GHEDIN E I RIMBORSI PER “MONSELICE INFORMA”: PERCHE’ DOVREBBERO PAGARE I CITTADINI?
A leggere la Delibera
della Giunta Comunale numero 47 del 06-03-2012 ad Oggetto:
CONFERIMENTO INCARICO PER PRESTAZIONE DI COLLABORAZIONE COORDINATA E
CONTINUATIVA PER IL PERIODICO COMUNALE, sembrava fossimo di fronte a dei benefattori sensibili alle problematiche
sociali, poiché nelle premesse era scritto: “CONSIDERATO che molte delle iniziative riguardano interventi di
carattere sociale e prevedono in qualità di possibili utenti persone
appartenenti alle fasce più deboli della popolazione che non sempre riescono
facilmente e tempestivamente a conoscere dell'esistenza di progetti ed
iniziative che li potrebbero interessare…”.
Ricordiamo che in questo modo, dopo le pubbliche dichiarazioni del Sindaco, che annunciava in pompa magna l’uscita del periodico comunale "Monselice Informa", precisando che il giornalista Fabrizio Ghedin avrebbe collaborato a titolo gratuito, avevamo appreso che per l’attività di direzione, redazione e coordinamento testi e impaginazione, il sig. Ghedin avrebbe percepito 2.400 euro all'anno più Iva.
E così il 31/12/2012 è stata pagata al Sig. Ghedin Fabrizio la somma di 1.872 € in attesa della liquidazione completa alla presentazione di regolare fattura.
Quando è stata pagata questa cifra qualcuno deve essersi distratto, in quanto nella stessa Delibera risulta: “…e ritenuto quindi di conferirgli l'incarico di collaborazione coordinata e continuativa per l'attività di direzione responsabile, redazione e coordinamento testi ed impaginazione del periodico Monselice Informa che dovrà uscire con 2/4 numeri al mese secondo le esigenze che saranno manifestate dal Comune”;
Stando a questo, i cittadini bisognosi dell’informazione del Sindaco e dell’Amministrazione Comunale, avrebbero dovuto trovare a disposizione dai 20 ai 40 numeri del periodico.
Peccato che i numeri del foglio Monselice Informa prodotti in quest’arco temporale siano solamente 6, l'ultimo porta la data di giugno 2012.
Immaginiamo che se si fosse trattato della fornitura di servizi o di prestazioni per manutenzione, la verifica avrebbe portato sicuramente alla sospensione del compenso. Quindi nulla di personale se ora chiediamo al Sindaco di chiarire di come intenda procedere. Se i soldi pubblici dovessero risultare versati in modo inappropriato, crediamo sia inevitabile pretenderne la restituzione, a meno che non siano risarciti alle casse comunali direttamente dai nostri amministratori.
In epoca di gravi sacrifici imposti alle famiglie, è inaudito che si continuino a sperperare soldi pubblici in questo modo, anche perché vogliamo ricordare che con l’Amministrazione del sindaco Fabio Conte, il sig. Fabrizio Ghedin ha avuto contratti di collaborazione per il Comune, per circa 100.000 euro. Cifre che gridano vendetta!
Francesco Miazzi – Consigliere Comunale “Nuova Monselice” 11-02-13
Rifiuti. Radicali, no a decreto Clini che autorizza a bruciare rifiuti nei cementifici
Roma 8 febb. 2013 - Elisabetta Zamparutti, deputata Radicale in Commissione Ambiente e Maria Grazia Lucchiari, della Direzione nazionale di Radicali Italiani sullo "Schema di decreto del Presidente della Repubblica concernente il regolamento recante disciplina dell'utilizzo di combustibili solidi secondari (CSS), in parziale sostituzione di combustibili fossili tradizionali, in cementifici soggetti al regime dell'autorizzazione integrata ambientale" all’esame, per un parere, della Commissione Ambiente lunedi prossimo 11 febbraio hanno dichiarato:
“Il Governo Monti e le Camere sciolte perseverano nella demolizione dello stato di diritto anche in materia ambientale. Dopo il decreto ILVA e la proroga della gestione commissariale dei rifiuti (quest’ultima avvenuta a Camere sciolte) ora si vogliono trasformare i 59 cementifici presenti in Italia in inceneritori di rifiuti altrimenti del tutto riciclabili, con conseguenze gravissime.”
Le due esponenti radicali hanno proseguito: “Siamo contrarie all’utilizzo dei CSS (Combustibili Solidi Secondari, ex CDR) nei cementifici per i quali i limiti di emissione previsti per legge sono di gran lunga superiori a quelli previsti per gli inceneritori. Consentire l’incenerimento dei CSS nei cementifici, oltre ad essere un chiaro favore alla lobby dei cementieri che vivono un momento di crisi, significa incoraggiare l'incenerimento e così minare l’alternativa della raccolta differenziata finalizzata alla riduzione, riuso, riciclo dei rifiuti e penalizzare gli abitanti delle regioni virtuose nella raccolta differenziata. Senza contare che le semplificazioni proposte eludono la partecipazione popolare, in contrasto con le direttive europee ed in particolare la Convenzione di Aahrus.”
Zamparutti e Lucchiari hanno poi concluso: “Se pensiamo a tutti quei cementifici in aree ad alta urbanizzazione non possiamo che denunciare, con le parole di Marco Pannella, come la strage di legalità sia strage di popoli.”
COMUNICATO STAMPA DI IMPRESARADICALE
Email: in...@impresaradiciale.it
Tel.
Sala Caduti di Nassirya • Vicolo Mezzaluna Este
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| L’ITALIA DA CAMBIARE: AMBIENTE, DIRITTI, LAVORO Benvenuta Sinistra. presso Sala Caduti di Nassirya • Vicolo Mezzaluna Este I candidati di SEL Pape Diaw, Mariateresa Di Riso, Beatrice Andreose e Gigi Perinello, incontrano i cittadini e le associazioni della Bassa Padovana. Si parlerà di diritti civili, integrazione, ambiente e scuola. # livelli di qualità dell'offerta formativa garantiti a tutti, senza distinzione di reddito, nazionalità, luogo di residenza, condizioni personali; # borse di studio alle fasce deboli, mobilità gratuita agli studenti, deducibilità delle spese sostenute per la scuola; # piano straordinario per l’edilizia scolastica (1 edificio su 2 è fuori norma); # asili nido pubblici (30% in 3 anni) e tempo pieno garantito a tutti; # riordino dei cicli, flessibilità dei curricola, innovazione didattica # prevenzione di dispersione/disagio impiegando personale in esubero; # 80.000 assunzioni per stabilizzare finalmente gli insegnanti più giovani; # formazione e aggiornamento del personale della scuola # monitoraggio e valutazione del sistema scuola; # istruzione permanente in età adulta http://sel-saperi.org/wp-content/uploads/2012/10/Quaderni-di-SCUOLA_finale.pdf |
| iL MATTINO DI PADOVA LUNEDÌ, 11 FEBBRAIO 2013 |
| la replica di Mamprin e lunghi |
| «Sulle iscrizioni scolastiche è tutto sotto controllo» |
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| MONSELICE «Miazzi sta utilizzando la scuola per motivi politici e per colpire l'amministrazione». Il sindaco Francesco Lunghi e il vicesindaco Gianni Mamprin ribattono così agli attacchi dell'opposizione su istituto unico e iscrizioni. «Dal punto di vista demografico, quest'anno abbiamo 142 nuovi iscritti per la prima elementare» chiarisce Lunghi «considerato che le classi saranno sette, di cui due per le scuole paritarie, il numero è perfettamente congruo. Ci sono anche molte iscrizioni dai paesi limitrofi, ma questo non fa che confermare la bontà dell'offerta formativa di Monselice». Ma l'amministrazione non ha mandato giù nemmeno le critiche sull'affollamento delle iscrizioni al plesso di San Cosma, che ha costretto il consiglio di istituto a deliberare a posteriori i criteri di priorità. «Dal quadro che Miazzi ha dipinto sembra che la scuola sia nel caos, invece non è così» chiude il sindaco «non si può pensare di trasformare il consiglio di istituto in un consiglio comunale». «Siamo sempre stati disposti ad accogliere critiche costruttive e suggerimenti» aggiunge il vicesindaco Mamprin «Ma Miazzi non critica per costruire, ma solo per seminare zizzania». (f.se.) |
| IL MATTINO DI PADOVA GIOVEDÌ, 07 FEBBRAIO 2013 |
| IL PAT DI MONSELICE |
| Udc: «Poche idee tanto cemento» |
| Negrello e Peraro contrari alla “nuova città” a Schiavonia |
| MONSELICE «Nuovo Pat di Monselice? Poche idee nuove e tanto cemento». È lapidario il commento il direttivo comunale dell’Udc di Monselice, per bocca dell’ex assessore all’Urbanistica Alberto Negrello e del consigliere comunale Giacomo Peraro, sul nuovo Piano di assetto del territorio presentato nei giorni scorsi alla cittadinanza dal sindaco Francesco Lunghi. «Non vediamo molte idee innovative, i due boschi di pianura erano già presenti nelle prime bozze di Pat, predisposte dall’ex assessore Negrello oltre un anno fa e niente hanno a che vedere con lo spostamento dei volumi dall'attuale ospedale» sottolinea Peraro. Restano critici, gli esponenti dell’Udc, anche sull’innovazione che il sindaco ha voluto introdurre: quella dello spostamento dei volumi del vecchio ospedale, da riconvertire in parco cittadino per costruire invece a Schiavonia. «Ribadiamo la nostra contrarietà allo spostamento, a ridosso del nuovo polo ospedaliero di Schiavonia, dei volumi presenti nell’area dell’attuale ospedale, per creare un nuovo paese, che oltre a non essere necessario, va contro a tutti i principi sulla salvaguardia del territorio agricolo» evidenziano Negrello e Peraro. «Ormai» continuano i centristi «sia la legislazione nazionale, che quella regionale, tendono a privilegiare la riqualificazione e la rigenerazione urbana del patrimonio edilizio esistente rispetto alle nuove urbanizzazioni. Solo così è possibile ricucire il tessuto urbano, migliorare la qualità degli edifici e l’efficienza energetica. Creare una nuova colata di cemento a Schiavonia, significa non amare Monselice e far morire tutte le attività presenti nel centro storico». (f.se.) |
di Paolo Berdini su il Fatto Quotidiano
Otto metri quadrati di terreni vergini vengono ricoperti di cemento e asfalto ogni secondo. Ogni cinque mesi viene cementificata un’area pari a quella di Napoli; ogni anno una superficie uguale all’estensione di Milano e Firenze. Sono questi i dati impressionanti che l’Ispra, l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, ha presentato ieri in un affollato e qualificatissimo convegno.
L’Ispra ha avuto lo straordinario merito di aver sistematizzato tutti gli studi e le ricerche che negli ultimi anni avevano riguardato il fenomeno e di aver ricostruito per la prima volta l’andamento del consumo di suolo in Italia dal 1956 al 2010. Cinquantatré anni fa era urbanizzato il 2,8% del territorio, contro la media europea del 2,3%. Al 2010 il consumo di suolo italiano è pari al 6,9% e manteniamo il triste record europeo. Nel 1956 la graduatoria delle regioni più cementificate vedeva la Liguria superare di poco la Lombardia con quasi il 5% di territorio “sigillato”, distaccando, Puglia a parte (4%), tutte le altre. Dopo mezzo secolo la situazione cambia:la Lombardia supera la soglia del 10%, ponendosi in testa alla classifica, seguita da Puglia, Veneto, Campania, Liguria, Lazio e Emilia Romagna, ma quasi tutte le altre (14 su 20) oltrepassano abbondantemente il 5% di consumo di suolo.
Il dato è ancor più impressionante se si pensa che il territorio italiano è morfologicamente tormentato, presenta vaste zone collinari e montagne dove è pressoché impossibile costruire e cementificare. Il consumo di suolo ha dunque aggredito le parti pianeggianti ed è ancora l’Ispra ad aver documentato che lungo la costa adriatica, quella ligure, quella romana e della conurbazione napoletana i valori di occupazione del suolo raggiungono valori anche superiori al 40%. Per la pianura padana compresa tra Bergamo e Venezia era già stato l’Istat due anni fa ad aver denunciato la esistenza di un gigantesca conurbazione a bassa densità che ha divorato milioni di ettari di campagna e non ha rispettato neppure i fiumi.
Ed ecco la prima conseguenza della follia italiana: con cadenza regolare le aree pianeggianti vengono investite da gigantesche ondate di acqua che non riesce più a defluire negli alvei fluviali. Alessandria, Genova, le Cinque terre,la Lunigiana, Vicenza e tanti altri tragici esempi, forniscono la misura dell’insensata strada che l’Italia ha intrapreso. Piangiamo centinaia di morti innocenti, di devastazioni urbane e paesaggistiche, di miliardi di euro di danni. Uno sviluppo cieco imposto dalla rendita fondiaria speculativa sta riducendo il nostro paese in una gigantesca colata di cemento.
La seconda conseguenza sta nel disordine urbano e nelle disfunzioni che verifichiamo nella vita di ogni giorno. Ci si muove a fatica nelle nostre città: stiamo diventando un paese immobile perché prigioniero del cemento. E perdiamo così preziose occasioni di lavoro in questi tempi di crisi. La delocalizzazione che nei decenni precedenti prediligeva i paesi più poveri, oggi riguarda la Svizzera o la Carinzia, dove chi investe trova aree funzionali, trasporti che funzionano, servizi tecnologici di avanguardia.
E mentre i paesi europei, Germania per prima, approvano regole che limitano l’espansione urbanistica, nel Veneto dove i capannoni industriali abbandonati rappresentano il 50% della “capannonia” costruita negli anni della crescita economica si sta ad esempio dando il via alla costruzione di 5 nuove “città del divertimento” che divoreranno altri 200 ettari di campagna. Tutte le città, piccole e grandi, continuano ad espandersi senza fine mentre aumentano le case vuote. Si costruisce per favorire gli investimenti della grande finanza internazionale, anche con le grandi opere inutili: dal Ponte sullo stretto, all’Alta velocità della Val di Susa, dal raddoppio dell’aeroporto di Fiumicino, alla folle corsa a costruire porti turistici che, come ad Imperia, nascondono il malaffare. L’Ispra ha compiuto dunque un atto di grande rilevanza: ha reso noti i dati nazionali e ha dato l’allarme su quanto potrebbe accadere se non blocchiamo per sempre l’espansione urbana.
Ma di questo, come noto, i tre maggiori contendenti (Pd, Monti e Pdl) non parlano in campagna elettorale. Il sistema Sesto San Giovanni, e cioè l’assoluta discrezionalità con cui si aumentano a piacere le volumetrie da realizzare è un comodo giocattolo che permette guadagni illeciti e consenso sociale.
Stop al consumo di suolo e Salviamo il paesaggio sono invece le due grandi spine nel fianco di questo sistema di potere cieco e insensibile al bene comune. E sarà la voce delle popolazioni che non ne possono più di vedere devastato il paesaggio italiano a invertire il corso degli eventi. Anche grazie al prezioso lavoro dell’Ispra.
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