[opcp] Le bufale del governo Meloni e la dura realtà dei fatti

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Teoria & Prassi Web

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Sep 6, 2025, 5:17:30 AM9/6/25
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Pochi giorni fa la influencer di Palazzo Chigi ha sbandierato l’efficacia delle misure del suo governo reazionario aggrappandosi ai numeri che dimostrerebbero un aumento del numero degli occupati nel luglio 2025, rispetto l’anno precedente.  

I fatti smentiscono ancora una volta le demagogiche dichiarazioni della Meloni.

Anzitutto, il nostro paese ha un tasso di occupazione al 62,7%, che è fra i più bassi d’Europa.  Ad essere penalizzate soprattutto le donne proletarie che cercano un lavoro e trovano solo miseria.

In secondo luogo, sui numeri influiscono gli effetti della legge Fornero (votata da PD e PDL) e dei disincentivi alla pensione anticipata (voluti dal governo in carica) che posticipano l’andata in pensione, facendo registrare un aumento degli occupati over 50.

In terzo luogo, se la forma del rapporto di lavoro sta lentamente cambiando, con una crescita del lavoro a tempo indeterminato, il suo contenuto generale peggiora. 

Sono ormai 6,2 milioni di lavoratori a percepire una paga netta di massimo 1000 euro al mese. Il che vuol dire che un lavoratore su quattro vive sotto la soglia di un’esistenza dignitosa, ammesso e non concesso che chi ne riceve 1.300 lo possa fare con l’inflazione che ogni mese erode il misero salario.

Anche se si lavora in due, una famiglia proletaria riesce a malapena ad arrivare alla fine del mese. Un progetto di vita serena, il diritto all’abitazione senza rimanere schiacciati da mutui e affitti, il curarsi, avere dei figli e persino fruire di una breve vacanza, sono divenute chimere al giorno d’oggi.

Inoltre, diventa più pesante il carico fiscale per i lavoratori dipendenti, con un aumento delle tasse aggiuntive del 17,8% per gli operai e del 21,8 % per gli impiegati rispetto al 2022.

Nel frattempo i milionari in Italia hanno raggiunto il numero di 517 mila e si registra l’aumento dei profitti con la remunerazione degli azionisti, la cui fonte è il plusvalore creato dal lavoro degli operai salariati.

Ciò dimostra che la legge generale dell'accumulazione capitalista, scoperta da Marx e negata da tutti i riformisti, è pienamente vigente.

Essa significa da un lato concentrazione d’immense fortune, aumento del lusso, dell’ozio e dello spreco delle classi sfruttatrici e parassitarie, dall’altro lato, intensificazione dello sfruttamento e accrescimento della miseria di chi produce tutta la ricchezza sociale.

Il processo di impoverimento assoluto e relativo del proletariato si approfondisce mentre l’opposizione parlamentare e una larga parte delle formazioni “alternative” di sinistra parla del sesso degli angeli o delle candidature per le prossime regionali, per assicurarsi qualche poltrona. Mentre la sanità, la scuola e i servizi pubblici sono ridotti al lumicino per finanziare la politica di guerra e garantire “sussidi” alle grandi imprese capitaliste che licenziano migliaia di lavoratori. Mentre la reazione politica e la fascistizzazione avanzano. Mentre i capi dei sindacati se ne guardano dal promuovere una vera lotta di classe fra proletariato e borghesia per l’aumento del livello dei salari.

La conclusione che si deve trarre da ciò è che le profonde contraddizioni del capitalismo, acuite dal dominio dei monopoli, si risolvono solo con la rivoluzione proletaria, socialista, che è una necessità storica e pratica.

La società per svilupparsi non può più stare nello stretto limite imposto dai rapporti di produzione capitalistici.

Dall’attività, dall’organizzazione e dalla risolutezza delle vaste masse popolari, guidate dalla classe operaia, dipende la sconfitta dei barbari disegni della borghesia e la conquista di una società e di uno stato di tipo nuovo e superiore.

Uniamoci, organizziamoci, lottiamo nella prospettiva del potere proletario!

4 settembre 2025

Organizzazione per il partito comunista del proletariato


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