No al potenziamento dell’aeroporto di Bresso e al nuovo piano promosso da ENAC. È la posizione netta espressa dall’opposizione di centrosinistra, PD in testa, con un ordine del giorno che viene presentato in consiglio comunale questa sera, che chiede di fermare qualsiasi incremento dei voli e di far rispettare gli impegni assunti nel Protocollo d’intesa del 2007.
Al centro della presa di posizione c’è l’aeroporto di Bresso, uno scalo inserito in un’area ad altissima densità abitativa, all’interno del Parco Nord Milano, uno dei principali polmoni verdi della Città Metropolitana. Un contesto che, secondo i consiglieri firmatari, rende incompatibile qualsiasi ipotesi di sviluppo o ampliamento delle attività aeroportuali.
Nel documento vengono richiamati anche episodi drammatici del passato. Nel 1980 un aereo precipitò in via Modigliani a Cinisello Balsamo causando la morte di una donna e dei suoi tre figli, mentre nel 2000 un elicottero cadde all’interno del Parco Nord provocando la morte dei due piloti. Eventi che, si legge, ricordano la necessità di una regolamentazione molto rigorosa del traffico aereo sopra aree densamente urbanizzate.
Il riferimento centrale è il Protocollo d’intesa sottoscritto nel 2007 da Presidenza del Consiglio, Ministero dei Trasporti, Agenzia del Demanio, ENAC, Regione Lombardia, Provincia di Milano, Consorzio Parco Nord e dai Comuni di Bresso, Cinisello Balsamo e Milano. Tra gli impegni assunti c’erano la verifica della possibile ricollocazione dell’aeroporto e, soprattutto, il divieto di incrementare o modificare le attività dello scalo, escludendo ogni potenziamento delle infrastrutture.
Un equilibrio che, secondo l’opposizione, oggi rischia di saltare. Da tempo, infatti, arrivano segnalazioni di cittadini di Bresso e Cinisello Balsamo su un aumento dei voli e sul mancato rispetto degli orari indicati dall’Aeroclub Milano, che gestisce lo scalo.
A preoccupare è soprattutto il nuovo programma di collegamenti aerei regionali promosso da ENAC, la cosiddetta Regional Air Mobility, che punta a sviluppare una rete nazionale di mobilità a corto raggio tra aeroporti secondari con aeromobili fino a 19 posti. Un progetto che individua proprio Bresso come uno degli hub principali, insieme a Roma Urbe e Venezia Lido, e che prevede uno stanziamento di circa 9 milioni di euro per lo scalo brianzolo.
Una cifra che, secondo i consiglieri, va ben oltre le esigenze della manutenzione ordinaria e segnala chiaramente l’intenzione di un potenziamento. A questo si aggiunge il fatto che dal 2022 la gestione tecnico-economica dell’aeroporto è affidata a ENAC Servizi e che l’avvicinarsi delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026 potrebbe portare a un ulteriore aumento del traffico aereo.
Nel testo viene richiamato anche il tema ambientale. La Pianura Padana è già una delle aree più inquinate d’Europa e, secondo i dati ISPRA, a Cinisello Balsamo nel 2024 il biossido di azoto ha superato i limiti di legge. Inoltre, il cono di transito degli aerei sorvola zone già congestionate dalla presenza dell’autostrada e di complessi scolastici, sollevando ulteriori questioni di sicurezza.
Da qui la richiesta politica rivolta a sindaco e giunta. L’ordine del giorno chiede di intervenire presso tutti i livelli istituzionali per bloccare il piano ENAC, di verificare il rispetto degli orari e delle distanze di sicurezza, di attivare ARPA per uno studio sull’inquinamento acustico e atmosferico e di convocare, se necessario, un Consiglio comunale aperto alla cittadinanza. Prevista anche una vigilanza preventiva sul traffico aereo in vista delle Olimpiadi.
Il documento è firmato dai consiglieri Antonio Piranio, Patrizia Manni, Federico Valieri e Pasquale Romano e sarà trasmesso al Ministero dei Trasporti, alla Regione Lombardia e a ENAC. Sul territorio, intanto, si sta muovendo anche un comitato di cittadini, apartitico e aperto, che chiede di fermare il piano e di tutelare la salute e la qualità della vita di chi vive attorno all’aeroporto.



Redazione "La Città"