Anche PornHub sfida la Riforma Copyright
Il tenore delle proteste contro la Riforma Copyright voluta
dall’Unione Europea si sta rapidamente alzando con l’avvicinarsi delle scadenze
ultime entro cui il testo può essere definitivamente adottato. Nelle ultime ore
una ulteriore importante vetrina, non certo tra le più attese, si è aggiunta al
coro dei contrari alla riforma: si tratta di PornHub, uno dei siti più
frequentati e noti del mondo online a luci rosse, che ha voluto portare sulla
propria homepage la protesta contro l’articolo 13.
Secondo questo
articolo le piattaforme online devono controllare il contenuto di quello che
viene caricato dagli utenti per escludere la pubblicazione di materiale
protetto da copyright. Ne consegue che per rispettare la nuova legge sul
copyright si dovranno applicare dei filtri in fase di upload per escludere la
violazione del diritto d’autore
Offrire alla protesta la homepage di PornHub significa
sicuramente alzare prepotentemente i riflettori su questa iniziativa: il banner
a sua volta rinvia al sito che fa il conto dei parlamentari europei già
schieratisi contro la Riforma, invitando altresì a firmare la petizione contro
la direttiva.


Sono ad oggi già oltre 5 milioni i firmatari, sono circa 130 i
parlamentari aderenti e l’entrata in tackle di PornHub non può che alimentare
ulteriormente il dissenso contro i cosiddetti “upload filters” al coro di
#saveyourinternet. Se la riforma dovesse essere adottata, diventerà il nuovo
puntello legislativo dell’industria del copyright; se non sarà adottata, ma
rinviata ad ulteriore esame, significherebbe mettere i destini della riforma
nelle mani del Parlamento che uscirà dalle prossime elezioni europee.