Anche
quest'anno ce l'abbiamo fatta a racimolare l'abbonamento 2025 della mailinglist.
Il diritto c'era di demoralizzarsi, ma c'è anche -con cinquanta anni di lotte
sulle spalle- il DOVERE di non farlo. Il dovere, ad esempio, di mantenere le
redini della battaglia per la messa al bando dei Pfas e per la fermata delle
produzioni inquinanti della Solvay. C'è il dovere che deriva dal prendere
coscienza che non sei solo. Infatti, è vero quel che dice il saggio: “le persone
'demoralizzate' conservano la capacità di reagire se trovano una sponda”. Sapere
che tante persone ci fanno conto su quello che stai facendo: è una valida
sponda. Sito e lista vanno avanti. Più saremo attaccati, più ci sentiremo uniti
tutti assieme.
I
temi della salute pubblica e della tutela ambientale e del lavoro sono
affrontati ad Alessandria nell'ambito del progetto europeo “Fare scienza di
comunità in materia di ambiente, lavoro, salute”. L'iniziativa rientra
nell'ambito delle attività di Public Engagement del Dipartimento di Cultura,
Politica e Società dell'Università di Torino.
Ad
Alessandria, in forma comparativamente più critica rispetto al resto della
regione, e di tutta Italia, la diffusione di informazioni
allarmanti in particolare sulla contaminazione da
PFAS sta alimentando crescente preoccupazione pubblica,
fratture sociali e mobilitazioni, fino a controversie in sede giudiziaria e
penale.
Sono
stati programmati quattro “Workshop tematici” con incontri pubblici ad
Alessandria nelle sedi degli enti partner del progetto, tra cui il Movimento di
lotta per la salute Maccacaro. La loro conclusione sarà
ospitata giovedì 23 maggio
2025 alle ore 17 presso Casa di Quartiere Borgo Rovereto via Verona 116
Alessandria.
Anche
“L'indipendente” dedica uno speciale. Nel Dossier: ampi servizi tra cui una
intervista a Lino Balza.
Nella
foto, cliccando sul titolo , la
soddisfazione del sindaco.
L'annuncio
di risultati trimestrali in calo ha fatto sprofondare in borsa il titolo Solvay .
Ma il titolo a picco non si ripercuoterà sulla esigua somma di 100mila euro che
Solvay Syensqo deve versare al Comune di Alessandria quale merito
del patteggiamento che ha aperto
la strada ai patteggiamenti delle altre parti civili, innanzitutto Regione
Piemonte e Governo, che consentirebbero alla multinazionale belga di uscire
praticamente indenne dal processo per il disastro ambientale e sanitario del
sito di Spinetta Marengo: senza risarcimenti per le Vittime, senza bonifica del
territorio, proseguendo indisturbata nelle produzioni inquinanti.
Il
sindaco di Alessandria si è giustificato del patteggiamento, che ha
scandalizzato Comitati e Associazioni di tutta Italia: “ha svenduto la salute”,
con la necessità urgente di far fronte al degrado dei
cimiteri. Il lavoro di sfalcio dell'erba è già avviato
nei camposanti di Spinetta e Litta Parodi. “Proseguirà” rassicura il sindaco
Giorgio Abonante “in tutti i cimiteri. Stiamo facendo l'impossibile con le
risorse che abbiamo a disposizione. Non è facile trovare 1,5 milioni
di euro.” L'affermazione ha rinfocolato le polemiche: per far quadrare i conti
ci volevano proprio gli scandalosi 100mila
euro ?
In
più, il sindaco ha annunciato di voler utilizzare il diserbo chimico , malgrado
non sia ammesso dal regolamento comunale. Ciò ha provocato critiche da parte
delle opposizioni, che hanno ironizzato: diserbanti prodotti da Solvay? Però
anche si è scossa la tenuta della sua maggioranza, con la contrarietà
ambientalista dei Cinquestelle , già ferita
dall'inaudita decisione di contrattare il patteggiamento con Solvay.
" Ti
scriviamo con grande preoccupazione, perché quello che sta succedendo qui da noi
ci riguarda tutti, cittadini e lavoratori. La nostra
salute è ormai
compromessa da un inquinamento che a Spinetta Marengo dura da
decenni, e in particolare dai pfas, sostanze
tossiche e per nulla biodegradabili. Conosciamo bene la vicenda
della Miteni , ora in
fallimento ma ancora inquinante, e della Solvay ,
che continua a produrre i PFAS più pericolosi al mondo. Ricordiamo i casi negli
Stati Uniti, in Belgio, e in altri Paesi, dove queste sostanze hanno provocato
malattie e disastri ambientali, ricordiamo l'Eternit”.
"Qui
da noi la situazione è simile: abbiamo
pfas nell'aria, nel sangue, e nei corpi di tanti di
noi, anche di quei lavoratori di ditte esterne
che non vengono monitorati. Le istituzioni, i sindacati, la politica, sanno
tutto, eppure non fanno niente. È come parlare al muro di gomma
dell'indifferenza. La nostra paura è grande:
temiamo per noi, per i nostri figli, per
il futuro del nostro ambiente e della nostra
salute ".
“Vivere
in Fraschetta ” è il Comitato che raggruppa i pensionati
CGIL dei sobborghi della Fraschetta, tra cui Spinetta Marengo, e ha preso una
posizione molto dura nei confronti del sindaco che ha patteggiato con Solvay
100mila euro per il taglio dell'erba dei cimiteri.
Messo
in moto da Alessandria tramite la nostra Campagna nazionale contro i Pfas,
nel 2010 a Ferrara il compagno
Valentino Tavolazzi, della locale Sezione nonché consigliere comunale di
“Progetto per Ferrara”, si attivò a informare i mass media (tra cui L'Espresso)
e soprattutto per allarmare il controllo (fino ad allora assente) di Ato, Asl ed
Hera sulla alta concentrazione di Pfoa nelle acque del Po, dalle acque
superficiali del quale Ferrara attingeva il 70% dell'acqua da
potabilizzare.
Oggi , i consiglieri comunali
di “Civica Anselmo” e “La Comune di Ferrara” presentano una mozione per
“richiedere al Gestore Hera Spa di sviluppare ulteriormente il monitoraggio e la
quantificazione della somma di Pfas nell'acqua destinata al consumo umano
nel Comune di
Ferrara” , nonché per “procedere, in collaborazione con
il gestore, all'analisi puntuale a campione dell'acqua potabile, o dell'acqua in
bottiglia, erogata nelle scuole pubbliche presenti nel Comune”, infine per
“rendere pubblico integralmente le risultanze provenienti da Hera Spa – ed
eventualmente da indagini effettuate in autonomia dal Comune stesso – circa la
quantificazione della presenza delle singole sostanze Pfas, e comunque della
qualità dell'acqua dell'acquedotto pubblico, e di farne capillare pubblicità,
attraverso tutti i canali istituzionali, al fine di aumentare la consapevolezza
della popolazione circa la qualità dell'acqua consumata”.
La
mozione, inoltre, invita a “richiedere alla Regione
Emilia Romagna di implementare il piano di monitoraggio
capillare su tutto il territorio regionale al fine di accertare il reale stato
di contaminazione delle acque destinate al consumo umano”, ea “richiedere alla
Regione Emilia Romagna di farsi promotrice della sperimentazione che ha per
oggetto il monitoraggio diffuso dell'acido trifluoroacetico Tfa, al fine di
conoscerne la diffusione e l'accumulo nel tempo, verificando al contemporaneo
l'efficacia dei sistemi di trattamento delle acque rispetto a questi
inquinanti”.
La
mozione si conclude con la richiesta di “sollecitare Governo e Parlamento, anche
tramite l'invio di questa mozione, all'introduzione del divieto di produzione in Italia di questi inquinanti
'eterni' ”.
Secondo
uno studio pubblicato su
Environmental Science and
Technology che ha analizzato i PFAS in 94 campioni di
birra, molte birre popolari, sia quelle prodotte da piccoli birrifici che quelle
prodotte da grandi aziende nazionali e internazionali, contengono sostanze
chimiche PFAS collegate a tumori, danni agli organi e al
sistema immunitario e altri
problemi
di salute .
Le
birre – che in media sono costituite per circa il 90% da acqua – prodotte in
contee con elevati livelli
di PFAS nell'acqua
potabile presentavano la contaminazione maggiore.
Lo studio ha evidenziato che circa il 18% dei birrifici statunitensi si trova in
codici postali in cui è nota la presenza di PFAS nell'acqua potabile. Nelle
birre della Carolina del Nord, in particolare quelle situate nei pressi del
bacino del fiume Cape Fear, sono state rilevate più concentrazioni di PFAS
rispetto alle birre del Michigan o della California. L'area del bacino del fiume
Cape Fear è notoriamente contaminata da una varietà di PFAS, molti dei quali
sono riconducibili al sito della Chemours Fayetteville Works.
Insomma, norma
per ogni consumatore, prima di bere una birra si dovrebbe controllare se l'acqua
potabile della zona di produzione contiene Pfas.
La
strategia appena enunciata dal governo Meloni (ministro Pichetto
Fratin) rinuncia
definitivamente alla costruzione di un deposito unico nazionale delle scorie
nucleari, optando di lasciarle dove si trovano. Si
userebbero cioè gli stoccaggi esistenti: in Italia i depositi temporanei che
custodiscono rifiuti radioattivi sono ex centrali nucleari (4 centrali e 4
impianti del ciclo del combustibile), centri di ricerca nucleare e centri di
gestione di rifiuti industriali. Le ex centrali nucleari, attive fino alla fine
degli anni Ottanta, sono a Trino (Vercelli), Caorso (Piacenza), Latina e Sessa Aurunca (Caserta). Ci
sono poi un impianto di “ Fabbricazioni Nucleari” a
Bosco Marengo (Alessandria) e tre impianti di ricerca sul ciclo del combustibile
a Saluggia (Vercelli), Casaccia (Roma)
e Rotondella (Matera).
Ebbene,
questa marcia indietro governativa riattualizza l'edizione
di “Storia nucleare” , il dossier di
Lino Balza che racconta la storia che va da Bosco Marengo (AL) al Forum
nazionale dei Movimenti Antinucleari e al Referendum 2011, dal dopo Referendum
ai governi “verde-giallo-rossi” e “policromo”, e infine di destra, fino
all'odierno rilancio del “nuovo nucleare” e alla risoluzione del deposito
nazionale. L'attualità è vieppiù affermata
dall'imminente Referendum
dell'8-9 giugno 2025.
“Storia
nucleare” racconta oltre quaranta anni (1981-2025) di lotte contro il nucleare
in Italia: l'epopea della mobilitazione popolare che contrastò il nucleare
civile e ne perseguì la fuoriuscita definitiva, anche tramite una sentenza
pilota valida come precedente per tutti i siti nucleari italiani. E' anche la
Storia dello strapotere politico-giudiziario che la impedì sulla pelle delle
generazioni presenti e future; dunque, è Storia -documentata- anche di
connivenze complicità corruzioni ignavie.
“Storia
nucleare” è disponibile a chi ne fa richiesta: tratta in breve da stralci dei
libri “Ambiente Delitto Perfetto” (Barbara Tartaglione – Lino Balza, prefazione
di Giorgio Nebbia) e “L'avventurosa storia del giornalismo di Lino Balza”,
nonché alle centinaia di articoli del Sito “Rete
Ambientalista Movimenti di lotta per la salute, l'ambiente, la pace e la
nonviolenza” gestito dal “Movimento
di lotta per la salute Giulio A. Maccacaro ”.
l'8 e il 9 giugno si vota per i
referendum . Eppure, a meno di un mese dalle
elezioni,
la RAI continua a
non parlarne . Il servizio pubblico ha il dovere di
informare i cittadini in modo completo, imparziale e pluralista su un tema così
importante.
Firma questo
appello per chiedere alla RAI di fare il proprio dovere: informare gli
italiani. Clicca qui .
Il governo ha approvato una proposta di legge per il
ritorno al nucleare civile in Italia . Meloni ha
confermato a Trump questa decisione. Riproporre il nucleare civile dopo ben 2
referendum popolari negativi è una follia. Il governo deve risolvere anzitutto
il problema delle scorie radioattive esistenti (95.000 metri cubi), a cui si
stanno per aggiungere quelle che torneranno da Inghilterra, Francia, Slovacchia
dopo i trattamenti necessari, tutte da collocare in sicurezza e con garanzie
certe. Altrochè aggiungere ulteriore nucleare.
La priorità oggi è lo smantellamento delle centrali
nucleari dismesse e la messa in sicurezza delle scorie radioattive: sono
obiettivi che oggi il governo non garantisce.
Le
scorie nucleari più pericolose inviate anni fa in Francia e Regno Unito per
metterle in sicurezza (con alti costi) torneranno entro il 2025 in Italia, a
meno di improbabili proroghe. Nessuno sa dove metterle perché i 2 depositi per
le scorie radioattive non sono stati realizzati e quindi non si sa dove stoccare
né quelli a medio bassa radioattività – con durata misurabile in centinaia di
anni – né quelli ad alta radioattività misurabile in migliaia di anni che non a
caso la Francia intende collocare in un deposito a 500 metri di profondità
adottando misure di maggiore sicurezza.
Il governo italiano nel suo nuovo progetto sul
nucleare fa slittare i tempi dello smantellamento delle vecchie centrali fino al
2039, mentre propone di installare nuove centrali elettronucleari dando per
utilizzabili prototipi di centrali che non sono tuttora disponibili. Inoltre, è
sicuro un aumento dei costi dello smantellamento delle vecchie centrali e un
conseguente aumento sulle bollette dell'energia elettrica.
L'
associazione “Comitato SI alle rinnovabili NO al nucleare” promuove per il 23
maggio 2025 con inizio alle ore 15,30 un convegno online, con collegamento
streaming
https://www.facebook.com/forumdelleidee/ .
Il Convegno è a Cremona, come già nel 2011:
clicca sul
titolo per la foto.
Le
aziende interessate al business del nucleare, sostenute da Confindustria,
promuovono il Governo per il cosiddetto “nuovo nucleare”. Il quale, attraverso
il PNIEC, ipotizza per il 2050 una quota di energia nucleare doppia rispetto a
quella prevista dalla IEA su scala globale. Il Piano punta su reattori di nuova
generazione a fissione: gli SMR (Small Modular Reactor) e gli AMR (Advanced
Modular Reactor), entrambi progettati per essere più sicuri e flessibili delle
centrali tradizionali. Ma nessuna di queste tecnologie è disponibile e siamo
ancora a livello di prototipi e progetti sulla carta.
Clicca qui l'opposizione
del
“Coordinamento Libero” con
l'intervento del suo presidente, Attilio Piattelli.
Clicca
sul titolo per l'Elaborazione Eurostat. Un processo
cruciale per la decarbonizzazione e il rispetto degli obiettivi ambientali
prevede il passaggio da fonti di energia fossile a rinnovabile. L'obiettivo è
ridurre le emissioni di gas serra e la dipendenza dall'appartenenza di energia,
aumentando l'uso di fonti come eolico, solare, idroelettrico e biometano.
L'
Associazione Energia per l'Italia ,
in collaborazione col
Centro di Etica Ambientale ,
organizza quattro incontri di studio e discussione sulla Transizione Energetica
nel nostro Paese, dal titolo
La Transizione Energetica in
Italia, evidenze, riflessioni e strategie per un percorso virtuoso verso gli
impegni climatici europei e internazionali.
Gli
incontri si terranno in modalità mista (presenza/online) a Bologna e Parma nei
giorni 8, 13, 20 e 27 maggio 2025, con l'intervento di esperti del mondo della
ricerca e delle imprese.
Clicca qui per il programma e le
modalità di iscrizione e partecipazione.
Tonnellate
di rifiuti fronte mare di tre industrie dismesse devono essere bonificate da più
di un ventennio. Il piano esiste dal 2019 ma le scorie sono ancora lì. E la
popolazione si ammala di tumore. Clicca qui da Rete
Ambientalista.
Un nuovo
studio dell'Università Federico II di Napoli ha rilevato livelli allarmanti di
elementi tossici nella Terra dei Fuochi in Campania, anche in zone finora
ritenute non inquinate. Clicca qui .
Clicca qui .
Altro
che armi! L'Europa investa sui farmaci salvavita che non vedono mai la luce per
mancanza di fondi: è il titolo di “Ippocrate” , la newsletter
settimanale di Linda Varlese. Per riceverla puoi
iscriverti qui (anche adesso) .
Caso
emblematico di “giustizia postuma”, la sentenza riguarda
un operaio della
Colgate-Palmolive di Anzio esposto
all'amianto e affetto da gravi patologie . Aveva
finalmente ottenuto il
riconoscimento dei benefici previdenziali con la condanna
dell'INPS , ma è
deceduto qualche giorno fa prima di poter andare in
pensione . L'Osservatorio Nazionale Amianto
(ONA) proseguirà ora l'azione
legale per la vedova , con richiesta
di aumento della
pensione , rendita
INAIL e risarcimento .
L'altoforno
1 dell'Ilva avrebbe dovuto essere spento quando è scoppiato l'incendio lo scorso
7 maggio, se solo l'amministrazione straordinaria fosse riuscita a rispettare il
cronoprogramma concordato con i sindacati nel luglio dello scorso anno. Il suo
spegnimento era previsto tra febbraio e marzo e al suo posto avrebbe dovuto
essere in marcia l'altoforno 2. Non è avvenuto, anche perché, come spiegato ai
sindacati due giorni fa dai manager di Acciaierie d'Italia, gestore del
siderurgico in amministrazione straordinaria, proprio l'impianto che doveva
ripartire ha a sua volta problemi. Così l'altoforno 1 ha continuato a produrre
per due mesi oltre il momento previsto. Fino all'incidente che ha portato la
Procura di Taranto al sequestro senza facoltà d'uso, innescando un nuovo scontro
con i commissari e il ministro Adolfo Urso contro i pm.
Ilva. Pieno sostegno alla magistratura contro il
governo.
La
mattina del 7 maggio 2025 all'altoforno 1 dello stabilimento Ilva di Taranto si
è verificato lo scoppio di una tubiera ( clicca sul
titolo per la foto) con uscita di gas incendiato e
proiezione di materiale solido incandescente, causando un vasto incendio.
L'evento ha esposto a gravi rischi i lavoratori presenti nell'area.
l
sequestro dell'altoforno è un atto che la magistratura ha dovuto prendere di
fronte a un incidente rilevante che oggettivamente costituisce un pericolo grave
e immediato. Ancora una volta si conferma una cosa evidente: abbiamo avuto
ragioni da vendere nel contestare in ogni sede le gravi critiche degli impianti
ILVA. Mi fatti ci danno ragione, purtroppo.
La
Procura di Taranto si agita con tempestività, trasparenza e rigore, autorizzando
tutte le attività richieste dall'azienda nei tempi previsti e in piena
conformità alle indicazioni tecniche degli enti preposti al controllo ambientale
e alla sicurezza. Le decisioni assunte sono state dettate esclusivamente dalla
necessità di tutelare l'integrità delle prove, la sicurezza dei lavoratori e la
salute pubblica, senza mai ostacolare le attività essenziali per la messa in
sicurezza dell'impianto.
Il
ministro Urso, invece di trarre insegnamento dalle dure ed evidenti lezioni
dell'esperienza, contesta la magistratura. Fa come il malato che contesta il
medico.
Ricordiamo
che Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, aveva inaugurato
la riaccensione dell'altoforno 1 dello stabilimento siderurgico di Taranto il 15
ottobre 2024, dopo che l'impianto era stato fermato da agosto 2023 per
manutenzione. Le associazioni ambientaliste avevano contestato l'evento.
Ricordiamo
infine che, per quanto riguarda l'Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA), tra
le misure rimaste incomplete allo stabilimento Ilva di Taranto spicca la mancata
acquisizione del certificato di prevenzione incendi (CPI) per il quale sono
state chieste e concesse numerose proroghe.
Clicca qui Peacelink.
La
mappa (clicca sul titolo) evidenzia
come in Italia la riduzione delle concentrazioni di PM2,5 siano state inferiori
al 10% rispetto al 2005 (dati 2020) verso l'obiettivo europeo invece di
riduzione del 55%
La
Commissione europea e l'Agenzia europea dell'ambiente (EEA) hanno pubblicato
il
secondo rapporto Zero Pollution Monitoring and
Outlook, che fornisce una panoramica del lavoro
dell'UE per raggiungere gli obiettivi di inquinamento zero del 2030. Gli
obiettivi “
Zero inquinamento al 2030 ” sono
espressi in dettaglio. I rapporti mostrano che le politiche dell'UE hanno
contribuito a ridurre l'inquinamento atmosferico, l'uso di pesticidi e i rifiuti
di plastica in mare. Tuttavia, i livelli di inquinamento sono ancora troppo
elevati , in particolare a causa del rumore nocivo, delle emissioni di
microplastiche nell'ambiente, dell'inquinamento da nutrienti e della produzione
di rifiuti. Continua cliccando
qui .
Quella
che fino a pochi anni fa era chiamata “alternanza scuola-lavoro”, oggi
rinominata “Percorsi per le competenze trasversali e per l'orientamento” (Pcto),
costa ogni anno infortuni a oltre 4 mila studenti. Nel 2023 fecero scalpore
alcuni casi di ragazzi morti durante l'alternanza scuola-lavoro. Nel 2024, metà
degli studenti infortunati (2011) subisce incidenti stradali durante il tragitto
per raggiungere la sede delle attività; l'altra metà (2058) si fa male proprio
mentre svolge il tirocinio in azienda. Solo nel primo trimestre del 2025,
l'Inail ha ricevuto 600 denunce di infortuni di studenti “in occasione di
lavoro” e altre 584 “in itinere. Ora il governo
Meloni prevede di aumentare il numero di studenti da
mandare in questi percorsi, facendo partire l'alternanza negli istituti tecnici
già dal secondo anno.
L' “Unione degli studenti”
(UDS) pone una serie di domande. Sui criteri di
selezione delle aziende in cui mandare gli studenti, che non tengono conto anche
della sicurezza sul lavoro, e sugli infortuni in itinere.
" I dati Inail dimostrano come il lavoro sicuro non è
garantito in tutto il Paese. Quindi, come succede ai lavoratori, nel momento in
cui gli vengono mandati in fabbrica non si può pensare che gli infortuni
scompaiano magicamente. I corsi di sicurezza svolti prima del percorso di
alternanza non sono sufficienti a formare gli studenti su come stare in una
fabbrica e anche su come raggiungerla. Sono poche ore e spesso online o
frontali; in ogni caso la formazione è importante, ma per la sicurezza servono
gli investimenti" .
La
questione dell'alternanza scuola-lavoro è molto dibattuta, tra chi sostiene che
sia necessaria per avvicinare gli studenti al mondo del lavoro e chi, invece,
ritiene che la scuola debba formare in un altro modo, soprattutto che le aziende
usano i Pcto per ottenere manodopera a basso costo in luoghi di lavoro
insicuri.
Referendum, il quarto quesito è per
ridurre i morti sul lavoro . Clicca qui .
Spettacolare
redazione ,
leggo
da decenni con interesse i vostri articoli e anche oggi ho approfondito i vari
temi come quello di Eva Maldonado sui Fascismi del XXI secolo, oltre ai vostri
libri. Vedendo quello sul ricatto sanitario, non posso non ricordare il ricatto
sanitario del 2021/2022 in cui i partiti di sinistra o presunti tali (PD,
5stelle e compagnia bella…anzi brutta!) hanno imposto un ricatto sanitario in
cui chi non acconsentiva a subito i vaccini covid veniva privato del lavoro e
rimborso, complice una tessera (il green pass) obbligatoria per lavorare, usare
i mezzi pubblici e usufruire di servizi e molto altro per le persone da 12 a 99
anni.
Quindi
spiace dirlo, ma io quello che si associa per prima cosa al fascismo ovvero “se
non prendi una tessera e fai quello che ti dico io stato/governo non lavori, non
usi i treni non vai in banca/posta” associato a campagne di stampa denigratorie
e discriminatorie il sottoscritto (e molti altri) lo hanno subito da partiti di
sinistra nel periodo covid.
Quindi
non stupitevi se molta parte del “vecchio popolo della sinistra” guarda a destra
per scappare dal fascismo.
Spiace
che questi temi non vengono affrontati dai partiti di sinistra se non in modo
unidirezionale e manicheo (VAX buoni, NO-VAX cattivi).
Perché
a me sembra che la “destra” persegua un fascismo teorico, mentre la sinistra,
nel 2021-202 ha messo in PRATICA il fascismo alla luce dei fatti sopra
descritti.
Cordialmente
Marco
Milanesio
PS:
La presente mail è nella responsabilità dell'autore e NON associata all'ente di
appartenenza
°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
Professore
di Chimica Fisica
Università
del Piemonte Orientale “A Avogadro”
Via Michel 11, 15100 Alessandria –
Italia
15
maggio 2025 – Giornata internazionale dell'obiezione di coscienza indetta dalla
WAR RESISTERS INTENATIONAL, insieme a Connection eV, European Bureau for
Conscientious Objection, Pax Christi International, Quaker Council for European
Affairs, Un ponte per.
Queste
organizzazioni, nell'occasione, hanno lanciato un appello alle istituzioni
europee e ai paesi membri a rispettare pienamente questo diritto umano. Si
tratta di dar protezione agli obiettori di coscienza costretti a fuggire dai
propri paesi in cui l'esercizio di questo diritto è violato e criminalizzato. Le
citate organizzazioni invitano inoltre organizzazioni della società civile,
gruppi e individui a partecipare a una mobilitazione sociale per domani ei
giorni a seguire, pubblicando contenuti a tema che sono stati realizzati apposta
per l'occasione e disponibili a questo link:
https://drive.google.com/file/d/1qzE7iHKM6N5g5bemU5Oan5EdgEQws-WM/view?usp=drive_link
Aderiamo
e invitiamo ad aderire all'appello lanciato da Paola Caridi, Claudia Durastanti,
Micaela Frulli, Giuseppe Mazza, Tomaso Montanari, Francesco Pallante ed Evelina
Santangelo per rompere il silenzio su Gaza: un invito urgente a parlarne ovunque
– nei media, nei social, nelle scuole, nelle piazze – con gli
hashtag #ultimogiornodigaza e #gazalastday .
Sosteniamo
la campagna promossa dal
Coordinamento No Riarmo contro l'acquisto di tecnologia militare da
Israele . In questi giorni, la Commissione Difesa
del Senato sta valutando l'acquisto di aerei G550 CAEW, sofisticati strumenti di
guerra e sorveglianza prodotti dalla Elta Systems, una sussidiaria della statale
Israel Aerospace Industries. Si tratta di tecnologia militare israeliana.
Riteniamo inaccettabile che, mentre la comunità internazionale denuncia crimini
di guerra e violazioni dei diritti umani a Gaza, l'Italia scelga di rafforzare i
legami economici e militari con l'industria bellica israeliana. Chiediamo che
l'Italia fermi immediatamente ogni collaborazione militare con Israele, non dia
un solo euro all'industria militare israeliana e
investa
invece in scuola, sanità, giustizia sociale e riconversione
ecologica.
La soluzione finale per Gaza e il popolo
palestinese è stata votata all'unanimità dal
governo di Israele. In oltre un anno e mezzo di carneficina indiscriminata
Israele ha assassinato oltre cinquantamila palestinesi, per il settanta per
cento donne e bambini, e queste sono soltanto le cifre ufficiali, cioè i
cadaveri recuperati e identificati, mentre tutti gli osservatori indipendenti
valutano la cifra superiore almeno del doppio. Da più di due mesi Israele
impedisce l'arrivo a Gaza di aiuti umanitari: ha bloccato cibo, acqua,
medicine. Gaza è una grande
Auschwitz che contiene due milioni di prigionieri
denutriti e assetati, corpi scheletrici, disperazione, malattie, orfani,
mutilati. Sterminati e destinati alla deportazione.
Nonostante
molte proteste, la società israeliana non sembra migliore del suo governo. E
noi? Di fronte a questo genocidio l'Europa tace, anzi acconsente. E l'Italia di
Mattarella e Meloni e…
Clicca qui .
«Oltre
un milione e mezzo di persone con disabilità nell'Unione Europea – vivono ancora
segregate in strutture residenziali. Denuncia contro i governi nazionali,
affinché abbandonino gli istituti segreganti a favore di servizi per la vita
indipendente e basati sulla comunità» Clicca qui Oltre un milione e mezzo di persone con disabilità nell'Unione
Europea vivono ancora segregate .
L'Osservatorio
Nazionale Amianto ha ricevuto segnalazione per la presenza di amianto in più di
250 ospedali (stima per difetto, perché la mappatura è ancora in
corso). L'emergenza
inquinamento da amianto in Italia è drammatica con un preoccupante ritardo delle
bonifiche: più di 40 milioni di tonnellate di amianto e
materiali contenenti amianto, assenza di una mappatura completa, mancata
attuazione per larga parte della legge 257/92. Sono stati censiti ufficialmente
in Italia circa 100 mila mila siti. Secondo le stime diffuse dall'Osservatorio
Nazionale Amianto, sono invece circa 1 milione i siti ei micro siti con amianto,
e ci sono ancora 58 milioni di
mq di coperture in cemento-amianto .
L'amianto è ancora tra noi: presente in migliaia di
edifici pubblici e privati, scuole, ospedali, treni, tetti,
tubature. Ed è allarme
scuola : l'Ona continua a ricevere segnalazioni di
nuove scuole con amianto, perfino asili nido, scuole materne ed elementari. Nel
passato è stato usato DAS con amianto, e questo ha esposto ancor di più, in
particolare le maestre di asilo e elementari fino al
1993, contenente il 30% di
crisotilo. Sono arrivate le segnalazioni di 4 casi
di mesotelioma nel personale
docente solo in queste ultime settimane, e per di più altri casi di segnalazioni
di tecnici ovvero professori di educazione tecnica e/o simili per l'uso del
minerale all'interno degli strumenti dei laboratori, specialmente nelle scuole
di avviamento professionale.
Emergenza anche negli
ospedali: l'Osservatorio ha ricevuto segnalazione per
la presenza di amianto in più di 250 ospedali (stima per difetto, perché la
mappatura è ancora in corso ). Ed ancora la
nostra rete
idrica rivela presenza di amianto per ben 300.000 km di
tubature (stima ONA), inclusi gli allacciamenti, con presenza di materiale
contenente amianto rispetto ai 500 mila totali (tenendo conto che la maggior
parte sono stati realizzati prima del 1992 quando il minerale veniva utilizzato
in tutte le attività edili e costruttive).
Messaggio di pace e salute a
42.103 destinatari da Lino Balza Movimento di lotta per la
salute Maccacaro tramite RETE AMBIENTALISTA - Movimenti di Lotta per la Salute,
l'Ambiente, la Pace e la Nonviolenza
Nel
rispetto del Regolamento (UE) 2016/679 del 27.04.2016 e della normativa di
legge. Eventualmente rispondi: cancellami.
Twitter:
@paceambiente
Sottoscrizioni
a favore della Ricerca Cura Mesotelioma: IBAN IT68 T030 6910 4001 0000 0076
215