Lettura quotidiana 29/1

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Jan 28, 2026, 7:00:14 PMJan 28
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La lettura per il giorno 29/1.
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--- Genesi 37 ---
Giuseppe e i suoi fratelli
1 Giacobbe abitò nel paese dove suo padre aveva soggiornato, nel paese di
Canaan. 2 Questa è la discendenza di Giacobbe. Giuseppe, all'età di
diciassette anni, pascolava il gregge con i suoi fratelli. Egli era giovane
e stava con i figli di Bila e con i figli di Zilpa, mogli di suo padre.
Giuseppe riferì al loro padre la cattiva fama che circolava sul loro conto.
3 Israele amava Giuseppe più di tutti gli altri suoi figli, perché era il
figlio della sua vecchiaia; e gli fece una veste lunga con le maniche. 4 I
suoi fratelli vedevano che il loro padre lo amava più di tutti gli altri
fratelli; perciò lo odiavano e non potevano parlargli amichevolmente.
I sogni di Giuseppe
5 Giuseppe fece un sogno e lo raccontò ai suoi fratelli; allora questi lo
odiarono più che mai. 6 Egli disse loro: «Ascoltate, vi prego, il sogno
che ho fatto. 7 Noi stavamo legando dei covoni in mezzo ai campi, ed ecco
che il mio covone si alzò e restò diritto; i vostri covoni si radunarono
intorno al mio covone e gli s'inchinarono davanti». 8 Allora i suoi
fratelli gli dissero: «Regnerai forse tu su di noi o ci dominerai?» E lo
odiarono ancor di più a causa dei suoi sogni e delle sue parole. 9 Egli
fece ancora un altro sogno e lo raccontò ai suoi fratelli, dicendo: «Ho
fatto un altro sogno! Il sole, la luna e undici stelle s'inchinavano davanti
a me». 10 Egli lo raccontò a suo padre e ai suoi fratelli; suo padre lo
sgridò e gli disse: «Che significa questo sogno che hai fatto? Dovremo
dunque io, tua madre e i tuoi fratelli venire a inchinarci fino a terra
davanti a te?» 11 I suoi fratelli erano invidiosi di lui, ma suo padre
serbava dentro di sé queste parole.
Giuseppe gettato in una cisterna
12 Or i fratelli di Giuseppe erano andati a pascolare il gregge del padre a
Sichem. 13 Israele disse a Giuseppe: «I tuoi fratelli sono al pascolo a
Sichem. Vieni, ti manderò da loro». Egli rispose: «Eccomi». 14 Israele
gli disse: «Va' a vedere se i tuoi fratelli stanno bene e se tutto procede
bene con il gregge; poi torna a dirmelo». Così lo mandò dalla valle di
Ebron, e Giuseppe arrivò a Sichem. 15 Mentre andava errando per i campi un
uomo lo trovò; e quest'uomo lo interrogò, dicendo: «Che cerchi?»
16 Egli rispose: «Cerco i miei fratelli; ti prego, dimmi dove sono a
pascolare il gregge». 17 Quell'uomo gli disse: «Sono partiti di qui,
perché li ho uditi che dicevano: "Andiamocene a Dotan"». Giuseppe andò
quindi in cerca dei suoi fratelli e li trovò a Dotan. 18 Essi lo videro da
lontano e, prima che egli fosse vicino a loro, complottarono per ucciderlo.
19 Dissero l'uno all'altro: «Ecco, il sognatore arriva! 20 Forza,
uccidiamolo e gettiamolo in una di queste cisterne; diremo poi che una
bestia feroce l'ha divorato e vedremo che ne sarà dei suoi sogni».
21 Ruben udì e lo liberò dalle loro mani dicendo: «Non togliamogli la
vita». 22 Poi Ruben aggiunse: «Non spargete sangue; gettatelo in quella
cisterna che è nel deserto, ma non lo colpisca la vostra mano». Diceva
così per liberarlo dalle loro mani e restituirlo a suo padre. 23 Quando
Giuseppe fu giunto presso i suoi fratelli, lo spogliarono della sua veste,
della veste lunga con le maniche che aveva addosso, 24 lo presero e lo
gettarono nella cisterna. La cisterna era vuota, non c'era acqua.
Giuseppe venduto a degli Ismaeliti
25 Poi si sedettero per mangiare e, alzando gli occhi, videro una carovana
d'Ismaeliti che veniva da Galaad, con i suoi cammelli carichi di aromi, di
balsamo e di mirra, che scendeva in Egitto. 26 Giuda disse ai suoi
fratelli: «Che ci guadagneremo a uccidere nostro fratello e a nascondere il
suo sangue? 27 Su, vendiamolo agli Ismaeliti e non lo colpisca la nostra
mano, perché è nostro fratello, nostra carne». I suoi fratelli gli
diedero ascolto. 28 Come quei mercanti madianiti passavano, essi tirarono
su Giuseppe, lo fecero salire dalla cisterna, e lo vendettero per venti
sicli d'argento a quegli Ismaeliti. Questi condussero Giuseppe in Egitto.
29 Ruben tornò alla cisterna; ed ecco, Giuseppe non era più nella
cisterna. Allora egli si stracciò le vesti, 30 tornò dai suoi fratelli e
disse: «Il ragazzo non c'è più, e io, dove andrò?» 31 Essi presero la
veste di Giuseppe, scannarono un becco e intinsero la veste nel sangue.
32 Poi mandarono uno a portare al padre loro la veste lunga con le maniche
e gli fecero dire: «Abbiamo trovato questa veste; vedi tu se è quella di
tuo figlio o no». 33 Egli la riconobbe e disse: «È la veste di mio
figlio. Una bestia feroce l'ha divorato; certamente Giuseppe è stato
sbranato». 34 Allora Giacobbe si stracciò le vesti, si vestì di sacco e
fece cordoglio di suo figlio per molti giorni. 35 Tutti i suoi figli e
tutte le sue figlie vennero a consolarlo; ma egli rifiutò di essere
consolato, e disse: «Io scenderò con cordoglio da mio figlio, nel
soggiorno dei morti». E suo padre lo pianse. 36 Intanto quei Madianiti
vendettero Giuseppe in Egitto a Potifar, ufficiale del faraone, capitano
delle guardie.

--- Giobbe 21:22-34 ---
22 S'insegnerà forse a Dio la scienza? A lui che giudica quelli di lassù?
23 L'uno muore in mezzo al suo benessere quando è pienamente tranquillo e
felice, 24 ha i secchi pieni di latte, e fresco il midollo delle ossa.
25 L'altro muore con l'amarezza nel cuore, senza aver mai gustato il bene.
26 Entrambi giacciono ugualmente nella polvere e i vermi li ricoprono.
27 Ah! Li conosco i vostri pensieri, i piani che formate per abbattermi!
28 Voi dite: "Dov'è la casa del potente? Dov'è la tenda che ospitava gli
empi?" 29 Non avete dunque interrogato quelli che hanno viaggiato? Voi non
vorrete negare quello che attestano; 30 che, cioè, il malvagio è
risparmiato nel dì della rovina, che nel giorno dell'ira egli sfugge.
31 Chi gli rimprovera in faccia la condotta? Chi gli rende quel che ha
fatto? 32 Egli è portato alla sepoltura con onore e veglia egli stesso
sulla sua tomba. 33 Lievi sono a lui le zolle della valle; dopo, tutta la
gente segue le sue orme; e, anche prima, una folla immensa fu come lui.
34 Perché dunque mi offrite consolazioni vane? Delle vostre risposte altro
non resta che falsità».

--- Isaia 22:1-14 ---
Profezia contro Gerusalemme
1 Oracolo contro la Valle della Visione. Che hai tu, dunque, che sei tutta
quanta salita sui tetti, 2 o città piena di clamori, città di tumulti,
città piena di gaiezza? I tuoi uccisi non sono uccisi di spada né morti in
battaglia. 3 Tutti i tuoi capi fuggono assieme, sono fatti prigionieri
senza che l'arco sia stato tirato; tutti quelli dei tuoi che sono trovati
sono fatti prigionieri, benché fuggiti lontano. 4 Perciò dico:
«Distogliete da me lo sguardo, io voglio piangere amaramente; non insistete
a volermi consolare del disastro della figlia del mio popolo!» 5 È
infatti un giorno di tumulto, di calpestio, di perplessità, il giorno del
Signore, DIO degli eserciti, nella Valle delle Visioni. Si abbattono le
mura, il grido d'angoscia giunge fino ai monti. 6 Elam porta la faretra con
delle truppe sui carri e dei cavalieri; Chir snuda lo scudo. 7 Le tue più
belle valli sono piene di carri, i cavalieri prendono posizione davanti alle
tue porte. 8 Il velo è strappato a Giuda; in quel giorno, ecco che volgete
lo sguardo all'arsenale della casa della Foresta, 9 osservate che le brecce
della città di Davide sono numerose e raccogliete le acque del serbatoio di
sotto; 10 contate le case di Gerusalemme e demolite le case per fortificare
le mura; 11 fate un bacino fra le due mura per le acque del serbatoio
antico, ma non volgete lo sguardo a colui che ha fatto queste cose e non
vedete colui che da lungo tempo le ha preparate. 12 Il Signore, DIO degli
eserciti, vi chiama in questo giorno a piangere, a fare lamento, a radervi
il capo, a indossare il sacco, 13 ed ecco che tutto è gioia, tutto è
festa! Si ammazzano buoi, si scannano pecore, si mangia carne, si beve vino.
«Mangiamo e beviamo, poiché domani morremo!» 14 Ma il SIGNORE degli
eserciti me lo ha rivelato chiaramente: «No, questa iniquità non la
potrete espiare che con la vostra morte», dice il Signore, DIO degli
eserciti.


--- Matteo 18:15-35 ---
15 «Se tuo fratello ha peccato contro di te, va' e convincilo fra te e lui
solo. Se ti ascolta, avrai guadagnato tuo fratello; 16 ma se non ti
ascolta, prendi con te ancora una o due persone, affinché ogni parola sia
confermata per bocca di due o tre testimoni. 17 Se rifiuta di ascoltarli,
dillo alla chiesa; e se rifiuta di ascoltare anche la chiesa, sia per te
come il pagano e il pubblicano. 18 Io vi dico in verità che tutte le cose
che legherete sulla terra, saranno legate nel cielo; e tutte le cose che
scioglierete sulla terra, saranno sciolte nel cielo. 19 In verità vi dico
anche: se due di voi sulla terra si accordano a domandare una cosa
qualsiasi, quella sarà loro concessa dal Padre mio che è nei cieli.
20 Poiché dove due o tre sono riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a
loro». 21 Allora Pietro si avvicinò e gli disse: «Signore, quante volte
perdonerò mio fratello se pecca contro di me? Fino a sette volte?» 22 E
Gesù a lui: «Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte
sette. 23 Perciò il regno dei cieli può essere paragonato a un re che
volle fare i conti con i suoi servi. 24 Avendo cominciato a fare i conti,
gli fu presentato uno che era debitore di diecimila talenti. 25 E poiché
quello non aveva i mezzi per pagare, il suo signore comandò che fosse
venduto lui con la moglie, i figli e tutto quanto aveva, e che il debito
fosse pagato. 26 Perciò il servo, gettatosi a terra, gli si prostrò
davanti, dicendo: "Abbi pazienza con me e ti pagherò tutto". 27 Il signore
di quel servo, mosso a compassione, lo lasciò andare e gli condonò il
debito. 28 Ma quel servo, uscito, trovò uno dei suoi conservi che gli
doveva cento denari; e, afferratolo, lo strangolava, dicendo: "Paga quello
che devi!" 29 Perciò il conservo, gettatosi a terra, lo pregava, dicendo:
"Abbi pazienza con me e ti pagherò". 30 Ma l'altro non volle; anzi andò e
lo fece imprigionare, finché avesse pagato il debito. 31 I suoi conservi,
veduto il fatto, ne furono molto rattristati e andarono a riferire al loro
signore tutto l'accaduto. 32 Allora il suo signore lo chiamò a sé e gli
disse: "Servo malvagio, io ti ho condonato tutto quel debito perché tu me
ne supplicasti; 33 non dovevi anche tu avere pietà del tuo conservo, come
io ho avuto pietà di te?" 34 E il suo signore, adirato, lo diede in mano
agli aguzzini fino a quando non avesse pagato tutto quello che gli doveva.
35 Così vi farà anche il Padre mio celeste, se ognuno di voi non perdona
di cuore al proprio fratello».

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