SUSSIDIARIETA' ED ECONOMIA DEL BENE COMUNE - 9
Proseguiamo nella lettura della descrizione degli indicatori del progetto
"Economia del bene Comune". Christian Felber, economista austriaco è il "padre"
di questo progetto. Ricordo che questo progetto economico è già operativo e
viene applicato, in Europa, da oltre 1400 aziende
E3: RIDUZIONE DELL'IMPATTO AMBIENTALE
CONTESTUALIZZAZIONE DEL CRITERIO
Sia a livello globale che a livello locale, le attività sociali hanno
contribuito ad un pesante degrado e squilibrio degli ecosistemi. Per una
trasformazione in direzione di un'economia eco-sostenibile, ad ogni settore e ad
ogni impresa viene richiesto di contribuire ad una riduzione significativa
dell'impatto ambientale.
OBIETTIVO
Un'impresa orientata al bene comune:
a) riflette attivamente sul suo impatto ambientale;
b) rileva e documenta il proprio impatto ambientale diretto ed indiretto,
in misura adeguata alle dimensioni/all'attività dell'impresa stessa;
c) cerca di ridurre in maniera continuativa il proprio impatto ambientale.
L’obiettivo è che le attività dell’impresa corrispondano alle quattro
condizioni di Efficienza, Consistenza, Sufficienza e Resilienza (vedi D3 –
Configurazione ecologica dei prodotti e servizi)
GRADAZIONE & MISURAZIONE
Per la valutazione vanno presi in considerazione sia l'impatto ambientale
assoluto, sia quello relativo (in relazione al settore). A seconda del
settore, possono risultare rilevanti diversi aspetti:
a) Risorse: impiego di materie prime secondarie, sostituzione con materie
prime di qualità ecologica superiore, consumo idrico ecc.
b) energia & clima: emissioni di gas clima-alteranti in relazione alle
altre imprese del settore; percentuale di fonti energetiche rinnovabili;
riduzione del consumo energetico per dipendente, statistiche sulla
mobilità
c) altre emissioni nell'aria, nell'acqua e nel suolo: SO²; NOx, VOC, PM,
metalli pesanti, sostanze cancerogene/ mutagene/ radioattive, diossine,
furani.
Ha un ruolo fondamentale nella valutazione conoscere che cosa sta a monte
del settore. Per un’impresa con grosso impatto sull’ambiente (ad es.
esplorazione e produzione di materie prime) sono da prendere in grande
considerazione le richieste relativamente al bisogno di informazioni e alle
attività reali di riduzione dell’impatto sull’ambiente.
E4: RIDUZIONE AL MINIMO DELLA RIPARTIZIONE DEI PROVENTI AD ESTERNI
CONTESTUALIZZAZIONE DEL CRITERIO
Uno dei motivi più importanti della disuguaglianza crescente è che una
quota crescente del reddito nazionale viene dai redditi da capitale (non
generati da attività lavorativa) e che, viceversa, la quota proveniente da
redditi da lavoro (salari, stipendi) è in diminuzione.
Benché il capitale (patrimonio finanziario) aumenti sempre di più, genera
rendimenti sempre più alti, perché può esercitare potere attraverso una gestione
professionale (banche, assicurazione, fondi di investimento).
Dato che il patrimonio finanziario è accentrato nelle mani di una
minoranza, questa minoranza percepisce la maggior parte di tutti i redditi da
capitale. La maggioranza della popolazione subisce un esproprio strutturale a
vantaggio della minoranza - tramite gli interessi, i dividendi e proventi da
quotazione azionarie.
A lungo termine l’ottenimento di redditi da capitale da un intero
patrimonio finanziario non è possibile, perché quest'ultimo cresce più
velocemente del rendimento economico (PIL) e il patrimonio finanziario può
moltiplicarsi soltanto se viene investito nell'economia (PIL).
OBIETTIVO
Il reddito va legato esclusivamente a prestazioni lavorative. Il possesso
di capitale non deve più portare ad avere diritto ad un reddito.
E5: TRASPARENZA E COGESTIONE
OBIETTIVO
Un'impresa orientata al bene comune informa in maniera completa e attiva il
pubblico su tutti gli aspetti fondamentali della propria attività. In tal modo
tutti i portatori di interesse (società civile, confinanti, ecc.) hanno una
panoramica completa sull'impresa e possono far presenti i propri interessi,
influenzando positivamente l'impresa nell'ottica del bene comune.
La credibilità di questa trasparenza sale, se le informazioni possono
essere verificate all’esterno oppure se istituzioni indipendenti possono avere
accesso facilitato alle informazioni.
La cogestione da parte della società è necessaria per tutte le decisioni
fondamentali sia di principio che generali, che hanno massicce ripercussioni sui
gruppi di interesse. Accanto a ciò l’impresa prima delle decisioni si rivolge ai
gruppi di interesse e li coinvolge consensualmente.
Nella matrice del bene comune viene dato grande valore alla partecipazione
democratica e la si ritrova in diversi indicatori, a seconda dei relativi gruppi
di interesse, C6; D1, A1, B1, D2 e D5.
Per questo indicatore rimangono “solo” ancora i seguenti gruppi di
interesse: Confinanti/popolazione del territorio (significa nelle vicinanze
della sede dell’impresa), Il sistema politico della regione (sul piano comunale,
provinciale, nazionale), Natura, cioè mondo vegetale e animale della regione, Le
generazioni future.
Di solito questi gruppi di interesse hanno rappresentanti o avvocati della
società civile, come ad es. Amnesty International, Caritas o Greenpeace.
(continua).