procedura che si giustifica con linguaggi di programmazione non strutturata e non sequenziale dove i vari GO TO... rendevano il flusso logico poco leggibile. Ha ancora una sua utilita' a livello didattico: su una lavagna lo pseudocodice si vede maluccio (asdasdasd frase da "sclero da tastiera", quando non si sa cosa premere o cosa fare) e puo' servire per avere una "panoramica" sugli oggetti di una classe, o sul comportamento di alcuni oggetti.
Lo pseudocodice invece ti permette di avere un livello di dettaglio molto piu' preciso e puntuale, permette di creare la documentazione del software prima ancora di scrivere il codice vero e proprio.
Se hai "scritto" un programma usando lo pseudocodice allora la scrittura vera e propria del programma sara' solo un'operazione meccanica e poco interessante.
Ecco un esempio di algoritmo per il calcolo dell'elevamento a potenza sia in flow chart che in pseudocodice
Anzitutto è scomodo da usare per rappresentare algoritmi lunghi e complessi, in quanto richiede l'uso di schemi grafici complicati e difficili da leggere. Inoltre la struttura dei diagrammi di flusso non si adatta bene a rappresentare gli algoritmi scritti per i moderni computer.
Infatti i diagrammi di flusso usano un unico simbolo (il blocco di test o di controllo) per rappresentare due tipologie di istruzioni diverse fra loro: la selezione e il ciclo.
Comunque per chi trova ancora utile usarli consiglio https://www.techeconomy.it/2015/07/09/flow-chart-problem-i-5-servizi-gratuiti-disegnarli/