Lettura quotidiana 17/2

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Feb 16, 2026, 7:00:43 PM (4 days ago) Feb 16
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La lettura per il giorno 17/2.
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messaggio.


--- Esodo 8 ---
Le rane
1 Poi il SIGNORE disse a Mosè: «Va' dal faraone e digli: "Così dice il
SIGNORE: 'Lascia andare il mio popolo perché mi serva. 2 Se rifiuti di
lasciarlo andare, ecco, io colpirò tutta l'estensione del tuo paese col
flagello delle rane. 3 Il Fiume brulicherà di rane, che saliranno ed
entreranno nella tua casa, nella camera dove dormi, sul tuo letto, nelle
case dei tuoi servitori, in mezzo al tuo popolo, nei tuoi forni e nelle tue
madie. 4 Le rane saliranno contro di te, contro il tuo popolo e contro
tutti i tuoi servitori'"». 5 Il SIGNORE disse a Mosè: «Di' ad Aaronne:
"Stendi la tua mano con il bastone sui fiumi, sui canali, sugli stagni e fa'
salire le rane sul paese d'Egitto"». 6 Allora Aaronne stese la sua mano
sulle acque d'Egitto e le rane salirono e coprirono il paese d'Egitto. 7 Ma
i maghi fecero lo stesso con le loro arti occulte e fecero salire le rane
sul paese d'Egitto. 8 Allora il faraone chiamò Mosè e Aaronne e disse
loro: «Pregate il SIGNORE perché allontani le rane da me e dal mio popolo,
e io lascerò andare il popolo, perché offra sacrifici al SIGNORE».
9 Mosè disse al faraone: «Fammi l'onore di dirmi per quando io devo
chiedere, nelle mie suppliche per te, per i tuoi servitori e per il tuo
popolo, che vengano sterminate le rane intorno a te e nelle tue case, in
modo che ne rimangano soltanto nel Fiume». 10 Egli rispose: «Per
domani». E Mosè disse: «Sarà fatto come tu dici, affinché tu sappia che
non c'è nessuno pari al SIGNORE, che è il nostro Dio. 11 Le rane si
allontaneranno da te, dalle tue case, dai tuoi servitori e dal tuo popolo;
non ne rimarranno che nel Fiume». 12 Mosè e Aaronne si allontanarono dal
faraone; Mosè implorò il SIGNORE circa le rane che aveva inviate contro il
faraone. 13 Il SIGNORE fece quello che Mosè aveva domandato e le rane
morirono nelle case, nei cortili e nei campi. 14 Le radunarono a mucchi e
il paese ne fu inquinato. 15 Ma quando il faraone vide che c'era un po' di
respiro si ostinò in cuor suo e non diede ascolto a Mosè e ad Aaronne,
come il SIGNORE aveva detto.
Le zanzare
16 Quindi il SIGNORE disse a Mosè: «Di' ad Aaronne: "Stendi il tuo
bastone, percuoti la polvere della terra ed essa diventerà zanzare per
tutto il paese d'Egitto"». 17 Essi fecero così. Aaronne stese il braccio
con il suo bastone, percosse la polvere della terra e ne vennero delle
zanzare sugli uomini e sugli animali. Tutta la polvere della terra diventò
zanzare per tutto il paese d'Egitto. 18 I maghi cercarono di fare la stessa
cosa con le loro arti occulte per produrre le zanzare, ma non poterono. Le
zanzare infierivano sugli uomini e sugli animali. 19 Allora i maghi dissero
al faraone: «Questo è il dito di Dio». Ma il cuore del faraone si indurì
e non diede ascolto a Mosè e ad Aaronne, come il SIGNORE aveva detto.
Le mosche velenose
20 Poi il SIGNORE disse a Mosè: «Àlzati di buon mattino e presèntati al
faraone. Egli uscirà per andare verso l'acqua. Tu gli dirai: "Così dice il
SIGNORE: 'Lascia andare il mio popolo, perché mi serva. 21 Perché se non
lasci andare il mio popolo, io manderò su di te, sui tuoi servitori, sul
tuo popolo e nelle tue case, le mosche velenose. Le case degli Egiziani
saranno piene di mosche velenose e il suolo su cui stanno ne sarà coperto.
22 Ma in quel giorno io risparmierò la terra di Goscen, dove abita il mio
popolo; lì non ci saranno mosche, affinché tu sappia che io, il SIGNORE,
sono in mezzo al paese. 23 Io farò distinzione tra il mio popolo e il tuo
popolo. Domani avverrà questo miracolo'"». 24 Il SIGNORE fece così:
vennero grandi sciami di mosche velenose in casa del faraone, nelle case dei
suoi servitori e in tutto il paese d'Egitto. La terra fu devastata dalle
mosche velenose. 25 Il faraone chiamò Mosè e Aaronne e disse: «Andate,
offrite sacrifici al vostro Dio nel paese». 26 Ma Mosè rispose: «Non si
può far così; perché offriremmo al SIGNORE, al nostro Dio, dei sacrifici
che sono un abominio per gli Egiziani. Ecco, se offrissimo sotto i loro
occhi dei sacrifici che sono un abominio per gli Egiziani, essi ci
lapiderebbero! 27 Andremo per tre giornate di cammino nel deserto e
offriremo sacrifici al SIGNORE nostro Dio, come egli ci ordinerà».
28 Allora il faraone disse: «Io vi lascerò andare, perché offriate
sacrifici al SIGNORE vostro Dio, nel deserto; soltanto, non andate troppo
lontano; pregate per me». 29 Mosè disse: «Ecco, io esco dalla tua
presenza, pregherò il SIGNORE e domani le mosche si allontaneranno dal
faraone, dai suoi servitori e dal suo popolo. Però il faraone non si faccia
più beffe di noi, impedendo al popolo di andare a offrire sacrifici al
SIGNORE». 30 Mosè uscì dalla presenza del faraone e pregò il SIGNORE.
31 Il SIGNORE fece quello che Mosè domandava e allontanò le mosche
velenose dal faraone, dai suoi servitori e dal suo popolo; non ne restò
neppure una. 32 Ma anche questa volta il faraone si ostinò in cuor suo e
non lasciò andare il popolo.

--- Giobbe 34:21-37 ---
21 Perché Dio tiene gli occhi aperti sulle vie dei mortali, e vede tutti i
loro passi. 22 Non ci sono tenebre, non c'è ombra di morte dove possa
nascondersi chi opera iniquamente. 23 Dio non ha bisogno di osservare a
lungo un uomo per portarlo davanti a lui in giudizio. 24 Egli fiacca i
potenti senza inchiesta e ne stabilisce altri al loro posto; 25 poiché
egli conosce le loro azioni. Li abbatte nella notte e sono fiaccati; 26 li
colpisce come dei malvagi, in presenza di tutti, 27 perché si sono sviati
da lui e non hanno posto mente ad alcuna delle sue vie. 28 Hanno fatto
salire a lui il gemito del povero, ed egli ha dato ascolto al gemito degli
infelici. 29 Quando Dio dà riposo, chi lo condannerà? Chi potrà
contemplarlo quando nasconde il suo volto a una nazione ovvero a un
individuo, 30 per impedire all'empio di regnare, per allontanare dal popolo
le insidie? 31 Quell'empio ha forse detto a Dio: "Io porto la mia pena, non
farò più il male, 32 mostrami tu quel che non so vedere; se ho agito
perversamente, non lo farò più"? 33 Dovrà forse Dio rendere la giustizia
a modo tuo, perché tu lo critichi? Ti dirà forse: "Scegli tu, non io;
quello che sai, dillo"? 34 Le persone assennate, e ogni uomo saggio che mi
ascolta, mi diranno: 35 "Giobbe parla senza giudizio, le sue parole sono
irragionevoli". 36 Ebbene, sia Giobbe provato sino alla fine, poiché le
sue risposte sono quelle dei malvagi, 37 poiché al suo peccato aggiunge la
ribellione, batte le mani in mezzo a noi e moltiplica le sue parole contro
Dio».

--- Isaia 36 ---
Sennacherib marcia contro Gerusalemme
1 Il quattordicesimo anno del re Ezechia, Sennacherib, re d'Assiria, salì
contro tutte le città fortificate di Giuda e le conquistò. 2 Il re
d'Assiria mandò Rabsachè, da Lachis a Gerusalemme, al re Ezechia con un
grande esercito; e Rabsachè si fermò presso l'acquedotto dello stagno
superiore, sulla strada del campo del lavandaio. 3 Allora Eliachim, figlio
di Chilchia, sovrintendente del palazzo, Sebna, il segretario, e Ioa, figlio
di Asaf, l'archivista, si recarono da lui. 4 Rabsachè disse loro: «Dite a
Ezechia: "Così parla il gran re, il re d'Assiria: Che fiducia è questa che
tu hai? 5 Io te lo dico, non sono che parole delle labbra; per la guerra ci
vuol prudenza e forza. Ora, in chi hai riposto la tua fiducia per ribellarti
a me? 6 Ecco, tu confidi nell'Egitto, in quel sostegno di canna rotta, che
penetra nella mano di chi vi si appoggia e gliela fora; così è il faraone,
re d'Egitto, per tutti quelli che confidano in lui. 7 Forse mi dirai: 'Noi
confidiamo nel SIGNORE, nel nostro Dio'. Ma non è forse quello stesso di
cui Ezechia ha soppresso gli alti luoghi e gli altari, dicendo a Giuda e a
Gerusalemme: 'Voi adorerete davanti a questo altare'? 8 Ora fa' una
scommessa con il mio signore, il re d'Assiria: io ti darò duemila cavalli
se tu puoi fornire altrettanti cavalieri da cavalcarli. 9 Come potresti tu
far voltare le spalle a un ufficiale, uno dei minimi servitori del mio
signore? Ma tu confidi nell'Egitto per avere carri e cavalieri. 10 Adesso
sono forse salito senza il volere del SIGNORE contro questo paese per
distruggerlo? Il SIGNORE mi ha detto: 'Sali contro questo paese e
distruggilo!'"». 11 Allora Eliachim, Sebna e Ioa dissero a Rabsachè: «Ti
prego, parla ai tuoi servi in lingua aramaica, poiché noi la comprendiamo;
non parlarci in lingua giudaica, poiché il popolo che sta sulle mura
ascolta». 12 Ma Rabsachè rispose: «Il mio signore mi ha forse mandato a
dire queste parole al tuo signore e a te solamente? Non mi ha forse mandato
a dirle a questi uomini che stanno sulle mura e che presto saranno ridotti a
mangiare i loro escrementi e a bere la loro urina con voi?» 13 Allora
Rabsachè, stando in piedi, gridò ad alta voce e disse in lingua giudaica:
«Udite le parole del gran re, del re d'Assiria! 14 Così parla il re: "Non
v'inganni Ezechia, poiché egli non potrà liberarvi; 15 né vi faccia
Ezechia riporre la vostra fiducia nel SIGNORE, dicendo: 'Il SIGNORE ci
libererà di certo; questa città non sarà data nelle mani del re
d'Assiria'. 16 Non date retta a Ezechia, perché così dice il re
d'Assiria: 'Fate la pace con me, arrendetevi a me, e ognuno di voi mangerà
il frutto della sua vite e del suo fico e berrà l'acqua della sua cisterna,
17 finché io venga e vi conduca in un paese simile al vostro: paese di
grano e di vino, paese di pane e di vigne'. 18 Non v'inganni Ezechia
dicendovi: 'Il SIGNORE ci libererà'. Qualcuno degli dèi delle nazioni ha
forse liberato il suo paese dalle mani del re d'Assiria? 19 Dove sono gli
dèi di Camat e di Arpad? Dove sono gli dèi di Sefarvaim? Hanno forse
liberato Samaria dalla mia mano? 20 Fra tutti gli dèi di questi paesi
quali sono quelli che hanno liberato il loro paese dalla mia mano? Il
SIGNORE potrà forse liberare Gerusalemme dalla mia mano?"». 21 E quelli
tacquero e non risposero nulla, perché il re aveva dato quest'ordine: «Non
gli rispondete». 22 Eliachim, figlio di Chilchia, sovrintendente del
palazzo, Sebna, il segretario, e Ioa, figlio di Asaf, l'archivista, andarono
da Ezechia con le vesti stracciate e gli riferirono le parole di
Rabsachè.

--- Atti 2:1-13 ---
La Pentecoste: lo Spirito Santo scende dal cielo
1 Quando il giorno della Pentecoste giunse, tutti erano insieme nello stesso
luogo. 2 Improvvisamente si fece dal cielo un suono come di vento impetuoso
che soffia, e riempì tutta la casa dov'essi erano seduti. 3 Apparvero loro
delle lingue come di fuoco che si dividevano e se ne posò una su ciascuno
di loro. 4 Tutti furono riempiti di Spirito Santo e cominciarono a parlare
in altre lingue, come lo Spirito dava loro di esprimersi. 5 Or a
Gerusalemme soggiornavano dei Giudei, uomini religiosi di ogni nazione che
è sotto il cielo. 6 Quando avvenne quel suono, la folla si raccolse e fu
confusa, perché ciascuno li udiva parlare nella propria lingua. 7 E si
stupivano e si meravigliavano, dicendo: «Tutti questi che parlano non sono
Galilei? 8 Come mai li udiamo parlare ciascuno nella nostra propria lingua
natìa? 9 Noi Parti, Medi, Elamiti, abitanti della Mesopotamia, della
Giudea e della Cappadocia, del Ponto e dell'Asia, 10 della Frigia e della
Panfilia, dell'Egitto e delle parti della Libia cirenaica e pellegrini
romani, 11 tanto Giudei che proseliti, Cretesi e Arabi, li udiamo parlare
delle grandi cose di Dio nelle nostre lingue». 12 Tutti si stupivano ed
erano perplessi, dicendo l'un l'altro: «Che cosa significa questo?» 13 Ma
altri li deridevano e dicevano: «Sono pieni di vino dolce».


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