun cittadino ha potuto vedere le analisi. Inoltre, consultando il sito «terzovalico.mit.gov.it», nella sezione inerente al controllo dell’aria non sono specificate le date di rilevamento degli inquinanti dalle centraline.
 
Il progetto si sviluppa principalmente in galleria (tra cui quella di Valico di 27 km, una delle più lunghe d’Italia) tra Genova e Tortona, interessando 14 comuni in Liguria e Piemonte. Il progetto unico, che include il Nodo Ferroviario di Genova, è in fase avanzata di costruzione, con l’apertura di oltre 50 cantieri.

Il costo complessivo del progetto Terzo Valico dei Giovi, inclusi il nodo di Genova e le opere complementari, ha già superato i 10 miliardi di euro finanziati dallo Stato. L’opera, lunga 53 km è ancora in costruzione: prevedeva l’attivazione della linea tra il 2025 e il 2027. 

Epidemiologia in Val Bormida.

Lo studio epidemiologico sulla popolazione residente nei Comuni liguri della val Bormida mira ad “analizzare l’andamento storico e attuale delle principali patologie oncologiche, respiratorie, cardiovascolari ed endocrine, eventuali eccessi di incidenza o di mortalità rispetto alla media regionale e nazionale, verificando la possibile correlazione con fattori ambientali pregressi e attuali”. In particolare con la presenza di fabbriche inquinanti: Acna ecc.
Il consiglio regionale ha escluso che lo studio sia in relazione con l’ipotesi di un inceneritore nella zona.

Pace bloccando il traffico d’armi.

Respingere la guerra. Ricacciarla indietro. È quello che il movimento No Base ha fatto il 12 marzo, attraverso un blocco di oltre sei ore sui binari alla stazione di Pisa centrale (nella foto). Un treno merci di 32 vagoni, con decine di mezzi blindati militari e altrettanti container il cui contenuto possiamo solo immaginarlo. Un risultato che ricalca le straordinarie giornate al porto di Livorno e negli altri porti d’Italia e d’Europa dove i lavoratori e le lavoratrici hanno disertato, rifiutando di essere parte dell’ingranaggio della guerra e bloccando il traffico di armi. 

Qualunque arma nelle guerre di Trump.

Make America great again.

Un nuovo ordine esecutivo di Trump – approvato mentre venivano lucidate le bombe da scagliare contro bambine e bambini in Iran – ha dichiarato il pesticida glifosato e il fosforo elementi di sicurezza nazionale. Il loro accesso e la loro produzione sono ora una questione militare: di fatto viene garantita la continuità d’uso, malgrado siano proliferati gli autorevoli studi che dimostrano i numerosi rischi e danni causati dal glifosato. La multinazionale Bayer ringrazia.

Ultimi giorni per votare il Premio Attila 2025.

A venti anni dalla sua istituzione, i più votati tra i candidati a questa alta onorificenza, che premia ad imperitura memoria i nostri figli peggiori particolarmente distintisi a danno dell’ambiente, della salute e della pace,  per ora risultano (in ordine alfabetico):
 
Marina Calderone, Hadja Lahbib, Giorgio Abonante, Sergio Brugnaro, Sergio Mattarella, Carlo Nordio, Matteo Salvini, Volodymyr Zelensky, Unione Europea, Emilio Fede, giornalismo italiano, Kaja Kallas, Francesco Lollobrigida, famiglia Benetton, Pina Picerno, Giuseppe Sala, Antonio Taiani, Chicco Testa, Donald Trump, voltagabbana referendum, Luca Zaia, Luigi di Maio.
 
Per il 2025, le votazioni si concluderanno il 21 marzo. Basta inviare il voto all’indirizzo rete.ambi...@gmail.com  oppure whatsapp 3470182679, eventualmente accompagnato dalle motivazioni. Molto importanti le salaci motivazioni: le pubblicheremo nella Rassegna.
 
La “Rassegna dei Premi Attila dal 2004” per ora è esaurita in stampa: tutti i nostri libri sono stampati totalmente a spese degli autori e il ricavato è interamente devoluto alla Ricerca per la cura del mesotelioma di Casale Monferrato.
 
Però, è possibile ricevere la versione digitale della Rassegna. Basta comunicare a movimentolotta.maccacaro@gmail.com   l’indirizzo mail e l’avvenuto versamento (minimo euro 30) sul conto IBAN IT68 T030 6910 4001 0000 0076 215 (specificando causale) oppure tramite PayPal lubaj...@yahoo.it.



Messaggio di pace e salute a 42.511 destinatari da Lino Balza Movimento di lotta per la salute Maccacaro tramite RETE AMBIENTALISTA - Movimenti di Lotta per la Salute, l’Ambiente, la Pace e la Nonviolenza

Nel rispetto del Regolamento (UE) 2016 / 679 del 27.04.2016 e della normativa di legge. Eventualmente rispondi: cancellami.



Twitter: @paceambiente


Via Mario Preve 19/7 – 16136 Genova  cell.3470182679 lino.balza.201...@gmail.com - lino.balza@pec.it
Sottoscrizioni a favore della Ricerca Cura Mesotelioma: IBAN IT68 T030 6910 4001 0000 0076 215

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