* IL VANGELO DI OGGI * Lc 24, 36b-49 Lettura del Vangelo secondo Luca. In que...

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Liturgia Giovane

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Apr 9, 2015, 2:12:13 AM4/9/15
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* IL VANGELO DI OGGI * Lc 24, 36b-49 Lettura del Vangelo secondo Luca. In que...
* IL VANGELO DI OGGI *

Lc 24, 36b-49
Lettura del Vangelo secondo Luca.

In quel tempo. Il Signore Gesù in persona stette in mezzo ai discepoli e disse: «Pace a voi!». Sconvolti e pieni di paura, credevano di vedere un fantasma. Ma egli disse loro: «Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vostro cuore? Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa, come vedete che io ho». Dicendo questo, mostrò loro le mani e i piedi. Ma poiché per la gioia non credevano ancora ed erano pieni di stupore, disse: «Avete qui qualche cosa da mangiare?». Gli offrirono una porzione di pesce arrostito; egli lo prese e lo mangiò davanti a loro.
Poi disse: «Sono queste le parole che io vi dissi quando ero ancora con voi: bisogna che si compiano tutte le cose scritte su di me nella legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi». Allora aprì loro la mente per comprendere le Scritture e disse loro: «Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni. Ed ecco, io mando su di voi colui che il Padre mio ha promesso; ma voi restate in città, finché non siate rivestiti di potenza dall’alto».

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Gesù, colmandoci della sua pace pasquale, ci educa a una spiritualità che è realismo, cioè apertura a tutta la realtà e non fuga in uno spiritualismo evanescente e ingannatore. È tutta la realtà abbracciata e trasfigurata dal Mistero Pasquale a interpellarci in ordine all'Amore di Dio per noi e nostro per Lui. È infatti dentro questa realtà che noi "ci giochiamo" con scelte di amore o di egoismo.

Proprio in questa luce anche la nostra corporeità acquista il giusto senso. In questa nostra epoca c'è stata una rivalutazione della corporeità; il corpo però spesso viene travisato e diventa culto, preoccupazione e assolutizzazione del suo benessere: un idolo di morte.

Il mio esercizio spirituale è concedermi un tempo di riposo anche nella mia corporeità, un tempo che però abbia ali di contemplazione. Mi rilasso, rendendomi consapevole del respiro, mi pacifico a livello fisio-psichico, gioisco nello Spirito Santo di ciò che di bello contatto con lo sguardo, con l'udito, con l'olfatto, col tatto delle mie mani. Mi esercito a percepire tutto attraverso Gesù Risorto, scorgendo in filigrana la gloria delle sue mani e dei suoi piedi trafitti per amore e trasfigurati da Dio-Amore. Verbalizzerò il mio atteggiamento mormorando la Parola di san Paolo: "Il corpo è per il Signore e il Signore è per il corpo". (1Cor 6,13)

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