SUSSIDIARIETA' ED ECONOMIA DEL BENE COMUNE -
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Proseguiamo nella lettura della descrizione degli indicatori del
progetto "Economia del bene Comune". Christian Felber, economista austriaco è il
"padre" di questo progetto. Ricordo che questo progetto economico è già
operativo e viene applicato, in Europa, da oltre 1400 aziende
E1:
SIGNIFICATO E RIPERCUSSIONI SULLA SOCIETÀ DEI PRODOTTI E
SERVIZI
CONTESTUALIZZAZIONE DEL CRITERIO
Fino ad oggi i prodotti e servizi
servono sostanzialmente ai bisogni dei consumatori.
Da una osservazione del
sistema globale del nostro pianeta la pura soddisfazione dei bisogni non
corrisponde all’obiettivo di un’impresa orientata al bene comune. Bisogna
valorizzare l’effetto sociale così come il significato/senso dei prodotti e
servizi.
Oltre a domandarsi quale bisogno essenziale va a soddisfare in modo
diretto e indiretto la gamma di prodotti bisogna porre attenzione al loro
impatto sulla natura, sul sociale e sulla cultura.
L’attuale modello di
consumi deve essere visto alla luce delle limitate risorse, della giustizia
sociale a livello globale e delle conseguenze ecologiche.
A questo proposito
insieme al significato fondamentale del prodotto acquista una considerevole
importanza l’utilizzo sensato e moderato
(sufficienza).
OBIETTIVO
Obiettivo dell’economia del bene comune è che si
produca unicamente ciò di cui le persone hanno effettivamente bisogno e che tale
produzione avvenga nel modo più ecologico possibile.
Le imprese devono
possedere l’impulso a sviluppare e proporre prodotti e servizi sensati e ad alto
valore sociale ed ecologico.
La finalità dell’impresa per l'economia del bene
comune è di rifornire tutti i membri della società di prodotti e servizi utili,
ad alto valore sociale ed ecologico, per un'esistenza soddisfacente e sana dal
punto di vista fisico e psichico.
GRADAZIONE & MISURAZIONE
Per rendere
giustizia alla complessità di questo indicatore, bisogna valutare i prodotti e
servizi secondo diverse prospettive:
• Soddisfacimento dei bisogni primari
delle persone: Il senso di un prodotto o di un
servizio lo si può riconoscere
nel momento in cui soddisfi i bisogni primari delle persone e in quale forma sia
utilizzato.
• Soddisfacimento indiretto: un servizio sensato può essere
orientato al bene ma contemporaneamente essere rivolto ad un cliente che
danneggia il bene comune. Bisogna distinguere in questo caso il soddisfacimento
diretto e indiretto dei bisogni. Da una parte l’offerta soddisfa direttamente il
bisogno di chi la riceve, dall’altra parte contribuisce indirettamente alla
prestazione dell’impresa e cioè indirettamente all’efficacia del proprio
portfolio di prodotti/servizi.
• La ripercussione sociale dei prodotti e
servizi può essere valutata in particolare mediante il confronto sia dal punto
di vista sociale (sostenibilità sociale e culturale) che ecologico
(sostenibilità naturale, sufficienza, sobrietà) con prodotti simili alternativi.
Ad es. un auto non deve essere vista solo in confronto con altre automobili,
bensì in confronto con tutte le alternative di mobilità (treno, bus, tram,
ecc.). Viene considerato inoltre l’intero ciclo di vita dell’intera catena
produttiva “dalla materia prima fino allo smaltimento o riutilizzo” così come
l’effetto sociale e culturale del prodotto. A tale proposito rimandiamo anche
agli altri indicatori A1, D3 e D4.
• Sostenibilità sociale e culturale: Oltre
agli effetti sociali lungo tutto il ciclo di vita si tratta di valutare i
prodotti e servizi relativamente al loro impiego, effetto sulla salute, pericolo
di assuefazione o ricerca dello status symbol.
• Sostenibilità ambientale,
sufficienza, sobrietà: l’attuale modello di consumo occidentale, in particolare
“quali prodotti e servizi in quale misura consumiamo non sono sostenibili né dal
punto di vista ecologico (riscaldamento climatico, penuria delle risorse,
impronta ecologica, ecc.) né dal punto di vista sociale (giustizia globale)
(vedi anche D3 Configurazione ecologica dei prodotti e servizi). Molti prodotti
e servizi manifestano la loro forza distruttiva solo attraverso l’attuale
intensità di utilizzo ( ad es. combustibili fossili, alimentazione
animale).
E2: CONTRIBUTO IN FAVORE DELLA
COLLETTIVITÀ
CONTESTUALIZZAZIONE DEL CRITERIO
Nel dibattito sulla
Corporate social responsibility (CSR - responsabilità sociale d'impresa) si è
affermato il concetto di Corporate Citizienship, che descrive l'impegno attivo
dell'impresa in favore della collettività vista come soggetto paragonabile ad un
cittadino. In maniera analoga a come un normale cittadino si impegna, per lo più
nel volontariato, anche un'organizzazione può fornire un contributo a titolo di
volontariato.
OBIETTIVO
Ogni impresa si deve assumere la propria
responsabilità sociale e, in base alle proprie possibilità, fornire un
contributo adeguato per compensare i deficit sociali e/o per migliorare le
capacità della società. Oltre ai servizi forniti dall’impresa deve essere
valutato in misura maggiore l’effetto di queste misure (“ l’impronta
sociale”).
DEFINIZIONE
Il contributo in favore della collettività si basa
su prestazioni volontarie, a favore prevalente della comunità, anche se può
sussistere un certo guadagno da parte dell’impresa. Non si tratta di
sponsorizzazione di eventi sportivi di professionisti o grandi manifestazioni,
anche se la linea di confine non è sempre facile da tracciare.
Prestazioni
sono ad es:
• Mezzi finanziari, in particolare offerte in denaro, crediti a
tasso zero o a tasso agevolato, versamenti a fondazioni o premi.
•
Prestazioni di lavoro o messa a disposizione di risorse materiali.
• Messa a
disposizione del patrimonio immateriale come la conoscenza
(consulenza,
formazione, qualificazione) oppure messa a disposizione di
contatti e influenze.
Effetti sono ad es.:
• Il miglioramento del
benessere individuale, della salute e della capacità di impegnarsi, soluzione di
problemi sociali (vedi ad es.: UN Human Development Goals)
• La riduzione dei
costi sociali, che ad es. sorgono a causa dell’attività economica (costi dovuti
a misure di riabilitazione, eliminazione di danni ambientali)
• La crescita
del rendimento delle strutture sociali oppure la migliore disponibilità per la
collettività di beni collettivi come spazio, capitale o sapere.
Vengono
valutati infine lo spettro degli effetti delle misure adottate e l’effetto nel
tempo. Fattori aggiuntivi possono correggere la valutazione verso l’alto o verso
il basso, questi sono ad es.:
• L’equilibrio tra le possibilità effettive
dell’impresa e le prestazioni effettivamente svolte.
• La “congruità” tra gli
effetti inseguiti e la strategia globale e le attività economiche
dell’impresa.
• L’assunzione di responsabilità concreta e la persistenza
dell’impegno.
(continua)