Colpo Di Stato Movie Free Download In Italian

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Raingarda Krzynowek

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Jul 16, 2024, 5:33:16 AM7/16/24
to linmelacha

Il golpe era stato progettato sin dal 1969 da Junio Valerio Borghese sotto la sigla Fronte Nazionale in stretto collegamento con Ordine Nuovo e Avanguardia Nazionale. Il 4 luglio 1970 era stata costituita una "Giunta nazionale"[9]. Borghese era in precedenza conosciuto per essere stato il comandante della X Flottiglia MAS fin dal 1º maggio 1943 e dopo l'8 settembre 1943 con il proprio reparto aveva aderito alla Repubblica Sociale Italiana.

Tutto questo sarebbe stato accompagnato da un proclama ufficiale alla nazione, che Borghese stesso avrebbe letto dagli studi occupati della Rai e il cui testo fu rinvenuto tra gli effetti personali di Borghese:

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In Lombardia, il maggiore dell'esercito Amos Spiazzi, mosse con il suo reparto verso i sobborghi di Milano, con l'obiettivo di occupare Sesto San Giovanni[5]. L'ordine, come riferito da Spiazzi, sarebbe stato impartito per radio, attraverso i codici del piano di mobilitazione.[14] La mobilitazione del reparto di Spiazzi non è da confondersi col golpe: essa faceva parte della "legittima" "esigenza triangolo", tesa a reprimere il golpe, non a favorirlo.

Gli italiani vennero a conoscenza della vicenda solo il 17 marzo 1971, dalle pagine dell'edizione pomeridiana del quotidiano Paese Sera che titolò "Piano eversivo contro la repubblica, scoperto piano di estrema destra".

Nella prima inchiesta giudiziaria del 1971, Miceli mantenne costantemente un atteggiamento reticente, negando sia la concreta rilevanza dell'azione di Borghese, sia la complicità degli apparati di sicurezza. Formalmente ne aveva avuto notizia dal suo subordinato (Ufficio D) Gasca Queirazza,[24] il quale fu invitato dal Miceli a non immischiarsi, posto che sarebbe intervenuto personalmente. Tuttavia lui stesso, in un colloquio con il capo di stato maggiore della Difesa, era incorso in un'involontaria confessione della sua ampia conoscenza del piano.[25][26]

Tale inchiesta fu recepita in un dossier del servizio informazioni difesa redatto dal generale Gian Adelio Maletti e dal colonnello Sandro Romagnoli. Nel dossier erano descritti il piano e gli obiettivi del tentato colpo di Stato, portando alla luce nuove informazioni che coinvolgevano anche Licio Gelli e la massoneria deviata.[33]

La Commissione Anselmi focalizzò in particolare il ruolo ricoperto da Licio Gelli e Vito Miceli (tessera P2 n. 491, Roma) durante e dopo il golpe. Per quanto riguarda Gelli: Alcune deposizioni di appartenenti agli ambienti dell'eversione nera consentono di indirizzare l'attenzione direttamente su Licio Gelli in relazione al contrordine operativo che paralizzò l'azione insurrezionale. Si hanno infatti testimonianze secondo le quali il Venerabile era ritenuto elemento determinante nel contrordine: tale il convincimento di Fabio De Felice, il quale ne fece parte ad un giovane adepto, Paolo Aleandri, che poi provvide a mettere in contatto con Licio Gelli. ... in tale veste l'Aleandri ebbe numerosi incontri con Licio Gelli, che si sarebbe prodigato per alleggerire la posizione processuale degli imputati. Le deposizioni dell'Aleandri - che trovano conferma in quelle di altri ... hanno il pregio di fornire la prova del contatto diretto tra Licio Gelli e quegli ambienti, aggiungendo un riscontro preciso alle considerazioni generali già espresse. È stato altresì testimoniato che Licio Gelli teneva il contatto con ufficiali dei carabinieri, e certo è che tra i congiurati era diffusa l'opinione che ambienti militari sostenevano o quanto meno tolleravano l'operazione.[55]

Il coinvolgimento dell'organizzazione mafiosa venne confermato dallo stesso Buscetta e dall'altro collaboratore di giustizia Antonino Calderone[58][60], i quali rievocarono la vicenda nel corso del processo Andreotti (1995-1996). Nel corso dell'audizione alla Commissione antimafia della XI legislatura, svoltasi il 16 novembre 1992, Buscetta ha fornito particolari inediti sulla vicenda. Egli ha dichiarato infatti che nel 1970 Luciano Liggio, Gaetano Badalamenti e Stefano Bontate erano interessati a creare in Sicilia un clima di tensione che avrebbe dovuto favorire un colpo di Stato.[61]

Altra importante riunione si svolse a Milano, con la partecipazione di esponenti di Cosa Nostra del livello di Stefano Bontate, Badalamenti, Calderone, Di Cristina, Buscetta e Caruso. Nel corso della riunione Cosa Nostra decise l'adesione al progettato colpo di Stato. Buscetta tornò quindi negli Stati Uniti, dove, il 25 agosto 1970, appena giunto, fu arrestato. Nel corso della medesima audizione, Buscetta indicò nel colonnello Russo dei carabinieri il nominativo della persona incaricata di trarre in arresto il prefetto di Palermo. Specificò inoltre che i boss mafiosi non conoscevano personalmente Borghese. Di Cristina e Calderone sarebbero stati infatti contattati da alcuni appartenenti alla massoneria che spiegarono loro cosa Borghese avesse in animo di fare, con la richiesta a Cosa Nostra di una preliminare adesione. Seguì poi un incontro presso la sede di una loggia massonica e si pervenne ad una prima intesa di massima.[61]

Un rapporto dei servizi segreti italiani, allegato ai lavori della commissione parlamentare d'inchiesta sulla P2, afferma che i golpisti erano in contatto con membri della NATO, tanto che quattro navi NATO erano in allerta a Malta.[80]

Come esposto in narrativa, il golpe era in fase di avanzata esecuzione quando improvvisamente, alle ore 01:49 dell'8 dicembre, Borghese stesso ne ordinò l'immediato annullamento. Le motivazioni di Borghese per questo improvviso ordine a poche ore dall'attuazione effettiva del piano non sono mai chiaramente emerse. Secondo la testimonianza di Amos Spiazzi, il golpe sarebbe stato in realtà fittizio: sarebbe stato ideato come pretesto per consentire al governo democristiano di emanare leggi speciali e poi immediatamente represso dalle forze governative tramite un piano di emergenza chiamato Esigenza Triangolo.[81]

Si tratta di uno scritto di natura apologetica, con cui il vecchio comandante della X MAS tenterebbe di allontanare da sé i sospetti di tradimento che vi erano nell'ambiente dell'estrema destra. Il documento, concepito per un uso strettamente privato, era stato rinvenuto in modo quasi casuale dentro a un mobile già di proprietà di Enrico de Boccard, ex-esponente della RSI, giornalista-scrittore, cofondatore dell'Istituto di studi militari Alberto Pollio e organizzatore, a Roma, il 3 maggio 1965 del Convegno dell'Hotel Parco dei Principi sulla guerra rivoluzionaria, finanziato dallo Stato Maggiore dell'Esercito.

L'incontro era necessario per confermare l'avallo statunitense al golpe, che sarebbe stato dato, a condizione però che fosse assicurato il coinvolgimento di un personaggio politico italiano "di garanzia". In una puntata della trasmissione RAI La Storia siamo noi del 2005, Monti dichiarò che il democristiano designato al descritto ruolo di traghettatore sarebbe stato Andreotti, che sarebbe dovuto diventare una sorta di presidente "in pectore" del governo post-golpe, pur precisando di ignorare se questi fosse informato e/o favorevole riguardo a un simile disegno.[115]

"L'Algeria sostiene la legittimità in Niger. C'è un colpo di Stato. Siamo con la legittimità costituzionale e devono tornare alla legittimità costituzionale, se vogliono che li aiutiamo, noi siamo pronti". Lo ha detto il presidente algerino Abdelmadjid Tebboune in un'intervista con media locali.

La nuova giunta militare del Niger avrebbe chiesto aiuto al gruppo Wagner in vista della scadenza dell'ultimatum imposto dalla Comunità economica degli Stati dell'Africa occidentale (Ecowas), previsto per domani. Lo ha detto all'Associated press Wassim Nasr, giornalista e ricercatore senior presso il Soufan Center. La richiesta di aiuto alla Wagner sarebbe arrivata durante una visita di uno dei leader del golpe, il generale Salifou Mody, nel vicino Mali, dove avrebbe preso contatto con alcuni esponenti del gruppo fondato da Yevgeny Prigozhin. L'incontro sarebbe stato confermato da tre fonti maliane e da un diplomatico francese secondo France 24. "Hanno bisogno della" Wagner "perché potrebbe assicurare loro il mantenimento del potere", ha spiegato Nasr, aggiungendo che il gruppo starebbe valutando la richiesta.

Dopo la sua visita in Mali il generale golpista Mody ha avvertito sulla possibilità di un intervento militare nel Paese, assicurando che il Niger non diventerà "una nuova Libia". Il Niger è stato visto come l'ultimo partner antiterrorismo affidabile dell'Occidente in una regione in cui diversi putsch degli ultimi anni, hanno scombussolato gli assetti della regione del Sahel, che ha assunto rilevanza geopolitica anche a causa della presenza di diverse milizie jihadiste presenti sul suo territorio.

L'Alto rappresentante dell'Unione europea per gli Affari esteri e la Sicurezza, Josep Borrell, ha sentito telefonicamente il ministro algerino degli Esteri, Ahmed Attaf sul Niger, per fare il punto sulla situazione in Niger a poche ore dalla scadenza dell'ultimatum imposto dall'Ecowas alla giunta militare ascesa al potere dopo un colpo di stato. Lo ha annunciato su Twitter lo stesso Borrell. "Telefonata importante sul Niger con Ahmed Attaf - ha scritto - Condividiamo la preoccupazione e la volontà di evitare un'escalation che avrebbe gravi conseguenze per una regione già fragile. Sosteniamo l'Ecowas e chiediamo un ritorno immediato all'ordine costituzionale".

I capi di stato maggiore dei paesi dell'Ecowas, Comunità Economica degli Stati dell'Africa occidentale in prima fila nella crisi innescata dal colpo di stato in Niger, hanno "definito" i contorni di un "possibile intervento militare" nel paese del Sahel, lo ha dichiarato il Commissario per gli affari politici e la sicurezza del blocco regionale, Abdel-Fatau Musah che tra gli applausi dei ministri della Difesa presenti alla riunione di ieri, ha spiegato:

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