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La lettura per il giorno 27/1.
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messaggio.
--- Genesi 35 ---
Giacobbe a Betel
1 Dio disse a Giacobbe: «Àlzati, va' ad abitare a Betel; là farai un
altare al Dio che ti apparve quando fuggivi davanti a tuo fratello Esaù».
2 Allora Giacobbe disse alla sua famiglia e a tutti quelli che erano con
lui: «Togliete gli dèi stranieri che sono in mezzo a voi, purificatevi e
cambiatevi i vestiti; 3 partiamo, andiamo a Betel; là farò un altare al
Dio che mi esaudì nel giorno della mia angoscia e che è stato con me nel
viaggio che ho fatto». 4 Essi diedero a Giacobbe tutti gli dèi stranieri
che erano nelle loro mani e gli anelli che avevano agli orecchi; Giacobbe li
nascose sotto la quercia che è presso Sichem. 5 Poi partirono. Il terrore
di Dio invase le città che erano intorno a loro, e nessuno inseguì i figli
di Giacobbe. 6 Così Giacobbe e tutta la gente che aveva con sé giunsero a
Luz, cioè Betel, che è nel paese di Canaan. 7 Lì costruì un altare e
chiamò quel luogo El-Betel, perché Dio gli era apparso lì quando egli
fuggiva davanti a suo fratello. 8 Allora morì Debora, balia di Rebecca, e
fu sepolta al di sotto di Betel, sotto la quercia che fu chiamata
Allon-Bacut. 9 Dio apparve ancora a Giacobbe, quando questi veniva da
Paddan-Aram, e lo benedisse. 10 Dio gli disse: «Il tuo nome è Giacobbe.
Tu non sarai più chiamato Giacobbe, ma il tuo nome sarà Israele». E lo
chiamò Israele. 11 Dio gli disse: «Io sono il Dio onnipotente; sii
fecondo e moltìplicati; una nazione, anzi una moltitudine di nazioni
discenderà da te, dei re usciranno dai tuoi lombi; 12 darò a te e alla
tua discendenza dopo di te il paese che diedi ad Abraamo e a Isacco». 13 E
Dio se ne andò risalendo dal luogo dove gli aveva parlato. 14 Allora
Giacobbe eresse, nel luogo dove Dio gli aveva parlato, un monumento di
pietra; vi fece sopra una libazione e vi sparse su dell'olio. 15 Giacobbe
chiamò Betel il luogo dove Dio gli aveva parlato.
Nascita di Beniamino; morte di Rachele
16 Poi partirono da Betel. C'era ancora qualche distanza per arrivare a
Efrata, quando Rachele partorì. Ella ebbe un parto difficile. 17 Mentre
penava a partorire, la levatrice le disse: «Non temere, perché questo è
un altro figlio per te». 18 Mentre l'anima sua se ne andava, perché stava
morendo, chiamò il bimbo Ben-Oni; ma il padre lo chiamò Beniamino.
19 Rachele dunque morì e fu sepolta sulla via di Efrata, cioè di
Betlemme. 20 Giacobbe eresse una pietra commemorativa sulla tomba di lei.
Questa pietra commemorativa della tomba di Rachele esiste tuttora.
Giacobbe rivede suo padre; morte d'Isacco
21 Poi Israele partì e piantò la sua tenda di là da Migdal-Eder.
22 Mentre Israele abitava in quel paese, Ruben andò e si unì a Bila,
concubina di suo padre, e Israele venne a saperlo. 23 I figli di Giacobbe
erano dodici. I figli di Lea: Ruben, primogenito di Giacobbe, Simeone, Levi,
Giuda, Issacar, Zabulon. 24 I figli di Rachele: Giuseppe e Beniamino. 25 I
figli di Bila, serva di Rachele: Dan e Neftali. 26 I figli di Zilpa, serva
di Lea: Gad e Ascer. Questi sono i figli di Giacobbe che gli nacquero in
Paddan-Aram. 27 Giacobbe venne da Isacco suo padre a Mamre, a Chiriat-Arba,
cioè Ebron, dove Abraamo e Isacco avevano soggiornato. 28 La durata della
vita d'Isacco fu di centottant'anni. 29 Poi Isacco spirò, morì e fu
riunito al suo popolo, vecchio e sazio di giorni; Esaù e Giacobbe, suoi
figli, lo seppellirono.
--- Giobbe 20:12-29 ---
12 Il male è dolce alla sua bocca, se lo nasconde sotto la lingua, 13 lo
conserva, non lo lascia andare giù, lo trattiene sotto al suo palato;
14 ma il cibo gli si trasforma nelle viscere, gli diventa in corpo veleno
d'aspide. 15 Ha trangugiato ricchezze e le vomiterà; Dio stesso gliele
ricaccerà dal ventre. 16 Ha succhiato veleno d'aspide, la lingua della
vipera lo ucciderà. 17 Non godrà più la vista di acque perenni, né di
rivi fluenti di miele e di latte. 18 Renderà i suoi frutti, e non li
mangerà; saranno pari alla ricchezza dei suoi guadagni, e non ne godrà.
19 Perché ha oppresso e abbandonato il povero, si è impadronito di case
che non aveva costruite; 20 perché la sua ingordigia non conobbe limiti,
egli non salverà nulla di ciò che ha tanto desiderato. 21 La sua
voracità non risparmiava nulla, perciò il suo benessere non durerà.
22 Nel colmo dell'abbondanza, si troverà in miseria; la mano di chiunque
ebbe a soffrire tormenti si alzerà contro di lui. 23 Quando starà per
riempirsi il ventre, Dio manderà contro di lui la sua ira ardente; gliela
farà piovere addosso per servirgli da cibo. 24 Se scampa alle armi di
ferro, lo trafigge l'arco di bronzo. 25 Si strappa la freccia, essa gli
esce dal corpo, la punta sfolgorante gli viene fuori dal fiele, lo assalgono
i terrori della morte. 26 Buio profondo è riservato ai suoi tesori; lo
consumerà un fuoco non attizzato dall'uomo, che divorerà quel che resta
nella sua tenda. 27 Il cielo rivelerà la sua iniquità, la terra
insorgerà contro di lui. 28 Le rendite della sua casa se ne andranno,
portate via nel giorno dell'ira di Dio. 29 Tale la parte che Dio riserva
all'empio, tale l'eredità che Dio gli destina».
--- Isaia 20 ---
Gli Egiziani e gli Etiopi, schiavi del re d'Assiria
1 L'anno in cui Tartan, mandato da Sargon, re d'Assiria, marciò contro
Asdod, la cinse d'assedio e la prese, 2 in quel tempo, il SIGNORE parlò
per mezzo d'Isaia, figlio di Amots, e gli disse: «Va', sciogliti il sacco
dai fianchi e togliti i calzari dai piedi». Questi fece così e camminò
seminudo e scalzo. 3 Il SIGNORE disse: «Come il mio servo Isaia è andato
seminudo e scalzo, segno e presagio, per tre anni, contro l'Egitto e contro
l'Etiopia, 4 così il re d'Assiria condurrà via i prigionieri dall'Egitto
e i deportati dall'Etiopia, giovani e vecchi, seminudi e scalzi, con le
natiche scoperte, a vergogna dell'Egitto. 5 Quelli saranno costernati e
confusi a causa dell'Etiopia, in cui avevano riposto la loro speranza, e a
causa dell'Egitto, di cui si vantavano. 6 Gli abitanti di questa costa
diranno in quel giorno: «Ecco a che è ridotto il paese in cui speravamo,
al quale avevamo ricorso in cerca d'aiuto, per essere liberati dal re
d'Assiria! Ora noi come faremo a scampare?»
--- Matteo 17 ---
La trasfigurazione
1 Sei giorni dopo Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo
fratello, e li condusse sopra un alto monte, in disparte. 2 E fu
trasfigurato davanti a loro; la sua faccia risplendette come il sole e i
suoi vestiti divennero candidi come la luce. 3 E apparvero loro Mosè ed
Elia che stavano conversando con lui. 4 E Pietro prese a dire a Gesù:
«Signore, è bene che stiamo qui; se vuoi, farò qui tre tende: una per te,
una per Mosè e una per Elia». 5 Mentre egli parlava ancora, una nuvola
luminosa li coprì con la sua ombra, ed ecco una voce dalla nuvola che
diceva: «Questo è il mio Figlio diletto, nel quale mi sono compiaciuto;
ascoltatelo». 6 I discepoli, udito ciò, caddero con la faccia a terra e
furono presi da gran timore. 7 Ma Gesù, avvicinatosi, li toccò e disse:
«Alzatevi, non temete». 8 Ed essi, alzati gli occhi, non videro nessuno,
se non Gesù stesso, solo. 9 Poi, mentre scendevano dal monte, Gesù diede
loro quest'ordine: «Non parlate a nessuno di questa visione, finché il
Figlio dell'uomo sia risuscitato dai morti». 10 E i discepoli gli
domandarono: «Perché dunque gli scribi dicono che prima deve venire
Elia?» 11 Egli rispose: «Certo, Elia deve venire e ristabilire ogni cosa.
12 Ma io vi dico: Elia è già venuto e non l'hanno riconosciuto; anzi, gli
hanno fatto tutto quello che hanno voluto; così anche il Figlio dell'uomo
deve soffrire da parte loro». 13 Allora i discepoli capirono che egli
aveva parlato loro di Giovanni il battista.
Guarigione di un ragazzo indemoniato
14 Quando tornarono tra la folla, un uomo gli si avvicinò, gettandosi in
ginocchio davanti a lui, 15 e gli disse: «Signore, abbi pietà di mio
figlio, perché è epilettico e soffre molto; spesso, infatti, cade nel
fuoco e spesso nell'acqua. 16 L'ho condotto dai tuoi discepoli, ma non
l'hanno potuto guarire». 17 Gesù rispose: «O generazione incredula e
perversa! Fino a quando sarò con voi? Fino a quando vi sopporterò?
Portatelo qui da me». 18 Gesù sgridò il demonio e quello uscì dal
ragazzo, che da quel momento fu guarito. 19 Allora i discepoli, accostatisi
a Gesù in disparte, gli chiesero: «Perché non lo abbiamo potuto cacciare
noi?» 20 Egli rispose loro: «A causa della vostra poca fede; perché in
verità io vi dico che se avete fede quanto un granello di senape, potrete
dire a questo monte: "Passa da qui a là", e passerà; e niente vi sarà
impossibile. 21 [Questa specie di demòni non esce se non per mezzo della
preghiera e del digiuno».]
Gesù predice la seconda volta la Passione
22 Mentre essi erano riuniti insieme in Galilea, Gesù disse loro: «Il
Figlio dell'uomo sta per essere dato nelle mani degli uomini; 23 essi lo
uccideranno e il terzo giorno risusciterà». Ed essi ne furono molto
rattristati.
Gesù paga la tassa nel tempio
24 Quando furono giunti a Capernaum, quelli che riscuotevano le didramme si
avvicinarono a Pietro e dissero: «Il vostro maestro non paga le didramme?»
25 Egli rispose: «Sì». Quando fu entrato in casa, Gesù lo prevenne e
gli disse: «Che te ne pare, Simone? I re della terra da chi prendono i
tributi o l'imposta? Dai loro figli o dagli stranieri?» 26 «Dagli
stranieri», rispose Pietro. Gesù gli disse: «I figli, dunque, ne sono
esenti. 27 Ma, per non scandalizzarli, va' al mare, getta l'amo e prendi il
primo pesce che verrà su. Aprigli la bocca: troverai uno statère. Prendilo
e dàllo loro per me e per te».