* IL VANGELO DI OGGI * Lc 24, 1-12 Lettura del Vangelo secondo Luca. In quel...

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Liturgia Giovane

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Apr 6, 2015, 2:04:31 AM4/6/15
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* IL VANGELO DI OGGI * Lc 24, 1-12 Lettura del Vangelo secondo Luca. In quel...
* IL VANGELO DI OGGI *

Lc 24, 1-12
Lettura del Vangelo secondo Luca.

In quel tempo. Il primo giorno della settimana, al mattino presto le donne si recarono al sepolcro, portando con sé gli aromi che avevano preparato. Trovarono che la pietra era stata rimossa dal sepolcro e, entrate, non trovarono il corpo del Signore Gesù. Mentre si domandavano che senso avesse tutto questo, ecco due uomini presentarsi a loro in abito sfolgorante. Le donne, impaurite, tenevano il volto chinato a terra, ma quelli dissero loro: «Perché cercate tra i morti colui che è vivo? Non è qui, è risorto. Ricordatevi come vi parlò quando era ancora in Galilea e diceva: “Bisogna che il Figlio dell’uomo sia consegnato in mano ai peccatori, sia crocifisso e risorga il terzo giorno”». Ed esse si ricordarono delle sue parole e, tornate dal sepolcro, annunciarono tutto questo agli Undici e a tutti gli altri. Erano Maria Maddalena, Giovanna e Maria madre di Giacomo. Anche le altre, che erano con loro, raccontavano queste cose agli apostoli. Quelle parole parvero a loro come un vaneggiamento e non credevano ad esse. Pietro tuttavia si alzò, corse al sepolcro e, chinatosi, vide soltanto i teli. E tornò indietro, pieno di stupore per l’accaduto.

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La Lettura dell’ottava di Pasqua riporta discorsi con cui Pietro dà testimonianza della risurrezione, e ne trae la conseguenza: l’invito alla conversione che porta a riconoscere in Gesù il Cristo, cui seguono accoglienza oppure ostilità.
Quello di oggi commenta la guarigione di un paralitico (At 3,1-10): qualifica come «ignoranza» la decisione di uccidere Gesù, annuncia in lui l’inviato di Dio, e chiama la storia nuova inaugurata dalla sua morte-risurrezione come «i tempi della consolazione».
Per entrare in questa storia occorre affidarsi a Gesù, perché la consolazione è frutto della cancellazione dei peccati ottenuta con la sua morte.
La conversione crea un cambio di situazione, che Paolo, con immagini legate alla Pasqua ebraica, descrive come un essere «pasta nuova»: via il «lievito di malizia e di perversità», dentro gli «azzimi di sincerità e di verità» (Epistola).
Sempre di un inizio si tratta, che è il ricuperare l’innocenza del primo mattino del mondo.
Il Vangelo in questi otto giorni presenta varie apparizioni, che costruiscono nei discepoli quella convinzione su cui ancora oggi si basa la nostra fede: Gesù è vivo!
Il brano di oggi registra soprattutto la paura e l’incredulità, delle donne, di Pietro, di «tutti gli altri», davanti a un evento incredibile.
La paura tiene il volto chinato a terra, ma se Gesù è vivo bisogna alzare gli occhi al cielo.
Se a guardare si vede solo una tomba vuota, il «ricordarsi delle sue parole» permette di capire il senso di quel vuoto.
Quelle parole sono ancora con noi.

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