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La lettura per il giorno 4/5.
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messaggio.
--- Numeri 24-25 ---
24:1 Balaam, vedendo che piaceva al SIGNORE benedire Israele, non ricorse
come le altre volte alla magia, ma voltò la faccia verso il deserto. 2 E,
alzati gli occhi, Balaam vide Israele accampato tribù per tribù; e lo
Spirito di Dio fu sopra di lui. 3 E Balaam pronunciò il suo oracolo e
disse: «Così dice Balaam, figlio di Beor, così dice l'uomo che ha
l'occhio aperto, 4 così dice colui che ode le parole di Dio, colui che
contempla la visione dell'Onnipotente, colui che si prostra e a cui si
aprono gli occhi: 5 "Come sono belle le tue tende, o Giacobbe, le tue
dimore, o Israele! 6 Esse si estendono come valli, come giardini in riva a
un fiume, come aloe piantati dal SIGNORE, come cedri vicini alle acque.
7 L'acqua trabocca dalle sue secchie, la sua semenza è ben irrigata, il
suo re sarà più in alto di Agag e il suo regno sarà esaltato. 8 Dio, che
lo ha fatto uscire dall'Egitto, gli dà il vigore del bufalo. Egli divorerà
i popoli che gli sono avversari, frantumerà loro le ossa, li trafiggerà
con le sue frecce. 9 Egli si china, si accovaccia come un leone, come una
leonessa: chi lo farà alzare? Benedetto chiunque ti benedice, maledetto
chiunque ti maledice!"». 10 Allora l'ira di Balac si accese contro Balaam;
e Balac, agitando le mani, disse a Balaam: «Io ti ho chiamato per maledire
i miei nemici, ed ecco che li hai benedetti già per la terza volta. 11 Ora
fuggi a casa tua! Io avevo detto che ti avrei colmato di onori. Ma ecco, il
SIGNORE ti ha impedito di averli». 12 E Balaam rispose a Balac: «E non
dissi io, fin da principio, agli ambasciatori che mi mandasti: 13 "Anche se
Balac mi desse la sua casa piena d'argento e d'oro, non potrei trasgredire
l'ordine del SIGNORE per fare di mia iniziativa alcun che di bene o di male;
ciò che il SIGNORE dirà, quello dirò"? 14 E ora, ecco, io me ne vado al
mio popolo; vieni, io ti annuncerò ciò che questo popolo farà al tuo
popolo nei giorni a venire». 15 Allora Balaam pronunciò il suo oracolo e
disse: «Così dice Balaam, figlio di Beor; così dice l'uomo che ha
l'occhio aperto, 16 così dice colui che ode le parole di Dio, che conosce
la scienza dell'Altissimo, che contempla la visione dell'Onnipotente, colui
che si prostra e a cui si aprono gli occhi: 17 "Lo vedo, ma non ora; lo
contemplo, ma non vicino: un astro sorge da Giacobbe, e uno scettro si eleva
da Israele; colpirà Moab da un capo all'altro e abbatterà tutta quella
razza turbolenta. 18 S'impadronirà di Edom, s'impadronirà di Seir, suo
nemico; Israele farà prodezze. 19 Da Giacobbe verrà un dominatore che
sterminerà i superstiti delle città"». 20 Poi Balaam vide Amalec e
pronunciò il suo oracolo, e disse: «Amalec è la prima delle nazioni, ma
il suo avvenire va in rovina». 21 Poi vide i Chenei e pronunciò il suo
oracolo, e disse: «La tua abitazione è solida e il tuo nido è posto nella
roccia; 22 nondimeno, il Cheneo dovrà essere devastato, finché l'Assiro
ti conduca in prigionia». 23 Poi pronunciò di nuovo il suo oracolo, e
disse: «Ahimè! Chi resisterà quando Dio lo avrà stabilito? 24 Ma delle
navi verranno dalle parti di Chittim e umilieranno Assur, umilieranno Eber,
ed egli pure finirà per essere distrutto». 25 Poi Balaam si alzò, partì
e se ne tornò a casa sua; e Balac pure se ne andò per la sua strada.
Idolatria d'Israele nelle pianure di Moab
25:1 Or Israele era stanziato a Sittim e il popolo cominciò a fornicare con
le figlie di Moab. 2 Esse invitarono il popolo ai sacrifici offerti ai loro
dèi; e il popolo mangiò e si prostrò davanti ai loro dèi. 3 Israele si
unì a Baal-Peor e l'ira del SIGNORE si accese contro Israele. 4 Il SIGNORE
disse a Mosè: «Prendi tutti i capi del popolo e falli impiccare davanti al
SIGNORE, alla luce del sole, affinché l'ardente ira del SIGNORE sia
allontanata da Israele». 5 Mosè disse ai giudici d'Israele: «Ciascuno di
voi uccida quelli dei suoi uomini che si sono uniti a Baal-Peor». 6 Ecco
che uno dei figli d'Israele venne e condusse ai suoi fratelli una donna
madianita, sotto gli occhi di Mosè e di tutta la comunità dei figli
d'Israele, mentre essi stavano piangendo all'ingresso della tenda di
convegno. 7 E Fineas, figlio di Eleazar, figlio del sacerdote Aaronne, lo
vide, si alzò in mezzo alla comunità e afferrò una lancia; 8 poi andò
dietro a quell'Israelita nella sua tenda e li trafisse tutti e due, l'uomo
d'Israele e la donna, nel basso ventre. E il flagello cessò tra i figli
d'Israele. 9 Di quel flagello morirono ventiquattromila persone. 10 Il
SIGNORE parlò a Mosè e disse: 11 «Fineas, figlio di Eleazar, figlio del
sacerdote Aaronne, ha allontanato la mia ira dai figli d'Israele, perché
egli è stato animato del mio zelo in mezzo a loro; e io, nella mia
indignazione, non ho sterminato i figli d'Israele. 12 Perciò digli che io
stabilisco con lui un patto di pace, 13 che sarà per lui e per la sua
discendenza dopo di lui: l'alleanza di un sacerdozio perenne, perché egli
ha avuto zelo per il suo Dio e ha fatto l'espiazione per i figli
d'Israele». 14 Ora l'uomo d'Israele che fu ucciso con la donna madianita
si chiamava Zimri, figlio di Salu, capo di una casa patriarcale dei
Simeoniti. 15 E la donna che fu uccisa, la Madianita, si chiamava Cozbi,
figlia di Sur, capo della gente di una casa patriarcale in Madian. 16 Poi
il SIGNORE disse a Mosè: 17 «Trattate i Madianiti come nemici e
uccideteli, 18 poiché essi vi hanno trattati da nemici con gli inganni
mediante i quali vi hanno sedotti nell'affare di Peor e in quello di Cozbi,
figlia di un principe di Madian, loro sorella, che fu uccisa il giorno del
flagello causato dall'affare di Peor».
--- Salmi 56 ---
Fiducia nel momento di sventura
1 Al direttore del coro. Su «Colomba dei terebinti lontani». Inno di
Davide quando i Filistei lo presero in Gat.
Abbi pietà di me, o Dio, poiché gli uomini mi insidiano; mi combattono e mi
tormentano tutti i giorni; 2 i miei nemici mi perseguitano continuamente.
Sì, sono molti quelli che mi combattono. 3 Nel giorno della paura, io
confido in te. 4 In Dio, di cui lodo la parola, in Dio confido, e non
temerò; che mi può fare il mortale? 5 Fraintendono sempre le mie parole;
tutti i loro pensieri sono vòlti a farmi del male. 6 Si riuniscono, stanno
in agguato, spiano i miei passi, cercano di togliermi la vita.
7 Retribuiscili secondo la loro malvagità! O Dio, abbatti i popoli nella
tua ira! 8 Tu conti i passi della mia vita errante; raccogli le mie lacrime
nell'otre tuo; non le registri forse nel tuo libro? 9 Nel giorno che
t'invocherò i miei nemici indietreggeranno. So che Dio è per me.
10 Loderò la parola di Dio; loderò la parola del SIGNORE. 11 In Dio ho
fiducia e non temerò; che potrà farmi l'uomo? 12 Io manterrò le promesse
che ti ho fatte, o Dio; io ti offrirò sacrifici di lode, 13 perché tu hai
salvato l'anima mia dalla morte, hai preservato i miei piedi da caduta,
perché io cammini, davanti a Dio, nella luce dei viventi.
--- Geremia 17:1-13 ---
Il peccato scolpito sul cuore
1 «Il peccato di Giuda è scritto con uno stilo di ferro, con una punta di
diamante; è scolpito sulla tavola del loro cuore e sui corni dei vostri
altari. 2 Come si ricordano dei loro figli, così si ricordano dei loro
altari e dei loro idoli di Astarte, presso gli alberi verdeggianti sugli
alti colli. 3 O mia montagna, che domini la campagna, io darò i tuoi beni,
tutti i tuoi tesori e i tuoi alti luoghi come preda, a causa dei peccati che
tu hai commessi entro tutti i tuoi confini! 4 Tu, per tua colpa, perderai
l'eredità che io ti avevo data e ti farò servire i tuoi nemici in un paese
che non conosci, perché avete acceso il fuoco della mia ira, ed esso
arderà per sempre». 5 Così parla il SIGNORE: «Maledetto l'uomo che
confida nell'uomo e fa della carne il suo braccio, e il cui cuore si
allontana dal SIGNORE! 6 Egli è come una tamerice nel deserto: quando
giunge il bene, egli non lo vede; abita in luoghi aridi, nel deserto, in
terra salata, senza abitanti. 7 Benedetto l'uomo che confida nel SIGNORE e
la cui fiducia è il SIGNORE! 8 Egli è come un albero piantato vicino
all'acqua, che distende le sue radici lungo il fiume: non si accorge quando
viene la calura e il suo fogliame rimane verde; nell'anno della siccità non
è in affanno e non cessa di portare frutto». 9 Il cuore è ingannevole
più di ogni altra cosa e insanabilmente maligno; chi potrà conoscerlo?
10 «Io, il SIGNORE, che investigo il cuore, che metto alla prova le reni,
per retribuire ciascuno secondo le sue vie, secondo il frutto delle sue
azioni». 11 Chi acquista ricchezze, ma non con giustizia, è come la
pernice che cova uova che non ha fatte; nel bel mezzo dei suoi giorni egli
deve lasciarle e quando arriva la sua fine non è che uno stolto. 12 Trono
di gloria, eccelso fin dal principio, è il luogo del nostro santuario.
13 Speranza d'Israele, o SIGNORE, tutti quelli che ti abbandonano saranno
confusi; quelli che si allontanano da te saranno iscritti sulla polvere,
perché hanno abbandonato il SIGNORE, la sorgente delle acque vive.
--- Romani 1:18-32 ---
I peccati dei pagani
18 L'ira di Dio si rivela dal cielo contro ogni empietà e ingiustizia degli
uomini che soffocano la verità con l'ingiustizia; 19 poiché quel che si
può conoscere di Dio è manifesto in loro, avendolo Dio manifestato loro;
20 infatti le sue qualità invisibili, la sua eterna potenza e divinità,
si vedono chiaramente fin dalla creazione del mondo, essendo percepite per
mezzo delle opere sue; perciò essi sono inescusabili, 21 perché, pur
avendo conosciuto Dio, non lo hanno glorificato come Dio, né lo hanno
ringraziato; ma si sono dati a vani ragionamenti e il loro cuore privo
d'intelligenza si è ottenebrato. 22 Benché si dichiarino sapienti, sono
diventati stolti, 23 e hanno mutato la gloria del Dio incorruttibile in
immagini simili a quelle dell'uomo corruttibile, di uccelli, di quadrupedi e
di rettili. 24 Per questo Dio li ha abbandonati all'impurità, secondo i
desideri dei loro cuori, in modo da disonorare fra di loro i loro corpi;
25 essi, che hanno mutato la verità di Dio in menzogna e hanno adorato e
servito la creatura invece del Creatore, che è benedetto in eterno. Amen.
26 Perciò Dio li ha abbandonati a passioni infami: infatti le loro donne
hanno cambiato l'uso naturale in quello che è contro natura; 27 similmente
anche gli uomini, lasciando il rapporto naturale con la donna, si sono
infiammati nella loro libidine gli uni per gli altri commettendo uomini con
uomini atti infami, ricevendo in loro stessi la meritata ricompensa del
proprio traviamento. 28 Siccome non si sono curati di conoscere Dio, Dio li
ha abbandonati in balìa della loro mente perversa sì che facessero ciò
che è sconveniente; 29 ricolmi di ogni ingiustizia, malvagità, cupidigia,
malizia; pieni di invidia, di omicidio, di contesa, di frode, di malignità;
30 calunniatori, maldicenti, abominevoli a Dio, insolenti, superbi,
vanagloriosi, ingegnosi nel male, ribelli ai genitori, 31 insensati,
sleali, senza affetti naturali, spietati. 32 Essi, pur conoscendo che
secondo i decreti di Dio quelli che fanno tali cose sono degni di morte, non
soltanto le fanno, ma anche approvano chi le commette.