
La celebrata crescita da “record” del traffico civile è in realtà un problema che non si vuole regolamentare. Pochi Comuni incassano lauti dividendi, celando emissioni climalteranti, impatti sul benessere dei residenti ed erosione del gettito
In Europa e in Italia l’aviazione ha un problema macroscopico. E non riguarda la possibile scarsità di cherosene per far decollare i turisti quest’estate. Lo misurano i dati diffusi dall’Agenzia europea per l’ambiente (Aea) o quelli dell’Ente nazionale per l’aviazione civile (Enac): non c’è limite alla crescita, nessuno si pone il problema di regolamentare lo sviluppo di un settore industriale che dal 1990 ad oggi ha visto più che raddoppiare le proprie emissioni di gas climalteranti. Fatto 100 il dato relativo all’anno di riferimento per il Protocollo di Kyoto, infatti, nel 2024 l’aviazione internazionale è arrivata a 229,9.
In Italia ad esempio se prendiamo come riferimento il 2019, l’anno prima dell’emergenza Covid-19, che ha fermato per almeno un anno i traffici sopra le nostre teste e ha fatto intravedere l’opportunità di un turismo a corto raggio, il numero di passeggeri nel 2025 è aumentato di un quinto, fino a quasi 230 milioni, mentre i movimenti (decolli e atterraggi) sono...

La compagnia aerea pretende sgravi e agevolazioni mentre i cittadini auspicano una riduzione del traffico sul “Guglielmo Marconi”. La “soluzione” della politica è lo sviluppo degli scali minori in Emilia-Romagna. Spostando solo il problema
A Bologna la crescita dell’aeroporto è stato un fenomeno rapido tanto quanto lo sviluppo dei meccanismi di gentrificazione e turistificazione che riguardano la città da qualche anno. Se nel 2024 lo scalo Guglielmo Marconi aveva oltrepassato i dieci milioni di passeggeri annui, con un aumento dell’8,1% rispetto all’anno precedente, nel 2025 ha raggiunto gli undici milioni.
Insieme a viaggiatori e ricavi (181,4 milioni di euro, +9,2% rispetto al 2024) ad essere aumentati sono anche i problemi generati dal flusso in costante ascesa. Oltre al modello di città sviluppatosi lungo la colonna “Ryanair-Airbnb” che si è fatto largo nel capoluogo emiliano, gli effetti causati dall’intenso traffico aereo (in particolare l’inquinamento acustico) coinvolgono oggi -con impatti diversi- decine di migliaia di residenti in molte zone della città, specialmente nelle aree periferiche e popolari.
Mentre abitanti e comitati auspicano una decrescita del volume di traffico che oggi arriva a picchi di 27...