Le associazioni puntano il dito contro l'assenza di zonizzazione acustica, del master plan e del deposito dei bilanci. "Inaccettabile erogare fondi pubblici senza il rispetto delle normative"
“Nessuno degli scali minori della Regione Emilia Romagna (Forlì, Parma e Rimini) rispetta tutte le normative previste dal Codice della navigazione e dalle direttive europee a tutela della salute, dell’ambiente e della sicurezza pubblica: in particolare nessuno di questi scali ha attualmente una zonizzazione acustica, e quindi non è possibile attivare le misure di mitigazione previste a garanzia della salute dei cittadini, e nessuno ha un Piano di emergenza esterno attivo e operativo necessario per intervenire in modo tempestivo ed efficiente in caso di incidente”, si legge in una nota del Taaf.
“Tuttavia, le situazioni fra gli scali risultano essere diverse. In particolare tra gli aeroporti di Rimini e Forlì le differenze sono evidenti non solo dal punto di vista della attrattività dello scalo: l'aeroporto Fellini di Rimini ha un master plan approvato da Enac, quindi con una valutazione di impatto ambientale da parte del ministero dell'Ambiente e la validazione della conformità urbanistica - spiega la nota -. Inoltre, ha le mappe di vincolo che sono necessarie per la sicurezza della navigazione aerea. L'aeroporto Ridolfi di Forlì attualmente non ha operativa nessuna delle leggi previste a garanzia della tutela della salute pubblica e dell'ambiente, oltre all'assenza della zonizzazione acustica e del piano di emergenza esterno”.
“Manca, inoltre, il master plan. Il piano di sviluppo inoltrato ad Enac nel 2023 non ha mai avviato l'iter di approvazione da parte dell'Ente (quindi non ha la valutazione di Impatto ambientale, né la validazione della conformità urbanistica) e mancano anche le mappe di vincolo, da tempo annunciate ma mai realizzate. Tali problematiche sono state rese pubbliche anche dal verbale della commissione aeroportuale riunitasi per Forlì a giugno 2025. Considerate queste criticità si chiede come mai la Regione Emilia-Romagna abbia deciso di eliminare la council tax utilizzando soldi pubblici senza richiedere come contropartita la piena applicazione delle direttive europee e delle leggi del Codice della navigazione che, rispetto le leggi locali sono preminenti, quindi obbligatoriamente da rispettare da parte delle infrastrutture beneficiarie del finanziamento pubblico”.
“Ma c'è dell'altro e riguarda il ruolo della Camera di commercio della Romagna: l'aeroporto Fellini ha presentato, come ogni anno, anche per il 2025 il proprio bilancio di esercizio (+138.878 euro) come prevede la legge, mentre l'aeroporto di Forlì non deposita il proprio bilancio di esercizio dal 2023 (-12.208.247 euro). Di fronte a tale irregolarità, non ci risulta che la Camera di commercio abbia attivato la procedura prevista per la messa a norma di tale irregolarità - afferma il Taaf -. La situazione economica di Forlì Aeroport non è chiara. La società smentisce: di avere un debito di circa 24 milioni di euro ma allora perchè dal 2023 non presenta più il bilancio?".
“Infine, il traffico passeggeri mostra un trend leggermente negativo nel 2025 rispetto al 2024, attestandosi su circa 130.800 passeggeri, in contrasto con l’obiettivo dichiarato da F.A. di voler raggiungere un milione di passeggeri. Sorte diversa per il Fellini che nel 2025 ha superato i 409.700 passeggeri, aumentando i numeri del 2024. Il Taaf e il Comitato Sorvolati ritengono inaccettabile che fondi pubblici vengano erogati senza condizioni minime di legalità, sicurezza, tutela della salute pubblica e trasparenza contabile”, conclude la nota.