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La lettura per il giorno 22/1.
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messaggio.
--- Genesi 29 ---
Giacobbe a Caran
1 Poi Giacobbe si mise in cammino e andò nel paese degli Orientali. 2 Egli
vide nei campi un pozzo e tre greggi di pecore, accovacciate lì vicino; a
quel pozzo infatti si abbeveravano le greggi; ma la pietra sulla bocca del
pozzo era grande. 3 Dopo che tutte le greggi si erano radunate là, i
pastori rotolavano la pietra dalla bocca del pozzo, abbeveravano le pecore,
poi rimettevano la pietra al suo posto, sulla bocca del pozzo. 4 Giacobbe
disse ai pastori: «Fratelli miei, di dove siete?» Quelli risposero:
«Siamo di Caran». 5 Egli disse loro: «Conoscete Labano, figlio di
Naor?» Ed essi: «Lo conosciamo». 6 Egli disse loro: «Sta bene?» Quelli
risposero: «Sta bene; ecco Rachele, sua figlia, che viene con le pecore».
7 Egli disse: «Ecco, è ancora pieno giorno, e non è tempo di radunare il
bestiame; abbeverate le pecore e portatele al pascolo». 8 Quelli
risposero: «Non possiamo, finché non siano radunate tutte le greggi;
allora si rotola la pietra dalla bocca del pozzo e abbeveriamo le pecore».
9 Mentre egli parlava ancora con loro, giunse Rachele con le pecore di suo
padre; perché era lei che le portava al pascolo. 10 Quando Giacobbe vide
Rachele figlia di Labano, fratello di sua madre, e le pecore di Labano,
fratello di sua madre, si avvicinò, rotolò la pietra dalla bocca del pozzo
e abbeverò il gregge di Labano, fratello di sua madre. 11 Poi Giacobbe
baciò Rachele, alzò la voce e pianse. 12 Giacobbe fece sapere a Rachele
che egli era parente del padre di lei e che era figlio di Rebecca. Ed ella
corse a dirlo a suo padre. 13 Appena Labano ebbe udito le notizie di
Giacobbe figlio di sua sorella, gli corse incontro, l'abbracciò, lo baciò
e lo condusse a casa sua. Giacobbe raccontò a Labano tutte queste cose;
14 e Labano gli disse: «Tu sei proprio mie ossa e mia carne!» Così
abitò presso di lui per un mese.
Lea e Rachele
15 Poi Labano disse a Giacobbe: «Perché sei mio parente devi forse
servirmi per nulla? Dimmi quale dev'essere il tuo salario». 16 Or Labano
aveva due figlie: la maggiore si chiamava Lea e la minore Rachele. 17 Lea
aveva gli occhi delicati, ma Rachele era avvenente e di bell'aspetto.
18 Giacobbe amava Rachele e disse a Labano: «Io ti servirò sette anni,
per Rachele tua figlia minore». 19 Labano rispose: «È meglio che io la
dia a te piuttosto che a un altro uomo; resta con me». 20 Giacobbe servì
sette anni per Rachele; e gli parvero pochi giorni, a causa del suo amore
per lei. 21 Poi Giacobbe disse a Labano: «Dammi mia moglie, perché il mio
tempo è compiuto, e io andrò da lei». 22 Allora Labano radunò tutta la
gente del luogo e fece un banchetto. 23 Ma, la sera, prese sua figlia Lea e
la condusse da Giacobbe, il quale si unì a lei. 24 Labano diede la sua
serva Zilpa per serva a Lea, sua figlia. 25 L'indomani mattina ecco che era
Lea! Giacobbe disse a Labano: «Che mi hai fatto? Non è per Rachele che ti
ho servito? Perché mi hai ingannato?» 26 Labano rispose: «Non è usanza
da noi dare la minore prima della maggiore. Finisci la settimana nuziale con
questa 27 e ti daremo anche l'altra, per il servizio che presterai da me
per altri sette anni». 28 Giacobbe fece così, e finì la settimana di
quello sposalizio; poi Labano gli diede in moglie sua figlia Rachele.
29 Labano diede la sua serva Bila per serva a Rachele, sua figlia.
30 Giacobbe si unì pure a Rachele e amò Rachele più di Lea, e servì
Labano per altri sette anni.
I figli di Giacobbe
31 Il SIGNORE, vedendo che Lea era odiata, la rese feconda; ma Rachele era
sterile. 32 Lea concepì, partorì un figlio e lo chiamò Ruben, perché
disse: «Il SIGNORE ha visto la mia afflizione; ora mio marito mi amerà».
33 Poi concepì di nuovo e partorì un figlio, e disse: «Il SIGNORE ha
udito che io ero odiata, e mi ha dato anche questo figlio». E lo chiamò
Simeone. 34 Concepì di nuovo e partorì un figlio, e disse: «Questa volta
mio marito sarà ben unito a me, perché gli ho partorito tre figli». Per
questo fu chiamato Levi. 35 E concepì di nuovo, partorì un figlio e
disse: «Questa volta celebrerò il SIGNORE». Perciò lo chiamò Giuda. Poi
cessò d'aver figli.
--- Giobbe 17 ---
1 «Il mio soffio vitale si spegne, i miei giorni si estinguono, il sepolcro
mi aspetta! 2 Sono attorniato da schernitori e non posso chiudere occhio a
causa delle loro parole amare. 3 O Dio, deposita la mia cauzione presso di
te; se no, chi altro vorrebbe porgermi la mano? 4 Poiché tu hai chiuso il
cuore di costoro alla ragione, perciò non li farai trionfare. 5 Chi
denuncia un amico perché diventi preda altrui vedrà accecare gli occhi dei
suoi figli. 6 Egli mi ha reso la favola dei popoli e sono divenuto uno a
cui si sputa in faccia. 7 L'occhio mio si oscura dal dolore, le mie membra
non sono più che un'ombra. 8 Gli uomini retti ne sono colpiti di stupore,
l'innocente si sdegna contro l'empio; 9 ma il giusto si attiene saldo alla
sua via, e chi ha le mani pure si fortifica sempre più. 10 Quanto a voi
tutti, tornate pure, fatevi avanti, ma fra voi non troverò un saggio. 11 I
miei giorni passano; i miei disegni, i disegni cari al mio cuore, sono
distrutti; 12 e costoro pretendono che la notte sia giorno, che la luce sia
vicina, quando tutto è buio! 13 Se aspetto come casa mia il soggiorno dei
morti, se già mi sono fatto il letto nelle tenebre, 14 al sepolcro dico:
"Tu sei mio padre", e ai vermi: "Siete mia madre e mia sorella". 15 Dov'è
dunque la mia speranza? Questa speranza mia chi la può scorgere? 16 Essa
scenderà alle porte del soggiorno dei morti, quando nella polvere troveremo
riposo assieme».
--- Isaia 16 ---
Angoscia di Moab
1 Mandate gli agnelli per il dominatore del paese, mandateli da Sela, per la
via del deserto, al monte della figlia di Sion! 2 Come uccelli che fuggono,
come una nidiata dispersa, così saranno le figlie di Moab ai guadi
dell'Arnon. 3 Consigliaci, fa' giustizia! In pieno mezzogiorno, stendi su
di noi l'ombra tua densa come la notte, nascondi gli esuli, non tradire i
fuggiaschi; 4 lascia abitare presso di te gli esuli di Moab, sii tu per
loro un rifugio contro il devastatore! L'oppressione infatti è finita, la
devastazione è cessata, gli invasori sono scomparsi dal paese. 5 Il trono
è stabilito fermamente sulla clemenza e sul trono sta seduto fedelmente,
nella tenda di Davide, un giudice amico del diritto e pronto a fare
giustizia. 6 Noi conosciamo l'orgoglio di Moab, l'orgogliosissima, la sua
alterigia, la sua superbia, la sua arroganza, il suo vantarsi senza
fondamento! 7 Perciò gema Moab per Moab, tutti gemano! Rimpiangete,
costernati, i grappoli d'uva di Chir-Areset! 8 Poiché le campagne di
Chesbon languono; languono i vigneti di Sibma, le cui viti scelte, che
inebriavano i padroni delle nazioni, arrivavano fino a Iazer, erravano per
il deserto, e avevano propaggini che si espandevano lontano e attraversavano
il mare. 9 Piango, perciò, come piange Iazer, i vigneti di Sibma; io vi
inondo con le mie lacrime, o Chesbon, o Eleale! Poiché sui vostri frutti
d'estate e sulla vostra mietitura si è abbattuto un grido di guerra. 10 La
gioia, l'esultanza sono scomparse dalla fertile campagna; nelle vigne non ci
sono più canti, né grida di gioia. Il vendemmiatore non pigia più l'uva
nei tini; io ho fatto cessare il grido di gioia della vendemmia. 11 Perciò
le mie viscere fremono per Moab come un'arpa e geme il mio cuore per
Chir-Eres. 12 Quando Moab si presenterà, quando si affaticherà sull'alto
luogo ed entrerà nel suo santuario a pregare, esso nulla otterrà.
13 Questa è la parola che il SIGNORE già da lungo tempo pronunciò contro
Moab. 14 Ora il SIGNORE parla e dice: «Fra tre anni, contati come quelli
di un operaio, la gloria di Moab cadrà in disprezzo, nonostante i suoi
numerosi abitanti; e ciò che ne resterà sarà poca, pochissima cosa, senza
forza».
--- Matteo 14:1-21 ---
Martirio di Giovanni il battista
1 In quel tempo Erode il tetrarca udì la fama di Gesù 2 e disse ai suoi
servitori: «Costui è Giovanni il battista! Egli è risuscitato dai morti;
perciò agiscono in lui le potenze miracolose». 3 Poiché Erode aveva
arrestato Giovanni, lo aveva incatenato e messo in prigione a motivo di
Erodiade, moglie di Filippo suo fratello; 4 Giovanni infatti gli diceva:
«Non ti è lecito averla». 5 E benché desiderasse farlo morire, temeva
la folla, perché lo considerava un profeta. 6 Giunto il compleanno di
Erode, la figlia di Erodiade ballò nel convito e piacque a Erode; 7 ed
egli promise con giuramento di darle tutto quello che avrebbe richiesto.
8 Ella, spintavi da sua madre, disse: «Dammi qui, su un piatto, la testa
di Giovanni il battista». 9 Il re, sebbene rattristato, a motivo dei
giuramenti e degli invitati comandò che le fosse data, 10 e mandò a
decapitare Giovanni in prigione. 11 La sua testa fu portata su un piatto e
data alla fanciulla, che la portò a sua madre. 12 E i suoi discepoli
andarono a prenderne il corpo e lo seppellirono; poi vennero a informare
Gesù.
Moltiplicazione dei pani per cinquemila uomini
13 Udito ciò, Gesù si ritirò di là in barca verso un luogo deserto, in
disparte; le folle, saputolo, lo seguirono a piedi dalle città. 14 Gesù,
smontato dalla barca, vide una gran folla; ne ebbe compassione e ne guarì
gli ammalati. 15 Facendosi sera, i discepoli si avvicinarono a lui e gli
dissero: «Il luogo è deserto e l'ora è già passata; congeda la folla,
affinché possa andare nei villaggi a comprarsi da mangiare». 16 Ma Gesù
disse loro: «Non hanno bisogno di andarsene; date loro voi da mangiare!»
17 Essi gli risposero: «Non abbiamo qui altro che cinque pani e due
pesci». 18 Egli disse: «Portatemeli qua». 19 Dopo aver ordinato alla
folla di accomodarsi sull'erba, prese i cinque pani e i due pesci e, alzati
gli occhi verso il cielo, pronunciò la benedizione; poi, spezzati i pani,
li diede ai discepoli e i discepoli alla folla. 20 Tutti mangiarono e
furono sazi; e si raccolsero, dei pezzi avanzati, dodici ceste piene. 21 E
quelli che avevano mangiato erano circa cinquemila uomini, oltre alle donne
e ai bambini.