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La lettura per il giorno 3/2.
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messaggio.
--- Genesi 43 ---
Secondo viaggio dei fratelli di Giuseppe in Egitto
1 Or la carestia era grave nel paese. 2 Quando ebbero finito di mangiare il
grano che avevano portato dall'Egitto, il padre disse loro: «Tornate a
comprare un po' di viveri». 3 E Giuda rispose: «Quell'uomo ce lo
dichiarò categoricamente: "Non vedrete la mia faccia se vostro fratello non
sarà con voi". 4 Se tu mandi nostro fratello con noi, scenderemo e ti
compreremo dei viveri; 5 ma se non lo mandi non scenderemo, perché
quell'uomo ci ha detto: "Non vedrete la mia faccia se vostro fratello non
sarà con voi"». 6 Israele disse: «Perché mi avete fatto questo torto di
dire a quell'uomo che avevate ancora un fratello?» 7 Quelli risposero:
«Quell'uomo c'interrogò minuziosamente intorno a noi e al nostro
parentado, dicendo: "Vostro padre vive ancora? Avete qualche altro
fratello?" Noi gli rispondemmo secondo le sue domande. Non potevamo sapere
che ci avrebbe detto: "Fate venire vostro fratello!"». 8 Giuda disse a suo
padre Israele: «Lascia venire il ragazzo con me; ci leveremo e andremo,
così vivremo e non moriremo: né noi, né tu, né i nostri piccini. 9 Io
mi rendo garante di lui. Ridomandane conto alla mia mano. Se non te lo
riconduco e non te lo rimetto davanti, io sarò per sempre colpevole verso
di te. 10 Se non avessimo indugiato, a quest'ora saremmo già tornati due
volte». 11 Allora Israele, loro padre, disse loro: «Se così è, fate
questo: prendete nei vostri sacchi le cose più squisite di questo paese e
portate a quell'uomo un dono: un po' di balsamo, un po' di miele, degli
aromi e della mirra, dei pistacchi e delle mandorle. 12 Prendete con voi il
doppio del denaro, e riportate il denaro che fu rimesso alla bocca dei
vostri sacchi; forse fu un errore. 13 Prendete anche vostro fratello e
andate, tornate da quell'uomo. 14 Dio onnipotente vi faccia trovare grazia
davanti a quell'uomo, così che egli vi rilasci l'altro vostro fratello e
Beniamino. Se devo essere privato dei miei figli, che io lo sia!»
15 Quelli presero dunque questo dono, presero con sé il doppio del denaro
e Beniamino, e partirono; scesero in Egitto e si presentarono davanti a
Giuseppe. 16 Come Giuseppe vide Beniamino con loro, disse al suo
maggiordomo: «Conduci questi uomini in casa, macella e prepara tutto,
perché questi uomini mangeranno con me a mezzogiorno». 17 L'uomo fece
come Giuseppe aveva ordinato e li condusse in casa di Giuseppe. 18 E quelli
ebbero paura, perché venivano condotti in casa di Giuseppe, e dissero:
«Siamo portati qui a motivo di quel denaro che ci fu rimesso nei sacchi la
prima volta; egli vuole darci addosso, piombare su di noi e prenderci come
schiavi con i nostri asini». 19 Avvicinatisi al maggiordomo di Giuseppe,
gli parlarono sulla porta della casa e dissero: 20 «Scusa, signor mio! Noi
scendemmo già una prima volta a comprare dei viveri, 21 e avvenne che,
quando fummo giunti al luogo dove pernottammo, aprimmo i sacchi, ed ecco, il
denaro di ciascuno di noi era alla bocca del suo sacco: il nostro denaro del
peso esatto; e l'abbiamo riportato con noi. 22 Ma abbiamo portato con noi
altro denaro per comprare dei viveri. Non sappiamo chi abbia messo il nostro
denaro nei nostri sacchi». 23 Egli disse: «Datevi pace, non temete; il
vostro Dio e il Dio di vostro padre ha messo un tesoro nei vostri sacchi. Io
ho avuto il vostro denaro». E, fatto uscire Simeone, lo condusse da loro.
24 Quell'uomo li fece entrare in casa di Giuseppe, diede loro dell'acqua ed
essi si lavarono i piedi; ed egli diede del foraggio ai loro asini. 25 Poi
essi prepararono il dono, aspettando che Giuseppe venisse a mezzogiorno;
perché avevano sentito che sarebbero rimasti lì a mangiare. 26 Quando
Giuseppe venne a casa, quelli gli porsero il dono che avevano portato con
sé nella casa, e s'inchinarono fino a terra davanti a lui. 27 Egli
domandò loro come stavano e disse: «Vostro padre, il vecchio di cui mi
parlaste, sta bene? Vive ancora?» 28 Quelli risposero: «Nostro padre tuo
servo sta bene, vive ancora». Poi s'inchinarono e gli fecero riverenza.
29 Giuseppe alzò gli occhi, vide Beniamino suo fratello, figlio di sua
madre, e disse: «È questo il vostro fratello più giovane di cui mi avete
parlato?» Poi disse a lui: «Dio ti sia propizio, figlio mio!» 30 E
Giuseppe s'affrettò a uscire, perché si era commosso nell'intimo per suo
fratello; cercava un luogo dove piangere. Entrò nella sua camera e pianse.
31 Poi si lavò la faccia e uscì, si fece forza e disse: «Portate il
pranzo». 32 Fu dunque portato il cibo per lui a parte, per loro a parte e
per gli Egiziani che mangiavano con loro a parte; perché gli Egiziani non
possono mangiare con gli Ebrei; per gli Egiziani è cosa abominevole. 33 Ma
essi sedevano di fronte a lui, dal primogenito, secondo il suo diritto di
primogenitura, fino al più giovane secondo la sua età; e si guardavano
l'un l'altro stupiti. 34 Giuseppe fece loro portare delle vivande che aveva
davanti a sé; ma la porzione di Beniamino era cinque volte maggiore di
quella d'ogni altro di loro. Bevvero e stettero allegri con lui.
--- Giobbe 26 ---
Giobbe loda la potenza di Dio
1 Allora Giobbe rispose e disse: 2 «Come hai ben aiutato il debole! Come
hai sorretto il braccio senza forza! 3 Come hai ben consigliato chi è
privo di saggezza! E che abbondanza di sapere tu gli hai comunicato! 4 Ma a
chi credi di aver parlato? E di chi è lo spirito che parla per mezzo tuo?
5 Davanti a Dio tremano le ombre disotto alle acque e ai loro abitanti.
6 Davanti a lui il soggiorno dei morti è nudo, l'abisso è senza velo.
7 Egli distende il settentrione sul vuoto, sospende la terra sul nulla.
8 Rinchiude le acque nelle sue nubi, e le nubi non scoppiano per il peso.
9 Nasconde l'aspetto del suo trono, vi distende sopra le sue nuvole. 10 Ha
tracciato un cerchio sulla superficie delle acque là dove la luce confina
con le tenebre. 11 Le colonne del cielo sono scosse, tremano alla sua
minaccia. 12 Con la sua forza egli solleva il mare, con la sua intelligenza
ne abbatte l'orgoglio. 13 Al suo soffio il cielo torna sereno, la sua mano
trafigge il serpente agile. 14 Ecco, questi non sono che gli estremi lembi
della sua azione. Non ce ne giunge all'orecchio che un breve sussurro. Ma il
tuono delle sue potenti opere chi può comprenderlo?»
--- Isaia 26 ---
Cantico dei redenti
1 In quel giorno si canterà questo cantico nel paese di Giuda: «Noi
abbiamo una città forte; il SIGNORE vi pone la salvezza con mura e
bastioni. 2 Aprite le porte ed entri la nazione giusta, che si mantiene
fedele. 3 A colui che è fermo nei suoi sentimenti tu conservi la pace, la
pace, perché in te confida. 4 Confidate per sempre nel SIGNORE, perché il
SIGNORE, sì, il SIGNORE, è la roccia dei secoli». 5 Infatti egli ha
umiliato quelli che stavano in alto; egli ha abbassato la città elevata,
l'ha abbassata fino a terra, l'ha stesa nella polvere. 6 La calpestano i
piedi, i piedi dell'oppresso; vi passano sopra i poveri. 7 La via del
giusto è diritta; tu rendi perfettamente piano il sentiero del giusto.
8 Sulla via dei tuoi giudizi, SIGNORE, noi ti abbiamo aspettato! Al tuo
nome, al tuo ricordo anela l'anima. 9 Con l'anima mia ti desidero durante
la notte; con lo spirito che è dentro di me ti cerco; poiché, quando i
tuoi giudizi si compiono sulla terra, gli abitanti del mondo imparano la
giustizia. 10 Se si fa grazia all'empio, egli non impara la giustizia;
agisce da perverso nel paese della rettitudine e non considera la maestà
del SIGNORE. 11 SIGNORE, la tua mano è alzata, ma quelli non la scorgono!
Essi vedranno lo zelo che hai per il tuo popolo e saranno confusi; il fuoco
divorerà i tuoi nemici. 12 SIGNORE, tu ci darai la pace, poiché ogni
opera nostra la compi tu per noi. 13 SIGNORE, Dio nostro, altri signori,
fuori di te, hanno dominato su di noi; ma, grazie a te solo, noi possiamo
lodare il tuo nome. 14 Quelli sono morti, e non rivivranno più; sono
ombre, e non risorgeranno più; tu li hai così puniti, li hai distrutti, ne
hai fatto perire ogni ricordo. 15 Tu hai aumentato la nazione, o SIGNORE!
Hai aumentato la nazione, ti sei glorificato, hai allargato tutti i confini
del paese. 16 SIGNORE, essi nell'angoscia ti hanno cercato; si sono effusi
in umile preghiera quando il tuo castigo li colpiva. 17 Come una donna
incinta che sta per partorire si contorce e grida durante le sue doglie,
così siamo stati noi davanti a te, o SIGNORE. 18 Abbiamo concepito, siamo
stati in doglie e, quando abbiamo partorito, era vento; non abbiamo portato
nessuna salvezza al paese e non sono nati degli abitanti nel mondo.
19 Rivivano i tuoi morti! Risorgano i miei cadaveri! Svegliatevi ed
esultate, o voi che abitate nella polvere! Poiché la tua rugiada è rugiada
di luce e la terra ridarà alla vita le ombre. 20 Va', o mio popolo, entra
nelle tue camere, chiudi le tue porte dietro a te; nasconditi per un
istante, finché sia passata l'indignazione. 21 Poiché, ecco, il SIGNORE
esce dal suo luogo per punire l'iniquità degli abitanti della terra; la
terra metterà allo scoperto il sangue che ha bevuto e non terrà più
coperti gli uccisi.
--- Matteo 21:23-46 ---
Dubbio sull'autorità di Gesù
23 Quando giunse nel tempio, i capi dei sacerdoti e gli anziani del popolo
si accostarono a lui, mentre egli insegnava, e gli dissero: «Con quale
autorità fai tu queste cose? E chi ti ha dato questa autorità?» 24 Gesù
rispose loro: «Anch'io vi farò una domanda; se voi mi rispondete, vi dirò
anch'io con quale autorità faccio queste cose. 25 Il battesimo di Giovanni
da dove veniva? Dal cielo o dagli uomini?» Ed essi ragionavano tra di loro:
«Se diciamo: "dal cielo", egli ci dirà: "Perché dunque non gli credeste?"
26 Se diciamo: "dagli uomini", temiamo la folla, perché tutti ritengono
Giovanni un profeta». 27 Risposero dunque a Gesù: «Non lo sappiamo». E
anch'egli disse loro: «E neppure io vi dico con quale autorità faccio
queste cose.
Parabola dei due figli
28 «Che ve ne pare? Un uomo aveva due figli. Avvicinatosi al primo, disse:
"Figliolo, va' a lavorare nella vigna oggi". 29 Ed egli rispose: "Non ne ho
voglia"; ma poi, pentitosi, vi andò. 30 Avvicinatosi all'altro, disse la
stessa cosa. Egli rispose: "Vado, signore"; ma non vi andò. 31 Quale dei
due fece la volontà del padre?» Essi gli dissero: «Il primo». E Gesù a
loro: «Io vi dico in verità: i pubblicani e le prostitute entrano prima di
voi nel regno di Dio. 32 Poiché Giovanni è venuto a voi per la via della
giustizia, e voi non gli avete creduto; ma i pubblicani e le prostitute gli
hanno creduto; e voi, che avete visto questo, non vi siete pentiti neppure
dopo per credere a lui.
Parabola dei malvagi vignaiuoli
33 «Udite un'altra parabola: c'era un padrone di casa, il quale piantò una
vigna, le fece attorno una siepe, vi scavò una buca per pigiare l'uva e vi
costruì una torre; poi l'affittò a dei vignaiuoli e se ne andò in
viaggio. 34 Quando fu vicina la stagione dei frutti, mandò i suoi servi
dai vignaiuoli per riceverne i frutti. 35 Ma i vignaiuoli presero i servi e
ne picchiarono uno, ne uccisero un altro e un altro lo lapidarono. 36 Da
capo mandò degli altri servi, in numero maggiore dei primi; ma quelli li
trattarono allo stesso modo. 37 Alla fine mandò loro suo figlio, dicendo:
"Avranno rispetto per mio figlio". 38 Ma i vignaiuoli, veduto il figlio,
dissero tra di loro: "Costui è l'erede; venite, uccidiamolo e facciamo
nostra la sua eredità". 39 Lo presero, lo cacciarono fuori dalla vigna e
lo uccisero. 40 Quando verrà il padrone della vigna, che farà a quei
vignaiuoli?» 41 Essi gli risposero: «Li farà perire malamente, quei
malvagi, e affitterà la vigna ad altri vignaiuoli i quali gli renderanno i
frutti a suo tempo». 42 Gesù disse loro: «Non avete mai letto nelle
Scritture: "La pietra che i costruttori hanno rifiutata è diventata pietra
angolare; ciò è stato fatto dal Signore, ed è cosa meravigliosa agli
occhi nostri"? 43 Perciò vi dico che il regno di Dio vi sarà tolto e
sarà dato a gente che ne faccia i frutti. 44 Chi cadrà su questa pietra
sarà sfracellato; ed essa stritolerà colui sul quale cadrà». 45 I capi
dei sacerdoti e i farisei, udite le sue parabole, capirono che parlava di
loro; 46 e cercavano di prenderlo, ma ebbero paura della folla, che lo
riteneva un profeta.