Legambiente su Ampugnano

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Comitato Ampugnano

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Legambiente Siena

Dal territorio


Siena, 25/08/2025
A seguito della conferenza stampa di ENAC a Siena e della risposta che il medesimo Ente ha dato all’invito del sindaco Gugliotti per “presentare il progetto” anche alle altre istituzioni territoriali (Comune di Sovicille, Provincia, etc), rilanciamo la campagna di opinione sul futuro dell’aeroporto di Ampugnano.
Nella risposta di ENAC a Gugliotti, l’incontro di Siena viene derubricato come un pourparler, una sorta di preliminare, senza alcuna analisi di fattibilità tecnico/economica. Sembra quindi esserci ancora tempo per proporre contenuti da considerare nei successivi stadi di progettazione.
Per comprendere il seguito di questo nostro intervento è importante aver letto i tre precedenti (18/10/2023, 23/10/2023, 30/03/2024) riportati al link (http://www.legambientesiena.it/territorio/). Facciamo il punto, che considera anche le rassicurazioni del deputato Michelotti:
– Michelotti afferma che ad Ampugnano NON si farà attività di rimessaggio per flotte di aerotaxiLa prendiamo come una promessa, perché il nostro primo timore sono decolli continui di jet privati che poi sostanzialmente vadano solo a dare servizi ad altri territori, e questa sarebbe l’ipotesi peggiore di rilancio.
– ENAC conferma di fatto la nostra prima affermazione, ossia che, mantenendo la sola attuale funzione di decollo orizzontale, non potrà mai esistere uno spazio economico per l’aeroporto di Ampugnano. L’unica rotta individuata, Siena-Roma Urbe, che forse mitigherebbe il disagio di qualche senese nel raggiungere la capitale, dovendo da sola ammortizzare i costi di tutti i servizi a terra, sarebbe di fatto costosissima e a carico dell’Ente statale, con un futuro quindi perennemente incerto.
– Per rendere sostenibile questo minimo rilancio dell’attuale funzione aereoportuale di Ampugnano, ENAC propone di installare 20 Mwp di fotovoltaico nel sedime demaniale, da gestire in logica di Comunità Energetica Rinnovabile. E anche questo era un cardine della nostra proposta. Sarà fondamentale che nei successivi stadi progettuali venga confermata questa scelta di gestione in CER, perché è ciò che farà la differenza fra una speculazione (ossia, fra una “centrale” fotovoltaica di 20 Mwp da cui ENAC ricaverebbe un introito diretto vendendo l’energia al GSE) e il rilancio dell’attuale zona aereoportuale, con almeno 20 nuovi soggetti/aziende connesse a 20 diversi IPOD, serviti ognuno da 1 Mwp di fotovoltaico (il massimale permesso per partecipare ad una CER). Poiché è difficile pensare che ci possano essere più di 3/4 Aziende interessate all’attuale funzione di decollo orizzontale (i servizi a terra ?, un operatore per i jet privati ?, un’associazione per voli amatoriali ?), si apre un enorme spazio progettuale per le rimanenti posizioni.
Tutto ciò premesso, noi crediamo fortemente che alcune di queste nuove posizioni possano essere connesse ancora alla funzione aereoportuale, ma per il decollo verticale (elicotteri, droni). E’ di “vertiporti” che il territorio senese avrà presto bisogno, perché è con mezzi a decollo verticale che si servono le periferie di territori a bassa densità abitativa, quando debbano, o vogliano, essere raggiunte in tempi rapidi. E ciò vale sia per il trasporto di persone che di merci, con il recente rilascio delle prime licenze commerciali per i droni. Mezzi che possono atterrare praticamente ovunque, con poco spazio dedicato.
In tale ipotesi Ampugnano assumerebbe la configurazione di un hub di livello almeno provinciale per il decollo verticale, dove concentrare servizi di rimessaggio, manutenzione, ricarica, e dove potrebbero insediarsi nuove start-up e aziende del settore, attratte dal costo praticamente nullo dell’energia e da un territorio che ha tutto per il lancio delle funzioni tipiche del loro business: oltre a protezione civile e urgenza sanitaria, nuova logistica per la consegna di piccoli quantitativi di merci, monitoraggio del territorio e agribusiness, nonché il trasporto dei “mitici turisti alto-spendenti” che qualora arrivino ad Ampugnano in jet avrebbero comunque il problema di raggiungere la destinazione finale, poiché spesso ospitati in dimore o resort della campagna senese.
In sostanza, se vogliamo mantenere la funzione aereoportuale, non è utile prospettare numeri non raggiungibili, o la “qualità” dei medesimi, perché saranno sempre troppo piccoli. E’ la funzione stessa che deve attualizzarsi.
Ricordiamo poi che il sedime aereoportuale è di ben 180 ettari, e che quindi ogni nuova idea di sviluppo che non preveda cementificazione dovrebbe essere valutata. A partire da un recupero agricolo innovativo, magari con l’uso del nuovo agrivoltaico semi-ombreggiante, che già si è dimostrato idoneo a rendere sostenibili le coltivazioni che più soffrono per il cambiamento climatico.
Un progetto concreto dovrà preventivamente:
– contenere l’impegno da parte di ENAC a cedere, gratuitamente al Comune di Sovicille, in diritto d’uso almeno trentennale, un’area già dichiarata idonea (non in contrasto con la Sicurezza dei voli) per la realizzazione di impianti fotovoltaici. Il sedime è per legge area idonea, ma necessita del nulla osta ENAC per questioni di sicurezza aerea (ossia ENAC si deve impegnare a cedere un’area, già dichiarata utilizzabile, di qualche decina di ettari almeno);
– indicare un numero adeguato di imprese interessate allo sviluppo di Ampugnano nel senso prospettato, che porti un’altrettanto adeguata ricaduta occupazionale.
Legambiente Siena
Siena, 30/03/2024
Considerazioni sull’articolo “Possibili novità a breve sul futuro di Ampugnano dopo la consegna da parte di Michelotti del dossier al viceministro alle infrastrutture Bignami” pubblicato in data odierna sulla Gazzetta di Siena
Leggiamo con attenzione e parziale favore l’articolo sulle possibili novità per il futuro dell’aeroporto di Ampugnano pubblicato dalla Gazzetta di Siena in data odierna (https://www.gazzettadisiena.it/ampugnano-aeroporto-per-jet-privati-o-campo-di-patate/), argomento su cui avevamo lanciato una “campagna di opinione” con due nostri interventi nello scorso Ottobre (LegambienteAmpugnano18102023, LegambienteAmpugnano23102023), testi ai quali è fondamentale far riferimento per comprendere la nostra posizione.
Constatiamo con favore come il DG di ENAC abbia ben compreso che in realtà ciò che può rendere sostenibili, economicamente e socialmente ancor prima che ambientalmente, gli aeroporti minori è la contestuale produzione di energia rinnovabile, che quindi di fatto diverrebbe una destinazione d’uso non secondaria del sedime di Ampugnano, che pur manterrebbe la propria attività originale. Questa scelta economica già rappresenta un grosso passo avanti, perché, specialmente se adottata nel contesto delle recenti normative sulle Comunità Energetiche Rinnovabili, ha anche un risvolto sociale di grande rilievo, e il motivo lo si capisce bene se si è letto i nostri due precedenti interventi.
Perché allora ci dichiariamo “solo parzialmente” favorevoli ? Non crediamo sia economicamente e socialmente utile per il territorio senese mantenere la funzione di decollo orizzontale. Quale vantaggio economico ci si aspetta che possa portare al territorio l’attività di “piccolo polo di atterraggio per jet privati”, oramai reietta da buona parte degli aeroporti del mondo ? Da quale analisi trasportistica locale deriva l’affermazione che “il turismo ricco oramai si sposta così” ?. I fatti dimostrano l’esatto contrario: l’uso del jet privato è la ricca espressione del business, non del tempo libero, e solo occasionalmente della ricca espressione del turismo mordi e fuggi (es.: firmo un contratto a Milano e poi mi aspetta un aperitivo in Costa Smeralda…..). Ed è presunzione, o scarsa capacità di lettura, pensare che il territorio senese (adatto viceversa ad un turismo lento) possa essere attrattivo in tal senso. L’esperienza ci dice che anche ai ricchi nel senese piace il viaggio lento. Poi, altri business per ricchi, noi non ne abbiamo.
Siamo quindi sicuri di volersi far carico di un’attività che gli aeroporti pisano e fiorentino stanno ripudiando ? Quali garanzie chiede l’imprenditore per l’upgrade tecnologico di 17 milioni, che peraltro sarebbe funzionale esclusivamente a permettere la sua attività di mero rimessaggio di una flotta di aerotaxi, e che nessun beneficio apporterebbe al territorio ? Non si pensi che siamo contro Panerai. Non lo conosciamo e non ne avremmo motivo, ma date le premesse non comprendiamo quale vantaggio abbiamo noi senesi a legarsi mani e piedi ospitando il rimessaggio di una flotta, che poi sarebbe destinata a servire altre mete.
Tutt’altro discorso per il decollo verticale, funzione idonea al territorio, e di cui incentivare la diffusione su tutto il senese. Vorremmo che Ampugnano divenisse un “vertiporto”, un hub multifunzionale ad alta tecnologia (trasporto persone, ma anche merci e tutta la miriade di servizi attivabili con i droni commerciali) a servizio di una rete diffusa (almeno nel senese) di piattaforme (piazzole) per il decollo verticale, in grado di ospitare vettori classici (elicotteri) e di più recente concezione (droni). Magari in un nuovo contesto insediativo che implementi e sia da stimolo per tale conversione. Non ci opporremo certo noi se su una parte del suolo già cementificato delle attuali piste di atterraggio venisse proposto qualche metro cubo in più a servizio di questo vero upgrade tecnologico, per ospitare aziende all’avanguardia o start-up innovative del settore (e non stiamo parlando solo di trasporto persone e merci, ma di molto altro; quali servizi per l’agricoltura di precisione, rilievi, etc). Questo è quanto veramente serve per “sfruttare al meglio una struttura che porti beneficio a tutto il territorio, una scelta moderna, efficiente, socialmente utile e condivisa. Su questo reale bisogno collettivo è importante che trovino un accordo Amministrazioni comunali di colore diverso, e diano mandato di agire ai nostri rappresentanti alle Camere.
Legambiente Siena
Siena, 23/10/2023
Alcune precisazioni su “UN FUTURO DIVERSO E PIU’ “ENERGETICO” PER L’AEROPORTO DI AMPUGNANO”
Viste le prime risposte al lancio della “Campagna di opinione” sul parziale cambio di destinazione d’uso dell’aeroporto di Ampugnano, riteniamo di dover specificare meglio alcune importanti questioni e presupposti.
Sebbene Legambiente sia più favorevole in linea di principio ad una produzione diffusa delle Energie Rinnovabili (evitando quindi estesi campi fotovoltaici), ritiene che il nuovo burden sharing 2030 imposto alla Regione Toscana (bozza di Decreto per l’individuazione delle aree per impianti da fonti rinnovabili, per gli obiettivi fissati dal PNIEC e per l’attuazione dei pacchetti “Fit for 55” e “Repower UE”; che consiste in 4,2 Gw di nuova energia da FER, sostanzialmente di solo fotovoltaico essendo esclusa la geotermia e penalizzato l’eolico off-shore) imponga di fare qualche rapido conto. Supponiamo, bene che vada, che a noi ne tocchino 1/10 (420 Mw), in un territorio, quello senese, costellato di centri storici vincolati e di aree agricole DOP e IGP, praticamente senza aree industriali e con ridotte aree commerciali-artigianali (quindi con poche coperture potenzialmente utilizzabili).
Dove troviamo i circa 420 ettari (1 Mw richiede circa 10000 mq) di coperture idonee al fotovoltaico ?
Quindi, da un lato un simile obiettivo da raggiungere in sette anni, dall’altro uno “scheletro nell’armadio” (l’aeroporto di Ampugnano) che pesa sulla comunità locale da decenni e il cui sedime (180 ettari) non potrà mai avere uno spazio economico futuro senza un parziale cambio di destinazione d’uso. Una “non funzione” quella dell’attuale aeroporto, certamente “sacrificabile” (?), a fronte:
– dell’obiettivo di salvaguardare i nostri paesaggi iconici e centri storici abitati, non condannandoli allo stesso momento ad una futura, ma altrimenti certa, “povertà energetica collettiva” (appunto così definita dall’UE, come il possibile futuro stato di una comunità che non sia in grado di attuare la transizione energetica);
– di imponenti fondi PNRR per il cofinanziamento del campo fotovoltaico e delle grandi future ricadute economiche dirette del medesimo;
– della totale autonomia energetica della val di Merse;
– dell’opportunità di rendere attuabile una futura CER Siena Centro (previa accettazione di minime revisioni al relativo decreto, peraltro già all’attenzione del governo) che altrimenti vedrebbe esclusi dalla transizione energetica non solo gli abitanti, ma anche Enti ed Aziende di ogni settore del capoluogo, in quanto sito UNESCO;
e molto altro ancora.
Alla campagna di opinione dovrebbe quindi in primis dare il proprio contributo il Comune di Sovicille (insieme ai Comuni limitrofi serviti dalla stessa cabina primaria che serve Ampugnano) e subito di seguito il Comune di Siena, che deve considerare le conseguenze dell’eventuale esclusione di tutti i soggetti che vivono e operano nel centro storico del capoluogo dalla transizione energetica.
Una soluzione quindi, quella del cambiamento di destinazione d’uso del sedime aereoportuale a fini prevalentemente energetici che, pur non entusiasmandoci come logica insediativa in generale, riteniamo l’unica possibile nell’attuale contesto.
Legambiente Siena
Siena, 18/10/2023
UN FUTURO DIVERSO E PIU’ “ENERGETICO” PER L’AEROPORTO DI AMPUGNANO- LE PROPOSTE DI LEGAMBIENTE SIENA
Legambiente Siena è da molti anni impegnata nel promuovere l’utilizzo di fonti di energia rinnovabile che sostituiscano i combustibili fossili, responsabili del cambiamento climatico purtroppo in corso. Tra le altre iniziative, l’associazione è uno dei soci fondatori di SienӔnergie (https://www.sienaenergie.it/), primo soggetto locale preposto alla costituzione delle CER (Comunità Energetiche Rinnovabili), ufficialmente nato a Siena ad inizio anno, che ha assunto personalità giuridica, e iscrittosi recentemente al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS). Le CER rappresentano potenzialmente il vero cambiamento del paradigma energetico. L’aeroporto di Ampugnano ha una storia travagliata e costellata di ipotesi più o meno campate in aria (in tutti i sensi). E soprattutto non ha un futuro. Con il potenziamento dell’aeroporto di Firenze e l’agognato raddoppio della linea ferroviaria che la collega con Siena, non ci sarà mai uno spazio economico per un aeroporto come Ampugnano.
Legambiente Siena propone quindi di valutare seriamente l’ipotesi di destinare (in tutto o in parte) i 180 ettari di sedime aeroportuale per installare pannelli solari fotovoltaici di ultima generazione, in grado, secondo le sue stime, di generare energia rinnovabile per un massimo di 60.000 famiglie, risolvendo la “povertà energetica rinnovabile” a cui altrimenti saranno soggetti i nostri centri storici, più o meno tutti soggetti a vincolo.
Il costo iniziale di impianto si ripagherebbe in 4-5 anni di attività, ulteriormente accorciabili se (come probabile) si potessero intercettare i fondi del PNRR, che su questo fronte ricerca attivamente aree adatte allo scopo e finanzia a fondo perso i piccoli comuni.
Potrebbe essere mantenuta una postazione di eliporto per emergenze sanitarie o simili (es. trasporto di persone coinvolte in incidenti stradali nelle vicinanze). Altre attività legate ai temi dello sviluppo sostenibile potrebbero trovare posto in tale contesto.
L’associazione locale, grazie all’esperienza dei propri uffici nazionali e a SienӔnergie, sa quali passi proporre sia in ambito normativo, per il cambio di destinazione d’uso e l’intercettazione dei fondi PNRR, sia organizzativo per lo sviluppo delle CER, ma prima di procedere con maggiori dettagli, attende commenti e riscontri su questa proposta generale, da parte sia di enti pubblici che di altre associazioni interessate a portare avanti una specifica campagna di opinione.
Legambiente Siena




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