Pubblicate le motivazioni della sentenza del processo Enel Bis

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Vincenzo Pellegrino

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Sep 26, 2014, 4:04:45 AM9/26/14
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Carissim*,
la tesi di Matteo trova puntuale conferma in quanto si può leggere in questo davvero ottimo pezzo di Thomas Mackinson su Il Fatto Quotidiano: http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/09/25/processo-enel-porto-tolle-scaroni-ha-non-indifferente-capacita-a-delinquere/1133170/ La dichiarazione di Enel di voler rinunciare alla conversione a carbone della centrale di Porto Tolle arriva infatti immediatamente dopo la pubblicazione delle motivazioni della sentenza del c.d. processo Enel Bis. Motivazioni (che il F.Q. ci mette a disposizione in versione integrale) la cui rilevanza giuridica Matteo spiega molto bene nelle sue sintesi. Circa la loro rilevanza politica, credo stia a noi cittadin* trarne frutto.
L'artico che segnalo mette in luce un altro aspetto inquietante della vicenda, quello che ha riguardato i pesanti attacchi subiti dal Pubblico Ministero Manuela Fasolato a causa del suo eccessivo "attivismo". Su di lei infatti pende tuttora un procedimento disciplinare davanti al Csm che vede tra le accuse quella, appunto, di "lavorare troppo" (Sic!!). Sarei dell'idea di manifestarle tutta la nostra solidarietà rispetto a questi indecenti attacchi e di esserle a fianco il 21 novembre quando dovrà presentarsi all'udienza presso l'organo di autogoverno della Magistratura.
Se alla luce di tutto questo non riusciamo a vedere quale pazzesco, pervasivo e devastante "Sistema" ha mortificato e continua a umiliare la dignità della vita pubblica di questo paese significa semplicemente che o siamo scemi o non vogliamo vedere! Si tratta di molti tasselli (e quello disposto con questa sentenza è davvero importante) che messi insieme mostrano il perverso disegno complessivo che li sottende: far soldi ai danni della salute e dell'ambiente.
Credo vada espresso ancora una volta un pubblico riconoscimento per il grandissimo lavoro svolto dalla pubblica accusa, delle parti civili, dei loro periti e anche dallo stesso collegio giudicante nella redazione delle 113 pagine di motivazione della sentenza. Senza con ciò dimenticare l'umile e fondamentale lavoro, non solo politico, svolto dai comitati e dalle associazioni che sono riusciti ad "accendere i riflettori" sull'intera vicenda.
Ciò che è da sperare è che l'esito di questo processo, nell'allontanarsi da Rovigo nei futuri gradi di giudizio, non venga stravolto e non porti ad una sostanziatale assoluzione degli accusati, cosa sulla quale Enel e gli stessi accusati contano molto. Credo sia importante seguirlo, con la pubblica e visibile presenza dei comitati, tanto in Appello quanto in Cassazione, cosa non facile ma che potrebbe rendersi possibile attivando su questo la rete nazionale no-coke e tutto il mondo ambientalista e del civismo attivo.
Chiudo, scusandomi per la lunghezza, richiamando gli aspetti civili della questione e ricordando la scandalosa accettazione degli indennizzi "tombali" che alcune amministrazioni locali, in sfregio agli interessi dei loro cittadini, hanno accettato da Enel proprio quando l'ISPRA quantifica nella cifra record di 3,6 miliardi di euro l'entità dei danni alla salute e all'ambiente.
Ma intanto godiamo questo momento di rara soddisfazione!
Un caro saluto.

                                         Vincenzo Pellegrino

P.S.: Faccio osservare che la parte del pezzo che segue il titolo in rosso ENEL, PRENDE ATTO E RISPONDE: “LA SENTENZA RICONOSCE MODESTO RISCHIO SANITARIO” è un virgolettato cioè la testuale citazione della nota con la quale Enel ha commentato le motivazioni della sentenza.

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