Carissimi, mando questo messaggio per fare un po' di chiarezza nei miei pensieri e confrontarli con voi.
Faccio la mia proposta presentando il lavoro che ho fatto.
Parto dal problema (uno dei problemi).
Una lunga chiacchierata con Dimitrios mi ha fatto pensare che questo progetto può essere visto da due prospettive diverse:
1. produrre un libro che sia un "testo" di matematica per il liceo scientifico;
2. produrre un libro che sia uno "strumento didattico" per insegnare matematica.
Siccome la differenza potrebbe non essere molto evidente, cerco di spiegarmi meglio. Un testo (di matematica) deve rispondere a delle norme tipografiche precise; perché sia impaginato correttamente ha bisogno di un lavoro certosino da fare quando tutto il contenuto è stabile. Uno strumento didattico è un materiale che deve essere visto non come il risultato del lavoro di esperti, definitivo e immutabile, ma come materiale ancora modellabile, modificabile adattabile facilmente alle proprie esigenze, sia dagli insegnanti sia dagli alunni. In qualche maniera paragonerei il primo ad un cristallo, il secondo all'argilla.
Penso che, tra chi adotta Matematica C3, ci sia chi ha bisogno di un "testo" e chi ha bisogno di uno "strumento didattico". La scelta tra le due esigenze taglia fuori una parte dei potenziali utilizzatori. Io ho pensato che forse potrebbe esserci una soluzione che permetta di rispondere ad entrambe le esigenze.
Una possibile soluzione:
L'idea proviene dal mondo del software libero ed è quella di mantenere due versioni:
1. versione di sviluppo;
2. versione stabile.
La versione di viluppo corrisponderebbe a quello che ho chiamato "strumento didattico" e dovrebbe essere facilmente modificabile, dovrebbe offrire dei metodi per individuare e correggere rapidamente gli errori e si dovrebbe poter sempre vedere e scaricare l'ultima versione.
La versione stabile dovrebbe cristallizzare la versione di sviluppo e produrre il "testo" di matematica, dovrebbe contenere tutti i miglioramenti fatti fino ad un certo punto e produrre un testo impaginato seguendo tutte le regole.
Per la versione stabile mi pare che la scelta di LaTeX possa considerarsi, definitiva (per ora). Per la versione in sviluppo io sto continuando l'esplorazione di due strumenti presi dalla produzione di software:
1. per scrivere il documento: il formato .rst (reStructuredText) che compilo con Sphinx.
2. per gestirlo: un repository (
bitbucket.org) che gestisco tramite Mercurial.
Siccome mi rendo conto che in due righe ho buttato lì quattro strumenti (probabilmente esotici). Provo a spiegarmi partendo dalla fine. E per non farmi mancare niente aggiungo un altro strumento, un servizio che si trova in internet e che permette di usufruire di documentazione realizzata con Sphinx:
www.readthedocs.org.
Se non mi avete ancora mandato a quel paese, ma vi è rimasta un po' di curiosità, mettetevi comodi e prendetevi un po' di tempo per seguire il resto del ragionamento.
Cosa ottengo da tutta questa organizzazione?
Andate su:
E vedete il lavoro che ho fatto in queste settimane: i fondamenti della geometria. I sito permette di scorrere il contenuto navigando on line Si dovrebbe ritrovare tutto il contenuto di questo capitolo del libro preso dal file .odt. Ma se da lì cliccate sull'icona del libro che c'è in basso a destra arrivate ad una pagina dove passando per il bottone "Downloads" potete scaricare lo stesso documento in formato pdf, html compresso per poterlo navigare offline, epub, per poterlo utilizzare con gli e-reader. Poi ci sono altri formati che penso ci interessino meno nella scuola. In pratica una volta scritto il documento in formato Sphinx, readthedocs fa il lavoro di pubblicarmelo nei diversi formati e renderlo anche navigabile on line.
Come lo ottengo?
Cioè concretamente cosa devo scrivere per avere tutto questo ben di dio? Lo si può vedere subito. Ritornate su View Docs cliccando sul bottone che ha questa etichetta e lì scegliete un argomento che vi ispira, supponiamo: "Gli enti fondamentali della geometria". La pagina che si apre mostra un modo di rappresentare il documento (html) ma è possibile vedere il "sorgente" del documento, cioè ciò che ho scritto io, cliccando sul bottone "Show Source" presente sulla sinistra. Vedrete apparire un file di testo con un formato particolare: ci sono alcune sottolineature (danno origine ai titoli di diverso livello), ci sono delle righe che iniziano con un asterisco (paragrafi puntati), dei tratti compresi tra asterischi (testi evidenziati, e così via. Con il pulsante di "ritorna alla pagina precedente" presente in ogni browser, potete navigare tra il documento come appare e come è stato scritto e scoprire così quelle poche regole che sono state usate per realizzarlo. In conclusione, scrivendo quell'unico testo ho ottenuto il mio libro nei tre formati che mi interessano.
Ma concretamente come ho gestito la cosa?
In pratica ho dei file di testo (i sorgenti) e devo dire a
readthedocs.org di tradurli (compilarli) nei diversi formati. Ma non solo. Io voglio avere un controllo sui cambiamenti che faccio nei sorgenti. Voglio che più persone possano lavorare contemporaneamente su questi sorgenti e che le modifiche non vadano in conflitto... Per ottenere tutto ciò (e molto altro che non conosco) faccio ospitare il mio progetto su un repository (
bitbucket.org) e lo gestisco con 4 o 5 comandi che do da terminale (esistono anche interfacce grafiche). Anche il repository è pubblico e quello relativo a questo testo si trova in:
da lì si può vedere il sorgente, segnalare errori o proporre modifiche, realizzare un wiki sul progetto, scaricarsi quello che ho deciso io o scaricare o clonare tutto il progetto. Una volta caricato il mio lavoro su bitbucket ho passato a readthedocs l'indirizzo e lui ha fatto il resto.
Un breve testo che presenta questi strumenti, e che guida al loro uso partendo da zero, lo si può navigare-scaricare in:
In conclusione io propongo:
di gestire Matematica C3 con gli strumenti messi a disposizione per il software (reStructuredText + repository). Da questi ricavare le versioni di sviluppo nei tre formati: pdf, epub e html. Dal sorgente si può ottenere una versione in formato LaTeX che può essere rifinita a regola d'arte per produrre un testo stampato.
Se mi avete sopportato fin qui:
1. mi scuso per la lunghezza,
2. attendo qualche commento,
3. sono a disposizione per ulteriori chiarimenti.
Grazie per l'attenzione.
--
Daniele
www.fugamatematica.blogspot.com giusto!
nel verso
forse è perché non guardiamo le cose
Quando non ci capiamo,