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unread,Dec 27, 2025, 7:00:11 PM12/27/25Sign in to reply to author
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La lettura per il giorno 28/12.
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messaggio.
--- Ester 3-4 ---
Aman, favorito del re, ottiene un decreto di morte contro i Giudei
3:1 Dopo queste cose, il re Assuero innalzò Aman, figlio di Ammedata,
l'Agaghita, alla più alta dignità e pose il suo seggio al di sopra di
quelli di tutti i prìncipi che erano con lui. 2 Tutti i servitori del re
che stavano alla porta del re si inchinavano e si prostravano davanti ad
Aman, perché così aveva ordinato il re. Ma Mardocheo non s'inchinava né
si prostrava. 3 I servitori del re che stavano alla porta del re dissero a
Mardocheo: «Perché trasgredisci l'ordine del re?» 4 Per quanto glielo
ripetessero tutti i giorni, egli non dava loro ascolto. Quelli riferirono la
cosa ad Aman, per vedere se Mardocheo avrebbe persistito nel dire, come
aveva detto loro, che era giudeo. 5 Aman vide che Mardocheo non s'inchinava
né si prostrava davanti a lui, per cui ne fu irritatissimo; 6 ma gli
sembrò poca cosa mettere le mani addosso a Mardocheo soltanto, poiché gli
avevano detto a quale popolo Mardocheo apparteneva. Cercò quindi di
distruggere il popolo di Mardocheo, cioè tutti i Giudei che si trovavano in
tutto il regno di Assuero. 7 Il primo mese, cioè il mese di Nisan, il
dodicesimo anno del re Assuero, si tirò il Pur, vale a dire si tirò a
sorte, in presenza di Aman, un giorno dopo l'altro e un mese dopo l'altro,
finché uscì designato il dodicesimo mese, cioè il mese di Adar. 8 E Aman
disse al re Assuero: «C'è un popolo separato e disperso fra i popoli di
tutte le province del tuo regno, le cui leggi sono diverse da quelle di ogni
altro popolo e che non osserva le leggi del re; non è quindi interesse del
re tollerarlo. 9 Se il re è d'accordo, si faccia un decreto per
distruggerlo e io metterò diecimila talenti d'argento nelle mani dei
funzionari del re, perché siano portati nel tesoro reale». 10 Allora il
re si tolse di mano l'anello con il sigillo e lo diede ad Aman l'Agaghita,
figlio di Ammedata, nemico dei Giudei. 11 Il re disse ad Aman: «Tieni pure
il denaro e fa' di quel popolo quello che vuoi». 12 Il tredicesimo giorno
del primo mese furono chiamati i segretari del re, che scrissero, seguendo
in tutto gli ordini di Aman, ai satrapi del re, ai governatori di ogni
provincia e ai capi di ogni popolo, a ogni provincia secondo il suo modo di
scrivere e a ogni popolo nella sua lingua. Lo scritto fu redatto in nome del
re Assuero e sigillato con il sigillo reale. 13 Furono mandate delle
lettere per mezzo di corrieri in tutte le province del re perché si
distruggessero, si uccidessero, si sterminassero tutti i Giudei, giovani e
vecchi, bambini e donne, in un medesimo giorno, il tredici del dodicesimo
mese, cioè il mese di Adar, e si abbandonassero al saccheggio i loro beni.
14 Queste lettere contenevano una copia del decreto che doveva essere
pubblicato in ogni provincia e invitavano tutti i popoli a tenersi pronti
per quel giorno. 15 I corrieri partirono in tutta fretta per ordine del re,
e il decreto fu promulgato nella residenza reale di Susa; il re e Aman se ne
stavano seduti a bere, ma la città di Susa era costernata.
Angoscia e digiuno dei Giudei
4:1 Quando Mardocheo seppe tutto quello che era stato fatto, si stracciò le
vesti, si coprì di un sacco, si cosparse di cenere e uscì per la città,
mandando alte e amare grida; 2 e giunse fin davanti alla porta del re,
poiché a nessuno che fosse coperto di sacco era permesso di passare per la
porta del re. 3 In ogni provincia, dovunque giungevano l'ordine del re e il
suo decreto, ci fu grande angoscia tra i Giudei: digiunavano, piangevano, si
lamentavano, e a molti facevano da letto il sacco e la cenere. 4 Le ancelle
di Ester e i suoi eunuchi vennero a riferirle questa notizia. La regina ne
fu molto angosciata e mandò delle vesti a Mardocheo, perché se le mettesse
e si levasse di dosso il sacco; ma egli non le accettò. 5 Allora Ester
chiamò Atac, uno degli eunuchi che il re aveva messo al servizio di lei, e
gli ordinò di andare da Mardocheo per domandargli che cosa questo
significasse e perché agisse così. 6 Atac si recò da Mardocheo sulla
piazza della città, davanti alla porta del re. 7 Mardocheo gli narrò
tutto quello che gli era avvenuto e gli indicò la somma di denaro che Aman
aveva promesso di versare al tesoro reale per far distruggere i Giudei;
8 gli diede anche una copia del testo del decreto che era stato promulgato
a Susa per il loro sterminio, affinché lo mostrasse a Ester, la informasse
di tutto, e le ordinasse di presentarsi al re per domandargli grazia e per
intercedere in favore del suo popolo. 9 Atac tornò da Ester e le riferì
le parole di Mardocheo. 10 Allora Ester ordinò ad Atac di andare da
Mardocheo e di dirgli: 11 «Tutti i servitori del re e il popolo delle sue
province sanno che se qualcuno, uomo o donna che sia, entra dal re nel
cortile interno, senza essere stato chiamato, per una legge che è uguale
per tutti, deve essere messo a morte, a meno che il re non stenda verso di
lui il suo scettro d'oro; nel qual caso, ha salva la vita. E io sono già
trenta giorni che non sono stata chiamata per andare dal re». 12 Le parole
di Ester furono riferite a Mardocheo. 13 E Mardocheo fece dare a Ester
questa risposta: «Non metterti in mente che tu sola scamperai fra tutti i
Giudei perché sei nella casa del re. 14 Infatti se oggi tu taci, soccorso
e liberazione sorgeranno per i Giudei da qualche altra parte; ma tu e la
casa di tuo padre perirete; e chi sa se non sei diventata regina appunto per
un tempo come questo?» 15 Allora Ester ordinò che si rispondesse a
Mardocheo: 16 «Va', raduna tutti i Giudei che si trovano a Susa, e
digiunate per me, state senza mangiare e senza bere per tre giorni, notte e
giorno. Anch'io con le mie ancelle digiunerò allo stesso modo; e dopo
entrerò dal re, sebbene ciò sia contro la legge; e se io debbo perire, che
io perisca!» 17 Mardocheo se ne andò e fece tutto quello che Ester gli
aveva ordinato.
--- Cantico 6 ---
1 Dov'è andato il tuo amico, o la più bella fra le donne? Quale direzione
ha preso l'amico tuo? Noi lo cercheremo con te. 2 Il mio amico è sceso nel
suo giardino, nelle aie degli aromi, a pascolare le greggi nei giardini e
cogliere gigli. 3 Io sono dell'amico mio; e l'amico mio, che pascola il
gregge tra i gigli, è mio. 4 Amica mia, tu sei bella come Tirza, vaga come
Gerusalemme, tremenda come un esercito a bandiere spiegate. 5 Distogli da
me i tuoi occhi, che mi turbano. I tuoi capelli sono come un gregge di
capre, sospese ai fianchi di Galaad. 6 I tuoi denti sono come un branco di
pecore che tornano dal lavatoio; tutte hanno dei gemelli, non ce n'è una
che sia sterile. 7 Le tue gote, dietro il tuo velo, sono come un pezzo di
melagrana. 8 Ci sono sessanta regine, ottanta concubine e fanciulle
innumerevoli, 9 ma la mia colomba, la perfetta mia, è unica; è l'unica di
sua madre, la prescelta di colei che l'ha partorita. Le fanciulle la vedono
e la proclamano beata; la vedono pure le regine e le concubine e la lodano.
10 Chi è colei che appare come l'alba, bella come la luna, pura come il
sole, tremenda come un esercito a bandiere spiegate? 11 Io sono discesa nel
giardino dei noci a vedere le piante verdi della valle, a vedere se le viti
mettevano le gemme, se i melograni erano in fiore. 12 Io non so come, ma
sono diventata timida, eppure figlia di gente nobile.
--- Malachia 1 ---
L'ingratitudine del popolo
1 Oracolo, parola del SIGNORE, rivolta a Israele per mezzo di Malachia.
2 «Io vi ho amati», dice il SIGNORE, «e voi dite: "In che modo ci hai
amati?" Esaù non era forse fratello di Giacobbe?», dice il SIGNORE,
«eppure io ho amato Giacobbe 3 e ho odiato Esaù; ho fatto dei suoi monti
una desolazione e ho dato la sua eredità agli sciacalli del deserto».
4 Se Edom dice: «Noi siamo stati annientati, ma torneremo e ricostruiremo
i luoghi ridotti in rovine», così parla il SIGNORE degli eserciti: «Essi
costruiranno, ma io distruggerò. Saranno chiamati "Territorio
dell'empietà", "Popolo contro il quale il SIGNORE è sdegnato per sempre".
5 I vostri occhi lo vedranno e voi direte: "Il SIGNORE è grande anche
oltre i confini d'Israele".
Le colpe dei sacerdoti
6 «Un figlio onora suo padre e un servo il suo padrone; se dunque io sono
padre, dov'è l'onore che mi è dovuto? Se sono padrone, dov'è il timore
che mi è dovuto? Il SIGNORE degli eserciti parla a voi, o sacerdoti, che
disprezzate il mio nome! Ma voi dite: "In che modo abbiamo disprezzato il
tuo nome?" 7 Voi offrite sul mio altare cibo contaminato, ma dite: "In che
modo ti abbiamo contaminato?" Lo avete fatto dicendo: "La tavola del SIGNORE
è spregevole". 8 Quando offrite in sacrificio una bestia cieca, non è
forse male? Quando ne offrite una zoppa o malata, non è forse male?
Presentala dunque al tuo governatore! Te ne sarà egli grato? Ti accoglierà
forse con favore?», dice il SIGNORE degli eserciti. 9 «Ora, implorate
pure il favore di Dio, perché egli abbia pietà di noi! È con le vostre
mani che avete fatto questo! Egli dovrebbe aver riguardo alla persona di
qualcuno di voi?», dice il SIGNORE degli eserciti. 10 «Ci fosse almeno
qualcuno di voi che chiudesse le porte! Così non accendereste invano il
fuoco sul mio altare! Io non prendo alcun piacere in voi», dice il SIGNORE
degli eserciti, «e non gradisco le offerte delle vostre mani. 11 Ma
dall'oriente all'occidente, il mio nome è grande fra le nazioni; in ogni
luogo si brucia incenso al mio nome e si fanno offerte pure, perché grande
è il mio nome fra le nazioni», dice il SIGNORE degli eserciti. 12 «Voi
però lo profanate quando dite: "La tavola del Signore è contaminata e ciò
che dà come cibo è spregevole". 13 Voi dite anche: "Ah, che fatica!" e mi
trattate con disprezzo», dice il SIGNORE degli eserciti. «Offrite animali
rubati, zoppi o malati, e queste sono le offerte che fate! Dovrei io
gradirle dalle vostre mani?», dice il SIGNORE. 14 «Maledetto il disonesto
che ha nel suo gregge un maschio e offre in sacrificio al Signore una bestia
difettosa! Poiché io sono un Re grande», dice il SIGNORE degli eserciti,
«e il mio nome è tremendo fra le nazioni.
--- 1Giovanni 5 ---
La fede in Gesù e le sue conseguenze
1 Chiunque crede che Gesù è il Cristo, è nato da Dio; e chiunque ama
colui che ha generato, ama anche chi è stato da lui generato. 2 Da questo
sappiamo che amiamo i figli di Dio: quando amiamo Dio e mettiamo in pratica
i suoi comandamenti. 3 Perché questo è l'amore di Dio: che osserviamo i
suoi comandamenti; e i suoi comandamenti non sono gravosi. 4 Poiché tutto
quello che è nato da Dio vince il mondo; e questa è la vittoria che ha
vinto il mondo: la nostra fede. 5 Chi è che vince il mondo, se non colui
che crede che Gesù è il Figlio di Dio? 6 Egli è colui che è venuto con
acqua e sangue, cioè Gesù Cristo; non con acqua soltanto, ma con l'acqua e
con il sangue. Ed è lo Spirito che ne rende testimonianza, perché lo
Spirito è la verità. 7 Poiché tre sono quelli che rendono testimonianza:
8 lo Spirito, l'acqua e il sangue, e i tre sono concordi. 9 Se accettiamo
la testimonianza degli uomini, la testimonianza di Dio è maggiore, poiché
questa è la testimonianza di Dio che egli ha reso al Figlio suo. 10 Chi
crede nel Figlio di Dio ha questa testimonianza in sé; chi non crede a Dio,
lo fa bugiardo, perché non crede alla testimonianza che Dio ha resa al
proprio Figlio. 11 E la testimonianza è questa: Dio ci ha dato la vita
eterna, e questa vita è nel Figlio suo. 12 Chi ha il Figlio ha la vita;
chi non ha il Figlio di Dio, non ha la vita. 13 Vi ho scritto queste cose
perché sappiate che avete la vita eterna, voi che credete nel nome del
Figlio di Dio. 14 Questa è la fiducia che abbiamo in lui: che se
domandiamo qualche cosa secondo la sua volontà, egli ci esaudisce. 15 Se
sappiamo che egli ci esaudisce in ciò che gli chiediamo, noi sappiamo di
avere le cose che gli abbiamo chieste. 16 Se qualcuno vede suo fratello
commettere un peccato che non conduca a morte, preghi, e Dio gli darà la
vita: a quelli, cioè, che commettono un peccato che non conduca a morte. Vi
è un peccato che conduce a morte; non è per quello che dico di pregare.
17 Ogni iniquità è peccato; ma c'è un peccato che non conduce a morte.
18 Noi sappiamo che chiunque è nato da Dio non persiste nel peccare; ma
colui che nacque da Dio lo protegge, e il maligno non lo tocca. 19 Noi
sappiamo che siamo da Dio, e che tutto il mondo giace sotto il potere del
maligno. 20 Sappiamo pure che il Figlio di Dio è venuto e ci ha dato
intelligenza per conoscere colui che è il Vero; e noi siamo in colui che è
il Vero, cioè nel suo Figlio Gesù Cristo. Egli è il vero Dio e la vita
eterna. 21 Figlioli, guardatevi dagli idoli.