ECONOMIA DEL BENE COMUNE - 9

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Paolo Piovani

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Jan 18, 2014, 9:58:29 AM1/18/14
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SUSSIDIARIETA' ED ECONOMIA DEL BENE COMUNE - 9
 
Proseguiamo nella lettura della descrizione degli indicatori del progetto "Economia del bene Comune". Christian Felber, economista austriaco è il "padre" di questo progetto. Ricordo che questo progetto economico è già operativo e viene applicato, in Europa, da oltre 1400 aziende
 
E3: RIDUZIONE DELL'IMPATTO AMBIENTALE
CONTESTUALIZZAZIONE DEL CRITERIO
Sia a livello globale che a livello locale, le attività sociali hanno contribuito ad un pesante degrado e squilibrio degli ecosistemi. Per una trasformazione in direzione di un'economia eco-sostenibile, ad ogni settore e ad ogni impresa viene richiesto di contribuire ad una riduzione significativa dell'impatto ambientale.
OBIETTIVO
Un'impresa orientata al bene comune:
a) riflette attivamente sul suo impatto ambientale;
b) rileva e documenta il proprio impatto ambientale diretto ed indiretto, in misura adeguata alle dimensioni/all'attività dell'impresa stessa;
c) cerca di ridurre in maniera continuativa il proprio impatto ambientale.
 
L’obiettivo è che le attività dell’impresa corrispondano alle quattro condizioni di Efficienza, Consistenza, Sufficienza e Resilienza (vedi D3 – Configurazione ecologica dei prodotti e servizi)
GRADAZIONE & MISURAZIONE
Per la valutazione vanno presi in considerazione sia l'impatto ambientale assoluto, sia quello relativo (in relazione al settore). A seconda del settore,  possono risultare rilevanti diversi aspetti:
a) Risorse: impiego di materie prime secondarie, sostituzione con materie prime di qualità ecologica superiore, consumo idrico ecc.
b) energia & clima: emissioni di gas clima-alteranti in relazione alle altre imprese del settore; percentuale di fonti energetiche rinnovabili; riduzione del consumo energetico per dipendente, statistiche sulla mobilità
c) altre emissioni nell'aria, nell'acqua e nel suolo: SO²; NOx, VOC, PM, metalli pesanti, sostanze cancerogene/ mutagene/ radioattive, diossine, furani.
 
Ha un ruolo fondamentale nella valutazione conoscere che cosa sta a monte del settore. Per un’impresa con grosso impatto sull’ambiente (ad es. esplorazione e produzione di materie prime) sono da prendere in grande considerazione le richieste relativamente al bisogno di informazioni e alle attività reali di riduzione dell’impatto sull’ambiente.
 
E4: RIDUZIONE AL MINIMO DELLA RIPARTIZIONE DEI PROVENTI AD ESTERNI
CONTESTUALIZZAZIONE DEL CRITERIO
Uno dei motivi più importanti della disuguaglianza crescente è che una quota crescente del reddito nazionale viene dai redditi da capitale (non generati da attività lavorativa) e che, viceversa, la quota proveniente da redditi da lavoro (salari, stipendi) è in diminuzione.
Benché il capitale (patrimonio finanziario) aumenti sempre di più, genera rendimenti sempre più alti, perché può esercitare potere attraverso una gestione professionale (banche, assicurazione, fondi di investimento).
Dato che il patrimonio finanziario è accentrato nelle mani di una minoranza, questa minoranza percepisce la maggior parte di tutti i redditi da capitale. La maggioranza della popolazione subisce un esproprio strutturale a vantaggio della minoranza - tramite gli interessi, i dividendi e proventi da quotazione azionarie.
A lungo termine l’ottenimento di redditi da capitale da un intero patrimonio finanziario non è possibile, perché quest'ultimo cresce più velocemente del rendimento economico (PIL) e il patrimonio finanziario può moltiplicarsi soltanto se viene investito nell'economia (PIL).
OBIETTIVO
Il reddito va legato esclusivamente a prestazioni lavorative. Il possesso di capitale non deve più portare ad avere diritto ad un reddito.
 
E5: TRASPARENZA E COGESTIONE
OBIETTIVO
Un'impresa orientata al bene comune informa in maniera completa e attiva il pubblico su tutti gli aspetti fondamentali della propria attività. In tal modo tutti i portatori di interesse (società civile, confinanti, ecc.) hanno una panoramica completa sull'impresa e possono far presenti i propri interessi, influenzando positivamente l'impresa nell'ottica del bene comune.
La credibilità di questa trasparenza sale, se le informazioni possono essere verificate all’esterno oppure se istituzioni indipendenti possono avere accesso facilitato alle informazioni.
La cogestione da parte della società è necessaria per tutte le decisioni fondamentali sia di principio che generali, che hanno massicce ripercussioni sui gruppi di interesse. Accanto a ciò l’impresa prima delle decisioni si rivolge ai gruppi di interesse e li coinvolge consensualmente.
Nella matrice del bene comune viene dato grande valore alla partecipazione democratica e la si ritrova in diversi indicatori, a seconda dei relativi gruppi di interesse, C6; D1, A1, B1, D2 e D5.
Per questo indicatore rimangono “solo” ancora i seguenti gruppi di interesse: Confinanti/popolazione del territorio (significa nelle vicinanze della sede dell’impresa), Il sistema politico della regione (sul piano comunale, provinciale, nazionale), Natura, cioè mondo vegetale e animale della regione, Le generazioni future.
Di solito questi gruppi di interesse hanno rappresentanti o avvocati della società civile, come ad es. Amnesty International, Caritas o Greenpeace.
(continua).
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