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La lettura per il giorno 31/1.
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messaggio.
--- Genesi 39-40 ---
Giuseppe in Egitto
39:1 Giuseppe fu portato in Egitto; e Potifar, ufficiale del faraone,
capitano delle guardie, un Egiziano, lo comprò da quegli Ismaeliti che ce
l'avevano condotto. 2 Il SIGNORE era con Giuseppe: a lui riusciva bene ogni
cosa e stava in casa del suo padrone egiziano. 3 Il suo padrone vide che il
SIGNORE era con lui e che il SIGNORE gli faceva prosperare nelle mani tutto
ciò che intraprendeva. 4 Giuseppe trovò grazia agli occhi di lui e si
occupava del servizio personale di Potifar, il quale lo fece maggiordomo
della sua casa e gli affidò l'amministrazione di tutto quello che
possedeva. 5 Dal momento che lo ebbe fatto maggiordomo della sua casa e gli
ebbe affidato tutto quello che possedeva, il SIGNORE benedisse la casa
dell'Egiziano per amore di Giuseppe; la benedizione del SIGNORE si posò su
tutto ciò che egli possedeva, in casa e in campagna. 6 Potifar lasciò
tutto quello che aveva nelle mani di Giuseppe; non si occupava più di
nulla, tranne del cibo che mangiava. Giuseppe era avvenente e di
bell'aspetto.
Giuseppe arrestato ingiustamente
7 Dopo queste cose, la moglie del padrone di Giuseppe gli mise gli occhi
addosso e gli disse: «Unisciti a me!» 8 Ma egli rifiutò e disse alla
moglie del suo padrone: «Ecco, il mio padrone non mi chiede conto di quanto
è nella casa e mi ha affidato tutto quello che ha. 9 In questa casa egli
stesso non è più grande di me e nulla mi ha vietato, se non te, perché
sei sua moglie. Come dunque potrei fare questo gran male e peccare contro
Dio?» 10 Benché lei gliene parlasse ogni giorno, Giuseppe non acconsentì
a unirsi né a stare con lei. 11 Un giorno egli entrò in casa per fare il
suo lavoro; lì non c'era nessuno della gente di casa; 12 allora lei lo
afferrò per la veste e gli disse: «Unisciti a me!» Ma egli le lasciò in
mano la veste e fuggì. 13 Quando lei vide che egli le aveva lasciato la
veste in mano e che era fuggito, 14 chiamò la gente di casa sua e disse:
«Vedete, ci ha portato un Ebreo perché questi si prendesse gioco di noi;
egli è venuto da me per unirsi a me, ma io ho gridato a gran voce. 15 E
com'egli ha udito che io alzavo la voce e gridavo, mi ha lasciato qui la sua
veste ed è fuggito». 16 E si tenne accanto la veste di lui finché il suo
padrone non tornò a casa. 17 Allora gli parlò in questa maniera: «Quel
servo ebreo che hai condotto in casa è venuto da me per prendersi gioco di
me. 18 Ma appena io ho alzato la voce e ho gridato, egli mi ha lasciato qui
la sua veste ed è fuggito». 19 Quando il padrone di Giuseppe udì le
parole di sua moglie che gli diceva: «Il tuo servo mi ha fatto questo!» si
accese d'ira. 20 Il padrone di Giuseppe lo prese e lo mise nella prigione,
nel luogo dove si tenevano chiusi i carcerati del re. Egli era dunque là in
quella prigione. 21 E il SIGNORE fu con Giuseppe, gli mostrò il suo favore
e gli fece trovare grazia agli occhi del governatore della prigione.
22 Così il governatore della prigione affidò alla sorveglianza di
Giuseppe tutti i detenuti che erano nel carcere; e nulla si faceva senza di
lui. 23 Il governatore della prigione non rivedeva niente di quello che era
affidato a lui, perché il SIGNORE era con lui, e il SIGNORE faceva
prosperare tutto quello che egli intraprendeva.
Giuseppe in prigione
40:1 Dopo queste cose, il coppiere e il panettiere del re d'Egitto offesero
il loro signore, il re d'Egitto. 2 Il faraone s'indignò contro i suoi due
ufficiali, contro il capo dei coppieri e il capo dei panettieri; 3 e li
fece mettere in carcere nella casa del capo delle guardie, nella stessa
prigione dove Giuseppe stava rinchiuso. 4 Il capitano delle guardie li
affidò alla sorveglianza di Giuseppe, il quale li serviva. Essi rimasero in
prigione per un certo tempo. 5 In una medesima notte, il coppiere e il
panettiere del re d'Egitto, che erano rinchiusi nella prigione, ebbero tutti
e due un sogno, un sogno per uno, e ciascun sogno aveva il suo significato
particolare. 6 Giuseppe, venuto la mattina da loro, li guardò e li vide
tutti turbati. 7 Interrogò allora gli ufficiali del faraone che erano con
lui in prigione nella casa del suo padrone, e disse: «Perché oggi avete il
viso così triste?» 8 Quelli gli risposero: «Abbiamo fatto un sogno e non
c'è nessuno che ce lo interpreti». Giuseppe disse loro: «Le
interpretazioni non appartengono a Dio? Raccontatemi i sogni, vi prego».
9 Allora il capo dei coppieri raccontò il suo sogno a Giuseppe e gli
disse: «Nel mio sogno mi stava davanti una vite; 10 in quella vite c'erano
tre tralci; mi pareva che essa germogliasse, poi fiorisse, e desse infine
dei grappoli d'uva matura. 11 Io avevo in mano la coppa del faraone; presi
l'uva, la spremetti nella coppa del faraone e diedi la coppa in mano al
faraone». 12 Giuseppe gli disse: «Questa è l'interpretazione del sogno:
i tre tralci sono tre giorni; 13 fra tre giorni il faraone ti farà
rialzare il capo, ti ristabilirà nel tuo incarico e tu darai in mano al
faraone la sua coppa, come facevi prima, quando eri suo coppiere. 14 Ma
ricòrdati di me, quando sarai felice, e sii buono verso di me, ti prego;
parla di me al faraone e fammi uscire da questa casa, 15 perché io fui
portato via di nascosto dal paese degli Ebrei e anche qui non ho fatto nulla
per essere messo in questo sotterraneo». 16 Il capo dei panettieri,
vedendo che l'interpretazione era favorevole, disse a Giuseppe: «Anch'io!
Nel mio sogno avevo tre canestri di pane bianco sul capo; 17 nel canestro
più alto c'era per il faraone ogni sorta di vivande cotte al forno; e gli
uccelli le mangiavano dentro al canestro sul mio capo». 18 Giuseppe
rispose e disse: «Questa è l'interpretazione del sogno: i tre canestri
sono tre giorni. 19 Ancora tre giorni e il faraone alzerà la tua testa, ti
farà impiccare a un albero e gli uccelli mangeranno la tua carne addosso a
te». 20 Il terzo giorno, che era il compleanno del faraone, egli fece un
banchetto per tutti i suoi servitori e alzò la testa al capo dei coppieri e
la testa al capo dei panettieri in mezzo ai suoi servitori: 21 ristabilì
il capo dei coppieri nel suo ufficio di coppiere, perché mettesse la coppa
in mano al faraone, 22 ma fece impiccare il capo dei panettieri, secondo
l'interpretazione che Giuseppe aveva loro data. 23 Il gran coppiere però
non si ricordò di Giuseppe e lo dimenticò.
--- Giobbe 23 ---
Giobbe vorrebbe difendere la sua causa davanti a Dio
1 Allora Giobbe rispose e disse: 2 «Anche oggi il mio lamento è una
rivolta, per quanto io cerchi di contenere il mio gemito. 3 Oh, sapessi
dove trovarlo! Potessi arrivare fino al suo trono! 4 Esporrei la mia causa
davanti a lui, riempirei d'argomenti la mia bocca. 5 Saprei quel che mi
risponderebbe, capirei quello che avrebbe da dirmi. 6 Impiegherebbe tutta
la sua forza per combattermi? No, egli mi ascolterebbe! 7 Là troverebbe un
uomo retto a discutere con lui, e sarei dal mio giudice assolto per sempre.
8 Ma ecco, se vado a oriente, egli non c'è; se a occidente, non lo trovo;
9 se a settentrione, quando vi opera, io non lo vedo; si nasconde egli a
sud, io non lo scorgo. 10 Ma la via che io batto egli la conosce; se mi
mettesse alla prova, ne uscirei come l'oro. 11 Il mio piede ha seguito
fedelmente le sue orme, mi sono tenuto sulla sua via senza deviare; 12 non
mi sono scostato dai comandamenti delle sue labbra, ho custodito nel mio
cuore le parole della sua bocca. 13 Ma la sua decisione è una; chi lo
farà mutare? Quello che desidera, lo fa; 14 egli eseguirà quel che di me
ha decretato; di cose come queste ne ha molte in mente. 15 Perciò davanti
a lui io sono atterrito; quando ci penso, ho paura di lui. 16 Dio mi ha
tolto il coraggio, l'Onnipotente mi ha spaventato. 17 Questo mi annienta;
non le tenebre, non la fitta oscurità che mi ricopre.
--- Isaia 23 ---
Profezia contro Tiro
1 Oracolo contro Tiro. Urlate, o navi di Tarsis! Essa infatti è distrutta;
non più case! Non c'è più nessuno che entri in essa! Dalla terra di
Chittim è giunta loro la notizia. 2 Siate pieni di stupore, o abitanti
della costa, che i mercanti di Sidone, solcando il mare, affollavano!
3 Attraverso le grandi acque, il grano del Nilo, il raccolto del fiume, era
la sua rendita; essa era il mercato delle nazioni. 4 Vergognati, o Sidone!
Poiché così parla il mare, la fortezza del mare: «Io non sono stata in
doglie e non ho partorito, non ho nutrito giovani, non ho allevato
vergini». 5 Quando la notizia giungerà in Egitto, tutti saranno
addolorati a sentire le notizie di Tiro. 6 Passate a Tarsis, urlate, o
abitanti della costa! 7 È questa la vostra città sempre gaia, la cui
origine data dai giorni antichi? I suoi piedi la portavano in terre lontane
a soggiornarvi. 8 Chi mai ha decretato questo contro Tiro, la dispensatrice
di corone, i cui mercanti erano prìncipi, i cui negozianti erano dei nobili
della terra? 9 L'ha decretato il SIGNORE degli eserciti, per offuscare
l'orgoglio di ogni splendore, per avvilire tutti i grandi della terra.
10 Percorri liberamente il tuo paese, come fa il Nilo, figlia di Tarsis!
Non c'è più giogo! 11 Il SIGNORE ha steso la sua mano sul mare, ha fatto
tremare i regni, ha ordinato riguardo a Canaan che siano distrutte le sue
fortezze 12 e ha detto: «Tu non continuerai più a far festa, o figlia di
Sidone, vergine disonorata! Àlzati, passa nel paese di Chittim! Neppure là
troverai riposo». 13 Ecco il paese dei Caldei, di questo popolo che già
non esisteva, il paese che l'Assiro assegnò a questi abitatori del deserto.
Essi innalzano le loro torri d'assedio, distruggono i palazzi di Tiro, ne
fanno un monte di rovine. 14 Urlate, o navi di Tarsis, perché la vostra
fortezza è distrutta. 15 In quel giorno Tiro cadrà nell'oblio per
settant'anni, per la durata della vita di un re. Dopo settant'anni, avverrà
di Tiro ciò che dice la canzone della prostituta: 16 «Prendi la cetra,
va' attorno per la città, o prostituta dimenticata; suona bene, moltiplica
i canti, perché qualcuno si ricordi di te». 17 Dopo settant'anni, il
SIGNORE visiterà Tiro ed essa tornerà ai suoi guadagni; si prostituirà
con tutti i regni del mondo sulla faccia della terra. 18 Ma i suoi guadagni
e i suoi salari impuri saranno consacrati al SIGNORE; non saranno accumulati
né riposti, poiché i suoi guadagni andranno a quelli che stanno in
presenza del SIGNORE, perché mangino, si sazino e si vestano di abiti
sontuosi.
--- Matteo 19:16-30 ---
Il giovane ricco
16 Ed ecco, un tale gli si avvicinò e disse: «Maestro, che devo fare di
buono per avere la vita eterna?» 17 Gesù gli rispose: «Perché mi
interroghi intorno a ciò che è buono? Uno solo è il buono. Ma se vuoi
entrare nella vita, osserva i comandamenti». 18 «Quali?» gli chiese. E
Gesù rispose: «Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non
testimoniare il falso. 19 Onora tuo padre e tua madre, e ama il tuo
prossimo come te stesso». 20 E il giovane a lui: «Tutte queste cose le ho
osservate; che mi manca ancora?» 21 Gesù gli disse: «Se vuoi essere
perfetto, va', vendi ciò che hai e dàllo ai poveri, e avrai un tesoro nei
cieli; poi, vieni e seguimi». 22 Ma il giovane, udita questa parola, se ne
andò rattristato, perché aveva molti beni. 23 E Gesù disse ai suoi
discepoli: «Io vi dico in verità che difficilmente un ricco entrerà nel
regno dei cieli. 24 E ripeto: è più facile per un cammello passare
attraverso la cruna di un ago, che per un ricco entrare nel regno di Dio».
25 I discepoli, udito questo, furono sbigottiti e dicevano: «Chi dunque
può essere salvato?» 26 Gesù, fissando lo sguardo su di loro, disse:
«Agli uomini questo è impossibile; ma a Dio ogni cosa è possibile».
27 Allora Pietro, replicando, gli disse: «Ecco, noi abbiamo lasciato ogni
cosa e ti abbiamo seguito; che ne avremo dunque?» 28 E Gesù disse loro:
«Io vi dico in verità che nella nuova creazione, quando il Figlio
dell'uomo sarà seduto sul trono della sua gloria, anche voi che mi avete
seguito sarete seduti su dodici troni a giudicare le dodici tribù
d'Israele. 29 E chiunque avrà lasciato case, o fratelli, o sorelle, o
padre, o madre, o figli, o campi a causa del mio nome, ne riceverà cento
volte tanto ed erediterà la vita eterna. 30 Ma molti primi saranno ultimi
e gli ultimi, primi.