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La lettura per il giorno 10/6.
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messaggio.
--- Giosuè 10 ---
Battaglia di Gabaon
Gs 11:1-9 (Is 30:30; Sl 18:6-14)
1 Quando Adoni-Sedec, re di Gerusalemme, udì che Giosuè aveva preso Ai e
l'aveva votata allo sterminio, che aveva trattato Ai e il suo re nel modo in
cui aveva trattato Gerico e il suo re, che gli abitanti di Gabaon avevano
fatto la pace con gli Israeliti ed erano in mezzo a loro, 2 fu tutto
spaventato. Infatti Gabaon era una città grande come una delle città
regali, anche più grande di Ai, e tutti gli uomini suoi erano valorosi.
3 Perciò Adoni-Sedec, re di Gerusalemme, mandò a dire a Oam re di Ebron,
a Piram re di Iarmut, a Iafia re di Lachis e a Debir re di Eglon:
4 «Salite da me, soccorretemi e noi batteremo Gabaon, perché ha fatto la
pace con Giosuè e con i figli d'Israele». 5 Cinque re degli Amorei, il re
di Gerusalemme, il re di Ebron, il re di Iarmut, il re di Lachis e il re di
Eglon si radunarono, salirono con tutti i loro eserciti, si accamparono di
fronte a Gabaon e l'attaccarono. 6 Allora i Gabaoniti mandarono a dire a
Giosuè, all'accampamento di Ghilgal: «Non negare ai tuoi servi il tuo
aiuto; affrèttati a salire da noi, liberaci, soccorrici, perché tutti i re
degli Amorei che abitano la regione montuosa si sono radunati contro di
noi». 7 Giosuè dunque salì da Ghilgal, con tutta la gente di guerra e
con tutti gli uomini segnalati per valore. 8 E il SIGNORE disse a Giosuè:
«Non li temere, perché io li ho dati in tuo potere; nessuno di loro potrà
resistere di fronte a te». 9 Così Giosuè piombò loro addosso
all'improvviso: aveva marciato tutta la notte da Ghilgal. 10 E il SIGNORE
li mise in rotta davanti a Israele, che inflisse loro una grande sconfitta
presso Gabaon, li inseguì per la via che sale a Bet-Oron, e li batté fino
ad Azeca e a Maccheda. 11 Mentre fuggivano davanti a Israele ed erano alla
discesa di Bet-Oron, il SIGNORE fece cadere dal cielo su di loro delle
grosse pietre fino ad Azeca, ed essi perirono: quelli che morirono per le
pietre della grandinata furono più numerosi di quelli che i figli d'Israele
uccisero con la spada.
(Ac 3:11; Mr 11:22-24)(Is 40:26-28; Lu 1:37) Gb 9:7, 10; Ro 8:31
12 Allora Giosuè parlò al SIGNORE, il giorno che il SIGNORE diede gli
Amorei in mano ai figli d'Israele, e disse in presenza d'Israele:
«Sole, fermati su Gabaon,
e tu, luna, sulla valle d'Aialon!» 13 E il sole si fermò, e la luna rimase
al suo posto,
finché la nazione si fu vendicata dei suoi nemici.
Questo non sta forse scritto nel libro del Giusto?
E il sole si fermò in mezzo al cielo
e non si affrettò a tramontare per quasi un giorno intero. 14 E mai, né
prima né poi, c'è stato un giorno simile a quello, nel quale il SIGNORE
abbia esaudito la voce di un uomo; perché il SIGNORE combatteva per
Israele. 15 Poi Giosuè, con tutto Israele, tornò all'accampamento di
Ghilgal.
Ml 4:3; 1S 15:32-33 (Gs 8:29; De 21:22-23) Ro 8:37
16 Or i cinque re erano fuggiti, e si erano nascosti nella caverna di
Maccheda. 17 La cosa fu riferita a Giosuè e gli fu detto: «I cinque re
sono stati trovati nascosti nella caverna di Maccheda». 18 Allora Giosuè
disse: «Rotolate delle grosse pietre all'imboccatura della caverna, e
mettetevi degli uomini per far loro la guardia; 19 ma voi non vi fermate;
inseguite i vostri nemici, e colpite le retroguardie; non li lasciate
entrare nelle loro città, perché il SIGNORE, il vostro Dio, li ha dati in
vostro potere». 20 Quando Giosuè e i figli d'Israele ebbero finito
d'infliggere loro una completa disfatta, e quelli che scamparono si furono
rifugiati nelle città fortificate, 21 tutto il popolo tornò
tranquillamente a Giosuè, all'accampamento di Maccheda, senza che nessuno
osasse fiatare contro i figli d'Israele. 22 Allora Giosuè disse: «Aprite
l'imboccatura della caverna e conducetemi fuori quei cinque re». 23 Quelli
agirono così: fecero uscire dalla caverna quei cinque re, il re di
Gerusalemme, il re di Ebron, il re di Iarmut, il re di Lachis, il re di
Eglon, e glieli condussero. 24 E quando quei re furono tolti dalla caverna
e condotti da Giosuè, Giosuè chiamò tutti gli uomini d'Israele, e disse
ai capi dei guerrieri che erano andati con lui: «Avvicinatevi, mettete il
piede sul collo di questi re». Quelli si avvicinarono e misero il piede sul
loro collo. 25 Giosuè disse loro: «Non temete, non vi sgomentate, siate
forti e coraggiosi, perché così farà il SIGNORE a tutti i vostri nemici
contro i quali dovrete combattere». 26 Dopo ciò Giosuè li colpì e li
uccise; quindi li appese a cinque alberi; e quelli rimasero appesi agli
alberi fino alla sera. 27 Al tramonto, Giosuè ordinò che fossero calati
dagli alberi e gettati nella caverna dove si erano nascosti, e che
all'imboccatura della caverna fossero messe delle grosse pietre. Esse sono
rimaste lì fino a oggi. 28 In quel medesimo giorno Giosuè prese Maccheda
e fece passare a fil di spada la città e il suo re; li votò allo sterminio
con tutte le persone che vi si trovavano; non ne lasciò scampare una, e
trattò il re di Maccheda come aveva trattato il re di Gerico.
Conquiste nel mezzogiorno
(De 7:1-6; 20:16-18) Sl 72:9-11; 2Co 2:14
29 Poi Giosuè con tutto Israele passò da Maccheda a Libna, e l'attaccò.
30 Il SIGNORE diede anche quella città con il suo re nelle mani d'Israele,
e Giosuè la mise a fil di spada con tutte le persone che vi si trovavano;
non ne lasciò scampare una, e trattò il suo re come aveva trattato il re
di Gerico. 31 Poi Giosuè con tutto Israele passò da Libna a Lachis; si
accampò di fronte a questa, e l'attaccò. 32 Il SIGNORE diede Lachis nelle
mani d'Israele, che la prese il secondo giorno, e la mise a fil di spada,
con tutte le persone che vi si trovavano, esattamente come aveva fatto a
Libna. Allora Oram, re di Ghezer, salì in soccorso di Lachis. 33 Ma
Giosuè batté lui e il suo popolo senza lasciarne scampare alcuno. 34 Poi
Giosuè con tutto Israele passò da Lachis a Eglon; si accamparono di fronte
a questa, e l'attaccarono. 35 La presero quel medesimo giorno e la misero a
fil di spada. In quel giorno Giosuè votò allo sterminio tutte le persone
che vi si trovavano, esattamente come aveva fatto a Lachis. 36 Poi Giosuè
con tutto Israele salì da Eglon a Ebron, e l'attaccarono. 37 La presero,
la misero a fil di spada insieme con il suo re, con tutte le sue città e
con tutte le persone che vi si trovavano; non ne lasciò sfuggire una,
esattamente come aveva fatto a Eglon; la votò allo sterminio con tutte le
persone che vi si trovavano. 38 Poi Giosuè con tutto Israele tornò verso
Debir, e l'attaccò. 39 La prese con il suo re e con tutte le sue città;
la misero a fil di spada e votarono allo sterminio tutte le persone che vi
si trovavano, senza che ne scampasse una. Egli trattò Debir e il suo re
come aveva trattato Ebron, come aveva trattato Libna e il suo re.
40 Giosuè dunque batté tutto il paese, la contrada montuosa, la regione
meridionale, la regione bassa, le pendici e tutti i loro re; non lasciò
scampare nessuno, ma votò allo sterminio tutto ciò che aveva vita, come il
SIGNORE, il Dio d'Israele, aveva comandato. 41 Così Giosuè li batté da
Cades-Barnea fino a Gaza, e batté tutto il paese di Goscen fino a Gabaon.
42 Giosuè prese in una volta sola tutti quei re e i loro paesi, perché il
SIGNORE, il Dio d'Israele, combatteva per Israele. 43 Poi Giosuè, con
tutto Israele, tornò all'accampamento di Ghilgal.
--- Salmi 88 ---
Lamento durante l'afflizione
La 3:1-20 (Sl 6; 39; 89:38, ecc.; 102:1-12)
1 Cantico. Salmo dei figli di Core. Al direttore del coro. Da cantarsi
mestamente. Cantico di Eman, l'Ezraita.
SIGNORE, Dio della mia salvezza,
io grido giorno e notte davanti a te. 2 Giunga fino a te la mia
preghiera;
porgi orecchio al mio grido, 3 perché l'anima mia è sazia di mali
e la mia vita è vicina al soggiorno dei morti. 4 Io sono contato tra quelli
che scendono nella tomba;
sono come un uomo che non ha più forza. 5 Sto disteso fra i morti,
come gli uccisi che giacciono nella tomba,
di cui non ti ricordi più,
e che la tua mano ha abbandonato. 6 Tu mi hai messo nella fossa più
profonda,
in luoghi tenebrosi, negli abissi. 7 L'ira tua pesa su di me,
tu mi hai travolto con tutti i tuoi flutti. [Pausa] 8 Hai allontanato da me
i miei amici,
m'hai reso abominevole per loro.
Io sono imprigionato e non posso uscire. 9 I miei occhi si consumano di
dolore;
io t'invoco ogni giorno, SIGNORE,
e tendo verso di te le mie mani. 10 Farai forse qualche miracolo per i
morti?
I defunti potranno risorgere a celebrarti? [Pausa] 11 La tua bontà sarà
narrata nel sepolcro?
O la tua fedeltà nel luogo della distruzione? 12 Le tue meraviglie saranno
forse conosciute nelle tenebre,
e la tua giustizia, nella terra dell'oblìo? 13 Ma io grido a te, o
SIGNORE,
e la mattina la mia preghiera ti viene incontro. 14 Perché, SIGNORE,
respingi l'anima mia?
Perché mi nascondi il tuo volto? 15 Io sono afflitto e agonizzante fin
dalla mia gioventù;
io porto il peso dei tuoi terrori e sono smarrito. 16 Il tuo sdegno mi
travolge,
i tuoi terrori m'annientano, 17 mi circondano come acque tutto il giorno,
mi stringono tutti assieme. 18 Hai allontanato da me amici e conoscenti;
le tenebre sono la mia compagnia.
--- Geremia 38:14-28 ---
Geremia a colloquio da Sedechia
Gr 21:1-12; 34:1-6
14 Allora il re Sedechia mandò a prendere il profeta Geremia e se lo fece
condurre al terzo ingresso della casa del SIGNORE; il re disse a Geremia:
«Io ti domando una cosa; non mi nascondere nulla». 15 Geremia rispose a
Sedechia: «Se te la dico, non è forse certo che mi farai morire? Se ti do
qualche consiglio, non mi darai ascolto». 16 Il re Sedechia giurò in
segreto a Geremia, dicendo: «Com'è vero che il SIGNORE, il quale ci ha
dato questa vita, vive, io non ti farò morire e non ti darò in mano di
questi uomini che cercano la tua vita». 17 Allora Geremia disse a
Sedechia: «Così parla il SIGNORE, Dio degli eserciti, Dio d'Israele: "Se
tu vai ad arrenderti ai capi del re di Babilonia, avrai salva la vita;
questa città non sarà data alle fiamme, e vivrai tu con la tua casa;
18 ma se non vai ad arrenderti ai capi del re di Babilonia, questa città
sarà data in mano ai Caldei che la daranno alle fiamme, e tu non scamperai
dalle loro mani"». 19 Il re Sedechia disse a Geremia: «Io temo quei
Giudei che si sono arresi ai Caldei. Che io non abbia a esser dato nelle
loro mani, e che essi non mi maltrattino!» 20 Ma Geremia rispose: «Tu non
sarai dato nelle loro mani. Ti prego! Ascolta la voce del SIGNORE in questo
che ti dico: tutto andrà bene per te, e tu vivrai. 21 Ma se rifiuti
d'uscire, ecco quello che il SIGNORE mi ha fatto vedere: 22 tutte le donne
rimaste nella casa del re di Giuda saranno condotte fuori ai capi del re di
Babilonia; e queste donne diranno: "I tuoi amici ti hanno incitato, ti hanno
vinto; i tuoi piedi sono affondati nel fango, e quelli si sono ritirati".
23 Tutte le tue mogli con i tuoi figli saranno condotte ai Caldei; tu non
scamperai dalle loro mani, ma sarai preso e dato in mano del re di
Babilonia, e questa città sarà data alle fiamme». 24 Sedechia disse a
Geremia: «Nessuno sappia nulla di queste parole, e tu non morirai. 25 Se i
capi odono che io ho parlato con te e vengono da te a dirti: "Dichiaraci
quello che tu hai detto al re; non ce lo nascondere, e non ti faremo morire;
e il re che ti ha detto?", 26 rispondi loro: "Io ho presentato al re la mia
supplica, che egli non mi facesse ritornare nella casa di Gionatan, per
morirvi"». 27 Tutti i capi vennero da Geremia e lo interrogarono; ma egli
rispose loro secondo tutte le parole che il re gli aveva comandate, e quelli
lo lasciarono in pace, perché la cosa non si era divulgata. 28 Geremia
rimase nel cortile della prigione fino al giorno che Gerusalemme fu
presa.
--- 1Corinzi 16 ---
Istruzioni per la colletta; esortazioni varie; saluti
(2Co 8; 9; Ro 15:25-27) At 19:21-22; 20:1-3
1 Quanto poi alla colletta per i santi, come ho ordinato alle chiese di
Galazia, così fate anche voi. 2 Ogni primo giorno della settimana ciascuno
di voi, a casa, metta da parte quello che potrà secondo la prosperità
concessagli, affinché, quando verrò, non ci siano più collette da fare.
3 E le persone che avrete scelte, quando sarò giunto, io le manderò con
delle lettere a portare la vostra liberalità a Gerusalemme; 4 e se
converrà che ci vada anch'io, essi verranno con me. 5 Io verrò da voi
quando sarò passato per la Macedonia, poiché passerò per la Macedonia;
6 ma da voi forse mi fermerò alquanto, o ci trascorrerò addirittura
l'inverno, affinché voi mi facciate proseguire per dove mi recherò.
7 Perché questa volta non voglio vedervi di passaggio; anzi spero di
fermarmi qualche tempo da voi, se il Signore lo permette. 8 Rimarrò a
Efeso fino alla Pentecoste, 9 perché qui una larga porta mi si è aperta a
un lavoro efficace, e vi sono molti avversari. 10 Ora se viene Timoteo,
guardate che stia fra voi senza timore, perché lavora nell'opera del
Signore come faccio anch'io. 11 Nessuno dunque lo disprezzi; ma fatelo
proseguire in pace, perché venga da me; poiché io l'aspetto con i
fratelli. 12 Quanto al fratello Apollo, io l'ho molto esortato a recarsi da
voi con i fratelli; ma egli non ha alcuna intenzione di farlo adesso; verrà
però quando ne avrà l'opportunità.
1Te 5:5-13
13 Vegliate, state fermi nella fede, comportatevi virilmente, fortificatevi.
14 Tra voi si faccia ogni cosa con amore. 15 Ora, fratelli, voi conoscete
la famiglia di Stefana, sapete che è la primizia dell'Acaia e che si è
dedicata al servizio dei santi; 16 vi esorto a sottomettervi anche voi a
tali persone e a chiunque lavora e fatica nell'opera comune. 17 Mi rallegro
della venuta di Stefana, di Fortunato e di Acaico, perché hanno riempito il
vuoto prodotto dalla vostra assenza; 18 poiché hanno dato sollievo allo
spirito mio e al vostro; sappiate dunque apprezzare tali persone.
Fl 4:21-23; Ef 6:23-24
19 Le chiese dell'Asia vi salutano. Aquila e Prisca, con la chiesa che è in
casa loro, vi salutano molto nel Signore. 20 Tutti i fratelli vi salutano.
Salutatevi gli uni gli altri con un santo bacio. 21 Il saluto è di mia
propria mano: di me, Paolo. 22 Se qualcuno non ama il Signore, sia anatema.
Marana tha. 23 La grazia del Signore Gesù sia con voi. 24 Il mio amore è
con tutti voi in Cristo Gesù.