La nuova esperienza multiplayer della software house canadese possiede infatti una doppia personalit che affonda le proprie radici in due distinte fasi di gioco: la tempra da sparatutto in prima persona in pieno stile id Software emerge quando si tenta di assaltare le altrui fortezze armati di bocche da fuoco o affilate spade, la natura da tower defense invece prospera ogni qualvolta si decide di realizzare una fortezza cos impenetrabile da non sfigurare nel confronto con "L'Alcatraz delle Montagne Rocciose", ovvero la prigione federale di ADX Florence che in quanto a sicurezza non scherza affatto.
La suddivisione degli avamposti in tre categorie di difficolt crescente rende Meet Your Maker fruibile anche a chi ha giusto una discreta esperienza con il genere degli sparattutto in prima persona, sebbene sia da rendicontare la possibilit concreta di finire in una spirale di ripetute morti con annesse maledizioni ai creatori degli stage che si decidono di affrontare. Il risultato sorprendente nella misura in cui si accetta una sfida che potrebbe risultare frustrante, oppure maledettamente intrigante per tutti coloro che stravedono per gli FPS di una volta che non si abbassano ad alcun tipo di compromesso.
Il team di sviluppo ha puntato comunque su una buona componente sociale e di condivisione dei contenuti realizzati dagli utenti, dove assolutamente contemplata e incentivata persino la collaborazione con un amico per affrontare gli avamposti avversari o per dar vita ad architetture completamente fuori di testa da sottoporre al giudizio altrui. Ma la modalit cooperativa tende talvolta a rendere meno impegnative le incursioni, visto che molti dei livelli sono stati creati dalla community tenendo in considerazione la presenza di un giocatore singolo e non di una coppia di ladri di materiale genetico, anche se possibile ovviare al problema impegnandosi a imbastire una fortezza inespugnabile a prescindere dal numero di utenti che l'affrontano.
Se Meet Your Maker ricorda da vicino gli sparatutto in prima persona del passato, su tutti il portentoso DOOM degli anni Novanta, la colpa (o il merito, a secondo dei punti di vista) da attribuire a uno stile estetico brutalmente brutalista fatto di forme geometriche materialmente grezze che emanano un'atmosfera prevalentemente post-apocalittica, avvertibile in particolar modo dal punto di vista visivo e meno da un contesto narrativo appena accennato, ma in tutto ci la visione estetica generale non che profumi tanto di originalit poich appare fin troppo derivativa.
Per chi non ne avesse mai sentito parlare, il nuovo progetto dall\u2019anima fortemente multiplayer dei creatori di Dead by Daylight unisce le dinamiche senza fronzoli degli sparatutto d\u2019annata a una componente creativa da tower defense, che in soldoni vede gli utenti avventurarsi in strutture piene zeppe di trappole mortali ma al tempo stesso progettare avamposti labirintici, da rendere ai limiti dell\u2019inviolabile inserendo al loro interno una caterva di letali congegni meccanici e mostri armati di tutto punto.
Meet Your Maker si avvale della facolt\u00e0 di proporre un espediente narrativo tanto blando quanto sbrigativo per presentarci l\u2019ennesimo mondo post-apocalittico, in cui i giocatori saranno al soldo di un essere senziente (conosciuto come Chimera) realizzato per salvare quel che resta dell\u2019umanit\u00e0 proteggendo del prezioso materiale genetico. O meglio, proteggendolo s\u00ec ma anche sgraffignandolo da avamposti altamente fortificati eretti da altri custodi in carne e ossa con sadismo da vendere, il che riassume alla perfezione la particolare idea di gameplay partorita da Behaviour Interactive.
La nuova esperienza multiplayer della software house canadese possiede infatti una doppia personalit\u00e0 che affonda le proprie radici in due distinte fasi di gioco: la tempra da sparatutto in prima persona in pieno stile id Software emerge quando si tenta di assaltare le altrui fortezze armati di bocche da fuoco o affilate spade, la natura da tower defense invece prospera ogni qualvolta si decide di realizzare una fortezza cos\u00ec impenetrabile da non sfigurare nel confronto con \"L'Alcatraz delle Montagne Rocciose\", ovvero la prigione federale di ADX Florence che in quanto a sicurezza non scherza affatto.
Assaltare i bastioni avversari diventa ben presto una sfida che racchiude in s\u00e9 molta pi\u00f9 strategia di quanta si potrebbe immaginare: basta un passo falso, infatti, per diventare letteralmente carne da macello dopo aver fatto scattare un dispositivo anti-intrusione o essere finiti nel raggio visivo di uno scagnozzo a protezione di una fiala di materiale genetico. Questo perch\u00e9 una volta messo piede in un avamposto nemico \u00e8 necessario procedere con cautela, ponderando ogni singola mossa e sfoggiando una mira invidiabile e riflessi felini, pena l\u2019uccisione causata di una trappola o per via di un solo proiettile sparato da guardie (controllate dall\u2019intelligenza artificiale) appostate chiss\u00e0 dove.
La sensazione \u00e8 esattamente quella di trovarsi in un livello dei primi DOOM o di Wolfenstein 3D, affrontando claustrofobici labirinti che straripano di dispositivi letali ben nascosti alla vista perch\u00e9 piazzati in punti inimmaginabili. Fortunatamente il fatto di poter utilizzare due armi, un gadget tattico (dalle granate agli scudi protettivi) e un rampino permette di disattivare trappole e sbarazzarsi degli scagnozzi, nonch\u00e9 di volteggiare tra gli innumerevoli pericoli sfruttando anche un doppio salto. L\u2019applicazione della suddetta idea devo dire che \u00e8 a tratti impeccabile, in quanto le dinamiche di gameplay sono votate all\u2019immediatezza senza sacrificare elementi come il divertimento, la voglia di mettersi alla prova e la possibilit\u00e0 di far prevalere la propria abilit\u00e0.
La suddivisione degli avamposti in tre categorie di difficolt\u00e0 crescente rende Meet Your Maker fruibile anche a chi ha giusto una discreta esperienza con il genere degli sparattutto in prima persona, sebbene sia da rendicontare la possibilit\u00e0 concreta di finire in una spirale di ripetute morti con annesse maledizioni ai creatori degli stage che si decidono di affrontare. Il risultato \u00e8 sorprendente nella misura in cui si accetta una sfida che potrebbe risultare frustrante, oppure maledettamente intrigante per tutti coloro che stravedono per gli FPS di una volta che non si abbassano ad alcun tipo di compromesso.
A rendere ancora pi\u00f9 complicata la sopravvivenza dopo aver preso possesso dell\u2019inestimabile materiale genetico, ci penser\u00e0 l\u2019entrata in scena di una nuova ondata di trappole, la cui attivazione metter\u00e0 ancora pi\u00f9 pressione e spinger\u00e0 spesso a commettere un passo falso che porter\u00e0 l\u2019assaltatore a dover ripartire dal punto di partenza per ritentare ancora una volta il colpaccio. E sapeste quante volte sono stato fermato sul pi\u00f9 bello, quando ormai gi\u00e0 pregustavo la vittoria, per colpa di una serie di spuntoni che hanno maciullato il mio orgoglio (e non solo quello). Se non altro ho imparato la lezione a caro prezzo, perch\u00e9 nella fase prettamente offensiva Meet Your Maker \u00e8 davvero esageratamente bastardo nel rivelare l'indole tipica dei \"trial & error\" che non ha nulla da invidiare a un gioco che sa essere altrettanto fetente come Super Meat Boy.
Per forza di cose Meet Your Maker sprona a intraprendere tante incursioni per ottenere specifiche risorse da utilizzare per sbloccare e potenziare armi, gadget e ovviamente le mortali trappole da adoperare per restituire il favore agli altri giocatori vedendoli crepare malamente, cos\u00ec da soddisfare la propria voglia di sangue e anche per recuperare materiali dalle spoglie dei nemici caduti per mano nostra. Questi e altri aspetti possono essere gestiti all\u2019interno del quartier generale, interagendo con cinque PNG che per l\u2019appunto si offrono di migliorare equipaggiamenti e strumenti di morte in cambio di una sostanziosa quantit\u00e0 di materie prime, che, come ho gi\u00e0 detto, andranno raccattate principalmente completando con successo i raid.
L\u2019altra faccia della medaglia vede invece i giocatori nelle vesti di diabolici architetti chiamati a realizzare una fortezza a prova di furfante, scegliendo come plasmarla tra blocchi quadrati indistruttibili e una vasta gamma di dispositivi di sicurezza da piazzare in lungo e in largo per proteggere il MatGen. Si investono dunque le risorse guadagnate con tanta fatica per creare un labirinto il pi\u00f9 complesso possibile, sfruttando quello che si avvicina molto a un editor di livelli che ha dalla sua una facilit\u00e0 di utilizzo davvero niente male, anche se ovviamente bisogna sottostare ad alcune limitazioni e requisiti per quel che concerne il numero di trappole e mob da posizionare nell'avamposto.
Le combinazioni sono pressoch\u00e9 infinite e con un po\u2019 di creativit\u00e0 \u00e8 possibile generare delle intricate architetture da cui \u00e8 quasi impossibile uscirne vivi, almeno non al primo tentativo ma forse al ventesimo, e sempre se tutto va per il verso giusto. Questo perch\u00e9 \u00e8 possibile impostare anche dei percorsi di pattuglia per gli scagnozzi, nonch\u00e9 potenziare armamenti difensivi che possono esplodere una volta distrutti o attivarsi pi\u00f9 volte: uncini che afferrano l\u2019invasore, presse idrauliche, dispensatori di bombe a grappolo e sfere d\u2019energia in grado di sparare proiettili a ricerca sono alcune delle opzioni su cui poter contare per tenere a bada gli ospiti indesiderati.
Per i pi\u00f9 creativi c\u2019\u00e8 anche la possibilit\u00e0 di svagarsi tra blocchi di costruzione dal differente tema estetico, cos\u00ec come decorazioni e decalcomanie che aggiungono un pizzico di eleganza alle fortezze dall\u2019alto tasso di letalit\u00e0. Essere creativi e brutali aiuta a ottenere delle valutazioni positive che gli altri giocatori possono lasciare dopo aver messo piede nei livelli creati, il che regala sempre una buona dose di soddisfazione. In tal senso, poter rivedere i replay dei tentativi finiti male o di successo degli altri utenti alle prese con i nostri dungeon mortali \u00e8 uno spettacolo di viscere e gore tutto da gustare, senza dimenticare che \u00e8 possibile testare in prima persona l\u2019efficacia del proprio operato prima di rendere attivo un avamposto.
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