Toscana Rossa: anche a Pisa e provincia un risultato politico che rompe il muro del bipolarismo dell’austerità, della precarietà e della guerra.
Sabato 25 ottobre h.10.00 Cinema Aquila di Roma Assemblea Nazionale “E’ ora di Cambiare Tutto!”
Le elezioni regionali in Toscana hanno segnato un passaggio politico importante. Il Risultato della lista Toscana Rossa ha dimostrato che anche in un contesto ostile, costruito per escludere le voci alternative anche attraverso una legge elettorale estremamente antidemocratica, è possibile affermare una presenza autonoma e indipendente, radicata e coerente con gli interessi del mondo del lavoro e delle classi popolari. Il risultato regionale ci consegna come è noto il superamento della soglia di sbarramento per i voti espressi per la nostra candidata Antonella Bundu(5,18%) e non per la lista(4,51%): abbiamo presentato una memoria all'Ufficio Elettorale Regionale, e siamo pronti al ricorso, poiché in oltre 10mila persone hanno barrato sulla scheda il nome della Candidata Presidente e non della lista, a cui è chiaramente legata la candidatura di Antonella Bundu, essendo l'unica lista ad averla sostenuta. Con quel numero di voti anche la lista riuscirà a superare il 5% e poter accedere al Consiglio Regionale.
In pieno agosto, quando tutte le altre forze politiche che si sono presentate non avevano bisogno di farlo poiché presenti all'interno del Consiglio Regionale, grazie alla legge elettorale del Partito Democratico, con un capillare e militante lavoro sono state raccolte oltre 12.000 firme, di cui più di 1000 in provincia di Pisa nella prima settimana, per poterci presentare.
Già da allora, nei banchetti, per le strade, nei posti di lavoro, nelle feste popolari come alla Festa Rossa di Lari che ringraziamo ancora della grande accoglienza, abbiamo notato l'esigenza popolare diffusa di un'alternativa al bipolarismo di potere anche sul piano elettorale, esigenza che si è concretizzata poi successivamente nel risultato elettorale.
In un contesto segnato da un calo significativo dell’affluenza, in cui tutti i partiti all'interno dei poli del centrodestra e del campo largo, hanno perso consenso rispetto alle elezioni europee di un anno fa, con la lista Toscana Rossa abbiamo rafforzato un'ipotesi di rottura dallo schema bipolare.
A Pisa la nostra lista ha ottenuto il 5,77%, pari a 1935 voti, il 6,42% e 2356 voti per le preferenze assegnate alla nostra candidata Presidente Antonella Bundu. Con questo risultato abbiamo superato Lega e M5S e altre liste come Forza Italia e Noi Moderati.
Allo stesso modo un importante risultato è stato ottenuto in tutta la circoscrizione/provincia, in cui la nostra controtendenza positiva a quella negativa di tutto l'arco del bipolarismo si conferma come in città, con un numero di voti per la nostra lista e per la nostra candidata di 6921 voti(4,56%) e 8421 voti(5,08%): 1267 voti(1,59%) in più rispetto al risultato della lista Pace Terra e Dignità nel 2024 e 1882(2,36%) rispetto al risultato nella circoscrizione di Unione Popolare, 2619(2,30%) rispetto al risultato di Toscana a Sinistra di 5 anni fa.
Riteniamo di non poter valutare questo risultato in meri termini numerici, ma come un segnale profondo di fiducia da parte di coloro che hanno espresso nelle urne un voto cosciente ed estremamente politicizzato, rappresentato per lo più da giovani, da coloro che hanno scelto di tornare a votare abbandonando la passività e da chi con determinazione, ha scelto di non cadere nella logica del “voto utile”.
Conviene alla narrazione mainstream raccontare il nostro risultato come un “caso” o un “fenomeno”, nascondendo il sistematico lavorio di organizzazione e mobilitazione capillare nel territorio che è la vera causa del buon risultato raggiunto.
Riteniamo che abbia trovato conferma, anche sul piano elettorale, un'ipotesi di rottura che ha risposto all'esigenza reale d' indipendenza dai due poli che rappresentano le politiche di guerra, di complicità con il genocidio e di attacco decennale ai diritti sociali e civili alle classi popolari.
La stessa indipendenza tanto dalla destra, che dal campo largo che abbiamo riscontrato in quel popolo, sceso a decine di migliaia in piazza nelle giornate di sciopero generale di USB e degli altri sindacati.
Nelle giornate del 22 settembre e del 3 ottobre e nelle mobilitazioni di questi ultimi straordinari 2 mese di lotta la radicale parola abbiamo visto concretamente cosa può essere il potere del popolo che decide di “blocchiamo tutto”, senza delegare alcunchè a chi, come i soggetti politici e sindacali del campo largo, che hanno storicamente passivizzato le masse, spengendo sistematicamente il conflitto sociale e politico in questo paese, e renderlo compatibile con politiche di compressione salariale, di smantellamento dello stato sociale e di riarmo.
Anche a Pisa la città è stata bloccata nelle sue arterie principali: dalle stazioni dei treni a quelle dei bus, dai lungarni alla FI-PI-LI, dall'Aurelia all'Autostrada, fino all'Aeroporto; sono state occupate scuole e università contro le complicità tra Italia e Israele e gli attacchi al diritto di sciopero e di manifestare esercitato dal Governo Meloni e dai suoi ministri sionisti come Salvini, in solidarietà alla resistenza del popolo palestinese e degli attivisti della Global Sumud Flottilla.
Siamo convinti che il nostro risultato sia in quota parte anche il prodotto di quelle mobilitazioni. Pensiamo di aver rappresentato, anche sul terreno elettorale, la voce di chi è disposto a far contare ancora la propria voce per affermare che i diritti non sono un privilegio, ma il prodotto di lotte per cui vale la pena portare avanti, per difenderli e conquistarne di nuovi.
Di questa rottura se ne sono accorti perfino i più zelanti architetti e sostenitori di questo bipolarismo forzato, quelli che per anni l’hanno alimentato e imposto. Oggi fingono stupore, improvvisano facce contrite e lanciano messaggi ipocriti di “solidarietà” per la nostra esclusione dai seggi.
Leggiamo di esponenti del Partito Democratico che ci offrono il loro “campo santo” per le prossime elezioni amministrative come fosse un rifugio, ma sappiamo bene che è solo il tentativo goffo di inglobare ciò che non riescono a controllare.
Siamo parte del popolo che rappresentiamo: noi non facciamo promesse, ma invitiamo a sviluppare una pratica di organizzazione quotidiana, collettiva e determinata a lottare per cambiare tutto!
Riteniamo che chi ha votato Toscana Rossa abbia già preso parte a questa lotta per il cambiamento!