cesareferu...@googlemail.com
unread,Aug 6, 2013, 5:27:47 AM8/6/13You do not have permission to delete messages in this group
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Egregio dottor Cancrini,
da alcuni anni seguo giornalmente la sua rubrica su L’Unità e quella di Novella Oppo, trovandole entrambe puntuali e interessanti.
In particolare, il Suo intervento apparso il 27 luglio dal titolo: “Il carcere e la droga: cambiare la legge Fini-Giovanardi” e quello del 6 agosto "Una soluzione per salare le carceri" li ho trovati non solo pienamente condivisibili, ma anche di drammatica attualità.
Ricordo che una ventina d’anni fa, proprio in occasione del referendum contro la legge Jervolino – Vassalli, sostenni che le droghe dovevano essere gestite dal Servizio sanitario. Una volta accertato clinicamente lo stato di dipendenza, il drogato avrebbe dovuto essere considerato un paziente e, qualora non fosse disposto ad assoggettarsi a un trattamento di disintossicazione, si dovevano prescrivere le dosi necessarie da acquistare in farmacia con ricetta medica.
I vantaggi sarebbero sati i seguenti:
1 - privare le organizzazioni criminali della principale fonte di illeciti guadagni;
2 - fornire al drogato un prodotto a modico prezzo (controllato) assolutamente idoneo alla sua dipendenza senza tagli con sostanze di gran lunga più pericolose della stessa droga;
3 - togliere dal mercato gli spacciatori con la drastica riduzione, se non totale eliminazione, degli incentivi a incrementare la clientela specialmente tra i giovani;
4 - sfoltire le carceri liberando persone sostanzialmente innocenti ai quali la detenzione non potrebbe che peggiorare lo stato di salute;
5 - ridurre notevolmente il giro d’affari basato sul narcotraffico, con le implicite conseguenze positive in termini economici e fiscali.
Sono felice che Lei, con la Sua autorevolezza e chiarezza, abbia riproposto a più riprese il tema in modo esemplare. Sarebbe una riforma che non costerebbe nulla, ma avrebbe indubbi e notevoli vantaggi, alla faccia dei perbenisti per partito preso.
Purtroppo mi rendo perfettamente conto che la Sua (nostra) battaglia si scontrerà con tali e tanti interessi che renderanno vane le nostre proposte.
La ringrazio per l’attenzione che vorrà dedicare a quanto scritto e colgo l’occasione per salutarLa molto cordialmente.
Cesare Feruglio Dal Dan