Lettura quotidiana 9/1

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Jan 8, 2026, 7:00:13 PM (12 days ago) Jan 8
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La lettura per il giorno 9/1.
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messaggio.


--- Genesi 12-13 ---
Vocazione di Abramo. Abramo in Canaan
12:1 Il SIGNORE disse ad Abramo: «Va' via dal tuo paese, dai tuoi parenti e
dalla casa di tuo padre, e va' nel paese che io ti mostrerò; 2 io farò di
te una grande nazione, ti benedirò e renderò grande il tuo nome e tu sarai
fonte di benedizione. 3 Benedirò quelli che ti benediranno e maledirò chi
ti maledirà, e in te saranno benedette tutte le famiglie della terra».
4 Abramo partì, come il SIGNORE gli aveva detto, e Lot andò con lui.
Abramo aveva settantacinque anni quando partì da Caran. 5 Abramo prese
Sarai sua moglie e Lot, figlio di suo fratello, e tutti i beni che
possedevano e le persone che avevano acquistate in Caran, e partirono verso
il paese di Canaan. 6 Giunsero così nella terra di Canaan, e Abramo
attraversò il paese fino alla località di Sichem, fino alla quercia di
More. In quel tempo i Cananei erano nel paese. 7 Il SIGNORE apparve ad
Abramo e disse: «Io darò questo paese alla tua discendenza». Lì Abramo
costruì un altare al SIGNORE che gli era apparso. 8 Di là si spostò
verso la montagna a oriente di Betel, e piantò le sue tende, avendo Betel a
occidente e Ai a oriente; lì costruì un altare al SIGNORE e invocò il
nome del SIGNORE. 9 Poi Abramo partì, proseguendo da un accampamento
all'altro, verso la regione meridionale.
Abramo in Egitto
10 Venne una carestia nel paese e Abramo scese in Egitto per soggiornarvi,
perché la fame era grande nel paese. 11 Come stava per entrare in Egitto,
disse a Sarai sua moglie: «Ecco, io so che tu sei una donna di
bell'aspetto; 12 quando gli Egiziani ti vedranno, diranno: "È sua moglie".
Essi mi uccideranno, ma a te lasceranno la vita. 13 Di' dunque che sei mia
sorella, perché io sia trattato bene a motivo di te e la vita mi sia
conservata per amor tuo». 14 Quando Abramo giunse in Egitto, gli Egiziani
osservarono che la donna era molto bella. 15 I prìncipi del faraone la
videro, ne fecero le lodi in presenza del faraone; e la donna fu condotta in
casa del faraone. 16 Questi fece del bene ad Abramo per amore di lei e
Abramo ebbe pecore, buoi, asini, servi, serve, asine e cammelli. 17 Ma il
SIGNORE colpì il faraone e la sua casa con grandi piaghe, a motivo di
Sarai, moglie di Abramo. 18 Allora il faraone chiamò Abramo e disse: «Che
cosa mi hai fatto? Perché non mi hai detto che era tua moglie? Perché hai
detto: 19 "È mia sorella"? Così io l'ho presa per moglie. Ora eccoti tua
moglie, prendila e vattene!» 20 E il faraone diede alla sua gente ordini
relativi ad Abramo, ed essi fecero partire lui, sua moglie e tutto quello
che egli possedeva.
Ritorno in Canaan; Abramo e Lot si separano
13:1 Abramo dunque risalì dall'Egitto con sua moglie, con tutto quel che
possedeva e con Lot, andando verso la regione meridionale. 2 Abramo era
molto ricco di bestiame, d'argento e d'oro. 3 E continuò il suo viaggio
dal meridione fino a Betel, al luogo dove da principio era stata la sua
tenda, fra Betel e Ai, 4 al luogo dov'era l'altare che egli aveva fatto
prima; e lì Abramo invocò il nome del SIGNORE. 5 Ora Lot, che viaggiava
con Abramo, aveva anch'egli pecore, buoi e tende. 6 Il paese non era
sufficiente perché essi potessero abitarvi insieme, poiché il loro
bestiame era numeroso ed essi non potevano stare insieme. 7 Scoppiò una
lite fra i pastori del bestiame di Abramo e i pastori del bestiame di Lot. I
Cananei e i Ferezei abitavano a quel tempo nel paese. 8 Allora Abramo disse
a Lot: «Ti prego, non ci sia discordia tra me e te, né tra i miei pastori
e i tuoi pastori, perché siamo fratelli! 9 Tutto il paese non sta forse
davanti a te? Ti prego, sepàrati da me! Se tu vai a sinistra, io andrò a
destra; se tu vai a destra, io andrò a sinistra». 10 Lot alzò gli occhi
e vide l'intera pianura del Giordano. Prima che il SIGNORE avesse distrutto
Sodoma e Gomorra, essa era tutta irrigata fino a Soar, come il giardino del
SIGNORE, come il paese d'Egitto. 11 Lot scelse per sé tutta la pianura del
Giordano e partì andando verso oriente. Così si separarono l'uno
dall'altro. 12 Abramo si stabilì nel paese di Canaan, Lot abitò nelle
città della pianura e andò piantando le sue tende fino a Sodoma. 13 Gli
abitanti di Sodoma erano perversi e grandi peccatori contro il SIGNORE.

Promesse ad Abramo
14 Il SIGNORE disse ad Abramo, dopo che Lot si fu separato da lui: «Alza
ora gli occhi e guarda, dal luogo dove sei, a settentrione, a meridione, a
oriente, a occidente. 15 Tutto il paese che vedi lo darò a te e alla tua
discendenza, per sempre. 16 E renderò la tua discendenza come la polvere
della terra; in modo che, se qualcuno può contare la polvere della terra,
potrà contare anche i tuoi discendenti. 17 Àlzati, percorri il paese
quant'è lungo e quant'è largo, perché io lo darò a te». 18 Allora
Abramo levò le sue tende e andò ad abitare alle querce di Mamre, che sono
a Ebron, e qui costruì un altare al SIGNORE.

--- Giobbe 7 ---
Sofferenza e ribellione di Giobbe
1 «La vita dell'uomo sulla terra è come quella di un soldato; i suoi
giorni sono simili ai giorni di un mercenario. 2 Come lo schiavo anela
l'ombra, come l'operaio aspetta il suo salario, 3 così a me toccano mesi
di sciagura, mi sono assegnate notti di dolore. 4 Non appena mi corico,
dico: "Quando mi alzerò?" Ma la notte si prolunga, e mi sazio di agitazioni
fino all'alba. 5 La mia carne è coperta di vermi e di croste polverose, la
mia pelle si richiude, poi riprende a suppurare. 6 I miei giorni se ne
vanno più veloci della spola, si consumano senza speranza. 7 Ricòrdati
che la mia vita è un soffio! L'occhio mio non vedrà più il bene. 8 Lo
sguardo di chi ora mi vede non mi potrà più scorgere; gli occhi tuoi mi
cercheranno, ma io non sarò più. 9 La nuvola svanisce e si dilegua; così
chi scende nel soggiorno dei morti non ne risalirà; 10 non tornerà più
nella sua casa e il luogo dove stava non lo riconoscerà più. 11 Io,
perciò, non terrò chiusa la bocca; nell'angoscia del mio spirito io
parlerò, mi lamenterò nell'amarezza dell'anima mia. 12 Sono io forse il
mare o un mostro marino che tu ponga intorno a me una guardia? 13 Quando
dico: "Il mio letto mi darà sollievo, il mio giaciglio allevierà la mia
pena!", 14 tu mi sgomenti con sogni e mi spaventi con visioni; 15 io
preferisco soffocare, a queste mie ossa preferisco la morte. 16 Io mi sto
consumando; non vivrò sempre; ti prego, lasciami stare; i giorni miei non
sono che un soffio. 17 Che cos'è l'uomo che tu ne faccia tanto caso, che
tu t'interessi a lui, 18 lo visiti ogni mattina e lo metta alla prova ogni
istante? 19 Quando cesserai di tenere lo sguardo fisso su di me? Quando mi
darai tempo d'inghiottire la mia saliva? 20 Se ho peccato, che ho fatto a
te, o guardiano degli uomini? Perché hai fatto di me il tuo bersaglio a tal
punto che sono divenuto un peso a me stesso? 21 Perché non perdoni le mie
trasgressioni e non cancelli la mia iniquità? Poiché presto giacerò nella
polvere; tu mi cercherai, ma io non sarò più».

--- Isaia 6 ---
Vocazione e missione d'Isaia
1 Nell'anno della morte del re Uzzia vidi il Signore seduto sopra un trono
alto, molto elevato, e i lembi del suo mantello riempivano il tempio.
2 Sopra di lui stavano dei serafini, ognuno dei quali aveva sei ali; con
due si copriva la faccia, con due si copriva i piedi e con due volava.
3 L'uno gridava all'altro e diceva: «Santo, santo, santo è il SIGNORE
degli eserciti! Tutta la terra è piena della sua gloria!» 4 Le porte
furono scosse fin dalle loro fondamenta dalla voce di loro che gridavano, e
la casa fu piena di fumo. 5 Allora io dissi: «Guai a me, sono perduto!
Perché io sono un uomo dalle labbra impure e abito in mezzo a un popolo
dalle labbra impure; e i miei occhi hanno visto il Re, il SIGNORE degli
eserciti!» 6 Ma uno dei serafini volò verso di me, tenendo in mano un
carbone ardente, tolto con le molle dall'altare. 7 Mi toccò con esso la
bocca e disse: «Ecco, questo ti ha toccato le labbra, la tua iniquità è
tolta e il tuo peccato è espiato». 8 Poi udii la voce del Signore che
diceva: «Chi manderò? E chi andrà per noi?» Allora io risposi: «Eccomi,
manda me!» 9 Ed egli disse: «Va', e di' a questo popolo: "Ascoltate, sì,
ma senza capire; guardate, sì, ma senza discernere!" 10 Rendi insensibile
il cuore di questo popolo, rendigli duri gli orecchi e chiudigli gli occhi,
in modo che non veda con i suoi occhi, non oda con i suoi orecchi, non
intenda con il cuore, non si converta e non sia guarito!» 11 E io dissi:
«Fino a quando, Signore?» Egli rispose: «Finché le città siano
devastate, senza abitanti, non vi sia più nessuno nelle case, e il paese
sia ridotto in desolazione; 12 finché il SIGNORE abbia allontanato gli
uomini, e la solitudine sia grande in mezzo al paese. 13 Se vi rimane
ancora un decimo della popolazione, esso a sua volta sarà distrutto; ma,
come al terebinto e alla quercia, quando sono abbattuti, rimane il ceppo,
così rimarrà al popolo, come ceppo, una discendenza santa».

--- Matteo 6:19-34 ---
Un tesoro in cielo
19 «Non fatevi tesori sulla terra, dove la tignola e la ruggine consumano,
e dove i ladri scassinano e rubano; 20 ma fatevi tesori in cielo, dove né
tignola né ruggine consumano, e dove i ladri non scassinano né rubano.
21 Perché dov'è il tuo tesoro, lì sarà anche il tuo cuore. 22 La
lampada del corpo è l'occhio. Se dunque il tuo occhio è limpido, tutto il
tuo corpo sarà illuminato; 23 ma se il tuo occhio è malvagio, tutto il
tuo corpo sarà nelle tenebre. Se dunque la luce che è in te è tenebre,
quanto grandi saranno le tenebre! 24 Nessuno può servire due padroni;
perché o odierà l'uno e amerà l'altro, o avrà riguardo per l'uno e
disprezzo per l'altro. Voi non potete servire Dio e Mammona.
Le preoccupazioni
25 «Perciò vi dico: non siate in ansia per la vostra vita, di che cosa
mangerete o di che cosa berrete; né per il vostro corpo, di che vi
vestirete. Non è la vita più del nutrimento e il corpo più del vestito?
26 Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, non mietono, non
raccolgono in granai, e il Padre vostro celeste li nutre. Non valete voi
molto più di loro? 27 E chi di voi può, con la propria ansietà,
aggiungere un'ora sola alla durata della sua vita? 28 E perché siete così
ansiosi per il vestire? Osservate come crescono i gigli della campagna: essi
non faticano e non filano; 29 eppure io vi dico che neanche Salomone, con
tutta la sua gloria, si vestì come uno di loro. 30 Ora se Dio veste in
questa maniera l'erba dei campi che oggi è, e domani è gettata nel forno,
non farà molto di più per voi, o gente di poca fede? 31 Non siate dunque
in ansia, dicendo: "Che mangeremo? Che berremo? Di che ci vestiremo?"
32 Perché sono i pagani che ricercano tutte queste cose; il Padre vostro
celeste, infatti, sa che avete bisogno di tutte queste cose. 33 Cercate
prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno
date in più. 34 Non siate dunque in ansia per il domani, perché il domani
si preoccuperà di se stesso. Basta a ciascun giorno il suo affanno.

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