Buongiorno,
sono da tempo iscritto alla mailing list ma sino ad ora ho "solo letto "; decidendo di "farmi vivo" voglio innanzitutto ringraziarvi per gli ottimi stimoli che mi date.
Abito a circa 50 Km dall'azienda manenti, l'ho visitata velocemente un paio di volte ed ho letto anche il libro.
Questo analizza e motiva i punti evidenziati sul buletìn, spiegandone perhè occora seguirli dettagliatamente tutti; in più evidenzia un punto fondamentale (che emerge poco nel buletìm): la la necessità di non compattare il terreno.
Infatti manenti utilizza per le lavorazioni un trattore un ciongolato, questo per distribuire il peso della trattrice su una superficie maggiore rispetto ai mezzi gommati.
Sempre sul libro ho trovato molto interessante l'analisi della situazione agricola ed agroalimentare odierna e delle diverse tecniche di coltivazione.
Detto questo tento di rispondere ai quesiti di simonerizzi76 sulla base di quello che ho capito dai colloqui che ho avuto con Gigi Manenti e quindi sulla base delle idee che mi sono fatto:
Per le patate non c'è differenza tra le patate da seme e quelle per produzione, questo perché la maggior parte delle piante produce essudati radicali che sono utili ai funghi simbionti che le micorrizzano ottenendo come risultato un aumento della fertilità del terreno ed una straordinaria vigoria e salubrità delle piante.
Ritengo invece che occorra porre grande attenzione all'estrazione delle patate per non risvoltare gli strati del terreno (mi pare che Manenti abbia un trattorino con un apposito attrezzo ma non ricordo bene).
Per quel che riguarda le successioni tra le varie colture, Manenti lascia passare meno tempo possibile per che il terreno non resti scoperto a lungo.
Infatti il sole, il vento e le intemperie danneggerebbero i microorganismi presenti riducendone la fertilità. Inoltre i funghi (quelli che vivono in simbiosi con le radici) non essendoci vegetali non avrebbero nutrimento e lascerebbero il posto ad altri dannosi per le piante.
Se proprio non si coltiva alcunché occorre lasciare che crescano le piante spontanee oppure pacciamare con i resti di coltivazione, i quali verranno tolti al momento di avviare le nuove colture.
Ultima cosa, le virosi, batteriosi, marciumi vari dovrebbero ridursi di molto in modo spontaneameo grazie alla presenza di detti funghi simbionti i quali occupano beneficamente la superficie delle radici ed impediscono ai parassiti ci insediarsi.
Questo mi pare di aver capito.
A presto
grigngo
Innanzitutto vi ringrazio delle
----Messaggio originale----
Da: simone...@gmail.com
Data: 14/04/2013 17.45
A: <list...@googlegroups.com>
Ogg: Re: [Brf.it] resoconto visita l'azienda agricola Manenti di Sostegno (Biella)
Ciao a tutti,premetto che ho appena acquistato il libro in questione,ma non ho avuto ancora tempo di leggerlo.Per quanto riguarda il discorso patate,il metodo funziona solo per le patate da consumo o anche per le patate da semenza?per le patate da consumo le fasce coltivate a patate e successivamente a finocchi,verze e cavolfiori e poi lasciate a riposo per 5-6 mesida me danno buoni risultati,ma per le patate da seme se non effettuo una rotazione dei campi si manifesta il problema delle virosi.....Il giorno 11 aprile 2013 21:41, philippe.Lemoussu <p.lem...@yahoo.it> ha scritto:
Di seguito un estratto dell'ultimo buletìn da Vêzima du 13 de arvì 2013.
Si tratta di un interessante esperienza di fertilità naturale portato avanti da numerosi anni all'interno dell'azienda agricola Manenti di Sostegno (Biella).
Il riassunto fatto da Dario Patrone mette in luce i punti di contatto nonché le differenze con il Brf e direi con gli orti sinergici in un certo modo rende visibile le tante strategie della vita nel suolo.
E' un ulteriore conferma del fatto che conosciamo ben poco la nostra terra e la sua vita.
E' anche la conferma che non esiste oggi una ricetta veloce adatta a tutti.
Buona lettura
Philippe
-------- Messaggio originale --------
Oggetto: buletìn da Vêzima du 13 de arvì 2013 Data: Thu, 11 Apr 2013 10:43:39 +0200 Mittente: contadini <cont...@lavesima.it> A: cont...@lavesima.it
Cari Vesimini, cari amici nostri e della Vesima,
ci sentiamo un po' come dei tolemaici dopo che han fatto visita a Copernico...Rivoluzione agronomica
La gita di domenica all'azienda agricola Manenti di Sostegno (Biella) è stata entusiasmante come ogni rivoluzione, ma ora ci resta da mettere insieme i pezzi e rivoluzionare, oltre che il nostro pensiero, pure le nostre pratiche. Ciàn cianìn, s'intende!
Dei numerosi stravolgimenti del senso agricolo comune che Gigi e sua moglie Cristina ci hanno presentato, supportati da precise e fondate (sono entrambi di formazione epistemologi) argomentazioni tecniche e da dei campi che testimoniavano ampiamente che ciò che dicevano non erano astrazioni, vi riportiamo questi:
il letame non solo è inutile, ma spesso anche dannoso: la fertilità dei terreni deriva dal surplus di carbonio che le piante portano nel terreno con la fotosintesi, più di quello di cui hanno bisogno, e dai funghi e batteri che, se le condizioni lo permettono (e il letame non lo permette), proliferano nei suoli.
la terra va arieggiata in profondità dopo ogni coltura, badando a non stravolgerne gli strati
non è necessario effettuare rotazioni: un loro campo che da sei anni ospita patate finocchi e poi patate e finocchi e così via dà ogni anno risultati migliori
riempire gli interstizi di terra liberi fra pianta e pianta con altre piante commestibili riduce la produttività totale.
Le piante spontanee giocano un ruolo fondamentale per la biodiversità dei campi e per il lavoro di cattura del'energia solare, e vanno controllate solo quando competono per luce e aria con quelle coltivate. Addirittura, (“ma di questo non so perché”) se vanno in seme invece di “infestare” il terreno ne aumentano la fertilità per le colture successive.
La pacciamatura organica è fondamentale nei camminamenti ma è facilmente dannosa nelle aiuole coltivate, poiché può sottrarre azoto per decomporsi e portare malattie al colletto delle piante coltivate.
Coltivando così non è necessario alcun trattamento sulle piante.
Le piantine da vivaio contenute negli alveoli rendono molto meno di quelle nate nei cubetti, perché le radici tendono ad avvoltolarsi lungo le pareti dell'aleveolo, e una volta avvoltolate perdono la loro forma naturale.
In sostanza, ci ha insegnato Gigi, è bene fare a meno del letame, purché lo si sostituisca con un arieggiamento frequente e accurato del terreno. Proprio qui sta la questione più delicata da verificare sui nostri terreni: visto che non possiamo usare il ripuntatore tirato da trattori con cui arieggia Gigi, dobbiamo vedere se coi nostri mezzi manuali (il nostro fabbro di fiducia Aldo ne sta già progettando di nuovi) riusciremo a arieggiare a sufficienza il terreno. Ancora, dovremo cercare un vivaio biologico che faccia cubetti...
Se riusciremo a far funzionare il metodo Manenti, prima di tutto nelle nostre teste, e poi nei nostri campi, avremo grandi vantaggi, fra cui, forse, redditi più adeguati al lavoro che facciamo. Avremo in aggiunta la fatica di lavorare più spesso la terra, ma in cambio alleggerimento da molti lavori che Gigi sostiene inutili.
Di altri aspetti della giornata di domenica vi parleremo nei prossimi buletìn. Se vi interessa approfondire il metodo Manenti vi invitiamo ad acquistare il loro libro “Alle radici dell'agricoltura” (editore LEF), a visitare il loro sito, e dopo a organizzare una gita a Sostegno, con queste modalità. (red.)
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Alegri!
I contadini della Vesima
Inoltra il buletìn a chi vuoi, con la cura di evitare le personalità importanti per il futuro della Vesima (non ci piacerebbe che ci leggessero a nostra insaputa). Ma non inoltrare allo stesso indirizzo ogni volta, per i motivi che seguono.
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