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La lettura per il giorno 23/12.
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messaggio.
--- Neemia 11 ---
Ripartizione dei reduci dall'esilio tra Gerusalemme e il resto del paese
1 I capi del popolo si stabilirono a Gerusalemme; il resto del popolo ne
estrasse a sorte uno su dieci perché venisse ad abitare a Gerusalemme, la
città santa; gli altri nove dovevano rimanere nelle altre città. 2 Il
popolo benedisse tutti quelli che si offrirono volenterosamente di abitare a
Gerusalemme. 3 Questi sono i capi della provincia che si stabilirono a
Gerusalemme e nelle città di Giuda; ognuno si stabilì nella sua proprietà
e nella sua città: Israeliti, sacerdoti, Leviti, Netinei e figli dei servi
di Salomone. 4 A Gerusalemme dunque si stabilirono dei figli di Giuda e dei
figli di Beniamino. Dei figli di Giuda: Ataia, figlio di Uzzia, figlio di
Zaccaria, figlio di Amaria, figlio di Sefatia, figlio di Maalaleel, dei
figli di Perez, 5 e Maaseia, figlio di Baruc, figlio di Col-Oze, figlio di
Azaia, figlio di Adaia, figlio di Ioiarib, figlio di Zaccaria, figlio del
Silonita. 6 Totale dei figli di Perez che si stabilirono a Gerusalemme:
quattrocentosessantotto uomini validi. 7 Dei figli di Beniamino, questi:
Sallu, figlio di Mesullam, figlio di Ioed, figlio di Pedaia, figlio di
Colaia, figlio di Maaseia, figlio di Itiel, figlio di Isaia; 8 e dopo di
lui, Gabbai, Sallai: in tutto novecentoventotto. 9 Gioele, figlio di Zicri,
era loro capo, e Giuda figlio di Assenua, era il secondo capo della città.
10 Dei sacerdoti: Iedaia, figlio di Ioiarib, Iachin, 11 Seraia, figlio di
Chilchia, figlio di Mesullam, figlio di Sadoc, figlio di Meraiot, figlio di
Aitub, preposto alla casa di Dio, 12 e i loro fratelli addetti al servizio
del tempio, in numero di ottocentoventidue; e Adaia, figlio di Ieroam,
figlio di Pelalia, figlio di Amsi, figlio di Zaccaria, figlio di Pascur,
figlio di Malchia, 13 e i suoi fratelli, capi delle case patriarcali, in
numero di duecentoquarantadue; e Amassai, figlio di Azareel, figlio di Azai,
figlio di Mesillemot, figlio di Immer, 14 e i loro fratelli, uomini
valorosi, in numero di centoventotto. Zabdiel, figlio di Ghedolim, era loro
capo. 15 Dei Leviti: Semaia, figlio di Cassub, figlio di Azricam, figlio di
Casabia, figlio di Bunni; 16 Sabbetai e Iozabad, due fra i capi dei Leviti
addetti al servizio esterno del tempio di Dio, 17 e Mattania, figlio di
Mica, figlio di Zabdi, figlio di Asaf, il capo cantore che intonava i canti
di lode al momento della preghiera, Bacbuchia, che gli veniva secondo tra i
suoi fratelli, e Abda figlio di Sammua, figlio di Galal, figlio di Iedutun.
18 Totale dei Leviti nella città santa: duecentottantaquattro. 19 I
portinai: Accub, Talmon e i loro fratelli, custodi delle porte,
centosettantadue. 20 Il resto d'Israele, con i sacerdoti e i Leviti, si
stabilirono in tutte le città di Giuda, ciascuno nella sua proprietà.
21 I Netinei si stabilirono sulla collina, e Sica e Ghispa erano a capo dei
Netinei. 22 Il capo dei Leviti a Gerusalemme era Uzzi, figlio di Bani,
figlio di Casabia, figlio di Matania, figlio di Mica, dei figli di Asaf, che
erano i cantori addetti al servizio della casa di Dio; 23 perché c'era un
ordine del re che concerneva i cantori, e c'era un compenso assicurato loro
giorno per giorno. 24 E Petaia, figlio di Mesezabeel, dei figli di Zerac,
figlio di Giuda, era commissario del re per tutti gli affari del popolo.
25 Quanto ai villaggi con le loro campagne, alcuni dei figli di Giuda si
stabilirono in Chiriat-Arba e nei villaggi circostanti, in Dibon e nei
villaggi circostanti, in Iecabseel e nei villaggi circostanti, 26 in Iesua,
in Molada, in Bet-Palet, 27 in Asar-Sual, in Beer-Sceba e nei villaggi
circostanti, 28 in Siclag, in Mecona e nei villaggi circostanti, 29 in
En-Rimmon, in Sora, in Iarmut, 30 in Zanoa, in Adullam e nei loro villaggi,
in Lachis e nelle sue campagne, in Azeca e nei villaggi circostanti. Si
stabilirono da Beer-Sceba fino alla valle di Innom. 31 I figli di Beniamino
si stabilirono da Gheba in là, a Micmas, ad Aia, a Betel e nei villaggi
circostanti, 32 ad Anatot, a Nob, ad Anania, 33 ad Asor, a Rama, a
Ghittaim, 34 a Cadid, a Seboim, a Neballat, 35 a Lod e a Ono, valle degli
artigiani. 36 Alcune classi dei Leviti appartenenti a Giuda furono unite a
Beniamino.
--- Cantico 2 ---
1 Io sono la rosa di Saron, il giglio delle valli. 2 Quale un giglio tra le
spine, tale è l'amica mia tra le fanciulle. 3 Quale è un melo tra gli
alberi del bosco, tale è l'amico mio fra i giovani. Io desidero sedermi
alla sua ombra, il suo frutto è dolce al mio palato. 4 Egli mi ha condotta
nella casa del convito, l'insegna che stende su di me è amore.
5 Fortificatemi con schiacciate d'uva passa, sostentatemi con mele, perché
sono malata d'amore. 6 La sua sinistra sia sotto il mio capo, la sua destra
mi abbracci! 7 Figlie di Gerusalemme, io vi scongiuro per le gazzelle, per
le cerve dei campi: non svegliate, non svegliate l'amore mio, finché lei
non lo desideri! 8 Ecco la voce del mio amico! Eccolo che viene, saltando
per i monti, balzando per i colli. 9 L'amico mio è simile a una gazzella,
o a un cerbiatto. Eccolo, egli sta dietro il nostro muro e guarda per la
finestra, lancia occhiate attraverso le persiane. 10 Il mio amico parla e
mi dice: «Àlzati, amica mia, mia bella, e vieni, 11 poiché ecco,
l'inverno è passato, il tempo delle piogge è finito, se n'è andato; 12 i
fiori spuntano sulla terra, il tempo del canto è giunto e la voce della
tortora si fa udire nella nostra campagna. 13 Il fico ha messo i suoi
frutti, le viti fiorite esalano il loro profumo. Àlzati, amica mia, mia
bella, e vieni». 14 Mia colomba, che stai nelle fessure delle rocce, nel
nascondiglio delle balze, mostrami il tuo viso, fammi udire la tua voce;
poiché la tua voce è soave e il tuo viso è bello. 15 Prendeteci le
volpi, le volpicine che guastano le vigne, poiché le nostre vigne sono in
fiore! 16 Il mio amico è mio e io sono sua: di lui, che pastura il gregge
fra i gigli. 17 Prima che spiri la brezza del giorno e che le ombre
fuggano, torna, amico mio, come la gazzella o il cerbiatto sui monti che ci
separano!
--- Zaccaria 11 ---
Giudizio sui capi d'Israele
1 Libano, apri le tue porte, e il fuoco divori i tuoi cedri! 2 Urla,
cipresso, perché il cedro è caduto e gli alberi magnifici sono devastati!
Urlate, querce di Basan, perché la foresta impenetrabile è abbattuta!
3 Si odono i lamenti dei pastori, perché la loro gloria è distrutta; si
ode il ruggito dei leoncelli, perché le rive lussureggianti del Giordano
sono devastate. 4 Così parla il SIGNORE, il mio Dio: «Pasci le mie pecore
destinate al macello, 5 quelle che i compratori uccidono senza rendersi
colpevoli, delle quali i venditori dicono: "Sia benedetto il SIGNORE, io mi
arricchisco!", quelle che i loro pastori non risparmiano affatto. 6 Poiché
io non risparmierò più gli abitanti del paese», dice il SIGNORE, «anzi,
ecco, io abbandonerò gli uomini, ognuno in balìa del suo prossimo e in
balìa del suo re; essi schiacceranno il paese e io non libererò nessuno
dalle loro mani». 7 Allora io mi misi a pascolare le pecore destinate al
macello, perciò le più misere del gregge. Mi presi due bastoni; chiamai
l'uno Favore e l'altro Vincoli, e mi misi a pascolare il gregge. 8 Io
soppressi tre pastori in un mese; persi la pazienza con loro e anche loro si
erano disgustati di me. 9 Io dissi: «Non vi porterò più al pascolo; la
moribonda muoia, quella che sta per perire perisca, e quelle che restano
divorino l'una la carne dell'altra». 10 Presi allora il mio bastone Favore
e lo spezzai, per annullare il patto che avevo stretto con tutti i popoli.
11 Quello fu annullato in quel giorno, e le pecore più misere del gregge,
che mi osservavano, conobbero che quella era la parola del SIGNORE. 12 Io
dissi loro: «Se vi sembra giusto, datemi il mio salario; se no, lasciate
stare». Ed essi mi pesarono il mio salario: trenta sicli d'argento. 13 Il
SIGNORE mi disse: «Gettalo per il vasaio, questo magnifico prezzo con cui
mi hanno valutato!» Io presi i trenta sicli d'argento e li gettai nella
casa del SIGNORE per il vasaio. 14 Poi spezzai l'altro bastone, Vincoli,
per rompere la fratellanza fra Giuda e Israele. 15 Il SIGNORE mi disse:
«Prenditi anche gli arnesi di un pastore stolto. 16 Perché, ecco, io
susciterò nel paese un pastore che non si curerà delle pecore che
periscono, non cercherà le disperse, non guarirà le ferite, non nutrirà
quelle che stanno in piedi, ma mangerà la carne delle grasse e strapperà
loro perfino le unghie. 17 Guai al pastore stolto che abbandona il gregge!
La spada gli colpirà il braccio e l'occhio destro. Il braccio gli si
seccherà del tutto e l'occhio destro gli si spegnerà completamente».
--- 2Pietro 3 ---
La venuta del Signore
1 Carissimi, questa è già la seconda lettera che vi scrivo; e in entrambe
io tengo desta la vostra mente sincera facendo appello alla vostra memoria,
2 perché vi ricordiate le parole già dette dai santi profeti, e il
comandamento del Signore e Salvatore trasmessovi dai vostri apostoli.
3 Sappiate questo, prima di tutto: che negli ultimi giorni verranno
schernitori beffardi, i quali si comporteranno secondo i propri desideri
peccaminosi 4 e diranno: «Dov'è la promessa della sua venuta? Perché dal
giorno in cui i padri si sono addormentati, tutte le cose continuano come
dal principio della creazione». 5 Ma costoro dimenticano volontariamente
che nel passato, per effetto della parola di Dio, esistettero dei cieli e
una terra tratta dall'acqua e sussistente in mezzo all'acqua; 6 e che, per
queste stesse cause, il mondo di allora, sommerso dall'acqua, perì;
7 mentre i cieli e la terra attuali sono conservati dalla medesima parola,
riservati al fuoco per il giorno del giudizio e della perdizione degli empi.
8 Ma voi, carissimi, non dimenticate quest'unica cosa: per il Signore un
giorno è come mille anni, e mille anni sono come un giorno. 9 Il Signore
non ritarda l'adempimento della sua promessa, come pretendono alcuni; ma è
paziente verso di voi, non volendo che qualcuno perisca, ma che tutti
giungano al ravvedimento. 10 Il giorno del Signore verrà come un ladro: in
quel giorno i cieli passeranno stridendo, gli elementi infiammati si
dissolveranno, la terra e le opere che sono in essa saranno bruciate.
11 Poiché dunque tutte queste cose devono dissolversi, quali non dovete
essere voi, per santità di condotta e per pietà, 12 mentre attendete e
affrettate la venuta del giorno di Dio, in cui i cieli infuocati si
dissolveranno e gli elementi infiammati si scioglieranno! 13 Ma, secondo la
sua promessa, noi aspettiamo nuovi cieli e nuova terra, nei quali abiti la
giustizia. 14 Perciò, carissimi, aspettando queste cose, fate in modo di
essere trovati da lui immacolati e irreprensibili nella pace; 15 e
considerate che la pazienza del nostro Signore è per la vostra salvezza,
come anche il nostro caro fratello Paolo vi ha scritto, secondo la sapienza
che gli è stata data; 16 e questo egli fa in tutte le sue lettere, in cui
tratta di questi argomenti. In esse ci sono alcune cose difficili a capirsi,
che gli uomini ignoranti e instabili travisano a loro perdizione come anche
le altre Scritture. 17 Voi dunque, carissimi, sapendo già queste cose,
state in guardia per non essere trascinati dall'errore degli scellerati e
scadere così dalla vostra fermezza; 18 ma crescete nella grazia e nella
conoscenza del nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo. A lui sia la gloria,
ora e in eterno. Amen.