Lettura quotidiana 4/2

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Feb 3, 2026, 7:00:12 PMFeb 3
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La lettura per il giorno 4/2.
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messaggio.


--- Genesi 44 ---
Giuseppe mette alla prova i suoi fratelli
1 Giuseppe diede quest'ordine al suo maggiordomo: «Riempi i sacchi di
questi uomini di tanti viveri quanti ne possono portare e metti il denaro di
ciascuno di loro alla bocca del suo sacco. 2 Metti la mia coppa, la coppa
d'argento, alla bocca del sacco del più giovane, assieme al denaro del suo
grano». Ed egli fece come Giuseppe aveva detto. 3 La mattina, appena fu
giorno, quegli uomini furono fatti partire con i loro asini. 4 Quando
furono usciti dalla città e non erano ancora lontani, Giuseppe disse al suo
maggiordomo: «Parti, vai dietro a quegli uomini, e quando li avrai
raggiunti dirai loro: "Perché avete reso male per bene? 5 Non è quella la
coppa dalla quale il mio signore beve e di cui si serve per trarre presagi?
Avete fatto male a fare questo!"». 6 Egli li raggiunse e disse loro quelle
parole. 7 Essi gli risposero: «Perché il mio signore ci rivolge parole
come queste? Dio preservi i tuoi servi dal fare una cosa simile. 8 Ecco,
noi ti abbiamo riportato dal paese di Canaan il denaro che avevamo trovato
alla bocca dei nostri sacchi; come dunque avremmo rubato dell'argento o
dell'oro dalla casa del tuo signore? 9 Quello dei tuoi servi presso il
quale si troverà la coppa sia messo a morte e noi pure saremo schiavi del
tuo signore!» 10 Ed egli disse: «Ebbene, sia fatto come dite: colui
presso il quale essa sarà trovata sarà mio schiavo, e voi sarete
innocenti». 11 In tutta fretta, ognuno di loro scaricò a terra il proprio
sacco e ciascuno aprì il suo. 12 Il maggiordomo li frugò, cominciando da
quello del maggiore per finire con quello del più giovane; la coppa fu
trovata nel sacco di Beniamino. 13 Allora quelli si stracciarono le vesti,
ognuno ricaricò il suo asino e tornarono alla città. 14 Giuda e i suoi
fratelli arrivarono alla casa di Giuseppe, il quale era ancora lì; si
gettarono con la faccia a terra davanti a lui. 15 Giuseppe disse loro:
«Che azione è questa che avete fatto? Non lo sapete che un uomo come me ha
il potere di indovinare?» 16 Giuda rispose: «Che diremo al mio signore?
Quali parole useremo? O come ci giustificheremo? Dio ha trovato l'iniquità
dei tuoi servi. Ecco, siamo schiavi del mio signore: tanto noi, quanto colui
in mano del quale è stata trovata la coppa». 17 Ma Giuseppe disse: «Dio
mi guardi dal far questo! L'uomo nella cui mano è stata trovata la coppa,
lui sarà mio schiavo; quanto a voi, tornate in pace da vostro padre».
18 Allora Giuda si avvicinò a Giuseppe e disse: «Mio signore, permetti al
tuo servo di fare udire una parola al mio signore. La tua ira non si accenda
contro il tuo servo, poiché tu sei come il faraone. 19 Il mio signore
interrogò i suoi servi, dicendo: "Avete un padre o un fratello?" 20 Noi
rispondemmo al mio signore: "Abbiamo un padre che è vecchio, con un giovane
figlio, natogli nella vecchiaia; il fratello di questi è morto, è rimasto
lui soltanto dei figli di sua madre, e suo padre lo ama". 21 Allora tu
dicesti ai tuoi servi: "Fatelo scendere da me perché io lo veda con i miei
occhi". 22 Noi dicemmo al mio signore: "Il ragazzo non può lasciare suo
padre perché, se lo lasciasse, suo padre morirebbe". 23 Tu dicesti ai tuoi
servi: "Se il vostro fratello più giovane non scende con voi, voi non
vedrete più la mia faccia". 24 Come fummo risaliti da mio padre, tuo
servo, gli riferimmo le parole del mio signore. 25 Poi nostro padre disse:
"Tornate a comprare un po' di viveri". 26 E noi rispondemmo: "Non possiamo
scendere laggiù; se il nostro fratello più giovane verrà con noi,
scenderemo; perché non possiamo vedere la faccia di quell'uomo, se il
nostro fratello più giovane non è con noi". 27 Mio padre, tuo servo, ci
rispose: "Voi sapete che mia moglie mi partorì due figli; 28 uno di questi
partì da me, e io dissi: 'Certamente egli è stato sbranato'; e non l'ho
più visto da allora. 29 Se mi togliete anche questo, se gli capita qualche
disgrazia, voi farete scendere con tristezza i miei capelli bianchi nel
soggiorno dei morti". 30 Or dunque, quando giungerò da mio padre, tuo
servo, se il ragazzo, alla vita del quale la sua è legata, non è con noi,
31 avverrà che, come avrà visto che il ragazzo non c'è, egli morirà e i
tuoi servi avranno fatto scendere con tristezza i capelli bianchi del tuo
servo, nostro padre, nel soggiorno dei morti. 32 Siccome il tuo servo si è
reso garante del ragazzo presso mio padre e gli ha detto: "Se non te lo
riconduco, sarò per sempre colpevole verso mio padre", 33 ti prego,
permetti ora che il tuo servo rimanga schiavo del mio signore invece del
ragazzo e che il ragazzo se ne torni con i suoi fratelli. 34 Altrimenti,
come farei a risalire da mio padre senza avere il ragazzo con me? Ah, che io
non veda il dolore che ne verrebbe a mio padre».

--- Giobbe 27:1-10 ---
Ultima risposta di Giobbe: egli sostiene la sua innocenza
1 Giobbe riprese il suo discorso e disse: 2 «Come vive Dio che mi nega
giustizia, come vive l'Onnipotente che mi amareggia la vita, 3 finché
avrò fiato e il soffio di Dio sarà nelle mie narici, 4 le mie labbra, no,
non diranno nulla d'ingiusto, la mia lingua non proferirà falsità.
5 Lungi da me l'idea di darvi ragione! Fino all'ultimo respiro non mi
lascerò togliere la mia integrità. 6 Ho preso a difendere la mia
giustizia e non cederò; il cuore non mi rimprovera uno solo dei miei
giorni. 7 Sia trattato da malvagio il mio nemico, da perverso chi si erge
contro di me! 8 Quale speranza rimane mai all'empio quando Dio gli toglie,
gli rapisce la vita? 9 Dio presterà orecchio al grido di lui, quando gli
piomberà addosso l'angoscia? 10 Potrà egli trovare piacere
nell'Onnipotente? Invocare Dio in ogni tempo?


--- Isaia 27 ---
1 In quel giorno il SIGNORE punirà con la sua spada dura, grande e forte,
il leviatano, l'agile serpente, il leviatano, il serpente tortuoso, e
ucciderà il mostro che è nel mare!
Annuncio della restaurazione d'Israele
2 In quel giorno cantate la vigna dal vino vermiglio! 3 Io, il SIGNORE, ne
sono il guardiano, io la irrigo a ogni istante; la custodisco notte e
giorno, affinché nessuno la danneggi. 4 Nessuna ira è in me. Ah! Se
dovessi combattere contro rovi e pruni, io andrei contro di loro e li
brucerei tutti assieme! 5 A meno che non mi si prenda per rifugio, che non
si faccia la pace con me, che non si faccia la pace con me. 6 In avvenire
Giacobbe metterà radice, Israele fiorirà e germoglierà, e copriranno di
frutta la faccia del mondo. 7 Il SIGNORE ha colpito il suo popolo come ha
colpito quelli che colpivano lui? L'ha forse ucciso come ha ucciso quelli
che uccidevano lui? 8 Tu l'hai punito con misura mandandolo lontano,
portandolo via con il tuo soffio impetuoso, in un giorno di vento orientale.
9 In questo modo è stata espiata l'iniquità di Giacobbe, e questo è il
frutto della rimozione del suo peccato: egli ha ridotto tutte le pietre
degli altari come pietre di calce frantumate, in modo che gli idoli di
Astarte e le colonne solari non risorgeranno più. 10 Infatti la città
fortificata è una solitudine, un pascolo abbandonato, abbandonato come il
deserto; vi pascoleranno i vitelli, vi si sdraieranno e ne divoreranno gli
arbusti. 11 Quando i rami saranno secchi, saranno rotti; verranno le donne
a bruciarli. Poiché è un popolo senza intelligenza; perciò colui che l'ha
fatto non ne avrà compassione, colui che l'ha formato non gli farà grazia.
12 In quel giorno il SIGNORE scrollerà i suoi frutti, dal corso del fiume
al torrente d'Egitto; voi sarete raccolti a uno a uno, o figli d'Israele.
13 In quel giorno suonerà una gran tromba; quelli che erano perduti nel
paese d'Assiria e quelli che erano dispersi nel paese d'Egitto verranno e si
prostreranno davanti al SIGNORE, sul monte santo, a Gerusalemme.

--- Matteo 22:1-22 ---
Parabola delle nozze
1 Gesù ricominciò a parlare loro in parabole, dicendo: 2 «Il regno dei
cieli può essere paragonato a un re, il quale fece le nozze di suo figlio.
3 Mandò i suoi servi a chiamare gli invitati alle nozze; ma questi non
vollero venire. 4 Mandò una seconda volta altri servi, dicendo: "Dite agli
invitati: 'Io ho preparato il mio pranzo; i miei buoi e i miei animali
ingrassati sono ammazzati; tutto è pronto; venite alle nozze'". 5 Ma
quelli, non curandosene, se ne andarono, chi al suo campo, chi al suo
commercio; 6 altri poi presero i suoi servi, li maltrattarono e li
uccisero. 7 Allora il re si adirò, mandò le sue truppe a sterminare
quegli omicidi e a bruciare la loro città. 8 Quindi disse ai suoi servi:
"Le nozze sono pronte, ma gli invitati non ne erano degni. 9 Andate dunque
ai crocicchi delle strade e chiamate alle nozze quanti troverete". 10 E
quei servi, usciti per le strade, radunarono tutti quelli che trovarono,
cattivi e buoni; e la sala delle nozze fu piena di commensali. 11 Ora il re
entrò per vedere quelli che erano a tavola e notò là un uomo che non
aveva l'abito di nozze. 12 E gli disse: "Amico, come sei entrato qui senza
avere un abito di nozze?" E costui rimase con la bocca chiusa. 13 Allora il
re disse ai servitori: "Legatelo mani e piedi e gettatelo nelle tenebre di
fuori. Lì ci sarà pianto e stridor di denti". 14 Poiché molti sono
chiamati, ma pochi eletti».
Il tributo a Cesare
15 Allora i farisei si ritirarono e tennero consiglio per vedere di
coglierlo in fallo nelle sue parole. 16 E gli mandarono i loro discepoli
con gli erodiani a dirgli: «Maestro, noi sappiamo che sei sincero e insegni
la via di Dio secondo verità, e non hai riguardi per nessuno perché non
badi all'apparenza delle persone. 17 Dicci dunque: che te ne pare? È
lecito, o no, pagare il tributo a Cesare?» 18 Ma Gesù, conoscendo la loro
malizia, disse: «Perché mi tentate, ipocriti? 19 Mostratemi la moneta del
tributo». Ed essi gli porsero un denaro. 20 Ed egli domandò loro: «Di
chi è questa effigie e questa iscrizione?» 21 Gli risposero: «Di
Cesare». E Gesù disse loro: «Rendete dunque a Cesare quello che è di
Cesare, e a Dio quello che è di Dio». 22 Ed essi, udito ciò, si
stupirono e, lasciatolo, se ne andarono.


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