SUSSIDIARIETA' ED ECONOMIA DEL BENE COMUNE -
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Proseguiamo nella lettura della descrizione degli indicatori del
progetto "Economia del bene Comune". Troveremo riferimenti a ricerche, studi e
dati effettuati in Austria; teniamo conto che Christian Felber, il "padre" di
questo progetto, è di quel Paese. Ricordo che questo progetto economico è già
operativo e viene applicato in Europa da oltre 1400 aziende.
D1. VENDITA
ETICA
CONTESTUALIZZAZIONE DEL CRITERIO
“Il cliente ha sempre ragione!" è
una frase spesso citata nel contesto dell'attività economica e delle vendite.
"Il cliente va munto!", è quello che invece esprime in molti casi la prassi
effettiva.
La maggior parte dei soggetti economici vede il cliente attraverso
le lenti dello
“shareholder value” e quindi come mero strumento per
raggiungere uno scopo.
A ciò si aggiunge che soprattutto la pubblicità di
massa è contraddistinta dalla manipolazione occulta, dall'instillare degli
impulsi al consumo non sostenibili e da stereotipi
discriminatori.
OBIETTIVO
L'obiettivo di questo criterio è quello di
vedere il cliente come partner alla pari, di creare un rapporto egualitario e di
avere come finalità principale il benessere del cliente (e non solo l'aumento
delle proprie vendite).
Ciò che si vuole raggiungere è un orientamento
sostenibile al cliente e un legame aperto e improntato alla stima con
quest'ultimo.
Nel caso ideale il cliente è coinvolto nei processi aziendali
e può dire la sua, sia sulla forma che assume il prodotto, sia sulle decisioni
interne dell'impresa.
D2. SOLIDARIETÀ CON LE IMPRESE
PARTNER
CONTESTUALIZZAZIONE DEL CRITERIO
Attualmente viviamo secondo il
paradigma della concorrenza. Siamo convinti che la concorrenza porti alla
produttività, all'efficienza all'innovazione e al benessere - benché numerosi
studi presentino risultati che vanno nella direzione opposta: la competizione è
meno efficiente della collaborazione.
L'87% di quasi 500 studi di cui sono
disponibili i risultati dimostra che la cooperazione motiva maggiormente le
persone, portandole a risultati superiori, di quanto non faccia la
concorrenza.
I fattori motivazionali più forti nella cooperazione sono la
stima, il riconoscimento e la riuscita dei rapporti interpersonali; nella
concorrenza si tratta invece della paura.
OBIETTIVO
Le imprese devono
essere premiate per un comportamento collaborativo e solidale. La concorrenza
che divora l'altro deve trasformarsi in una comunità delle imprese volta
all'apprendimento e orientata alla solidarietà.
GRADAZIONE &
MISURAZIONE
Vengono premiati:
a) il passaggio al marketing cooperativo:
costituzione di un sistema comune di informazioni sul prodotto (SIP)
b)
pubblicazione di informazioni importanti (ad es.: calcolo delle spese,
fornitori)
c) la condivisione del sapere aziendale (know-how) (principio
dell'open source)
d) la condivisione della forza lavoro (manpower) in caso di
scarsità di ordini
e) la trasmissione di commesse ad altri in caso di
abbondanza di ordini
f) il sostegno tramite crediti a tasso zero
g) la
partecipazione ad un sistema cooperativo di gestione delle crisi (tavola rotonda
del settore): se il mercato crolla (calo della domanda) o se di colpo compaiono
sul mercato molti nuovi operatori nel settore (eccesso di offerta), le imprese
oggi reagiscono con un inasprimento della concorrenza; in futuro potrebbero
sedersi intorno alla tavola rotonda del settore e cercare insieme delle
soluzioni, ad esempio:
a) riduzione dell'orario di lavoro di tutti,
b)
taglio di singoli posti di lavoro in tutte le imprese del settore,
c)
riqualificazione professionale solidale di una parte dei dipendenti
d)
specializzazione solidale di un'azienda,
e) chiusura assistita solidale di
un'azienda.