Marco è stato un padre e un marito fantastico fino a quando non perde la vita in un tragico incidente stradale che ha fatto scalpore. Benché siano passati tre anni, la moglie Claudia e la figlia Nina non hanno ancora superato il lutto e in particolare Claudia continua a vedere accanto a sé Marco e a parlare insieme a lui.
5Suor Teresa vive in una casetta non lontana dal centro della città, in uno sfatto vialone, roso dai monsoni e da una miseria che toglie il fiato. Erano i primi giorni del 1961, e Pier Paolo Pasolini era in viaggio in India, invitato insieme ad Alberto Moravia ed Elsa Morante, per le celebrazioni per il centenario del grande poeta nazionale Tagore. Allora Teresa aveva 50 anni, in pochi sapevano chi fosse e cosa stesse facendo. Anche in Italia nessuno aveva ancora parlato di lei. Arrivato a Calcutta Pasolini, mosso dalla curiosità, avendo sentito parlare di questa suora, aveva voluto conoscerla. Lei non era ancora "madre" ma semplicemente Suor Teresa. Aveva solo cinque o sei sorelle impegnate con lei nell'assistenza dei lebbrosi. A differenza dei suoi due compagni di viaggio, Pasolini ha un approccio diverso. Vuole vedere e toccare con mano, inoltrarsi nell'India profonda, mentre Moravia con il suo meraviglioso igienismo, come scrive Pasolini, preferiva stare nelle hall degli alberghi lussuosi.
Dell'incontro Pasolini non riferisce nessun dialogo. Ma le sue parole valgono più di ogni eventuale virgolettato. Suor Teresa è una donna anziana (in realtà aveva solo 50 anni, come detto), bruna di pelle perché è albanese, alta, asciutta, con due mascelle quasi virili, e l'occhio dolce, che dove guarda, "vede". Geniale osservazione quest'ultima, indice di una sensibilità come può essere solo quella di una grande scrittore. Un'osservazione che dice tutto del metodo di Teresa, capace di cogliere immediatamente nelle persone il bisogno. Pasolini poi aggiunge che la suora assomiglia in modo impressionante a una famosa Sant'Anna di Michelangelo (in realtà si confonde con Leonardo e la sant'Anna del celebre cartone conservato al Louvre). E poi continua: Ha impressa la bontà vera, quella descritta da Proust nella vecchia serva Francesca: bontà senza aloni sentimentali, senza attese, tranquilla e tranquillizzante, potentemente pratica.
I contenuti live sono quelli più guardati (69%), in leggero calo rispetto allo scorso anno. Le piattaforme VOD broadcast e YouTube hanno guadagnato terreno. I dati di utilizzo delle piattaforme SVOD rimangono stabili al 64% in tutti i mercati. Il 79% degli spettatori italiani guarda quotidianamente la TV dal vivo, rispetto al 67% che utilizza quotidianamente contenuti SVOD e al 59% AVOD (incluso YouTube).
Sadie Montgomery non può credere ai suoi occhi, è finalmente riuscita a raggiungere il traguardo più importante della sua vita: arrivare finalista al concorso della North American Portrait Society, il premio più ambito da ogni artista del Paese. Ma si sa, il destino ha spesso in serbo sorprese e imprevisti, ed ecco che i festeggiamenti prendono una piega decisamente inaspettata: Sadie si ritrova in un letto d'ospedale, con una diagnosi di cecità facciale, una sindrome "probabilmente temporanea", o almeno così le spiegano i medici, che non le permette di riconoscere i volti. Non ha perso del tutto la vista, ma adesso il suo mondo è decisamente sfocato. Cupido invece, al contrario di Sadie, ci vede benissimo. E così, mentre la ragazza tenta di coronare il sogno di diventare un'artista riconosciuta e apprezzata, risolvere le beghe familiari e prendersi cura di Peanut, il suo amato cane, il cuore le gioca un tiro mancino e comincia a battere non per un uomo solo, ma ben due. Se la sua vita fosse un po' più a fuoco, forse riuscirebbe a cavarsela ma il momento non potrebbe essere peggiore. Mentre cerca di salvare la sua carriera, affrontare il passato e gestire i sentimenti, Sadie si rende conto che la felicità si può trovare nei luoghi e nelle persone che meno ci si aspetta.
È un'autrice bestseller di commedie romantiche entrate nelle classifiche dei libri più venduti di New York Times e USA Today. È stata paragonata a Nora Ephron e Jane Austen. I suoi libri sono stati annoverati tra i migliori libri di Amazon, Goodreads e molti altri. Netflix ha prodotto due film tratti dai suoi romanzi. È nata a New York, e ora vive a Houston, in Texas, con la sua famiglia. La Newton Compton ha pubblicato Bodyguard, La felicità per principianti e Guarda chi si vede! Hello Stranger.
La Fondazione Museo Alberto Sordi e la Fondazione Alberto Sordi per i giovani hanno avuto il piacere di proiettare nel Teatro di Villa Sordi il film Guarda chi si vede, alla presenza del cast artistico e tecnico
In qualche modo, nello sguardo di suor Teresa, Pasolini vedeva quella forza e quella capacità di lavorare sull'oggi che trasformava a speranza in un gesto pratico, tangibile, visibile oltre la miseria e il dolore. Scrive d'altronde Madre Teresa in una sua nota:
In una sera in cui il cielo era sereno e la Luna si vedeva molto bene, Alex Gorosh ha deciso di di uscire a osservarla con il suo telescopio. Lo ha montato in diverse zone di Los Angeles. Molte persone che lo incrociavano gli hanno chiesto cosa stesse facendo e cosa fosse il telescopio: lui ha spiegato che stava osservando la Luna e li ha invitati a guardarci dentro. Hanno avuto tutti la stessa reazione, spontanea e bellissima.
All'interno, l'oscurità regna per alcuni secondi, ma, avvertita da sensori nel buio, Wheeler si ritrova presto a vedere di nuovo, mentre le luci fluorescenti all'interno del tubo si accendono. O perlomeno, la metà si accende: il resto rimane spento, oppure brilla incerto dopo chissà quanto tempo di mancata manutenzione.
La Marion Wheeler nel video è seduta, con uno sguardo alieno, qualcosa che la Marion reale non capisce solo dopo qualche secondo dall'aver guardato il video: non è esausta, non malata, né ferita fisicamente; si è già vista allo specchio in tutti quegli stati. No, stavolta quella donna manca di forza di volontà. È stata battuta.
Wheeler è il cardine principale della scienza antimemetica della Fondazione, con tutti i dati a lei accessibili. Sui muri ci sono calcoli approfonditi al riguardo, ma lei non ha bisogno di leggerli, li può fare a mente. Aveva solo bisogno di quella piccola spinta, quel minimo suggerimento; con gli occhi che guardano oltre lo schermo del laptop, gli occhi grandi e che vedono sfocato, capisce come tutto si incastra. Wheeler vede SCP-3125.
Di colpo indica qualcosa su un muro fuori dall'inquadratura; seguendone la direzione, Wheeler si gira e guarda: nell'angolo superiore del muro c'è una costellazione vertiginosamente complicata di schemi tecnici, con le iniziali di Bart Hughes su ogni pagina.
Non si era mai vista così debole, e il suo ego ne esce molto intaccato dal vedere che è possibile. Si sente ora come disconnessa da quello che ha appena visto, come se fosse accaduto in un altro universo, e contemporaneamente è furiosa e disgustata da quella versione di sé, soprattutto sapendo che è ancora dentro di sé, da qualche parte. Non ha senso, sto guardando agli stessi dati, ma non capisco: cosa ti ha fatto rinunciare a tutto? Cosa sa lei che io non so?
"Dobbiamo controllare se ti sei lasciata scritta delle note addosso", comincia, ma poi vede Marion Wheeler accovacciata sul fondo dello stretto cilindro che ansima come se avesse appena finito una maratona. Kim le allunga una mano per aiutarla a rialzarsi, ma lei la rifiuta, decidendo di rimanere ancora accovacciata a terra con le ginocchia al petto, ingoiando enormi bocconi d'aria.
Quasi. Lei gli afferra il polso. Per un attimo rimangono fermi così. Lei guarda negli occhi di Paul Kim, ma non sono più i suoi occhi: aguzzando la vista, Wheeler si chiede se sta guardando gli occhi di una persona o solo un buco vuoto nello spazio. Riesce già a sentire una forza che le opprime il cranio, che cerca di farsi strada attraverso esso, ma ne conosce la forma e può quindi resistergli, seppure per qualche minuto. Aveva sperato, pregato persino, che Kim non sarebbe caduto così velocemente. E in un qualche assurdo modo aveva persino sperato che ci sarebbe stato un segno, qualcosa di quasi teatrale a testimonianza che la sua mente gli era appena stata eradicata dalla testa.
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