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unread,Mar 11, 2026, 8:00:13 PM (2 days ago) Mar 11Sign in to reply to author
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La lettura per il giorno 12/3.
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messaggio.
--- Esodo 32 ---
Il vitello d'oro
1 Il popolo vide che Mosè tardava a scendere dal monte; allora si radunò
intorno ad Aaronne e gli disse: «Facci un dio che vada davanti a noi;
poiché quel Mosè, l'uomo che ci ha fatti uscire dal paese d'Egitto, non
sappiamo che fine abbia fatto». 2 E Aaronne rispose loro: «Staccate gli
anelli d'oro che sono agli orecchi delle vostre mogli, dei vostri figli e
delle vostre figlie, e portatemeli». 3 E tutto il popolo si staccò dagli
orecchi gli anelli d'oro e li portò ad Aaronne. 4 Egli li prese dalle loro
mani e, dopo aver cesellato lo stampo, ne fece un vitello di metallo fuso. E
quelli dissero: «O Israele, questo è il tuo dio che ti ha fatto uscire dal
paese d'Egitto!» 5 Quando Aaronne vide questo, costruì un altare davanti
al vitello ed esclamò: «Domani sarà festa in onore del SIGNORE!»
6 L'indomani, si alzarono di buon'ora, offrirono olocausti e portarono dei
sacrifici di ringraziamento; il popolo sedette per mangiare e bere, poi si
alzò per divertirsi. 7 Il SIGNORE disse a Mosè: «Va', scendi; perché il
tuo popolo che hai fatto uscire dal paese d'Egitto, si è corrotto; 8 si
sono presto sviati dalla strada che io avevo loro ordinato di seguire; si
sono fatti un vitello di metallo fuso, l'hanno adorato, gli hanno offerto
sacrifici e hanno detto: "O Israele, questo è il tuo dio che ti ha fatto
uscire dal paese d'Egitto"». 9 Il SIGNORE disse ancora a Mosè: «Ho
considerato bene questo popolo; ecco, è un popolo dal collo duro.
10 Dunque, lascia che la mia ira s'infiammi contro di loro e che io li
consumi, ma di te io farò una grande nazione». 11 Allora Mosè supplicò
il SIGNORE, il suo Dio, e disse: «Perché, o SIGNORE, la tua ira
s'infiammerebbe contro il tuo popolo che hai fatto uscire dal paese d'Egitto
con grande potenza e con mano forte? 12 Perché gli Egiziani direbbero:
"Egli li ha fatti uscire per far loro del male, per ucciderli tra le
montagne e per sterminarli dalla faccia della terra!"? Calma l'ardore della
tua ira e pèntiti del male di cui minacci il tuo popolo. 13 Ricòrdati di
Abraamo, d'Isacco e d'Israele, tuoi servi, ai quali giurasti per te stesso,
dicendo loro: "Io moltiplicherò la vostra discendenza come le stelle del
cielo; darò alla vostra discendenza tutto questo paese di cui vi ho parlato
ed essa lo possederà per sempre"». 14 E il SIGNORE si pentì del male che
aveva detto di fare al suo popolo. 15 Allora Mosè si voltò e scese dal
monte con le due tavole della testimonianza nelle mani: tavole scritte da
una parte e dall'altra. 16 Le tavole erano opera di Dio e la scrittura era
scrittura di Dio incisa sulle tavole. 17 Ora Giosuè, udendo il clamore del
popolo che gridava, disse a Mosè: «Si ode un fragore di battaglia
nell'accampamento». 18 Mosè rispose: «Questo non è grido di vittoria,
né grido di vinti; il clamore che io odo è di gente che canta».
19 Quando fu vicino all'accampamento, vide il vitello e le danze; e l'ira
di Mosè s'infiammò ed egli gettò dalle mani le tavole e le spezzò ai
piedi del monte. 20 Poi prese il vitello che quelli avevano fatto, lo
bruciò col fuoco, lo ridusse in polvere, sparse la polvere sull'acqua e la
fece bere ai figli d'Israele. 21 Mosè disse ad Aaronne: «Che ti ha fatto
questo popolo, che gli hai attirato addosso un così grande peccato?»
22 Aaronne rispose: «L'ira del mio signore non s'infiammi; tu conosci
questo popolo e sai che è incline al male. 23 Essi mi hanno detto: "Facci
un dio che vada davanti a noi; poiché quel Mosè, l'uomo che ci ha fatti
uscire dal paese d'Egitto, non sappiamo che fine abbia fatto". 24 Io ho
detto loro: "Chi ha dell'oro se lo levi di dosso!" Essi me l'hanno dato; io
l'ho buttato nel fuoco e ne è venuto fuori questo vitello». 25 Quando
Mosè vide che il popolo era senza freno e che Aaronne lo aveva lasciato
sfrenarsi esponendolo all'obbrobrio dei suoi nemici, 26 si fermò
all'ingresso dell'accampamento, e disse: «Chiunque è per il SIGNORE, venga
a me!» E tutti i figli di Levi si radunarono presso di lui. 27 Ed egli
disse loro: «Così dice il SIGNORE, il Dio d'Israele: "Ognuno di voi si
metta la spada al fianco; percorrete l'accampamento da una porta all'altra
di esso, e ciascuno uccida il fratello, ciascuno l'amico, ciascuno il
vicino!"». 28 I figli di Levi eseguirono l'ordine di Mosè, e in quel
giorno caddero circa tremila uomini. 29 Poi Mosè disse: «Consacratevi
oggi al SIGNORE, ciascuno a prezzo del proprio figlio e del proprio
fratello, e il SIGNORE vi conceda oggi una benedizione». 30 L'indomani
Mosè disse al popolo: «Voi avete commesso un grande peccato; ma ora io
salirò dal SIGNORE; forse otterrò che il vostro peccato vi sia
perdonato». 31 Mosè dunque tornò al SIGNORE e disse: «Ahimè, questo
popolo ha commesso un grande peccato e si è fatto un dio d'oro;
32 nondimeno, perdona ora il loro peccato! Se no, ti prego, cancellami dal
tuo libro che hai scritto!» 33 Il SIGNORE rispose a Mosè: «Colui che ha
peccato contro di me, quello cancellerò dal mio libro! 34 Ora va', conduci
il popolo dove ti ho detto. Ecco, il mio angelo andrà davanti a te; ma nel
giorno che verrò a punire, io li punirò del loro peccato». 35 E il
SIGNORE colpì il popolo, perché esso era l'autore del vitello che Aaronne
aveva fatto.
--- Salmi 10 ---
Il castigo dell'empio
1 O SIGNORE, perché te ne stai lontano? Perché ti nascondi in tempo
d'angoscia? 2 L'empio nella sua superbia perseguita con furore i miseri;
essi rimangono presi nelle insidie tese dai malvagi; 3 poiché l'empio si
gloria delle brame dell'anima sua, benedice il rapace e disprezza il
SIGNORE. 4 L'empio, con viso altero, dice: «Il SIGNORE non farà
inchieste». Tutti i suoi pensieri sono: «Non c'è Dio!» 5 Le sue vie son
prospere in ogni tempo; cosa troppo alta per lui sono i tuoi giudizi; con un
soffio egli disperde tutti i suoi nemici. 6 Egli dice in cuor suo: «Non
sarò mai smosso; d'età in età non m'accadrà male alcuno». 7 La sua
bocca è piena di maledizione, di frodi e di violenza; sotto la sua lingua
c'è malizia e iniquità. 8 Egli sta in agguato nei villaggi, uccide
l'innocente in luoghi nascosti; i suoi occhi spiano il misero. 9 Sta in
agguato nel suo nascondiglio come un leone nella sua tana, sta in agguato
per sorprendere il misero; egli sorprende lo sventurato trascinandolo nella
sua rete. 10 Se ne sta quatto e chino, e gli infelici soccombono alla sua
forza. 11 Dice in cuor suo: «Dio dimentica, nasconde la sua faccia, non
vedrà mai». 12 Ergiti, o SIGNORE! O Dio, alza la tua mano! Non
dimenticare i miseri. 13 Perché l'empio disprezza Dio? Perché dice in
cuor suo: «Non ne chiederà conto»? 14 Invece tu hai visto; poiché tu
guardi la malvagità e l'oppressione per poi ripagare con la tua mano. A te
si abbandona il misero; tu sei il sostegno dell'orfano. 15 Spezza il
braccio dell'empio e del malvagio; chiedi conto della sua empietà, finché
tu non ne trovi più. 16 Il SIGNORE è re in eterno; le nazioni sono state
sterminate dalla sua terra. 17 O SIGNORE, tu esaudisci il desiderio degli
umili; tu fortifichi il cuor loro, porgi il tuo orecchio 18 per rendere
giustizia all'orfano e all'oppresso, affinché l'uomo, che è fatto di
terra, cessi d'incutere spavento.
--- Isaia 50 ---
Rimproveri del Signore al suo popolo
1 Così parla il SIGNORE: «Dov'è la lettera di divorzio di vostra madre
con cui io l'ho ripudiata? Oppure a quale dei miei creditori io vi ho
venduti? Ecco, per le vostre colpe siete stati venduti, per i vostri
misfatti vostra madre è stata ripudiata. 2 Perché, quando io sono venuto,
non si è trovato nessuno? Perché, quando ho chiamato, nessuno mi ha
risposto? La mia mano è davvero troppo corta per liberare, oppure non ho la
forza di poter salvare? Ecco, con la mia minaccia io prosciugo il mare,
riduco i fiumi in deserto; il loro pesce diventa fetido per mancanza d'acqua
e muore di sete. 3 Io rivesto i cieli di nero, do loro un cilicio come
coperta».
Il servo del Signore oltraggiato e soccorso
4 Il Signore, DIO, mi ha dato una lingua pronta, perché io sappia aiutare
con la parola chi è stanco. Egli risveglia, ogni mattina, risveglia il mio
orecchio, perché io ascolti come ascoltano i discepoli. 5 Il Signore, DIO,
mi ha aperto l'orecchio e io non sono stato ribelle, non mi sono tirato
indietro. 6 Io ho presentato il mio dorso a chi mi percuoteva, e le mie
guance a chi mi strappava la barba; io non ho nascosto il mio vòlto agli
insulti e agli sputi. 7 Ma il Signore, DIO, mi ha soccorso; perciò non
sono stato abbattuto; perciò ho reso la mia faccia dura come la pietra e so
che non sarò deluso. 8 Vicino è colui che mi giustifica; chi mi potrà
accusare? Mettiamoci a confronto! Chi è il mio avversario? Mi venga vicino!
9 Il Signore, DIO, mi verrà in aiuto; chi è colui che mi condannerà?
Ecco, tutti costoro diventeranno logori come un vestito, la tignola li
roderà. 10 Chi di voi teme il SIGNORE e ascolta la voce del suo servo?
Sebbene cammini nelle tenebre, privo di luce, confidi nel nome del SIGNORE e
si appoggi al suo Dio! 11 Ecco, voi tutti che accendete un fuoco, che siete
armati di tizzoni, andatevene nelle fiamme del vostro fuoco e fra i tizzoni
che avete accesi! Questo avrete dalla mia mano: voi vi coricherete nel
dolore.
--- Atti 15:30-16:10 ---
Giuda e Sila inviati ad Antiochia
15:30 Essi dunque presero commiato e scesero ad Antiochia, dove, radunata la
moltitudine dei credenti, consegnarono la lettera. 31 Quando i fratelli
l'ebbero letta, si rallegrarono della consolazione che essa portava loro.
32 Giuda e Sila, anch'essi profeti, con molte parole li esortarono e li
fortificarono. 33 Dopo essersi trattenuti là diverso tempo, i fratelli li
lasciarono ritornare in pace a coloro che li avevano inviati. 34 [Ma parve
bene a Sila di rimanere qui.] 35 Paolo e Barnaba rimasero ad Antiochia,
insegnando e portando, insieme a molti altri, il lieto messaggio della
Parola del Signore.
Secondo viaggio missionario. Partenza di Paolo e Sila; Barnaba e Marco si
recano a Cipro
36 Dopo diversi giorni Paolo disse a Barnaba: «Ritorniamo ora a visitare i
fratelli di tutte le città in cui abbiamo annunciato la Parola del Signore,
per vedere come stanno». 37 Barnaba voleva prendere con loro anche
Giovanni detto Marco. 38 Ma Paolo riteneva che non dovessero prendere uno
che si era separato da loro già in Panfilia e che non li aveva accompagnati
nella loro opera. 39 Nacque un aspro dissenso, al punto che si separarono;
Barnaba prese con sé Marco e s'imbarcò per Cipro. 40 Paolo, invece,
scelse Sila e partì, raccomandato dai fratelli alla grazia del Signore.
41 E percorse la Siria e la Cilicia, rafforzando le chiese.
Timoteo si unisce a Paolo
16:1 Giunse anche a Derba e a Listra; e là c'era un discepolo, di nome
Timoteo, figlio di una donna ebrea credente, ma di padre greco. 2 Di lui
rendevano buona testimonianza i fratelli che erano a Listra e a Iconio.
3 Paolo volle che egli partisse con lui; perciò lo prese e lo circoncise a
causa dei Giudei che erano in quei luoghi, perché tutti sapevano che il
padre di lui era greco. 4 Passando da una città all'altra, trasmisero ai
fratelli, perché le osservassero, le decisioni prese dagli apostoli e dagli
anziani che erano a Gerusalemme. 5 Le chiese dunque si fortificavano nella
fede e crescevano ogni giorno di numero.
Visione di Paolo a Troas
6 Poi attraversarono la Frigia e la regione della Galazia, essendogli stato
impedito dallo Spirito Santo di annunciare la Parola in Asia; 7 e, giunti
ai confini della Misia, cercavano di andare in Bitinia; ma lo Spirito di
Gesù non lo permise loro; 8 e, oltrepassata la Misia, discesero a Troas.
9 Paolo ebbe durante la notte una visione: un Macedone gli stava davanti e
lo pregava, dicendo: «Passa in Macedonia e soccorrici». 10 Appena ebbe
avuta quella visione, cercammo subito di partire per la Macedonia, convinti
che Dio ci aveva chiamati là ad annunciare loro il vangelo.