ECONOMIA DEL BENE COMUNE - 6

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Paolo Piovani

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Jan 3, 2014, 2:32:33 PM1/3/14
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SUSSIDIARIETA' ED ECONOMIA DEL BENE COMUNE - 6

Proseguiamo nella lettura della descrizione degli indicatori del progetto "Economia del bene Comune". Troveremo riferimenti a ricerche, studi e dati effettuati in Austria; teniamo conto che Christian Felber, il "padre" di questo progetto, è di quel Paese. Ricordo che questo progetto economico è già operativo e viene applicato in Europa da oltre 1400 aziende.

D1. VENDITA ETICA
CONTESTUALIZZAZIONE DEL CRITERIO
“Il cliente ha sempre ragione!" è una frase spesso citata nel contesto dell'attività economica e delle vendite. "Il cliente va munto!", è quello che invece esprime in molti casi la prassi effettiva.
La maggior parte dei soggetti economici vede il cliente attraverso le lenti dello
“shareholder value” e quindi come mero strumento per raggiungere uno scopo.
A ciò si aggiunge che soprattutto la pubblicità di massa è contraddistinta dalla manipolazione occulta, dall'instillare degli impulsi al consumo non sostenibili e da stereotipi discriminatori.
OBIETTIVO
L'obiettivo di questo criterio è quello di vedere il cliente come partner alla pari, di creare un rapporto egualitario e di avere come finalità principale il benessere del cliente (e non solo l'aumento delle proprie vendite).
Ciò che si vuole raggiungere è un orientamento sostenibile al cliente e un legame aperto e improntato alla stima con quest'ultimo.
Nel caso ideale il cliente è coinvolto nei processi aziendali e può dire la sua, sia sulla forma che assume il prodotto, sia sulle decisioni interne dell'impresa.

D2. SOLIDARIETÀ CON LE IMPRESE PARTNER
CONTESTUALIZZAZIONE DEL CRITERIO
Attualmente viviamo secondo il paradigma della concorrenza. Siamo convinti che la concorrenza porti alla produttività, all'efficienza all'innovazione e al benessere - benché numerosi studi presentino risultati che vanno nella direzione opposta: la competizione è meno efficiente della collaborazione.
L'87% di quasi 500 studi di cui sono disponibili i risultati dimostra che la cooperazione motiva maggiormente le persone, portandole a risultati superiori, di quanto non faccia la concorrenza.
I fattori motivazionali più forti nella cooperazione sono la stima, il riconoscimento e la riuscita dei rapporti interpersonali; nella concorrenza si tratta invece della paura.
OBIETTIVO
Le imprese devono essere premiate per un comportamento collaborativo e solidale. La concorrenza che divora l'altro deve trasformarsi in una comunità delle imprese volta all'apprendimento e orientata alla solidarietà.
GRADAZIONE & MISURAZIONE
Vengono premiati:
a) il passaggio al marketing cooperativo: costituzione di un sistema comune di informazioni sul prodotto (SIP)
b) pubblicazione di informazioni importanti (ad es.: calcolo delle spese, fornitori)
c) la condivisione del sapere aziendale (know-how) (principio dell'open source)
d) la condivisione della forza lavoro (manpower) in caso di scarsità di ordini
e) la trasmissione di commesse ad altri in caso di abbondanza di ordini
f) il sostegno tramite crediti a tasso zero
g) la partecipazione ad un sistema cooperativo di gestione delle crisi (tavola rotonda del settore): se il mercato crolla (calo della domanda) o se di colpo compaiono sul mercato molti nuovi operatori nel settore (eccesso di offerta), le imprese oggi reagiscono con un inasprimento della concorrenza; in futuro potrebbero sedersi intorno alla tavola rotonda del settore e cercare insieme delle soluzioni, ad esempio:
a) riduzione dell'orario di lavoro di tutti,
b) taglio di singoli posti di lavoro in tutte le imprese del settore,
c) riqualificazione professionale solidale di una parte dei dipendenti
d) specializzazione solidale di un'azienda,
e) chiusura assistita solidale di un'azienda.
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