Lettura quotidiana 15/1

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Jan 14, 2026, 7:00:13 PM (6 days ago) Jan 14
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La lettura per il giorno 15/1.
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messaggio.


--- Genesi 22-23 ---
Sacrificio d'Isacco
22:1 Dopo queste cose, Dio mise alla prova Abraamo e gli disse: «Abraamo!»
Egli rispose: «Eccomi». 2 E Dio disse: «Prendi ora tuo figlio, il tuo
unico, colui che ami, Isacco, e va' nel paese di Moria, e offrilo là in
olocausto sopra uno dei monti che ti dirò». 3 Abraamo si alzò la mattina
di buon'ora, sellò il suo asino, prese con sé due suoi servi e suo figlio
Isacco, spaccò della legna per l'olocausto, poi partì verso il luogo che
Dio gli aveva indicato. 4 Il terzo giorno Abraamo alzò gli occhi e vide da
lontano il luogo. 5 Allora Abraamo disse ai suoi servi: «Rimanete qui con
l'asino; io e il ragazzo andremo fin là e adoreremo; poi torneremo da
voi». 6 Abraamo prese la legna per l'olocausto e la mise addosso a Isacco
suo figlio, prese in mano il fuoco e il coltello, poi proseguirono tutti e
due insieme. 7 Isacco parlò ad Abraamo suo padre e disse: «Padre mio!»
Abraamo rispose: «Eccomi qui, figlio mio». E Isacco: «Ecco il fuoco e la
legna; ma dov'è l'agnello per l'olocausto?» 8 Abraamo rispose: «Figlio
mio, Dio stesso si provvederà l'agnello per l'olocausto». E proseguirono
tutti e due insieme. 9 Giunsero al luogo che Dio gli aveva detto. Abraamo
costruì l'altare e vi accomodò la legna; legò Isacco suo figlio e lo mise
sull'altare, sopra la legna. 10 Abraamo stese la mano e prese il coltello
per scannare suo figlio. 11 Ma l'angelo del SIGNORE lo chiamò dal cielo e
disse: «Abraamo, Abraamo!» Egli rispose: «Eccomi». 12 E l'angelo: «Non
stendere la mano contro il ragazzo e non fargli male! Ora so che tu temi
Dio, poiché non mi hai rifiutato tuo figlio, l'unico tuo». 13 Abraamo
alzò gli occhi, guardò, ed ecco dietro a sé un montone, impigliato per le
corna in un cespuglio. Abraamo andò, prese il montone e l'offerse in
olocausto invece di suo figlio. 14 Abraamo chiamò quel luogo
«Iavè-Irè». Per questo si dice oggi: «Al monte del SIGNORE sarà
provveduto». 15 L'angelo del SIGNORE chiamò dal cielo Abraamo una seconda
volta e disse: 16 «Io giuro per me stesso», dice il SIGNORE, «che,
siccome tu hai fatto questo e non mi hai rifiutato tuo figlio, l'unico tuo,
17 io ti colmerò di benedizioni e moltiplicherò la tua discendenza come
le stelle del cielo e come la sabbia che è sul lido del mare; e la tua
discendenza s'impadronirà delle città dei suoi nemici. 18 Tutte le
nazioni della terra saranno benedette nella tua discendenza, perché tu hai
ubbidito alla mia voce». 19 Poi Abraamo tornò dai suoi servi. Essi si
levarono e insieme andarono a Beer-Sceba. E Abraamo abitò a Beer-Sceba.
20 Dopo queste cose fu riferito ad Abraamo questo: «Ecco, Milca ha
partorito anch'ella dei figli a Naor, tuo fratello: 21 Uz, il primogenito,
Buz, suo fratello, 22 Chemuel padre di Aram, Chesed, Azo, Pildas, Idlaf e
Betuel». 23 E Betuel generò Rebecca. Questi otto Milca partorì a Naor,
fratello di Abraamo. 24 E la concubina di lui, che si chiamava Reuma,
partorì anch'essa Teba, Gaam, Taas e Maaca.
Morte di Sara e sua sepoltura
23:1 La vita di Sara fu di centoventisette anni. Tanti furono gli anni della
sua vita. 2 Sara morì a Chiriat-Arba, che è Ebron, nel paese di Canaan, e
Abraamo venne a far lutto per Sara e a piangerla. 3 Poi Abraamo si alzò,
si allontanò dalla salma e parlò ai figli di Chet dicendo: 4 «Io sono
straniero e di passaggio tra di voi; datemi la proprietà di una tomba in
mezzo a voi per seppellire la salma e toglierla dalla mia vista». 5 I
figli di Chet risposero ad Abraamo: 6 «Ascoltaci, signore! Tu sei un
principe di Dio in mezzo a noi; seppellisci la tua salma nella migliore
delle nostre tombe; nessuno di noi ti rifiuterà la sua tomba perché tu ve
la seppellisca». 7 Abraamo si alzò, s'inchinò davanti al popolo del
paese, davanti ai figli di Chet, 8 e parlò loro così: «Se piace a voi
che io seppellisca la salma togliendola dalla mia vista, ascoltatemi e
intercedete per me presso Efron, figlio di Zoar, 9 perché mi ceda la
grotta di Macpela che è all'estremità del suo campo; me la dia per il suo
prezzo intero, come tomba di mia proprietà nel vostro paese». 10 Or Efron
stava seduto in mezzo ai figli di Chet; ed Efron, l'Ittita, rispose ad
Abraamo in presenza dei figli di Chet, di tutti quelli che entravano per la
porta della sua città: 11 «No, mio signore, ascoltami! Io ti do il campo
e ti do la grotta che vi si trova; te ne faccio dono in presenza dei figli
del mio popolo; seppellisci la salma». 12 Allora Abraamo s'inchinò
davanti al popolo del paese 13 e, in presenza del popolo del paese, disse a
Efron: «Ti prego, ascoltami! Ti darò il prezzo del campo, accettalo da me,
e io seppellirò lì la salma». 14 Efron rispose ad Abraamo: 15 «Signor
mio, ascoltami! Un pezzo di terreno di quattrocento sicli d'argento, che
cos'è tra me e te? Seppellisci dunque la salma». 16 Abraamo diede ascolto
a Efron e gli pesò il prezzo che egli aveva detto in presenza dei figli di
Chet: quattrocento sicli d'argento, di buona moneta corrente sul mercato.
17 Così il campo di Efron, che era a Macpela di fronte a Mamre, il campo
con la grotta che vi si trovava, tutti gli alberi che erano nel campo e in
tutti i confini all'intorno, 18 furono assicurati come proprietà di
Abraamo, in presenza dei figli di Chet e di tutti quelli che entravano per
la porta della città di Efron. 19 Subito dopo, Abraamo seppellì sua
moglie Sara nella grotta del campo di Macpela di fronte a Mamre, cioè
Ebron, nel paese di Canaan. 20 Il campo e la grotta che vi si trova furono
assicurati ad Abraamo, dai figli di Chet, come sepolcro di sua
proprietà.

--- Giobbe 12 ---
Rimprovero di Giobbe ai suoi nemici
1 Allora Giobbe rispose e disse: 2 «Voi, certo, valete quanto un popolo, e
con voi morirà la saggezza. 3 Ma di senno ne ho anch'io quanto voi, non vi
sono affatto inferiore; cose come queste chi non le sa? 4 Io dunque dovrei
essere il ludibrio degli amici! Io, che invocavo Dio ed egli mi rispondeva;
il ludibrio io, l'uomo giusto, integro! 5 Il disprezzo per la sventura
altrui è nel pensiero di chi vive nella prosperità; esso è sempre pronto
a colpire, se uno ha il piede che vacilla. 6 Sono invece tranquille le
tende dei ladri; chi provoca Dio, chi si fa un dio della propria forza, se
ne sta al sicuro. 7 Ma interroga un po' gli animali, e te lo insegneranno;
gli uccelli del cielo, e te lo mostreranno; 8 oppure parla alla terra ed
essa te lo insegnerà, e i pesci del mare te lo racconteranno. 9 Chi non
sa, fra tutte queste creature, che la mano del SIGNORE ha fatto ogni cosa,
10 che egli tiene in mano l'anima di tutto quel che vive e lo spirito di
ogni carne umana? 11 L'orecchio non discerne forse le parole, come il
palato assaggia i cibi? 12 Nei vecchi si trova la saggezza, e lunghezza di
giorni dà intelligenza.
Giobbe afferma la potenza di Dio
13 «In Dio stanno la saggezza e la potenza, a lui appartengono il consiglio
e l'intelligenza. 14 Egli abbatte, e nessuno può ricostruire. Chiude un
uomo in prigione, e non c'è chi gli apra. 15 Egli trattiene le acque, e
tutto inaridisce; le lascia andare, ed esse sconvolgono la terra. 16 Egli
possiede la forza e l'abilità; da lui dipendono chi erra e chi fa errare.
17 Egli manda scalzi i consiglieri, colpisce di demenza i giudici.
18 Scioglie i legami dell'autorità dei re e cinge i loro fianchi di
catene. 19 Manda scalzi i sacerdoti e rovescia i potenti. 20 Priva della
parola i più eloquenti e toglie il discernimento ai vecchi. 21 Sparge il
disprezzo sui nobili e scioglie la cintura ai forti. 22 Rivela le cose
recondite, facendole uscire dalle tenebre, e porta alla luce ciò che è
avvolto in ombra di morte. 23 Accresce i popoli e li annienta, amplia le
nazioni e le riconduce nei loro confini; 24 toglie il senno ai capi della
terra e li fa peregrinare in solitudini senza sentiero. 25 Brancolano nelle
tenebre, senza alcuna luce, e li fa barcollare come ubriachi.

--- Isaia 10:20-34 ---
20 In quel giorno il residuo d'Israele e gli scampati della casa di Giacobbe
smetteranno di appoggiarsi su colui che li colpiva, e si appoggeranno con
sincerità sul SIGNORE, sul Santo d'Israele. 21 Un residuo, il residuo di
Giacobbe, tornerà al Dio potente. 22 Infatti anche se il tuo popolo, o
Israele, fosse come la sabbia del mare, un residuo soltanto ne tornerà; uno
sterminio è decretato, che farà traboccare la giustizia. 23 Poiché lo
sterminio che ha decretato, il Signore, DIO degli eserciti, lo effettuerà
in mezzo a tutto il paese. 24 Così dunque dice il Signore, DIO degli
eserciti: «Popolo mio, che abiti a Sion, non temere l'Assiro che ti batte
con la verga e alza su di te il bastone, come fece l'Egitto! 25 Ancora un
breve, brevissimo tempo, e la mia indignazione sarà finita, la mia ira si
volgerà a distruggere loro». 26 Il SIGNORE degli eserciti alzerà contro
di lui la frusta, come quando colpì Madian alla roccia di Oreb; come alzò
il suo bastone sul mare, così l'alzerà ancora, come in Egitto. 27 In quel
giorno il suo carico ti cadrà dalle spalle e il suo giogo dal collo; il
giogo sarà scosso dalla tua forza rigogliosa. 28 L'Assiro marcia contro
Aiat, attraversa Migron, depone i suoi bagagli a Micmas. 29 Valicano il
passo, trascorrono la notte a Gheba; Rama trema, Ghibea di Saul è in fuga.
30 Grida forte a tutta voce, o figlia di Gallim! Tendi l'orecchio, o Lais!
Povera Anatot! 31 Madmenà è in fuga precipitosa, gli abitanti di Ghebim
cercano un rifugio. 32 Oggi stesso sosterà a Nob, agitando il pugno contro
il monte della figlia di Sion, contro la collina di Gerusalemme. 33 Ecco,
il Signore, DIO degli eserciti, tronca i rami in modo tremendo; i più alti
sono tagliati, i più superbi sono atterrati. 34 Egli abbatte con il ferro
il folto della foresta, e il Libano cade sotto i colpi del Potente.

--- Matteo 10:16-42 ---
Le persecuzioni imminenti
16 «Ecco, io vi mando come pecore in mezzo ai lupi; siate dunque prudenti
come i serpenti e semplici come le colombe. 17 Guardatevi dagli uomini;
perché vi metteranno in mano ai tribunali e vi flagelleranno nelle loro
sinagoghe; 18 e sarete condotti davanti a governatori e re per causa mia,
per servire di testimonianza davanti a loro e ai pagani. 19 Ma quando vi
metteranno nelle loro mani, non preoccupatevi di come parlerete o di quello
che dovrete dire; perché in quel momento stesso vi sarà dato ciò che
dovrete dire. 20 Poiché non siete voi che parlate, ma è lo Spirito del
Padre vostro che parla in voi. 21 Il fratello darà il fratello a morte, e
il padre il figlio; i figli insorgeranno contro i genitori e li faranno
morire. 22 Sarete odiati da tutti a causa del mio nome; ma chi avrà
perseverato sino alla fine sarà salvato. 23 Quando vi perseguiteranno in
una città, fuggite in un'altra; perché io vi dico in verità che non
avrete finito di percorrere le città d'Israele, prima che il Figlio
dell'uomo sia venuto. 24 Un discepolo non è superiore al maestro, né un
servo superiore al suo signore. 25 Basti al discepolo essere come il suo
maestro e al servo essere come il suo signore. Se hanno chiamato Belzebù il
padrone, quanto più chiameranno così quelli di casa sua! 26 Non li temete
dunque; perché non c'è niente di nascosto che non debba essere scoperto,
né di occulto che non debba essere conosciuto. 27 Quello che io vi dico
nelle tenebre, ditelo nella luce; e quello che udite dettovi all'orecchio,
predicatelo sui tetti. 28 E non temete coloro che uccidono il corpo, ma non
possono uccidere l'anima; temete piuttosto colui che può far perire l'anima
e il corpo nella geenna. 29 Due passeri non si vendono per un soldo? Eppure
non ne cade uno solo in terra senza il volere del Padre vostro. 30 Quanto a
voi, perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati. 31 Non temete
dunque; voi valete più di molti passeri. 32 Chi dunque mi riconoscerà
davanti agli uomini, anch'io riconoscerò lui davanti al Padre mio che è
nei cieli. 33 Ma chiunque mi rinnegherà davanti agli uomini, anch'io
rinnegherò lui davanti al Padre mio che è nei cieli. 34 Non pensate che
io sia venuto a mettere pace sulla terra; non sono venuto a mettere pace, ma
spada. 35 Perché sono venuto a mettere l'uomo contro suo padre, la figlia
contro sua madre e la nuora contro sua suocera; 36 e i nemici dell'uomo
saranno quelli stessi di casa sua. 37 Chi ama padre o madre più di me, non
è degno di me; e chi ama figlio o figlia più di me, non è degno di me.
38 Chi non prende la sua croce e non viene dietro a me, non è degno di me.
39 Chi avrà trovato la sua vita la perderà; e chi avrà perduto la sua
vita per causa mia, la troverà. 40 Chi riceve voi, riceve me; e chi riceve
me, riceve colui che mi ha mandato. 41 Chi riceve un profeta perché è un
profeta, riceverà premio di profeta; e chi riceve un giusto perché è un
giusto, riceverà premio di giusto. 42 E chi avrà dato da bere anche un
solo bicchiere d'acqua fresca a uno di questi piccoli, perché è un
discepolo, io vi dico in verità che non perderà affatto il suo premio».

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