Ciao a tutti/e,
segnalo che sabato 20 ci sarà una cena di autofinanziamento al centro sociale Ipò di Marino e si parlerà degli ultimi sviluppi sulla situazione sgombero/delocalizzazione (prenotarsi a ipo...@gmail.com per favore) e domenica 21 ad Albano alle 10.30 un'assemblea pubblica a sostegno della resistenza palestinese in piazza S.Pietro.
Di seguito allego il comunicato di convocazione della piazza di Albano
https://www.facebook.com/p/Centro-Sociale-Ipo-100071147829695/?locale=it_IT
SOLIDARIETÀ CON LA RESISTENZA PALESTINESE
PIENA LIBERTÀ PER ANAN, ALI E MANSOUR
Dal 7 ottobre 2023 ad oggi, lo Stato sionista ha ucciso almeno 67mila persone a Gaza; ha
reso più crudele l’oppressione coloniale della Cisgiordania; ha invaso il Libano e la Siria;
ha bombardato lo Yemen, l’Iran e, nel tentativo di colpire la delegazione negoziale di Hamas, perfino il Qatar (sede della più grande base militare USA nella regione).
In questi due anni, si è sviluppato un movimento globale di solidarietà con la Palestina.
Le manifestazioni di massa in sostegno alla Global Sumud Flottilla, che si sono tenute anche a Roma, si inseriscono in questo quadro e segnalano come l’opposizione al genocidio sia penetrata nella coscienza popolare.
Proprio per questo, non mancano tentativi di strumentalizzazione ad opera di settori istituzionali che mantengono vincoli profondi con Israele e tentano di depotenziare il significato anticolonialista della mobilitazione.
Le organizzazioni palestinesi in Italia hanno recentemente diffuso un appello comune per riaffermare la natura politica del movimento di solidarietà e la centralità della resistenza palestinese, in vista della manifestazione nazionale del 4 ottobre.
Lo Stato italiano è pienamente complice del colonialismo d’insediamento sionista.
Importanti aziende a partecipazione statale contribuiscono all’ approvvigionamento
energetico (ENI) e al complesso militare-industriale (Leonardo) di Tel Aviv.
A livello mondiale, l’Italia risulta il terzo fornitore di armi a Israele.
L’esempio più significativo della complicità italiana è rappresentato dal vergognoso caso giudiziario che ha colpito Anan, Ali e Mansour.
L’unico motivo per cui i tre palestinesi sono accusati del reato di associazione con finalità di terrorismo internazionale risiede nel fatto che uno di loro, Anan, che si trova in carcere dal gennaio 2024, ha partecipato in Palestina alla resistenza anticoloniale.
Il processo nei loro confronti, che dovrebbe concludersi il 26 settembre, è un pericoloso
tentativo di negare la legittimità della resistenza contro l’occupazione, viceversa riconosciuta da numerose risoluzioni ONU.
È importante partecipare alle prossime iniziative, per richiedere con forza la loro assoluzione e l’immediata liberazione di Anan.
ASSEMBLEA PUBBLICA
DOMENICA 21 SETTEMBRE – ORE 10:30
PIAZZA S. PIETRO – ALBANO
CASTELLI ROMANI PER LA PALESTINA