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unread,Feb 10, 2026, 7:00:12 PM (10 days ago) Feb 10Sign in to reply to author
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La lettura per il giorno 11/2.
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messaggio.
--- Esodo 1-2 ---
ISRAELE IN EGITTO; OPPRESSIONE E LIBERAZIONE
Sciavitù d'Israele in Egotti
1:1 Questi sono i nomi dei figli d'Israele che vennero in Egitto. Essi ci
vennero con Giacobbe, ciascuno con la sua famiglia: 2 Ruben, Simeone, Levi
e Giuda; 3 Issacar, Zabulon e Beniamino; 4 Dan e Neftali, Gad e Ascer.
5 Tutte le persone discendenti da Giacobbe erano settanta. Giuseppe era
già in Egitto. 6 Giuseppe morì, come morirono pure tutti i suoi fratelli
e tutta quella generazione. 7 I figli d'Israele furono fecondi, si
moltiplicarono abbondantemente, divennero numerosi, molto potenti, e il
paese ne fu ripieno. 8 Sorse sopra l'Egitto un nuovo re, che non aveva
conosciuto Giuseppe. 9 Egli disse al suo popolo: «Ecco, il popolo dei
figli d'Israele è più numeroso e più potente di noi. 10 Usiamo prudenza
con esso, affinché non si moltiplichi e, in caso di guerra, non si unisca
ai nostri nemici per combattere contro di noi e poi andarsene dal paese».
11 Stabilirono dunque sopra Israele dei sorveglianti ai lavori, per
opprimerlo con le loro angherie. Israele costruì al faraone le città che
servivano da magazzini, Pitom e Ramses. 12 Ma quanto più lo opprimevano,
tanto più il popolo si moltiplicava e si estendeva; e gli Egiziani
nutrirono avversione per i figli d'Israele. 13 Così essi obbligarono i
figli d'Israele a lavorare duramente. 14 Amareggiarono la loro vita con una
rigida schiavitù, adoperandoli nei lavori d'argilla e di mattoni e in ogni
sorta di lavori nei campi. Imponevano loro tutti questi lavori con asprezza.
15 Il re d'Egitto parlò anche alle levatrici ebree, delle quali una si
chiamava Sifra e l'altra Pua, e disse: 16 «Quando assisterete le donne
ebree al tempo del parto, quando sono sulla sedia, se è un maschio, fatelo
morire; se è una femmina, lasciatela vivere». 17 Ma le levatrici
temettero Dio, non fecero quello che il re d'Egitto aveva ordinato loro e
lasciarono vivere anche i maschi. 18 Allora il re d'Egitto chiamò le
levatrici e disse loro: «Perché avete fatto questo e avete lasciato vivere
i maschi?» 19 Le levatrici risposero al faraone: «Le donne ebree non sono
come le egiziane; esse sono vigorose, e prima che la levatrice arrivi da
loro, hanno partorito». 20 Dio fece del bene a quelle levatrici. Il popolo
si moltiplicò e divenne molto potente. 21 Poiché quelle levatrici avevano
temuto Dio, egli fece prosperare le loro case. 22 Allora il faraone diede
quest'ordine al suo popolo: «Ogni maschio che nasce, gettatelo nel Fiume,
ma lasciate vivere tutte le femmine».
Nascita di Mosé; fuga in Madian
2:1 Un uomo della casa di Levi andò e prese in moglie una figlia di Levi.
2 Questa donna concepì, partorì un figlio e, vedendo quanto era bello, lo
tenne nascosto tre mesi. 3 Quando non poté più tenerlo nascosto, prese un
canestro fatto di giunchi, lo spalmò di bitume e di pece, vi pose dentro il
bambino, e lo mise nel canneto sulla riva del Fiume. 4 La sorella del
bambino se ne stava a una certa distanza, per vedere quello che gli sarebbe
successo. 5 La figlia del faraone scese al Fiume per fare il bagno, e le
sue ancelle passeggiavano lungo la riva del Fiume. Vide il canestro nel
canneto e mandò la sua cameriera a prenderlo. 6 Lo aprì e vide il
bambino: ed ecco, il piccino piangeva; ne ebbe compassione e disse: «Questo
è uno dei figli degli Ebrei». 7 Allora la sorella del bambino disse alla
figlia del faraone: «Devo andare a chiamarti una balia tra le donne ebree
che allatti questo bambino?» 8 La figlia del faraone le rispose: «Va'».
E la fanciulla andò a chiamare la madre del bambino. 9 La figlia del
faraone le disse: «Porta con te questo bambino, allattalo e io ti darò un
salario». Quella donna prese il bambino e lo allattò. 10 Quando il
bambino fu cresciuto, lo portò dalla figlia del faraone; egli fu per lei
come un figlio ed ella lo chiamò Mosè; «perché», disse, «io l'ho
tirato fuori dalle acque». 11 In quei giorni, Mosè, già diventato
adulto, andò a trovare i suoi fratelli; notò i lavori di cui erano gravati
e vide un Egiziano che percuoteva uno degli Ebrei suoi fratelli. 12 Egli
volse lo sguardo di qua e di là e, visto che non c'era nessuno, uccise
l'Egiziano e lo nascose nella sabbia. 13 Il giorno seguente uscì, vide due
Ebrei che litigavano e disse a quello che aveva torto: «Perché percuoti il
tuo compagno?» 14 Quello rispose: «Chi ti ha costituito principe e
giudice sopra di noi? Vuoi forse uccidermi come uccidesti l'Egiziano?»
Allora Mosè ebbe paura e disse: «Certo la cosa è nota». 15 Quando il
faraone udì il fatto, cercò di uccidere Mosè, ma Mosè fuggì dalla
presenza del faraone, e si fermò nel paese di Madian e si mise seduto
presso un pozzo. 16 Il sacerdote di Madian aveva sette figlie. Esse
andarono al pozzo ad attingere acqua per riempire gli abbeveratoi e
abbeverare il gregge di loro padre. 17 Ma sopraggiunsero i pastori e le
scacciarono. Allora Mosè si alzò, prese la loro difesa e abbeverò il loro
gregge. 18 Quando esse giunsero da Reuel, loro padre, questi disse: «Come
mai siete tornate così presto oggi?» 19 Esse risposero: «Un Egiziano ci
ha liberate dalle mani dei pastori, per di più ci ha attinto l'acqua e ha
abbeverato il gregge». 20 Egli disse alle figlie: «Dov'è? Perché avete
lasciato là quell'uomo? Chiamatelo, ché venga a prendere del cibo».
21 Mosè accettò di abitare da quell'uomo. Egli diede a Mosè sua figlia
Sefora. 22 Ella partorì un figlio che Mosè chiamò Ghersom; perché
disse: «Abito in terra straniera».
La misericordia di Dio verso Israele
23 Durante quel tempo, che fu lungo, il re d'Egitto morì. I figli d'Israele
gemevano a causa della schiavitù e alzavano delle grida; e le grida che la
schiavitù strappava loro salirono a Dio. 24 Dio udì i loro gemiti. Dio si
ricordò del suo patto con Abraamo, con Isacco e con Giacobbe. 25 Dio vide
i figli d'Israele e ne ebbe compassione.
--- Giobbe 31:1-23 ---
Conclusione di Giobbe: non ha nulla da rimproverarsi
1 «Io avevo stretto un patto con i miei occhi; io non avrei fissato lo
sguardo sopra una vergine. 2 Che parte mi avrebbe assegnato Dio dall'alto,
quale eredità mi avrebbe data l'Onnipotente dai luoghi eccelsi? 3 La
sventura non è forse per il perverso, e le sciagure per quelli che fanno il
male? 4 Dio non vede forse le mie vie? Non conta tutti i miei passi? 5 Se
ho camminato insieme alla menzogna, se il piede mio si è affrettato dietro
alla frode 6 (Dio mi pesi con bilancia giusta e riconoscerà la mia
integrità), 7 se i miei passi hanno deviato dalla retta via, se il mio
cuore è andato dietro ai miei occhi, se qualche sozzura mi si è attaccata
alle mani, 8 che io semini e un altro mangi, e quanto è cresciuto nei miei
campi sia sradicato! 9 Se il mio cuore si è lasciato sedurre da una donna,
se ho spiato la porta del mio prossimo, 10 che mia moglie giri la macina a
un altro e che altri abusino di lei! 11 Poiché quella sarebbe una
scelleratezza, un misfatto punito dai giudici, 12 un fuoco che consuma fino
a perdizione e che avrebbe distrutto fin dalle radici ogni mia fortuna.
13 Se ho disconosciuto il diritto del mio servo e della mia serva, quando
erano in lite con me, 14 che farei quando Dio si alzasse per giudicarmi, e
che risponderei quando mi esaminasse? 15 Chi fece me nel grembo di mia
madre non fece anche lui? Non ci ha formati nel grembo materno uno stesso
Dio? 16 Se ho rifiutato ai poveri quanto desideravano, se ho fatto languire
gli occhi della vedova, 17 se ho mangiato da solo il mio pezzo di pane
senza che l'orfano ne mangiasse la sua parte, 18 io che fin da giovane l'ho
allevato come un padre, io che fin dal grembo di mia madre sono stato guida
alla vedova, 19 se ho visto uno soffrire per mancanza di vesti o il povero
senza una coperta, 20 se non mi hanno benedetto i suoi fianchi ed egli non
si è riscaldato con la lana dei miei agnelli, 21 se ho alzato la mano
contro l'orfano perché mi sapevo sostenuto alla porta della città, 22 che
la mia spalla si stacchi dalla sua giuntura, il mio braccio si spezzi e
cada! 23 In effetti mi spaventava il castigo di Dio, ero trattenuto dalla
maestà di lui.
--- Isaia 31 ---
La salvezza proviene da Dio soltanto
1 Guai a quelli che scendono in Egitto in cerca di soccorso; hanno fiducia
nei cavalli, confidano nei carri perché sono numerosi, e nei cavalieri
perché sono molto potenti, ma non guardano al Santo d'Israele e non cercano
il SIGNORE! 2 Eppure, anch'egli è saggio; fa venire il male e non revoca
le sue parole; ma insorge contro la casa dei malvagi e contro il soccorso
degli artefici d'iniquità. 3 Gli Egiziani sono uomini, e non Dio; i loro
cavalli sono carne, e non spirito; quando il SIGNORE stenderà la sua mano,
il protettore inciamperà, cadrà il protetto e periranno tutti assieme.
4 Poiché così mi ha detto il SIGNORE: «Come il leone o il leoncello
ruggisce sulla sua preda, benché una folla di pastori gli sia raccolta
contro, non si spaventa alla loro voce né si lascia intimidire dallo
strepito che fanno, così scenderà il SIGNORE degli eserciti a combattere
sul monte Sion e sul suo colle. 5 Come gli uccelli spiegano le ali sulla
loro nidiata, così il SIGNORE degli eserciti proteggerà Gerusalemme; la
proteggerà, la libererà, la risparmierà, la farà scampare». 6 Tornate
a colui dal quale vi siete così profondamente allontanati, o figli
d'Israele! 7 Poiché, in quel giorno, ognuno getterà via i suoi idoli
d'argento e i suoi idoli d'oro, che le vostre mani hanno fatto per peccare.
8 «Allora l'Assiro cadrà, non per una spada d'uomo, una spada che non è
d'uomo lo divorerà; egli fuggirà davanti alla spada e i suoi giovani
saranno resi schiavi. 9 La sua rocca fuggirà spaventata e i suoi prìncipi
saranno atterriti davanti al vessillo», dice il SIGNORE, che ha il suo
fuoco in Sion e la sua fornace in Gerusalemme.
--- Matteo 26:17-46 ---
L'ultimo Pasqua
17 Il primo giorno degli Azzimi i discepoli si avvicinarono a Gesù e gli
dissero: «Dove vuoi che ti prepariamo da mangiare la Pasqua?» 18 Egli
disse: «Andate in città dal tale e ditegli: "Il Maestro dice: 'Il mio
tempo è vicino; farò la Pasqua da te, con i miei discepoli'"». 19 E i
discepoli fecero come Gesù aveva loro ordinato e prepararono la Pasqua.
20 Quando fu sera, si mise a tavola con i dodici. 21 Mentre mangiavano,
disse: «In verità vi dico: uno di voi mi tradirà». 22 Ed essi,
profondamente rattristati, cominciarono a dirgli uno dopo l'altro: «Sono
forse io, Signore?» 23 Ma egli rispose: «Colui che ha messo con me la
mano nel piatto, quello mi tradirà. 24 Certo, il Figlio dell'uomo se ne
va, come è scritto di lui; ma guai a quell'uomo dal quale il Figlio
dell'uomo è tradito! Meglio sarebbe per quell'uomo se non fosse mai nato».
25 E Giuda, il traditore, prese a dire: «Sono forse io, Rabbì?» E Gesù
a lui: «Lo hai detto».
La cena del Signore
26 Mentre mangiavano, Gesù prese del pane e, dopo aver pronunciato la
benedizione, lo spezzò e lo diede ai suoi discepoli dicendo: «Prendete,
mangiate, questo è il mio corpo». 27 Poi prese un calice e, dopo aver
reso grazie, lo diede loro dicendo: «Bevetene tutti, 28 perché questo è
il mio sangue, il sangue del patto, il quale è sparso per molti per il
perdono dei peccati. 29 Vi dico che da ora in poi non berrò più di questo
frutto della vigna, fino al giorno che lo berrò nuovo con voi nel regno del
Padre mio».
Gesù predice il rinnegamento di Pietro
30 Dopo che ebbero cantato l'inno, uscirono per andare al monte degli Ulivi.
31 Allora Gesù disse loro: «Questa notte voi tutti avrete in me
un'occasione di caduta; perché è scritto: "Io percuoterò il pastore e le
pecore del gregge saranno disperse". 32 Ma dopo che sarò risuscitato, vi
precederò in Galilea». 33 Pietro, rispondendo, gli disse: «Quand'anche
tu fossi per tutti un'occasione di caduta, non lo sarai mai per me».
34 Gesù gli disse: «In verità ti dico che questa stessa notte, prima che
il gallo canti, tu mi rinnegherai tre volte». 35 E Pietro a lui:
«Quand'anche dovessi morire con te, non ti rinnegherò». E lo stesso
dissero pure tutti i discepoli.
Agonia di Gesù nel giardino del Getsemani
36 Allora Gesù andò con loro in un podere chiamato Getsemani e disse ai
discepoli: «Sedete qui finché io sia andato là e abbia pregato». 37 E,
presi con sé Pietro e i due figli di Zebedeo, cominciò a essere triste e
angosciato. 38 Allora disse loro: «L'anima mia è oppressa da tristezza
mortale; rimanete qui e vegliate con me». 39 E, andato un po' più avanti,
si gettò con la faccia a terra, pregando e dicendo: «Padre mio, se è
possibile, passi oltre da me questo calice! Ma pure, non come voglio io, ma
come tu vuoi». 40 Poi tornò dai discepoli e li trovò addormentati. E
disse a Pietro: «Così non siete stati capaci di vegliare con me un'ora
sola? 41 Vegliate e pregate, affinché non cadiate in tentazione; lo
spirito è pronto, ma la carne è debole». 42 Di nuovo, per la seconda
volta, andò e pregò, dicendo: «Padre mio, se non è possibile che questo
calice passi oltre da me senza che io lo beva, sia fatta la tua volontà».
43 E, tornato, li trovò addormentati, perché i loro occhi erano
appesantiti. 44 Allora, lasciatili, andò di nuovo e pregò per la terza
volta, ripetendo le medesime parole. 45 Poi tornò dai discepoli e disse
loro: «Dormite pure oramai, e riposatevi! Ecco, l'ora è vicina, e il
Figlio dell'uomo è dato nelle mani dei peccatori. 46 Alzatevi, andiamo;
ecco, colui che mi tradisce è vicino».