Molti posti di lavoro a tagliare l’erba (oppure diserbare). Anche “indagini archeologiche”!
E non c'era quasi anima viva a parte un vigilante in una Panda che buttava fumo (il motore stava x prendere fuoco), dei cani maremmani con le pecore, diversi gatti e decine di migliaia di storni. C'erano gabinetti chimici ad ogni angolo, puliti con la carta igienica dentro. Dappertutto recinti blindati, altri con cancelli aperti ma nessuno in vista. Telecamere, lampioni. Surreale.
Poi abbiamo un chicco: una registrazione del rumore continuo vicino alla cabina primaria: una miscela di allarmi, dissuasori di uccelli, ronzio di trasformatori, ventole da raffreddamento… Quando siamo passate di li’ alle 13:15 l’abbiamo sentito; quando siamo ripassate alle 16:15 era identico. Nei campi il tichettio e clic-clac dei motori di riposizionamento. Alcuni di questi sembravano rotti perche’ non tutti i pannelli puntavano nella stessa direzione. L’impianto con i pannelli piu’ alti da terra con distanze che potrebbero somigliare al mega impianto da 238 ha che vogliono costruire nella Piana di Rosia, aveva tantissimi pannelli danneggiati impacchettati per essere portati via.
Andate su Google Earth e guardate nell'entroterra di Montalto di Castro.
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Comitato contro l’ampliamento dell’aeroporto di Ampugnano – Siena