Lettura quotidiana 25/1

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Jan 24, 2026, 7:00:13 PMJan 24
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La lettura per il giorno 25/1.
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messaggio.


--- Genesi 32-33 ---
32:1 Giacobbe continuò il suo cammino e gli vennero incontro degli angeli
di Dio. 2 Come Giacobbe li vide, disse: «Questo è l'esercito di Dio». E
chiamò quel luogo Maanaim. 3 Giacobbe mandò davanti a sé dei messaggeri
a Esaù suo fratello, nel paese di Seir, nella campagna di Edom. 4 E diede
loro quest'ordine: «Direte queste cose a Esaù mio signore: "Così dice il
tuo servo Giacobbe: Io ho abitato presso Labano e vi sono rimasto fino ad
ora; 5 ho buoi, asini, pecore, servi e serve; lo mando a dire al mio
signore, per trovare grazia ai tuoi occhi"». 6 I messaggeri tornarono da
Giacobbe, dicendo: «Siamo andati da tuo fratello Esaù ed eccolo che ti
viene incontro con quattrocento uomini». 7 Allora Giacobbe fu preso da
gran paura e angoscia, divise in due schiere la gente, le greggi, gli
armenti, i cammelli che erano con lui e disse: 8 «Se Esaù viene contro
una delle schiere e la batte, l'altra che rimane potrà salvarsi». 9 Poi
Giacobbe disse: «O Dio di Abraamo mio padre, Dio di mio padre Isacco! O
SIGNORE, che mi dicesti: "Torna al tuo paese, dai tuoi parenti, e ti farò
del bene", 10 io sono troppo piccolo per essere degno di tutta la
benevolenza che hai usata e di tutta la fedeltà che hai dimostrata al tuo
servo; perché quando passai questo Giordano avevo solo il mio bastone, e
ora ho due schiere. 11 Liberami, ti prego, dalle mani di mio fratello,
dalle mani di Esaù, perché io ho paura di lui e temo che venga e mi
assalga, non risparmiando né madre né figli. 12 Tu dicesti: "Certo, io ti
farò del bene e farò diventare la tua discendenza come la sabbia del mare,
tanto numerosa che non la si può contare"». 13 Egli rimase là quella
notte; e di ciò che possedeva prese di che fare un dono a suo fratello
Esaù: 14 duecento capre e venti becchi, duecento pecore e venti montoni,
15 trenta cammelle che allattavano e i loro piccoli, quaranta vacche e
dieci tori, venti asine e dieci puledri. 16 Li consegnò ai suoi servi,
gregge per gregge separatamente, e disse ai suoi servi: «Passate davanti a
me e lasciate qualche intervallo tra gregge e gregge». 17 E diede
quest'ordine al primo: «Quando mio fratello Esaù t'incontrerà e ti
chiederà: "Di chi sei? Dove vai? A chi appartiene questo gregge che va
davanti a te?", 18 tu risponderai: "Al tuo servo Giacobbe; è un dono
inviato al mio signore Esaù: ecco, egli stesso viene dietro di noi"».
19 Diede lo stesso ordine al secondo, al terzo e a tutti quelli che
seguivano le greggi, dicendo: «In questo modo parlerete a Esaù, quando lo
troverete, 20 e direte: "Ecco il tuo servo Giacobbe; egli stesso viene
dietro a noi"». Perché diceva: «Io lo placherò con il dono che mi
precede e dopo soltanto mi presenterò a lui; forse mi farà buona
accoglienza». 21 Così il dono andò davanti a lui ed egli passò la notte
nell'accampamento. 22 Quella notte si alzò, prese le sue due mogli, le sue
due serve, i suoi undici figli e passò il guado dello Iabboc. 23 Li prese,
fece loro passare il torrente e lo fece passare a tutto quello che
possedeva.
Lotta di Giacobbe con l'angelo a Peniel
24 Giacobbe rimase solo e un uomo lottò con lui fino all'apparire
dell'alba; 25 quando quest'uomo vide che non poteva vincerlo, gli toccò la
giuntura dell'anca, e la giuntura dell'anca di Giacobbe fu slogata, mentre
quello lottava con lui. 26 E l'uomo disse: «Lasciami andare, perché
spunta l'alba». E Giacobbe: «Non ti lascerò andare prima che tu mi abbia
benedetto!» 27 L'altro gli disse: «Qual è il tuo nome?» Ed egli
rispose: «Giacobbe». 28 Quello disse: «Il tuo nome non sarà più
Giacobbe, ma Israele, perché tu hai lottato con Dio e con gli uomini e hai
vinto». 29 Giacobbe gli chiese: «Ti prego, svelami il tuo nome». Quello
rispose: «Perché chiedi il mio nome?» 30 E lo benedisse lì. Giacobbe
chiamò quel luogo Peniel, perché disse: «Ho visto Dio faccia a faccia e
la mia vita è stata risparmiata». 31 Il sole si levò quando egli ebbe
passato Peniel; e Giacobbe zoppicava dall'anca. 32 Per questo, fino al
giorno d'oggi, gli Israeliti non mangiano il nervo della coscia che passa
per la giuntura dell'anca, perché quell'uomo aveva toccato la giuntura
dell'anca di Giacobbe, al punto del nervo della coscia.
Riconciliazione di Giacobbe con Esaù
33:1 Giacobbe alzò gli occhi, guardò, ed ecco Esaù che veniva avendo con
sé quattrocento uomini. Allora divise i figli tra Lea, Rachele e le due
serve. 2 Mise davanti le serve e i loro figli, poi Lea e i suoi figli, e
infine Rachele e Giuseppe. 3 Egli stesso passò davanti a loro, e
s'inchinò fino a terra sette volte, finché si fu avvicinato a suo
fratello. 4 Ed Esaù gli corse incontro, lo abbracciò, gli si gettò al
collo, lo baciò e piansero. 5 Poi Esaù, alzando gli occhi, vide le donne
e i bambini, e disse: «Chi sono questi che hai con te?» Giacobbe rispose:
«Sono i figli che Dio si è compiaciuto di dare al tuo servo». 6 Allora
le serve si avvicinarono con i loro figli e s'inchinarono. 7 Si
avvicinarono anche Lea e i suoi figli e s'inchinarono. Poi si avvicinarono
Giuseppe e Rachele e s'inchinarono. 8 Allora Esaù disse: «Che ne vuoi
fare di tutta quella schiera che ho incontrato?» Giacobbe rispose: «È per
trovare grazia agli occhi del mio signore». 9 Ed Esaù: «Io ho molta
roba, fratello mio; tieni per te ciò che è tuo». 10 Ma Giacobbe disse:
«No, ti prego, se ho trovato grazia agli occhi tuoi, accetta il dono dalla
mia mano, perché io ho visto il tuo volto come uno vede il volto di Dio, e
tu mi hai fatto buona accoglienza. 11 Ti prego, accetta il mio dono che ti
è stato presentato, perché Dio è stato molto buono con me, e io ho di
tutto». E tanto insistette che Esaù lo accettò. 12 Poi Esaù disse:
«Partiamo, incamminiamoci, io andrò davanti a te». 13 Giacobbe rispose:
«Il mio signore sa che i bambini sono in tenera età e che ho con me delle
pecore e delle vacche che allattano; se si forzasse la loro andatura anche
per un giorno solo, le bestie morirebbero. 14 Passi dunque il mio signore
davanti al suo servo; e io me ne verrò pian piano, al passo del bestiame
che mi precederà, e al passo dei bambini, finché arrivi presso al mio
signore, a Seir». 15 Esaù disse: «Permetti almeno che io lasci con te un
po' della gente che ho con me». Ma Giacobbe rispose: «E perché questo?
Basta che io trovi grazia agli occhi del mio signore». 16 Così Esaù, in
quel giorno stesso, rifece il cammino verso Seir.
Giacobbe arriva in Canaan
17 Giacobbe partì alla volta di Succot, costruì una casa per sé e fece
delle capanne per il suo bestiame; per questo quel luogo fu chiamato Succot.
18 Poi Giacobbe, tornando da Paddan-Aram, arrivò sano e salvo alla città
di Sichem, nel paese di Canaan, e piantò le tende di fronte alla città.
19 Per cento pezzi di denaro comprò dai figli di Camor, padre di Sichem,
la parte del campo dove aveva piantato le sue tende. 20 Eresse qui un
altare e lo chiamò El-Eloè-Israel.

--- Giobbe 19:13-29 ---
13 Egli ha allontanato da me i miei fratelli, i miei conoscenti sono
diventati degli estranei per me. 14 Mi hanno abbandonato i miei parenti,
gli intimi miei mi hanno dimenticato. 15 I miei domestici e le mie serve mi
trattano come un estraneo; ai loro occhi io sono un intruso. 16 Chiamo il
mio servo e non risponde, devo supplicarlo con la mia bocca. 17 Il mio
fiato ripugna a mia moglie, faccio pietà a chi nacque dal grembo di mia
madre. 18 Perfino i bimbi mi sprezzano; se cerco di alzarmi, mi deridono.
19 Tutti gli amici più stretti mi hanno in orrore, quelli che amavo si
sono rivoltati contro di me. 20 Le mie ossa stanno attaccate alla mia pelle
e alla mia carne, non mi è rimasta che la pelle dei denti. 21 Pietà,
pietà di me, voi, amici miei, poiché la mano di Dio mi ha colpito.
22 Perché perseguitarmi come fa Dio? Perché non siete mai sazi della mia
carne? 23 Oh, se le mie parole fossero scritte! Se fossero impresse in un
libro! 24 Se con lo scalpello di ferro e con il piombo fossero incise nella
roccia per sempre! 25 Ma io so che il mio Redentore vive e che alla fine si
alzerà sulla polvere. 26 E quando, dopo la mia pelle, sarà distrutto
questo corpo, senza la mia carne, vedrò Dio. 27 Io lo vedrò a me
favorevole; lo contempleranno i miei occhi, non quelli di un altro; il
cuore, dal desiderio, mi si consuma! 28 Se voi dite: "Come lo
perseguiteremo?" - mentre la radice della tribolazione è già dentro di me
- 29 temete invece per voi stessi la spada! Perché furiosi sono i castighi
della spada, affinché sappiate che c'è una giustizia».

--- Isaia 19:1-17 ---
Profezia contro l'Egitto
1 Oracolo sull'Egitto. Ecco, il SIGNORE cavalca una nuvola leggera ed entra
in Egitto; gli idoli d'Egitto tremano davanti a lui e all'Egitto si scioglie
il cuore nel petto. 2 «Io inciterò Egiziani contro Egiziani,
combatteranno il fratello contro il fratello, il vicino contro il vicino,
città contro città, regno contro regno. 3 Lo spirito che anima l'Egitto
svanirà, io renderò vani i suoi disegni; quelli consulteranno gli idoli,
gli incantatori, gli evocatori di spiriti e gli indovini. 4 Io darò
l'Egitto in mano a un signore duro, un re crudele dominerà su di lui»,
dice il Signore, DIO degli eserciti. 5 Le acque verranno meno al mare, il
fiume diverrà secco, arido; 6 i ruscelli diventeranno infetti, i canali
d'Egitto scemeranno e resteranno asciutti, le canne e i giunchi deperiranno.
7 Le praterie lungo il Nilo e alla foce del Nilo, tutti i seminati presso
il Nilo seccheranno, diverranno brulli, spariranno. 8 I pescatori
gemeranno, tutti quelli che gettano l'amo nel Nilo saranno in lutto; quelli
che stendono le reti sulle acque languiranno. 9 Coloro che lavorano il lino
pettinato e i tessitori di cotone saranno confusi. 10 Le colonne del paese
saranno infrante, tutti quelli che vivono di un salario saranno nella
tristezza. 11 I prìncipi di Soan non sono che degli stolti; i più saggi
tra i consiglieri del faraone danno dei consigli insensati. Come potete mai
dire al faraone: «Io sono figlio dei saggi, figlio degli antichi re?»
12 Dove sono i tuoi saggi? Te lo annuncino essi e lo riconoscano essi
stessi ciò che il SIGNORE degli eserciti ha deciso contro l'Egitto! 13 I
prìncipi di Soan sono diventati stolti, i prìncipi di Nof s'ingannano;
hanno traviato l'Egitto, essi, la pietra angolare delle sue tribù. 14 Il
SIGNORE ha messo in loro uno spirito di vertigine ed essi fanno barcollare
l'Egitto in ogni sua impresa, come l'ubriaco, che barcolla vomitando.
15 Nulla gioverà all'Egitto di ciò che potranno fare il capo o la coda,
la palma o il giunco. 16 In quel giorno l'Egitto sarà come le donne:
tremerà, sarà spaventato, vedendo la mano del SIGNORE degli eserciti che
si agita, che si agita minacciosa contro di lui. 17 Il paese di Giuda sarà
il terrore dell'Egitto; tutte le volte che gli verrà menzionato, ne sarà
spaventato a causa della decisione presa contro di lui dal SIGNORE degli
eserciti.


--- Matteo 15:29-16:12 ---
Altre guarigioni
15:29 Partito di là, Gesù venne presso il mare di Galilea e, salito sul
monte, se ne stava seduto lassù; 30 e gli si avvicinò una grande folla
che aveva con sé degli zoppi, dei ciechi, dei muti, degli storpi e molti
altri malati; li deposero ai suoi piedi ed egli li guarì. 31 La folla
restò piena di stupore nel vedere che i muti parlavano, gli storpi erano
guariti, gli zoppi camminavano e i ciechi vedevano, e diede gloria al Dio
d'Israele.
Moltiplicazione dei pani per quattromila uomini
32 Gesù, chiamati a sé i suoi discepoli, disse: «Io ho pietà di questa
folla, perché già da tre giorni sta con me e non ha da mangiare; non
voglio rimandarli digiuni, affinché non vengano meno per strada». 33 I
discepoli gli dissero: «Dove potremmo trovare, in un luogo deserto, tanti
pani da saziare una così grande folla?» 34 Gesù chiese loro: «Quanti
pani avete?» Essi risposero: «Sette, e pochi pesciolini». 35 Allora egli
ordinò alla folla di accomodarsi per terra. 36 Poi prese i sette pani e i
pesci; e, dopo aver reso grazie, li spezzò e li diede ai discepoli, e i
discepoli alla folla. 37 E tutti mangiarono e furono saziati; e, dei pezzi
avanzati, si raccolsero sette panieri pieni. 38 Quelli che avevano mangiato
erano quattromila uomini, senza contare le donne e i bambini. 39 Poi,
congedata la folla, egli salì sulla barca e andò nella regione di Magadan.

Gesù rimprovera i farisei
16:1 I farisei e i sadducei si avvicinarono a lui per metterlo alla prova e
gli chiesero di mostrare loro un segno dal cielo. 2 Ma egli rispose loro:
«Quando si fa sera, voi dite: "Bel tempo, perché il cielo rosseggia!" 3 e
al mattino: "Oggi tempesta, perché il cielo rosseggia cupo!" L'aspetto del
cielo lo sapete dunque discernere, e i segni dei tempi non riuscite a
discernerli? 4 Una generazione malvagia e adultera chiede un segno, e segno
non le sarà dato se non il segno di Giona». E, lasciatili, se ne andò.
5 I discepoli, passati all'altra riva, si erano dimenticati di prendere dei
pani. 6 E Gesù disse loro: «Guardatevi bene dal lievito dei farisei e dei
sadducei». 7 Ed essi ragionavano tra di loro e dicevano: «È perché non
abbiamo preso dei pani». 8 Ma Gesù se ne accorse e disse: «Gente di poca
fede, perché discutete tra di voi del fatto di non aver pane? 9 Non capite
ancora? Non vi ricordate dei cinque pani dei cinquemila uomini e quante
ceste ne portaste via? 10 Né dei sette pani dei quattromila uomini e
quanti panieri ne portaste via? 11 Come mai non capite che non è di pani
che io vi parlavo? Ma guardatevi dal lievito dei farisei e dei sadducei».
12 Allora capirono che non aveva loro detto di guardarsi dal lievito dei
pani, ma dall'insegnamento dei farisei e dei sadducei.


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