Lettura quotidiana 21/1

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Jan 20, 2026, 7:00:13 PM (8 hours ago) Jan 20
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La lettura per il giorno 21/1.
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messaggio.


--- Genesi 28 ---
Fuga di Giacobbe in Mesopotamia; visione della scala
1 Allora Isacco chiamò Giacobbe, lo benedisse e gli diede quest'ordine:
«Non prendere moglie tra le donne di Canaan. 2 Parti, va' a Paddan-Aram,
alla casa di Betuel, padre di tua madre, e prendi moglie là, tra le figlie
di Labano, fratello di tua madre. 3 Il Dio onnipotente ti benedica, ti
renda fecondo e ti moltiplichi, in modo che tu diventi un'assemblea di
popoli, 4 e ti dia la benedizione di Abraamo: a te e alla tua discendenza
con te, perché tu possieda il paese dove sei andato peregrinando, che Dio
donò ad Abraamo». 5 Isacco fece partire Giacobbe, il quale andò a
Paddan-Aram da Labano, figlio di Betuel, l'Arameo, fratello di Rebecca,
madre di Giacobbe e di Esaù. 6 Esaù vide che Isacco aveva benedetto
Giacobbe e l'aveva mandato a Paddan-Aram perché vi prendesse moglie e che,
benedicendolo, gli aveva dato quest'ordine: «Non prendere moglie tra le
donne di Canaan», 7 e che Giacobbe aveva ubbidito a suo padre e a sua
madre ed era andato a Paddan-Aram. 8 Esaù comprese che le donne di Canaan
non erano gradite a suo padre Isacco. 9 Allora andò da Ismaele, e prese
per moglie, oltre quelle che aveva già, Maalat, figlia d'Ismaele, figlio di
Abraamo, sorella di Nebaiot. 10 Giacobbe partì da Beer-Sceba e andò verso
Caran. 11 Giunse ad un certo luogo e vi passò la notte, perché il sole
era già tramontato. Prese una delle pietre del luogo, se la mise per
capezzale e lì si coricò. 12 Fece un sogno: una scala poggiava sulla
terra, mentre la sua cima toccava il cielo; e gli angeli di Dio salivano e
scendevano per la scala. 13 Il SIGNORE stava al di sopra di essa e gli
disse: «Io sono il SIGNORE, il Dio di Abraamo tuo padre e il Dio d'Isacco.
La terra sulla quale tu stai coricato, io la darò a te e alla tua
discendenza. 14 La tua discendenza sarà come la polvere della terra e tu
ti estenderai a occidente e a oriente, a settentrione e a meridione, e tutte
le famiglie della terra saranno benedette in te e nella tua discendenza.
15 Io sono con te, e ti proteggerò dovunque tu andrai e ti ricondurrò in
questo paese, perché io non ti abbandonerò prima di aver fatto quello che
ti ho detto». 16 Quando Giacobbe si svegliò dal sonno, disse: «Certo, il
SIGNORE è in questo luogo e io non lo sapevo!» 17 Ebbe paura e disse:
«Com'è tremendo questo luogo! Questa non è altro che la casa di Dio, e
questa è la porta del cielo!» 18 Giacobbe si alzò la mattina di
buon'ora, prese la pietra che aveva messa come capezzale, la pose come
pietra commemorativa e vi versò sopra dell'olio. 19 E chiamò quel luogo
Betel; mentre prima di allora il nome della città era Luz. 20 Giacobbe
fece un voto, dicendo: «Se Dio è con me, se mi protegge durante questo
viaggio che sto facendo, se mi dà pane da mangiare e vesti da coprirmi,
21 e se ritorno sano e salvo alla casa di mio padre, il SIGNORE sarà il
mio Dio 22 e questa pietra, che ho eretta come monumento, sarà la casa di
Dio; di tutto quello che tu mi darai, io certamente ti darò la
decima».

--- Giobbe 16 ---
Giobbe si lamenta dei suoi amici
1 Allora Giobbe rispose e disse: 2 «Di cose come queste ne ho udite tante!
Siete tutti dei consolatori molesti! 3 Non ci sarà una fine alle parole
vane? Che cosa ti provoca a rispondere? 4 Anch'io potrei parlare come voi,
se voi foste al posto mio; potrei mettere insieme delle parole contro di voi
e su di voi scrollare il capo; 5 potrei farvi coraggio con la bocca e il
conforto delle mie labbra vi calmerebbe.
Giobbe si lamenta della sua sorte
6 «Se parlo, il mio dolore non ne sarà lenito; se cesso di parlare, che
sollievo ne avrò? 7 Ora, purtroppo, Dio mi ha ridotto senza forze, ha
desolato tutta la mia casa; 8 mi ha coperto di grinze e questo testimonia
contro di me, la mia magrezza si leva ad accusarmi apertamente. 9 La sua
ira mi lacera, mi perseguita, digrigna i denti contro di me, il mio nemico
aguzza gli occhi su di me. 10 Aprono larga contro di me la bocca, mi
percuotono per oltraggio le guance, si mettono tutti insieme a darmi
addosso. 11 Dio mi dà in balìa degli empi, mi getta in mano ai malvagi.
12 Vivevo in pace ed egli mi ha scosso con violenza, mi ha preso per la
nuca, mi ha frantumato, mi ha posto per suo bersaglio. 13 I suoi arcieri mi
circondano, egli mi trafigge i reni senza pietà, sparge a terra il mio
fiele. 14 Apre sopra di me breccia su breccia, mi corre addosso come un
guerriero. 15 Mi sono cucito un cilicio sulla pelle, ho prostrato la mia
fronte nella polvere. 16 Il mio viso è rosso di pianto, sulle mie palpebre
si stende l'ombra di morte. 17 Eppure le mie mani non commisero mai
violenza, e la mia preghiera fu sempre pura.
Giobbe invoca la morte
18 «O terra, non coprire il mio sangue e non vi sia luogo dove si fermi il
mio grido! 19 Già fin d'ora, ecco, il mio Testimone è nel cielo, il mio
Garante è nei luoghi altissimi. 20 Gli amici mi deridono; ma a Dio si
volgono piangenti gli occhi miei. 21 Sostenga egli le ragioni dell'uomo
presso Dio, le ragioni del figlio d'uomo contro i suoi compagni! 22 Poiché
pochi anni ancora e me ne andrò per una via senza ritorno.

--- Isaia 15 ---
Profezia contro Moab
1 Oracolo su Moab. Sì, nella notte in cui è devastata, Ar-Moab perisce!
Sì, nella notte in cui è devastata, Chir-Moab perisce! 2 Si sale al
tempio e a Dibon, sugli alti luoghi, per piangere; Moab urla su Nebo e su
Medeba: tutte le teste sono rase, tutte le barbe sono tagliate. 3 Per le
strade tutti indossano sacchi, sui tetti e per le piazze ognuno urla,
piangendo a dirotto. 4 Chesbon ed Eleale gridano; la loro voce si ode fino
a Iaas; perciò i guerrieri di Moab si lamentano, il loro cuore trema. 5 Il
mio cuore geme per Moab, i cui fuggiaschi sono già a Soar, a Eglat-Selisia;
perché fanno, piangendo, la salita di Luit e mandano grida d'angoscia sulla
via di Coronaim; 6 perché le acque di Nimrim sono un deserto, l'erba è
seccata, l'erba minuta è scomparsa, non c'è più verdura; 7 perciò le
ricchezze che hanno accumulate, le provviste che hanno fatte, essi le
trasportano oltre il torrente dei salici. 8 Le grida fanno il giro dei
confini di Moab, il suo urlo rintrona fino a Eglaim, il suo urlo rintrona
fino a Beer-Elim. 9 Le acque di Dimon sono piene di sangue, ma infliggerò
a Dimon nuovi guai: un leone contro gli scampati di Moab e contro quel che
resta del paese.

--- Matteo 13:31-58 ---
Il granello di senape
31 Egli propose loro un'altra parabola, dicendo: «Il regno dei cieli è
simile a un granello di senape che un uomo ha preso e seminato nel suo
campo. 32 Esso è il più piccolo di tutti i semi; ma, quando è cresciuto,
è maggiore degli ortaggi e diventa un albero; tanto che gli uccelli del
cielo vengono a ripararsi tra i suoi rami».
Il lievito
33 Disse loro un'altra parabola: «Il regno dei cieli è simile al lievito
che una donna prende e nasconde in tre misure di farina, finché la pasta
sia tutta lievitata». 34 Tutte queste cose disse Gesù in parabole alla
folla e senza parabole non diceva loro nulla, 35 affinché si adempisse
quello che era stato detto per mezzo del profeta: «Aprirò in parabole la
mia bocca; proclamerò cose nascoste fin dalla fondazione del mondo».

Spiegazione della parabola della zizzania
36 Allora Gesù, lasciata la folla, tornò a casa; e i suoi discepoli gli si
avvicinarono, dicendo: «Spiegaci la parabola della zizzania nel campo».
37 Egli rispose: «Colui che semina il buon seme è il Figlio dell'uomo;
38 il campo è il mondo; il buon seme sono i figli del regno; la zizzania
sono i figli del maligno; 39 il nemico che l'ha seminata è il diavolo; la
mietitura è la fine dell'età presente; i mietitori sono angeli. 40 Come
dunque si raccoglie la zizzania e si brucia con il fuoco, così avverrà
alla fine dell'età presente. 41 Il Figlio dell'uomo manderà i suoi
angeli, che raccoglieranno dal suo regno tutti gli scandali e tutti quelli
che commettono l'iniquità, 42 e li getteranno nella fornace ardente. Lì
ci sarà pianto e stridor di denti. 43 Allora i giusti risplenderanno come
il sole nel regno del Padre loro. Chi ha orecchi oda.
Il tesoro nascosto
44 «Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto nel campo, che un
uomo, dopo averlo trovato, nasconde; e, per la gioia che ne ha, va e vende
tutto quello che ha, e compra quel campo.
La perla di gran valore
45 «Il regno dei cieli è anche simile a un mercante che va in cerca di
belle perle; 46 e, trovata una perla di gran valore, se n'è andato, ha
venduto tutto quello che aveva e l'ha comprata.
La rete
47 «Il regno dei cieli è anche simile a una rete che, gettata in mare, ha
raccolto ogni genere di pesci; 48 quando è piena, i pescatori la traggono
a riva, poi si mettono a sedere e raccolgono il buono in vasi, e buttano via
quello che non vale nulla. 49 Così avverrà alla fine dell'età presente.
Verranno gli angeli e separeranno i malvagi dai giusti, 50 e li getteranno
nella fornace ardente. Lì ci sarà pianto e stridor di denti. 51 Avete
capito tutte queste cose?» Essi gli risposero: «Sì».
Il padrone di casa
52 Allora disse loro: «Per questo ogni scriba che diventa un discepolo del
regno dei cieli è simile a un padrone di casa, il quale tira fuori dal suo
tesoro cose nuove e cose vecchie».
Gesù a Nazaret
53 Quando Gesù ebbe finito queste parabole, partì di là. 54 Recatosi
nella sua patria, insegnava nella loro sinagoga, così che stupivano e
dicevano: «Da dove gli vengono tanta sapienza e queste opere potenti?
55 Non è questi il figlio del falegname? Sua madre non si chiama Maria e i
suoi fratelli Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda? 56 E le sue sorelle non
sono tutte tra di noi? Da dove gli vengono tutte queste cose?» 57 E si
scandalizzavano a causa di lui. Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è
disprezzato che nella sua patria e in casa sua». 58 E lì, a causa della
loro incredulità, non fece molte opere potenti.

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