Lettura quotidiana 1/2

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Jan 31, 2026, 7:00:13 PMJan 31
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La lettura per il giorno 1/2.
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--- Genesi 41 ---
Giuseppe davanti al faraone
1 Alla fine di due anni interi, il faraone fece un sogno. Egli stava presso
il Fiume; 2 e dal Fiume ecco salire sette vacche, di bell'aspetto e grasse,
che si misero a pascolare nella giuncaia. 3 Dopo quelle, ecco salire dal
Fiume altre sette vacche di brutto aspetto e scarne, che si fermarono
accanto alle prime, sulla riva del Fiume. 4 Le vacche di brutto aspetto e
scarne divorarono le sette vacche di bell'aspetto e grasse. E il faraone si
svegliò. 5 Poi si riaddormentò e sognò di nuovo: ecco sette spighe,
grosse e belle, venir su da un unico stelo. 6 Poi, ecco germogliare sette
spighe sottili e arse dal vento orientale che germogliavano dopo quelle
altre. 7 Le spighe sottili inghiottirono le sette spighe grosse e piene. E
il faraone si svegliò: era un sogno. 8 La mattina lo spirito del faraone
fu turbato; egli mandò a chiamare tutti i maghi e tutti i savi d'Egitto e
raccontò loro i suoi sogni, ma non ci fu nessuno che li potesse
interpretare al faraone. 9 Allora il capo dei coppieri parlò al faraone,
dicendo: «Ricordo oggi le mie colpe. 10 Il faraone si era sdegnato contro
i suoi servitori e mi aveva fatto mettere in prigione, nella casa del capo
delle guardie, me e il capo dei panettieri. 11 L'uno e l'altro facemmo un
sogno nella stessa notte; facemmo ciascuno un sogno con un significato
particolare. 12 Lì con noi c'era un giovane Ebreo, servo del capo delle
guardie; a lui raccontammo i nostri sogni ed egli ce li interpretò, dando a
ciascuno l'interpretazione del suo sogno. 13 E le cose avvennero secondo
l'interpretazione che egli ci aveva data: il faraone ristabilì me nel mio
incarico e l'altro lo fece impiccare». 14 Allora il faraone mandò a
chiamare Giuseppe. Lo fecero subito uscire dalla prigione sotterranea. Egli
si rase, si cambiò il vestito e andò dal faraone. 15 Il faraone disse a
Giuseppe: «Ho fatto un sogno e non c'è chi lo possa interpretare. Ho udito
dire di te che, quando ti raccontano un sogno, tu lo puoi interpretare».
16 Giuseppe rispose al faraone dicendo: «Non sono io, ma sarà Dio che
darà al faraone una risposta favorevole». 17 Allora il faraone disse a
Giuseppe: «Nel mio sogno io stavo sulla riva del Fiume; 18 quand'ecco
salire dal Fiume sette vacche grasse e di bell'aspetto e che si misero a
pascolare nella giuncaia. 19 Dopo quelle, ecco salire altre sette vacche,
magre, di bruttissimo aspetto e scarne: tali che non ne vidi mai di così
brutte in tutto il paese d'Egitto. 20 Le vacche magre e brutte divorarono
le prime sette vacche grasse; 21 e queste entrarono loro in corpo e non si
riconobbe che vi erano entrate; erano di brutto aspetto come prima. E mi
svegliai. 22 Poi vidi ancora nel mio sogno sette spighe venire su da un
unico stelo, piene e belle; 23 ed ecco germogliare altre sette spighe,
vuote, sottili e arse dal vento orientale, dopo quelle altre. 24 Le spighe
sottili inghiottirono le sette spighe belle. Io ho raccontato questo ai
maghi, ma non c'è stato nessuno che abbia saputo spiegarmelo». 25 Allora
Giuseppe disse al faraone: «Ciò che il faraone ha sognato è una stessa
cosa. Dio ha indicato al faraone quello che sta per fare. 26 Le sette
vacche belle sono sette anni e le sette spighe belle sono sette anni; è uno
stesso sogno. 27 Le sette vacche magre e brutte che salivano dopo quelle
altre sono sette anni, come pure le sette spighe vuote e arse dal vento
orientale saranno sette anni di carestia. 28 Questo è quello che ho detto
al faraone: Dio ha mostrato al faraone quello che sta per fare. 29 Ecco,
stanno per venire sette anni di grande abbondanza in tutto il paese
d'Egitto. 30 Dopo verranno sette anni di carestia; tutta quell'abbondanza
sarà dimenticata nel paese d'Egitto e la carestia consumerà il paese.
31 Uno non conoscerà più di quell'abbondanza nel paese, a causa della
carestia che seguirà, perché questa sarà molto dura. 32 Il fatto che il
sogno si sia ripetuto due volte al faraone vuol dire che la cosa è
decretata da Dio e che Dio la eseguirà presto. 33 Or dunque il faraone si
provveda di un uomo intelligente e saggio, e lo stabilisca sul paese
d'Egitto. 34 Il faraone faccia così: costituisca dei commissari sul paese
per prelevare il quinto delle raccolte del paese d'Egitto durante i sette
anni di abbondanza. 35 Essi raccolgano tutti i viveri di queste sette
annate buone che stanno per venire e ammassino il grano a disposizione del
faraone per l'approvvigionamento delle città, e lo conservino. 36 Questi
viveri saranno una riserva per il paese, in vista dei sette anni di carestia
che verranno nella terra d'Egitto; così il paese non perirà per la
carestia».
Giuseppe fatto viceré d'Egitto
37 La cosa piacque al faraone e a tutti i suoi servitori. 38 Il faraone
disse ai suoi servitori: «Potremmo forse trovare un uomo pari a questo, in
cui sia lo Spirito di Dio?» 39 Così il faraone disse a Giuseppe:
«Poiché Dio ti ha fatto conoscere tutto questo, non c'è nessuno che sia
intelligente e savio quanto te. 40 Tu avrai autorità su tutta la mia casa
e tutto il popolo ubbidirà ai tuoi ordini; per il trono soltanto io sarò
più grande di te». 41 Il faraone disse ancora a Giuseppe: «Vedi, io ti
do potere su tutto il paese d'Egitto». 42 Poi il faraone si tolse l'anello
dal dito e lo mise al dito di Giuseppe; lo fece vestire di abiti di lino
fino e gli mise al collo una collana d'oro. 43 Lo fece salire sul suo
secondo carro e davanti a lui si gridava: «In ginocchio!» Così il faraone
gli diede autorità su tutto il paese d'Egitto. 44 Il faraone disse a
Giuseppe: «Io sono il faraone! Ma senza tuo ordine, nessuno alzerà la mano
o il piede in tutto il paese d'Egitto». 45 Il faraone chiamò Giuseppe
Safnat-Paneac e gli diede per moglie Asenat, figlia di Potifera, sacerdote
di On. Giuseppe partì per visitare il paese d'Egitto. 46 Giuseppe aveva
trent'anni quando si presentò davanti al faraone, re d'Egitto. Giuseppe
uscì dalla presenza del faraone e percorse tutto il paese d'Egitto.
47 Durante i sette anni di abbondanza la terra produsse a profusione.
48 Giuseppe raccolse tutti i viveri che furono prodotti nel paese d'Egitto
in quei sette anni e li immagazzinò nelle città; immagazzinò in ogni
città i viveri del territorio circostante. 49 Così Giuseppe ammassò
grano come la sabbia del mare: in così gran quantità, che si smise di
contarlo, perché era incalcolabile.
Nascita di Manasse e di Efraim
50 Prima che venisse il primo anno della carestia, nacquero a Giuseppe due
figli, che Asenat, figlia di Potifera, sacerdote di On, gli partorì.
51 Giuseppe chiamò il primogenito Manasse, perché disse: «Dio mi ha
fatto dimenticare ogni mio affanno e tutta la casa di mio padre». 52 Il
secondo lo chiamò Efraim, perché, disse: «Dio mi ha reso fecondo nel
paese della mia afflizione». 53 I sette anni di abbondanza che c'erano
stati nel paese d'Egitto finirono 54 e cominciarono a venire i sette anni
di carestia, come Giuseppe aveva detto. Ci fu carestia in tutti i paesi, ma
in tutto il paese d'Egitto c'era del pane. 55 Poi la carestia si estese a
tutto il paese d'Egitto e il popolo gridò al faraone per avere del pane. Il
faraone disse a tutti gli Egiziani: «Andate da Giuseppe e fate quello che
vi dirà». 56 La carestia era su tutta la superficie del paese e Giuseppe
aprì tutti i depositi e vendette grano agli Egiziani. La carestia
s'aggravò nel paese d'Egitto. 57 Da tutti i paesi venivano in Egitto, da
Giuseppe, per comprare grano, perché la carestia era grave su tutta la
terra.

--- Giobbe 24 ---
Giobbe descrive la via degli empi
1 «Perché non sono dall'Onnipotente fissati dei tempi in cui renda la
giustizia? Perché quelli che lo conoscono non vedono quei giorni? 2 Gli
empi spostano i confini, rapiscono greggi e le conducono al pascolo;
3 portano via l'asino dell'orfano, prendono in pegno il bue della vedova;
4 mandano via dalla strada i bisognosi, i poveri del paese si nascondono
tutti insieme. 5 Eccoli, che come onagri del deserto escono al loro lavoro
in cerca di cibo; solo il deserto dà pane ai loro figli. 6 Raccolgono nei
campi la loro pastura, racimolano nella vigna dell'empio; 7 passano la
notte nudi, senza vestito, senza una coperta che li ripari dal freddo.
8 Bagnati dagli acquazzoni di montagna, per mancanza di rifugi, si
stringono alle rocce. 9 Ce n'è di quelli che strappano dalla mammella
l'orfano, che prendono pegni dai poveri! 10 E questi se ne vanno nudi,
senza vestiti; hanno fame e portano i covoni. 11 Fanno l'olio nel recinto
dell'empio; calcano l'uva nel tino e patiscono la sete. 12 Sale dalle
città il gemito dei moribondi; i feriti implorano aiuto, e Dio non si cura
di queste infamie! 13 Ce ne sono di quelli che si ribellano alla luce, non
ne conoscono le vie, non ne battono i sentieri. 14 L'assassino si alza sul
far del giorno; ammazza il misero e il povero; e la notte fa il ladro.
15 L'occhio dell'adultero spia il crepuscolo, dicendo: "Nessuno mi
vedrà!", e si copre con un fazzoletto il volto. 16 I ladri, di notte,
sfondano le case; di giorno, si tengono rinchiusi; non conoscono la luce.
17 Il mattino è per essi come ombra di morte; appena lo scorgono provano i
terrori del buio. 18 Voi dite: "L'empio è un fuscello sulla faccia delle
acque; la sua parte sulla terra è maledetta; non prenderà più la via
delle vigne". 19 Come la siccità e il calore assorbono le acque della
neve, così il soggiorno dei morti inghiotte chi ha peccato. 20 Il grembo
che lo portò, lo dimentica; i vermi ne fanno il loro pasto delizioso,
nessuno più lo ricorda. L'iniquo sarà troncato come un albero: 21 lui,
che divorava la sterile, priva di figli, e non faceva del bene alla vedova!
22 Invece Dio, con la sua forza, prolunga i giorni dei prepotenti, i quali
risorgono quando ormai disperavano della vita. 23 Dà loro sicurezza,
fiducia, e i suoi occhi vegliano sul loro cammino. 24 Salgono in alto, poi
scompaiono a un tratto; cadono, sono mietuti come gli altri mortali; sono
falciati come le spighe del grano maturo. 25 Se così non è, chi mi
smentirà, chi annienterà il mio dire?»

--- Isaia 24 ---
Il mondo giudicato
1 Ecco, il SIGNORE vuota la terra e la rende deserta; ne sconvolge la faccia
e ne disperde gli abitanti. 2 Avverrà al sacerdote lo stesso che al
popolo, al padrone lo stesso che al suo servo, alla padrona lo stesso che
alla serva, a chi vende lo stesso che a chi compra, a chi presta lo stesso
che a chi prende in prestito, al creditore lo stesso che al debitore. 3 La
terra sarà del tutto vuotata, sarà del tutto abbandonata al saccheggio,
poiché il SIGNORE ha pronunciato questa parola. 4 La terra è in lutto, è
spossata, il mondo langue, è spossato, gli altolocati fra il popolo della
terra languono. 5 La terra è profanata dai suoi abitanti, perché essi
hanno trasgredito le leggi, hanno violato il comandamento, hanno rotto il
patto eterno. 6 Perciò una maledizione ha divorato la terra e i suoi
abitanti ne portano la pena; perciò gli abitanti della terra sono consumati
e poca è la gente che ne è rimasta. 7 Il mosto è in lutto, la vigna
langue, tutti quelli che avevano la gioia nel cuore sospirano. 8 L'allegria
dei tamburelli è cessata, il chiasso della gente in festa è finito, il
suono allegro dell'arpa è cessato. 9 Non si beve più vino in mezzo ai
canti, la bevanda alcolica è amara ai bevitori. 10 La città deserta è in
rovina; ogni casa è serrata, nessuno più vi entra. 11 Per le strade si
odono lamenti, perché non c'è vino; ogni gioia è tramontata, l'allegrezza
è andata via dal paese. 12 Nella città non resta che la desolazione e la
porta sfondata cade in rovina. 13 Poiché avviene in mezzo alla terra, fra
i popoli, ciò che avviene quando si scuotono gli olivi, quando si racimola
dopo la vendemmia. 14 I superstiti alzano la voce, mandano grida di gioia,
acclamano dal mare la maestà del SIGNORE. 15 Glorificate dunque il SIGNORE
nelle regioni dell'aurora, glorificate il nome del SIGNORE, Dio d'Israele,
nelle isole del mare! 16 Dall'estremità della terra udiamo cantare:
«Gloria al Giusto!» Ma io dico: «Ahimè! Ahimè! Guai a me!» I perfidi
agiscono perfidamente, sì, i perfidi raddoppiano di perfidia. 17 Spavento,
fossa, laccio ti sovrastano, o abitante della terra! 18 Avverrà che chi
fuggirà davanti alle grida di spavento cadrà nella fossa; chi risalirà
dalla fossa resterà preso nel laccio. Poiché si apriranno dall'alto le
cateratte e le fondamenta della terra tremeranno. 19 La terra si
schianterà tutta: la terra si screpolerà interamente, la terra tremerà,
traballerà. 20 La terra barcollerà come un ubriaco, vacillerà come una
capanna. Il suo peccato grava su di lei; essa cade e non si rialzerà mai
più. 21 In quel giorno il SIGNORE punirà nei luoghi eccelsi l'esercito di
lassù, e giù sulla terra i re della terra; 22 saranno riuniti assieme,
come si fa dei prigionieri nel carcere sotterraneo; saranno rinchiusi nella
prigione e dopo molti giorni saranno puniti. 23 La luna sarà coperta di
rossore e il sole di vergogna; poiché il SIGNORE degli eserciti regnerà
sul monte Sion e in Gerusalemme, fulgido di gloria in presenza dei suoi
anziani.

--- Matteo 20 ---
Parabola dei lavoratori delle diverse ore
1 «Il regno dei cieli è simile a un padrone di casa, il quale uscì di
mattino presto per assumere dei lavoratori per la sua vigna. 2 Accordatosi
con i lavoratori per un denaro al giorno, li mandò nella sua vigna.
3 Uscito di nuovo verso l'ora terza, ne vide altri che se ne stavano sulla
piazza disoccupati 4 e disse loro: "Andate anche voi nella vigna e vi darò
ciò che è giusto". Ed essi andarono. 5 Poi, uscito ancora verso la sesta
e la nona ora, fece lo stesso. 6 Uscito verso l'undicesima, ne trovò degli
altri che se ne stavano là e disse loro: "Perché ve ne state qui tutto il
giorno inoperosi?" 7 Essi gli dissero: "Perché nessuno ci ha assunti".
Egli disse loro: "Andate anche voi nella vigna". 8 Fattosi sera, il padrone
della vigna disse al suo fattore: "Chiama i lavoratori e da' loro la paga,
cominciando dagli ultimi fino ai primi". 9 Allora vennero quelli
dell'undicesima ora e ricevettero un denaro ciascuno. 10 Venuti i primi,
pensavano di ricevere di più; ma ebbero anch'essi un denaro per ciascuno.
11 Perciò, nel riceverlo, mormoravano contro il padrone di casa dicendo:
12 "Questi ultimi hanno fatto un'ora sola e tu li hai trattati come noi che
abbiamo sopportato il peso della giornata e sofferto il caldo". 13 Ma egli,
rispondendo a uno di loro, disse: "Amico, non ti faccio alcun torto; non ti
sei accordato con me per un denaro? 14 Prendi il tuo e vattene; ma io
voglio dare a quest'ultimo quanto a te. 15 Non mi è lecito fare del mio
ciò che voglio? O vedi tu di mal occhio che io sia buono?" 16 Così gli
ultimi saranno primi e i primi, ultimi».
Gesù predice per la terza volta la Passione
17 Poi Gesù, mentre saliva verso Gerusalemme, prese da parte i dodici
discepoli; e, strada facendo, disse loro: 18 «Ecco, noi saliamo a
Gerusalemme e il Figlio dell'uomo sarà dato nelle mani dei capi dei
sacerdoti e degli scribi; essi lo condanneranno a morte 19 e lo
consegneranno ai pagani perché sia schernito, flagellato e crocifisso; e il
terzo giorno risusciterà».
Risposta di Gesù alla domanda della madre di Giacomo e di
Giovanni
20 Allora la madre dei figli di Zebedeo si avvicinò a Gesù con i suoi
figli, prostrandosi per fargli una richiesta. 21 Ed egli le domandò: «Che
vuoi?» Ella gli disse: «Di' che questi miei due figli siedano l'uno alla
tua destra e l'altro alla tua sinistra, nel tuo regno». 22 Gesù rispose:
«Voi non sapete quello che chiedete. Potete voi bere il calice che io sto
per bere?» Essi gli dissero: «Sì, possiamo». 23 Egli disse loro: «Voi
certo berrete il mio calice; ma quanto al sedersi alla mia destra e alla mia
sinistra, non sta a me concederlo, ma sarà dato a quelli per cui è stato
preparato dal Padre mio». 24 I dieci, udito ciò, furono indignati contro
i due fratelli. 25 Ma Gesù, chiamatili a sé, disse: «Voi sapete che i
prìncipi delle nazioni le signoreggiano e che i grandi esercitano autorità
su di esse. 26 Ma non dovrà essere così tra di voi: anzi, chiunque vorrà
essere grande tra di voi, sarà vostro servitore; 27 e chiunque tra di voi
vorrà essere primo, sarà vostro servo; 28 appunto come il Figlio
dell'uomo non è venuto per essere servito, ma per servire e per dare la sua
vita come prezzo di riscatto per molti».
Due ciechi recuperano la vista
29 Mentre uscivano da Gerico, una gran folla lo seguì. 30 E due ciechi,
seduti presso la strada, avendo udito che Gesù passava, si misero a
gridare: «Abbi pietà di noi, Signore, Figlio di Davide!» 31 Ma la folla
li sgridava, perché tacessero; essi però gridavano più forte: «Abbi
pietà di noi, Signore, Figlio di Davide!» 32 Gesù, fermatosi, li chiamò
e disse: «Che volete che io vi faccia?» 33 Ed essi: «Signore, che i
nostri occhi si aprano». 34 Allora Gesù, commosso, toccò i loro occhi e
in quell'istante recuperarono la vista e lo seguirono.

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