14/02/2010
Afghanistan, i marines impediscono alla Croce Rossa l'evacuazione dei civili feriti a Marjah
Emergency accusa il Nobel per la pace Obama di crimini di guerra e chiede l'immediata apertura di un corridoio umanitario
Le truppe Usa che circondano Marjah impediscono l'evacuazione dei
civili feriti, causandone la morte per mancanza di cure adeguate. La
denuncia arriva dall'ospedale di Emergency a Lashkargah, che si trova a
soli 40 chilometri dall'epicentro dell'offensiva alleata in corso da
venerdì notte, e da dove si sentono distintamente i rumori della
battaglia in lontananza: i boati sordi delle esplosioni, gli echi
continui delle raffiche di mitra e i rumori degli elicotteri e dei
caccia che volano senza sosta.
"Sabato mattina la Croce Rossa
Internazionale ci ha contattati - riferiscono dal centro chirurgico
dell'ONG italiana - dicendoci che nel loro pronto soccorso di Marjah
avevano 28 civili gravemente feriti nelle prime fasi dell'attacco, ma
che non riuscivano a portarli al nostro ospedale perché i marines non
concedevano loro il permesso di oltrepassare i checkpoint fuori città.
Così, 6 dei 28 feriti sono deceduti per mancanza di cure adeguate".
"Siamo
a domenica sera e i militari Usa continuano a impedire l'uscita dei
mezzi della Croce Rossa Internazionale, che ora sta provando a far
arrivare a Marjah un convoglio partito da Kandahar, nella speranza di
poter rompere il blocco imposto dalle truppe Usa. Nel caso in cui
l'evacuazione riuscisse, i feriti verranno portati qui all'ospedale di
Emergency, il più vicino all'area dei combattimenti: solo 40 chilometri
che però in questo momento richiedono 5 o 6 ore di viaggio a causa
delle decine di checkpoint militari lungo la strada".
Solo pochi
civili feriti nell'operazione alleata 'Moshtarak' sono giunti finora
all'ospedale di Emergency a Lashkargah riuscendo ad aggirare il blocco
imposto dalle truppe Usa. "Abbiamo ricevuto finora cinque feriti dalla
zona di Marjah: tra di loro un bimbo di sette anni con una pallottola
in pieno petto", spiegano dal centro chirurgico.
Durissima la presa
di posizione di Emergency, che in un comunicato dal titolo 'Nobel per
la pace e criminali di guerra' denuncia i "gravissimi crimini di guerra
perpetrati dalle forze della coalizione internazionale guidate dagli
Stati Uniti e chiede che venga aperto un corridoio umanitario per
garantire una pronta assistenza ai feriti".
Enrico Piovesana (
peacereporter)
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GRUPPO TERRITORIALE EMERGENCY
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