Se fino a questo momento le soluzioni open si sono fatte strada principalmente nel ramo browser e nei sistemi di content management, per la gestione di portali e dell’e-commerce, adesso l’attenzione è sul software dedicato allo sviluppo dell’infrastruttura applicativa (ERP, CRM), Internet of Things, Intelligenza Artificiale, Machine Learning e cloud.
Tuttavia, le realtà interessate purtroppo si scontrano spesso con la mancanza di personale specializzato
Se l’interesse e la consapevolezza dell’esistenza di soluzioni libere sono cresciute notevolmente, la ricerca rileva che gli intervistati non considerano più queste tecnologie solo per l’abbattimento dei costi, ma anche per gli aspetti innovativi e di sicurezza.
Sotto questo aspetto è da notare che gli IT manager mettono ancora al primo posto il risparmio economico, mentre sono proprio i CIO che vedono l’open source come approccio innovativo che può portare maggiori benefici rispetto ad altre.
Rimane una fetta di non utilizzatori convinti che non hanno intenzione di adottare software liberi nel prossimo futuro.
In sintesi, i dati mostrano come in Italia l’implementazione di software liberi in ambito produttivo sia iniziato e, seppur preso in considerazione inizialmente per risparmi di spesa, l’intenzione di aumentarne l’impiego, non solo in settori non critici, dimostra che l’open source è considerato maturo e stabile. A fronte di questo si rileva la necessità di figure professionali altamente specializzate che possano offrire formazione, consulenza e supporto tecnico a tutte quelle aziende e pubbliche amministrazioni che vorrebbero implementare ed utilizzare queste tecnologie.
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