Carissim*,
la tesi di Matteo trova puntuale conferma in quanto si può leggere in questo davvero ottimo pezzo di
Thomas Mackinson su Il Fatto Quotidiano: http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/09/25/processo-enel-porto-tolle-scaroni-ha-non-indifferente-capacita-a-delinquere/1133170/
La dichiarazione di Enel di voler rinunciare alla conversione a carbone
della centrale di Porto Tolle arriva infatti immediatamente dopo la
pubblicazione delle motivazioni della sentenza del c.d. processo Enel
Bis. Motivazioni (che il F.Q. ci mette a disposizione in versione
integrale) la cui rilevanza giuridica Matteo spiega molto bene nelle sue
sintesi. Circa la loro rilevanza politica, credo stia a noi cittadin*
trarne frutto.
L'artico che segnalo mette in luce un altro aspetto
inquietante della vicenda, quello che ha riguardato i pesanti attacchi
subiti dal Pubblico Ministero Manuela Fasolato a causa del suo eccessivo
"attivismo". Su di lei infatti pende tuttora un procedimento
disciplinare davanti al Csm che vede tra le accuse quella, appunto, di
"lavorare troppo" (Sic!!). Sarei dell'idea di manifestarle tutta la
nostra solidarietà rispetto a questi indecenti attacchi e di esserle a
fianco il 21 novembre quando dovrà presentarsi all'udienza presso
l'organo di autogoverno della Magistratura.
Se
alla luce di tutto questo non riusciamo a vedere quale pazzesco,
pervasivo e devastante "Sistema" ha mortificato e continua a umiliare la
dignità della vita pubblica di questo paese significa semplicemente che
o siamo scemi o non vogliamo vedere! Si tratta di molti tasselli (e
quello disposto con questa sentenza è davvero importante) che messi
insieme mostrano il perverso disegno complessivo che li sottende: far
soldi ai danni della salute e dell'ambiente.
Credo
vada espresso ancora una volta un pubblico riconoscimento per il
grandissimo lavoro svolto dalla pubblica accusa, delle parti civili, dei
loro periti e anche dallo stesso collegio giudicante nella redazione
delle 113 pagine di motivazione della sentenza. Senza con ciò
dimenticare l'umile e fondamentale lavoro, non solo politico, svolto dai
comitati e dalle associazioni che sono riusciti ad "accendere i
riflettori" sull'intera vicenda.
Ciò che è da
sperare è che l'esito di questo processo, nell'allontanarsi da Rovigo
nei futuri gradi di giudizio, non venga stravolto e non porti ad una
sostanziatale assoluzione degli accusati, cosa sulla quale Enel e gli
stessi accusati contano molto. Credo sia importante seguirlo, con la
pubblica e visibile presenza dei comitati, tanto in Appello quanto in
Cassazione, cosa non facile ma che potrebbe rendersi possibile attivando
su questo la rete nazionale no-coke e tutto il mondo ambientalista e
del civismo attivo.
Chiudo, scusandomi per la
lunghezza, richiamando gli aspetti civili della questione e ricordando
la scandalosa accettazione degli indennizzi "tombali" che alcune
amministrazioni locali, in sfregio agli interessi dei loro cittadini,
hanno accettato da Enel proprio quando l'ISPRA quantifica nella cifra
record di 3,6 miliardi di euro l'entità dei danni alla salute e
all'ambiente.
Ma intanto godiamo questo momento di rara soddisfazione!