Lettura quotidiana 2/3

1 view
Skip to first unread message

LaParola.Net

unread,
Mar 1, 2026, 7:01:09 PM (12 days ago) Mar 1
to lettura-q...@googlegroups.com
La lettura per il giorno 2/3.
Per non ricevere più questi messaggi, leggi le istruzioni in fondo a questo
messaggio.


--- Esodo 22 ---
Danni causati a terzi e riparazioni
1 «Se uno ruba un bue o una pecora e li ammazza o li vende, restituirà
cinque buoi per il bue e quattro pecore per la pecora. 2 Se il ladro,
còlto nell'atto di fare uno scasso, viene percosso e muore, non vi è
delitto di omicidio. 3 Se il sole è già sorto quando avviene il fatto, vi
sarà delitto di omicidio. Il ladro dovrà risarcire il furto. Se non può
farlo, sarà venduto per pagare ciò che ha rubato. 4 Se il furto, bue o
asino o pecora che sia, gli viene trovato vivo nelle mani, restituirà il
doppio. 5 Se uno danneggia un campo o una vigna, lasciando andare le sue
bestie a pascere nel campo altrui, risarcirà il danno con il meglio del suo
campo e con il meglio della sua vigna. 6 Se divampa un fuoco e si propaga
alle spine distruggendo il grano in covoni o il grano in piedi o il campo,
chi avrà acceso il fuoco dovrà risarcire il danno. 7 Se uno affida al suo
vicino del denaro o degli oggetti da custodire, ed essi siano stati rubati
dalla casa di quest'ultimo, se il ladro si trova, restituirà il doppio.
8 Se il ladro non si trova, il padrone della casa comparirà davanti a Dio
per giurare che non si è appropriato della roba del suo vicino. 9 In ogni
caso di delitto, sia che si tratti di un bue o di un asino o di una pecora o
di un vestito o di qualunque oggetto perduto del quale uno dica: "È questo
qui!", la causa delle due parti verrà davanti a Dio; colui che Dio
condannerà, restituirà il doppio al suo prossimo. 10 Se uno dà in
custodia al suo vicino un asino, un bue, una pecora o qualunque altra
bestia, ed essa muore o resta storpiata o è portata via senza che ci siano
testimoni, 11 interverrà fra le due parti il giuramento del SIGNORE per
sapere se colui che aveva la bestia in custodia non si è appropriato della
roba del suo vicino. Il padrone della bestia si accontenterà del
giuramento, e l'altro non sarà tenuto a risarcire i danni. 12 Ma se la
bestia gli è stata rubata, egli dovrà risarcire il danno al padrone di
essa. 13 Se la bestia è stata sbranata, la esibirà come prova, e non
sarà tenuto a risarcimento per la bestia sbranata. 14 Se uno prende in
prestito dal suo vicino una bestia, e questa resta storpiata o muore essendo
assente il padrone di essa, egli dovrà risarcire il danno. 15 Ma se il
padrone era con lui, egli non dovrà pagare i danni. Se la bestia è stata
presa a nolo, la sua perdita è compresa nel prezzo del nolo.
Prescrizioni varie
16 «Se uno seduce una fanciulla non ancora fidanzata e si unisce a lei,
dovrà pagare la sua dote e prenderla in moglie. 17 Se il padre di lei
rifiuta assolutamente di dargliela, il seduttore pagherà una somma pari
alla dote che si è soliti dare per le fanciulle. 18 Non lascerai vivere la
strega. 19 Chi si accoppia con una bestia dovrà essere messo a morte.
20 Chi offre sacrifici ad altri dèi, anziché solo al SIGNORE, sarà
sterminato come anatema. 21 Non maltratterai lo straniero e non
l'opprimerai, perché anche voi foste stranieri nel paese d'Egitto. 22 Non
affliggerete la vedova, né l'orfano. 23 Se in qualche modo li affliggi, ed
essi gridano a me, io udrò senza dubbio il loro grido; 24 la mia ira si
accenderà, io vi ucciderò con la spada, le vostre mogli saranno vedove e i
vostri figli orfani. 25 Se tu presti del denaro a qualcuno del mio popolo,
al povero che è presso di te, non ti comporterai con lui da usuraio; non
gli imporrai interesse. 26 Se prendi in pegno il vestito del tuo prossimo,
glielo restituirai prima che tramonti il sole; 27 perché esso è l'unica
sua coperta, è la veste con cui si avvolge il corpo. Con che dormirebbe? E
se egli grida a me, io lo udrò; perché sono misericordioso. 28 Non
bestemmierai contro Dio e non maledirai il principe del tuo popolo. 29 Non
indugerai a offrirmi il tributo dell'abbondanza delle tue raccolte e di ciò
che cola dai tuoi frantoi. Mi darai il primogenito dei tuoi figli. 30 Lo
stesso farai del tuo grosso e del tuo minuto bestiame: il loro primo parto
rimarrà sette giorni presso la madre; l'ottavo giorno me lo darai. 31 Voi
sarete degli uomini santi per me; non mangerete carne di bestia trovata
sbranata nei campi; la getterete ai cani.

--- Giobbe 42 ---
Giobbe si ravvede e si umilia
1 Allora Giobbe rispose al SIGNORE e disse: 2 «Io riconosco che tu puoi
tutto e che nulla può impedirti di eseguire un tuo disegno. 3 Chi è colui
che senza intelligenza offusca il tuo disegno? Sì, ne ho parlato, ma non lo
capivo; sono cose per me troppo meravigliose e io non le conosco. 4 Ti
prego, ascoltami, e io parlerò; ti farò delle domande e tu insegnami!
5 Il mio orecchio aveva sentito parlare di te, ma ora l'occhio mio ti ha
visto. 6 Perciò mi ravvedo, mi pento sulla polvere e sulla cenere».

Giobbe riacquista la prosperità
7 Dopo che ebbe rivolto questi discorsi a Giobbe, il SIGNORE disse a Elifaz
di Teman: «La mia ira è accesa contro di te e contro i tuoi due amici,
perché non avete parlato di me secondo la verità, come ha fatto il mio
servo Giobbe. 8 Ora dunque prendete sette tori e sette montoni, andate a
trovare il mio servo Giobbe e offriteli in olocausto per voi stessi. Il mio
servo Giobbe pregherà per voi e io avrò riguardo a lui per non punire la
vostra follia, poiché non avete parlato di me secondo la verità, come ha
fatto il mio servo Giobbe». 9 Elifaz di Teman, Bildad di Suac e Zofar di
Naama se ne andarono e fecero come il SIGNORE aveva loro ordinato; e il
SIGNORE ebbe riguardo per Giobbe. 10 Quando Giobbe ebbe pregato per i suoi
amici, il SIGNORE lo ristabilì nella condizione di prima e gli rese il
doppio di tutto quello che già gli era appartenuto. 11 Tutti i suoi
fratelli, tutte le sue sorelle e tutte le sue conoscenze di prima vennero a
trovarlo, mangiarono con lui in casa sua, lo confortarono e lo consolarono
di tutti i mali che il SIGNORE gli aveva fatto cadere addosso; e ognuno di
loro gli diede un pezzo d'argento e un anello d'oro. 12 Il SIGNORE benedì
gli ultimi anni di Giobbe più dei primi; ed egli ebbe quattordicimila
pecore, seimila cammelli, mille paia di buoi e mille asine. 13 Ebbe pure
sette figli e tre figlie; 14 e chiamò la prima Gemima, la seconda Chesia e
la terza Cheren-Appuc. 15 In tutto il paese non c'erano donne così belle
come le figlie di Giobbe; e il padre assegnò loro un'eredità tra i loro
fratelli. 16 Giobbe, dopo questo, visse centoquarant'anni, e vide i suoi
figli e i figli dei suoi figli fino alla quarta generazione. 17 Poi Giobbe
morì vecchio e sazio di giorni.

--- Isaia 44:1-20 ---
Il Signore e gli idoli
1 «Ora ascolta, Giacobbe, mio servo, o Israele, che io ho scelto! 2 Così
parla il SIGNORE che ti ha fatto, che ti ha formato fin dal seno materno,
colui che ti soccorre: "Non temere, Giacobbe, mio servo, o Iesurun, che io
ho scelto!" 3 Io infatti spanderò le acque sul suolo assetato e i ruscelli
sull'arida terra; spanderò il mio Spirito sulla tua discendenza e la mia
benedizione sui tuoi rampolli; 4 essi germoglieranno come in mezzo
all'erba, come salici in riva a correnti d'acque. 5 L'uno dirà: "Io sono
del SIGNORE", l'altro si chiamerà Giacobbe, e un altro scriverà sulla sua
mano: "Del SIGNORE", e si onorerà di portare il nome d'Israele. 6 Così
parla il SIGNORE, re d'Israele e suo Redentore, il SIGNORE degli eserciti:
"Io sono il primo e sono l'ultimo, e fuori di me non c'è Dio. 7 Chi, come
me, proclama l'avvenire fin da quando fondai questo popolo antico? Che egli
lo dichiari e me lo provi! Lo annuncino essi l'avvenire, e quanto avverrà!
8 Non vi spaventate, non temete! Non te l'ho io annunciato e dichiarato da
tempo? Voi me ne siete testimoni. C'è forse un Dio fuori di me? Non c'è
altra Rocca; io non ne conosco nessuna"». 9 Quelli che fabbricano immagini
scolpite sono tutti vanità; i loro idoli più cari non giovano a nulla; i
loro testimoni non vedono, non capiscono nulla, perché essi siano coperti
di vergogna. 10 Chi fabbrica un dio o fonde un'immagine che non gli serva a
nulla? 11 Ecco, tutti quelli che vi lavorano saranno coperti di vergogna, e
gli artefici stessi non sono che uomini! Si radunino tutti, si presentino!
Saranno spaventati e coperti di vergogna tutti insieme. 12 Il fabbro lima
il ferro, lo mette nel fuoco, forma l'idolo a colpi di martello e lo lavora
con braccio vigoroso; soffre perfino la fame e la forza gli viene meno, non
beve acqua e si affatica. 13 Il falegname stende la sua corda, disegna
l'idolo con la matita, lo lavora con lo scalpello, lo misura con il
compasso, ne fa una figura umana, una bella forma d'uomo, perché abiti una
casa. 14 Si tagliano dei cedri, si prendono degli elci, delle querce, si fa
la scelta fra gli alberi della foresta, si piantano dei pini che la pioggia
fa crescere. 15 Poi tutto questo serve all'uomo per fare fuoco, ed egli ne
prende per riscaldarsi, ne accende anche il forno per cuocere il pane; e ne
fa pure un dio e lo adora, ne scolpisce un'immagine, davanti alla quale si
inginocchia. 16 Ne brucia la metà nel fuoco, con l'altra metà prepara la
carne, la fa arrostire e si sazia. Poi si scalda e dice: «Ah! mi riscaldo,
godo a vedere questa fiamma!» 17 Con l'avanzo si fa un dio, il suo idolo,
gli si prostra davanti, lo adora, lo prega e gli dice: «Salvami, perché tu
sei il mio dio!» 18 Non sanno nulla, non capiscono nulla; hanno
impiastrato loro gli occhi perché non vedano e il cuore perché non
comprendano. 19 Nessuno rientra in se stesso e ha conoscimento e intelletto
per dire: «Ne ho bruciato la metà nel fuoco, sui suoi carboni ho fatto
cuocere il pane, vi ho arrostito la carne che ho mangiata; con il resto
farei un idolo abominevole? Mi inginocchierei davanti a un pezzo di legno?»
20 Un tale uomo si pasce di cenere, il suo cuore sviato lo inganna al punto
che non può liberarsene e dire: «Ciò che stringo nella mia destra non è
forse una menzogna?»


--- Atti 9:23-43 ---
Saulo a Gerusalemme e a Tarso; il persecutore perseguitato
23 Parecchi giorni dopo, i Giudei deliberarono di ucciderlo; 24 ma Saulo
venne a conoscenza del loro complotto. Essi facevano persino la guardia alle
porte, giorno e notte, per ucciderlo; 25 ma i suoi discepoli lo presero di
notte e lo calarono dalle mura dentro una cesta. 26 Quando fu giunto a
Gerusalemme, tentava di unirsi ai discepoli; ma tutti avevano paura di lui,
non credendo che fosse un discepolo. 27 Allora Barnaba lo prese con sé, lo
condusse dagli apostoli e raccontò loro come durante il viaggio aveva visto
il Signore che gli aveva parlato, e come a Damasco aveva predicato con
coraggio nel nome di Gesù. 28 Da allora Saulo andava e veniva con loro in
Gerusalemme, e predicava con franchezza nel nome del Signore; 29 discorreva
pure e discuteva con gli Ellenisti; ma questi cercavano di ucciderlo. 30 I
fratelli, saputolo, lo condussero a Cesarea e di là lo mandarono a Tarso.
31 Così la chiesa, per tutta la Giudea, la Galilea e la Samaria, aveva
pace ed era edificata; e, camminando nel timore del Signore e nella
consolazione dello Spirito Santo, cresceva costantemente di numero.
Enea, il paralitico guarito da Pietro
32 Avvenne che mentre Pietro andava a far visita a tutti, si recò anche dai
santi residenti a Lidda. 33 Là trovò un uomo di nome Enea, che da otto
anni giaceva paralitico in un letto. 34 Pietro gli disse: «Enea, Gesù
Cristo ti guarisce; àlzati e rifatti il letto». Egli subito si alzò.
35 E tutti gli abitanti di Lidda e di Saron lo videro e si convertirono al
Signore.
Tabita risuscitata da Pietro
36 A Ioppe c'era una discepola, di nome Tabita, che tradotto vuol dire:
«Gazzella»; ella faceva molte opere buone ed elemosine. 37 Proprio in
quei giorni si ammalò e morì. E, dopo averla lavata, la deposero in una
stanza di sopra. 38 Poiché Lidda era vicina a Ioppe, i discepoli, udito
che Pietro era là, mandarono due uomini per pregarlo: «Non esitare a
venire da noi». 39 Pietro allora si alzò e partì con loro. Appena
arrivato, lo condussero nella stanza di sopra; e tutte le vedove si
presentarono a lui piangendo, mostrandogli tutte le tuniche e i vestiti che
Gazzella faceva mentre era con loro. 40 Ma Pietro, fatti uscire tutti, si
mise in ginocchio e pregò; e, voltatosi verso il corpo, disse: «Tabita,
àlzati». Ella aprì gli occhi; e, visto Pietro, si mise seduta. 41 Egli
le diede la mano e la fece alzare; e, chiamati i santi e le vedove, la
presentò loro in vita. 42 Ciò fu risaputo in tutta Ioppe, e molti
credettero nel Signore. 43 Pietro rimase molti giorni a Ioppe, presso un
certo Simone, conciatore di pelli.

Reply all
Reply to author
Forward
0 new messages