Pathfinder Ascesa Dei Signori Delle Rune Pdf Download

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Oleta Blaylock

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Jul 10, 2024, 10:34:18 PM7/10/24
to liatalpite

Questo che vi apprestate a leggere un mio tentativo di trasporre in narrativa gli eventi canonici del gioco di ruolo Pathfinder, ormai arrivato alla sua seconda edizione. Avete gi visto che sto pubblicando alcune storie prese dalle mie sessioni di gioco, ma quelle riguardavano le avventure che ho scritto io... qui invece, ci spostiamo su Golarion, il misterioso mondo creato dagli autori della Paizo. Cercher di intessere una narrativa ispirata agli eventi di diversi Percorsi d'Avventura, cominciando dal primissimo... e arrivando ad un finale che spero sar sufficientemente epico!

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Tutti i marchi registrati che utilizzer in questa fanfiction sono di propriet della Paizo o della Legendary Games, un gruppo di sviluppatori indipendenti che hanno scritto un bel po' di materiale per la prima edizione di Pathfinder. Tali marchi registrati sono utilizzati in questa fanfiction per puro divertimento e senza scopo di lucro.

Una voce maschile chiara ed eloquente, ma distintamente arrogante e crudele, risuon nel grande santuario riccamente decorato, un attimo dopo che una figura imponente si materializzasse sull'ingresso. Due paia di occhi indignati si volsero di scatto sull'intruso, che avanz con una sicurezza che sfociava nella tracotanza, quasi volesse sfidare gli abitanti del santuario a fermarlo.

"Il momento ormai giunto. Thassilon cadr oggi." continu l'uomo, con lo stesso distacco che avrebbe avuto nel parlare delle condizioni atmosferiche. Le fiamme magiche che ardevano nei bracieri disposti ordinatamente nel salone illuminarono in maniera spettacolare la figura dell'uomo - alto, dal fisico prestante e dall'aspetto affascinante, i capelli neri come la notte tagliati corti e un pizzetto ben curato dello stesso colore. Sul torace e sulle braccia erano tatuate delle complesse rune che lo identificavano immediatamente per ci che era - uno dei sette Signori delle Rune, i potentissimi maghi che governavano le satrapie che una volta erano l'Impero di Thassilon.

La prima delle due figure gi presenti nel santuario - una donna di mezz'et dai lunghi capelli rossi, alta e statuaria, avvolta in eleganti vesti rosse e dorate, e con il volto perennemente contorto in un'espressione rabbiosa - avanz imperiosamente verso l'uomo. "Con quale temerariet osate violare il mio santuario, Xanderghul?" tuon. "La vostra tanto decantata superbia vi porter infine alla morte!"

L'uomo di nome Xanderghul, noto come il Signore delle Rune della Superbia, accolse le minacce con espressione quasi annoiata e si lisci il lungo mantello verde che lo avvolgeva. Il suo collare di piume di pavone si mosse appena un po' mentre Xanderghul si avvicinava con tutta calma. "Sareste cos gentile da far tacere la vostra creatura, Alaznist, prima che io sia costretto a bandirla?" chiese con presunzione. "Trovo corretto da parte mia informarvi che la vostra sala del consiglio non mi impressiona pi di tanto. Sono di ritorno dalla sala del trono dell'imperatore di Azlant in persona."

La donna, Alaznist, si avvicin a Xanderghul fino a stargli quasi ad un palmo dal naso, cercando di invadere il suo spazio. "Azlant?" ringhi. "Vorreste dunque tornare da coloro che ci hanno esiliati, come un cane preso a calci dal suo padrone? Sapevo che eravate uno stolto egocentrico, Xanderghul, ma non vi facevo anche un traditore!"

Xanderghul rivolse ad Alaznist uno sguardo obliquo. "Azlant ormai in rovina." rispose. "Non che un'ombra del suo antico splendore. E l'imperatore sempre pi vecchio e debole. E' arrivato al punto di implorare il sottoscritto di prendere il suo posto sul Trono di Vetro." Fece vagare il suo sguardo attorno alla sala del consiglio. "E devo ammettere che suona bene. Xanderghul, Imperatore di Azlant."

L'ira di Alaznist sembr quietarsi almeno un po', e la donna si distacc da Xanderghul e sospir. "Eppure eccovi qui, dopo aver attraversato nuovamente il mare di Thassilon. Non posso fare a meno di notare che non indossate neanche una corona."

Il vistoso Signore delle Rune della Superbia scosse il capo. "Aroden, l'eroe del culto, ha rovinato tutto." rispose con un'acredine che incrin appena un po' il suo atteggiamento presuntuoso. "Ha reclamato la spada del comando per s. E da allora, tutto piombato nel caos."

Xanderghul alz una mano e tocc un murale che rappresentava uno strano simbolo, somigliante ad una stella a sette punte. "Ora l'impero controllato dai signori velati. In realt, penso che lo sia sempre stato." continu. "E quando la successione non andata come speravano, hanno evocato delle pietre infuocate da oltre il cielo. Hanno demolito il palazzo e ridotto il trono in frammenti. Vogliono ricordarci qual il nostro posto."

Alaznist corrug la fronte e fiss Xanderghul mentre quest'ultimo si voltava verso di lei con un elegante svolazzo del suo mantello. "Azlant morta. Tra poco toccher anche a Thassilon." afferm. "E voi... siete sempre stata la mia preferita, Alaznist. Che gli altri Signori delle Rune restino pure qui a marcire. Io e voi ci salveremo dalla tempesta imminente, e riemergeremo quando la distruzione sar passata. Sar allora che voi potrete aiutarmi a restituire la gloria passata a Thassilon."

La donna vestita di rosso non reag, ma dentro di s ardeva di rabbia. Quale presunzione, credere davvero che lei, Lady Alaznist, Signora delle Rune dell'Ira, si sarebbe abbassata a fare da tirapiedi a qualcun altro, fosse anche Lord Xanderghul. Ma in quel momento, non conveniva reagire. Con uno sforzo di volont, Alaznist tenne a freno la lingua e continu a fissare Xanderghul che, con un semplice gesto della mano, cominciava a svanire.

"E' ormai tempo, Alaznist. Entrate nel vostro pozzo delle rune. Preparatevi ad un lungo riposo. Passeranno molti, molti anni prima del nostro prossimo incontro." con queste parole, Xanderghul svan del tutto, lasciando Alaznist e il suo servitore da soli nella grande sala del consiglio.

La creatura dalle squame viola scosse la testa cornuta e fece un gesto con la mano, mostrando degli artigli affilati grandi come roncole. "Avremmo fatto meglio ad ucciderlo mentre ne avevamo la possibilit, mia signora." tuon.

Alaznist appoggi una mano sulla spalla della creatura, sentendone i muscoli simili ad acciaio temprato. "Ogni cosa a tempo debito, mio castellano." rispose, con un tono pi disteso. "Detto questo, per quanto Xanderghul sia un presuntuoso, ha ragione. E' tempo che io vada. E il tuo compito sorvegliare la fortezza fino al mio ritorno. Quando i tuoni si saranno calmati e le rovine fumanti del nostro regno saranno riemerse, io torner dal mio pozzo delle rune per costruire un nuovo Impero di Thassilon."

La donna si incammin fino a raggiungere una finestra che dava su un desolante paesaggio di rovina e distruzione, una terra devastata dalle pietre infuocate che cadevano senza sosta dal cielo del colore del piombo. "Usa la Chiave che ti ho dato per proteggere la fortezza. La nuova era avr bisogno di un centro del potere adatto. Piega gli abitanti di questo posto alla tua volont, e non lasciare mai che dimentichino il dominio di Alaznist, Signora delle Rune dell'Ira!"

All'esterno, la pioggia di meteore si era intensificata, radendo al suolo ogni cosa ai piedi della grande montagna... sulla cui fiancata era scolpito il volto della Signora delle Rune, che squadrava con bramosia tutto ci che le apparteneva.

"Immaginavo che si sarebbero mossi presto. Se devo essere sincera, mi sorprende che non lo abbiano fatto prima." commento, vagamente divertita, l'arcimaga armata di falcione in piedi al centro della grande sala. Vestita in maniera alquanto rivelante, con una sorta di costume di cuoio rosso e nero che lasciava ben poco all'immaginazione, e tenendo in una mano un'impressionante arma ad asta con una lama ricurva a ciascun capo, la donna raggiunse il centro del grande pentacolo rosso inciso sul pavimento, che sembrava fluire come se fosse stato disegnato con il sangue. Le due figure in piedi al centro del pentacolo attesero la loro padrona senza dire nulla, e la donna fece vagare il suo sguardo per la sala, come se volesse imprimersi nella mente quel luogo a lei tanto familiare prima di doverlo lasciare per un lungo tempo.

"Lord Xanderghul e Lady Alaznist si saranno gi ritirati nei loro pozzi delle rune, potente Lady Sorshen." disse uno dei due individui al centro della stanza - un uomo bellissimo e dal fisico degno di un modello, avvolto in eleganti vesti rosse decorate di rune dorate, il petto nudo e le braccia muscolose decorate con segni mistici dello stesso colore del sangue che permeava il pentacolo... e le mura della stanza. "Riteniamo che Lord Karzoug far lo stesso entro breve... per quanto riguarda Lord Zutha, Lord Krune e Lady Belimarius, stanno prendendo anche loro i provvedimenti necessari."

"Il Cenotafio letteralmente sommerso di energia magica." rispose l'altro uomo, un giovane dai corti capelli neri vestito di un'elegante toga di seta bianca con un paio di calzari dorati, bracciali argentati ai polsi, e il viso e le spalle decorate da piccole rune nere. "Lord Zutha ha preso dei provvedimenti drastici."

"Capisco..." disse Sorshen, la Signora delle Rune della Lussuria, pensando alla crisi che il suo regno stava attraversando. Non era mai successo prima che Thassilon fosse sull'orlo della distruzione come in quel momento. Prima Azlant, e adesso loro...

La donna scosse la testa e si riavvi i lunghi capelli neri con un elegante gesto. "Ammetto che condividere con Xanderghul e gli altri le mie scoperte sui pozzi delle rune... non stata la mia idea pi intelligente. Ma rammaricarsene non servir a nulla, a questo punto." Con un gesto del braccio libero, l'arcimaga si incammin verso un immenso altare di pietra, sul quale troneggiava una colossale statua che rappresentava la Signora delle Rune completamente nuda... e con un rombo agghiacciante, alcuni canali si aprirono nei muri allorch alcune lastre di pietra si mossero e rivelarono i condotti dalle pareti incrostate di rosso dietro di essi. Un istante dopo, dei fiumi di denso sangue scarlatto cominciarono a fluire dai canali e a riversarsi in un grande canale che attorniava il centro di potere di Sorshen. Il liquido scarlatto cominci a risplendere di luce propria, immergendo la sala in un malato bagliore cremisi, e un pungente odore ferroso si diffuse ovunque... ma n la donna n i suoi due attendenti sembrarono minimamente turbati.

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