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La lettura per il giorno 25/2.
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messaggio.
--- Esodo 17 ---
L'acqua scaturita dalla roccia di Oreb
1 Poi tutta la comunità dei figli d'Israele partì dal deserto di Sin,
marciando a tappe secondo gli ordini del SIGNORE. Si accampò a Refidim, ma
non c'era acqua da bere per il popolo. 2 Allora il popolo protestò contro
Mosè e disse: «Dacci dell'acqua da bere». Mosè rispose loro: «Perché
protestate contro di me? Perché tentate il SIGNORE?» 3 Là il popolo
patì la sete e mormorò contro Mosè, dicendo: «Perché ci hai fatto
uscire dall'Egitto per far morire di sete noi, i nostri figli e il nostro
bestiame?» 4 Mosè gridò al SIGNORE, dicendo: «Che cosa devo fare per
questo popolo? Ancora un po', e mi lapideranno». 5 Allora il SIGNORE disse
a Mosè: «Mettiti di fronte al popolo e prendi con te alcuni degli anziani
d'Israele; prendi anche in mano il bastone col quale hai percosso il Fiume e
va'. 6 Ecco io starò là davanti a te, sulla roccia che è in Oreb; tu
colpirai la roccia: ne scaturirà dell'acqua e il popolo berrà». Mosè
fece così in presenza degli anziani d'Israele, 7 e a quel luogo mise il
nome di Massa e Meriba a causa della protesta dei figli d'Israele, e perché
avevano tentato il SIGNORE, dicendo: «Il SIGNORE è in mezzo a noi, sì o
no?»
Vittoria su Amalec
8 Allora venne Amalec per combattere contro Israele a Refidim. 9 E Mosè
disse a Giosuè: «Scegli per noi alcuni uomini ed esci a combattere contro
Amalec; domani io starò sulla vetta del colle con il bastone di Dio in
mano». 10 Giosuè fece come Mosè gli aveva detto e combatté contro
Amalec; e Mosè, Aaronne e Cur salirono sulla vetta del colle. 11 E quando
Mosè teneva le mani alzate, Israele vinceva; e quando le abbassava, vinceva
Amalec. 12 Ma le mani di Mosè si facevano pesanti. Allora essi presero una
pietra, gliela posero sotto ed egli si sedette; Aaronne e Cur gli tenevano
le mani alzate, uno da una parte e l'altro dall'altra. Così le sue mani
rimasero ferme fino al tramonto del sole. 13 E Giosuè sconfisse Amalec e
la sua gente passandoli a fil di spada. 14 Il SIGNORE disse a Mosè:
«Scrivi questo fatto in un libro, perché se ne conservi il ricordo, e fa'
sapere a Giosuè che io cancellerò interamente sotto il cielo la memoria di
Amalec». 15 Allora Mosè costruì un altare che chiamò «il SIGNORE è la
mia bandiera»; e disse: 16 «Una mano s'è alzata contro il trono del
SIGNORE, perciò il SIGNORE farà guerra ad Amalec di generazione in
generazione».
--- Giobbe 39 ---
1 «Sai quando figliano le capre selvatiche? Hai osservato quando le cerve
partoriscono? 2 Conti i mesi della loro pregnanza e sai il momento in cui
devono sgravarsi? 3 Si accosciano, fanno i loro piccini e sono subito
liberate dalle loro doglie; 4 i loro piccini si fanno forti, crescono
all'aperto, se ne vanno e non tornano più alle madri. 5 Chi manda libero
l'onagro e chi scioglie i legami all'asino selvatico? 6 A lui ho dato per
dimora il deserto e la terra salata per abitazione. 7 Egli si beffa del
frastuono della città e non ode grida di padrone. 8 Percorre le montagne
della sua pastura e va in cerca di ogni filo di verde. 9 Il bufalo vorrà
forse servirti o passare la notte presso la tua mangiatoia? 10 Legherai il
bufalo con una corda perché faccia il solco? Erpicherà egli le valli
dietro a te? 11 Ti fiderai di lui perché la sua forza è grande? Lascerai
a lui il tuo lavoro? 12 Conterai su di lui perché ti porti a casa il
raccolto e ti ammucchi il grano sull'aia? 13 Lo struzzo batte allegramente
le ali; ma le sue penne e le sue piume sono forse di cicogna? 14 No,
poiché esso abbandona sulla terra le proprie uova, le lascia scaldare sopra
la sabbia. 15 Egli dimentica che un piede le potrà schiacciare, che le
bestie dei campi le potranno calpestare. 16 Tratta duramente i suoi
piccini, quasi non fossero suoi; la sua fatica sarà vana, ma ciò non lo
turba, 17 perché Dio lo ha privato di saggezza, non gli ha impartito
intelligenza. 18 Ma quando si muove e prende lo slancio, si beffa del
cavallo e di chi lo cavalca. 19 Sei tu che dai al cavallo la forza? Che gli
vesti il collo di una fremente criniera? 20 Sei tu che lo fai saltare come
la locusta? Il fiero suo nitrito incute spavento. 21 Raspa la terra nella
valle ed esulta della sua forza; si slancia incontro alle armi.
22 Disprezza la paura, non trema, non indietreggia davanti alla spada.
23 Gli risuona addosso la faretra, la folgorante lancia e la freccia.
24 Con fremente furia divora la terra. Non sta più fermo quando suona la
tromba. 25 Come ode lo squillo, dice: "Aha!" e fiuta da lontano la
battaglia, la voce tonante dei capi e il grido di guerra. 26 È la tua
intelligenza che allo sparviere fa spiccare il volo e spiegare le ali verso
il sud? 27 È forse al tuo comando che l'aquila si alza in alto e fa il suo
nido nei luoghi elevati? 28 Abita nelle rocce e vi pernotta; sta sulla
punta delle rupi, sulle vette scoscese; 29 di là spia la preda e i suoi
occhi mirano lontano. 30 I suoi piccini si abbeverano di sangue, e dove
sono i corpi morti, là essa si trova».
--- Isaia 41:21-29 ---
21 Presentate la vostra causa», dice il SIGNORE; «esponete le vostre
ragioni», dice il re di Giacobbe. 22 «Le espongano essi e ci dichiarino
quel che avverrà. Le vostre predizioni di prima quali sono? Ditecele,
perché possiamo porvi mente e riconoscerne il compimento; oppure fateci
udire le cose future. 23 Annunciateci quel che succederà più tardi e
sapremo che siete degli dèi; sì, fate del bene o del male, affinché noi
lo vediamo e lo consideriamo assieme. 24 Ecco, voi siete niente, l'opera
vostra non vale nulla. È una cosa abominevole scegliere voi! 25 Io l'ho
suscitato dal settentrione ed egli viene; dall'oriente, ed egli invoca il
mio nome; egli calpesta i prìncipi come fango, come il vasaio che calca
l'argilla. 26 Chi ha annunciato questo fin dal principio perché lo
sapessimo? Già da molto prima perché dicessimo: "È vero"? Nessuno l'ha
annunciato, nessuno l'ha predetto, nessuno ha udito i vostri discorsi.
27 Io per primo ho detto a Sion: "Guardate, eccoli!" A Gerusalemme ho
inviato un messaggero di buone notizie. 28 Io guardo, e non c'è nessuno;
non c'è tra di loro nessuno che sappia dare un consiglio, che, se io lo
interrogo, possa darmi risposta. 29 Ecco, tutti quanti costoro non sono che
vanità; le loro opere non sono nulla, i loro idoli non sono che vento e
cose da niente.
--- Atti 7:1-34 ---
Discorso di Stefano
1 Il sommo sacerdote disse: «Le cose stanno proprio così?» 2 Egli
rispose: «Fratelli e padri, ascoltate. Il Dio della gloria apparve ad
Abraamo, nostro padre, mentre egli era in Mesopotamia, prima che si
stabilisse in Caran, 3 e gli disse: "Esci dal tuo paese e dal tuo
parentado, e va' nel paese che io ti mostrerò". 4 Allora egli lasciò il
paese dei Caldei e andò ad abitare in Caran; e di là, dopo che suo padre
morì, Dio lo fece venire in questo paese che ora voi abitate. 5 In esso
però non gli diede in proprietà neppure un palmo di terra, ma gli promise
di darla in possesso a lui e alla sua discendenza dopo di lui, quando egli
non aveva ancora nessun figlio. 6 Dio parlò così: "La sua discendenza
soggiornerà in terra straniera, e sarà ridotta in schiavitù e maltrattata
per quattrocento anni. 7 Ma io giudicherò la nazione che avranno servita",
disse Dio; "e dopo questo essi partiranno e mi renderanno il loro culto in
questo luogo". 8 Poi gli diede il patto della circoncisione; così Abraamo,
dopo aver generato Isacco, lo circoncise l'ottavo giorno; e Isacco generò
Giacobbe, e Giacobbe i dodici patriarchi. 9 I patriarchi, portando invidia
a Giuseppe, lo vendettero, perché fosse condotto in Egitto; ma Dio era con
lui 10 e lo liberò da ogni sua tribolazione, e gli diede sapienza e grazia
davanti al faraone, re d'Egitto, che lo costituì governatore dell'Egitto e
di tutta la sua casa. 11 Sopraggiunse poi una carestia in tutto l'Egitto e
in Canaan; l'angoscia era grande e i nostri padri non trovavano viveri.
12 Giacobbe, saputo che in Egitto c'era grano, vi mandò una prima volta i
nostri padri. 13 La seconda volta Giuseppe si fece riconoscere dai suoi
fratelli, e così il faraone venne a sapere di che stirpe fosse Giuseppe.
14 Poi Giuseppe mandò a chiamare suo padre Giacobbe e tutta la sua
parentela, composta di settantacinque persone. 15 Giacobbe discese in
Egitto, dove morirono lui e i nostri padri; 16 poi furono trasportati a
Sichem e deposti nel sepolcro che Abraamo aveva comprato con una somma di
denaro dai figli di Emmor in Sichem. 17 Mentre si avvicinava il tempo del
compimento della promessa che Dio aveva fatto ad Abraamo, il popolo crebbe e
si moltiplicò in Egitto, 18 finché sorse sull'Egitto un altro re, che non
sapeva nulla di Giuseppe. 19 Costui, procedendo con astuzia contro il
nostro popolo, maltrattò i nostri padri fino a costringerli ad abbandonare
i loro bambini, perché non fossero lasciati in vita. 20 In quel tempo
nacque Mosè, che era bello agli occhi di Dio; egli fu nutrito per tre mesi
in casa di suo padre; 21 e, quando fu abbandonato, la figlia del faraone lo
raccolse e lo allevò come figlio. 22 Mosè fu istruito in tutta la
sapienza degli Egiziani e divenne potente in parole e opere. 23 Ma quando
raggiunse l'età di quarant'anni, gli venne in animo di andare a visitare i
suoi fratelli, i figli d'Israele. 24 Vedendo che uno di loro era
maltrattato, ne prese le difese e vendicò l'oppresso, colpendo a morte
l'Egiziano. 25 Ora egli pensava che i suoi fratelli avrebbero capito che
Dio voleva salvarli per mano di lui; ma essi non compresero. 26 Il giorno
seguente si presentò a loro mentre litigavano, e cercava di riconciliarli,
dicendo: "Uomini, voi siete fratelli; perché vi fate torto a vicenda?"
27 Ma quello che faceva torto al suo prossimo lo respinse, dicendo: "Chi ti
ha costituito capo e giudice su di noi? 28 Vuoi uccidere me come ieri
uccidesti l'Egiziano?" 29 A queste parole Mosè fuggì e andò a vivere
come straniero nel paese di Madian, dove ebbe due figli. 30 Trascorsi
quarant'anni, un angelo gli apparve nel deserto del monte Sinai, nella
fiamma di un pruno ardente. 31 Mosè guardò e rimase stupito di questa
visione; e, come si avvicinava per osservare meglio, si udì la voce del
Signore: 32 "Io sono il Dio dei tuoi padri, il Dio di Abraamo, di Isacco e
di Giacobbe". Mosè, tutto tremante, non osava guardare. 33 Il Signore gli
disse: "Togliti i calzari dai piedi; perché il luogo dove stai è suolo
sacro. 34 Certo, ho visto l'afflizione del mio popolo in Egitto, ho udito i
loro gemiti e sono disceso per liberarli; e ora, vieni, ti manderò in
Egitto".