Lettura quotidiana 8/5

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May 7, 2026, 8:02:30 PMMay 7
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La lettura per il giorno 8/5.
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--- Numeri 32 ---
Il paese di Galaad concesso alle tribù di Gad e di Ruben
1 I figli di Ruben e i figli di Gad avevano del bestiame in grandissimo
numero; e quando videro che il paese di Iazer e il paese di Galaad erano
luoghi da bestiame, 2 i figli di Gad e i figli di Ruben vennero a parlare a
Mosè, al sacerdote Eleazar e ai prìncipi della comunità, e dissero:
3 «Atarot, Dibon, Iazer, Nimra, Chesbon, Eleale, Sebam, Nebo e Beon,
4 terre che il SIGNORE ha colpito davanti alla comunità d'Israele, sono
terre da bestiame, e i tuoi servi hanno del bestiame». 5 Dissero ancora:
«Se abbiamo trovato grazia agli occhi tuoi, sia concesso ai tuoi servi di
possedere questo paese. Non ci far passare il Giordano». 6 Ma Mosè
rispose ai figli di Gad e ai figli di Ruben: «I vostri fratelli andranno
dunque a combattere e voi ve ne starete qui? 7 Perché volete scoraggiare i
figli d'Israele dal passare nel paese che il SIGNORE ha loro dato? 8 Così
fecero i vostri padri quando li mandai da Cades-Barnea per esplorare il
paese. 9 Salirono fino alla valle di Escol; e, dopo aver esplorato il
paese, scoraggiarono i figli d'Israele dall'entrare nel paese che il SIGNORE
aveva dato loro. 10 L'ira del SIGNORE si accese in quel giorno, ed egli
giurò: 11 "Gli uomini che sono saliti dall'Egitto, dall'età di vent'anni
in su, non vedranno mai il paese che promisi con giuramento ad Abraamo, a
Isacco e a Giacobbe, perché non mi hanno seguito fedelmente, 12 salvo
Caleb, figlio di Gefunne, il Chenizeo, e Giosuè, figlio di Nun, che hanno
seguito il SIGNORE fedelmente". 13 L'ira del SIGNORE si accese contro
Israele; ed egli lo fece andare vagando per il deserto durante quarant'anni,
finché tutta la generazione che aveva fatto ciò che è male agli occhi del
SIGNORE fu consumata. 14 Ed ecco che voi prendete il posto dei vostri
padri, razza di uomini peccatori, per rendere l'ira del SIGNORE ancora più
ardente contro Israele. 15 Perché se voi vi sviate da lui, egli
continuerà a lasciare Israele nel deserto e voi farete perire tutto questo
popolo». 16 Ma quelli si avvicinarono a Mosè e gli dissero: «Noi
costruiremo qui dei recinti per il nostro bestiame e delle città per i
nostri figli; 17 ma, quanto a noi, ci terremo pronti, in armi, per marciare
alla testa dei figli d'Israele, finché li abbiamo condotti al luogo loro
destinato; intanto i nostri figli abiteranno nelle città fortificate a
causa degli abitanti del paese. 18 Non torneremo alle nostre case finché
ciascuno dei figli d'Israele non abbia preso possesso della sua eredità;
19 e non possederemo nulla con loro di là dal Giordano e più oltre,
poiché la nostra eredità ci è toccata da questa parte del Giordano, a
oriente». 20 E Mosè disse loro: «Se fate questo, se vi armate per andare
a combattere davanti al SIGNORE, 21 se le vostre truppe passeranno il
Giordano davanti al SIGNORE finché egli abbia cacciato i suoi nemici dalla
sua presenza, 22 e se tornate solo quando il paese vi sarà sottomesso
davanti al SIGNORE, voi non sarete colpevoli di fronte al SIGNORE e di
fronte a Israele, e questo paese sarà vostra proprietà davanti al SIGNORE.
23 Ma se non fate così, voi avrete peccato contro il SIGNORE; e sappiate
che il vostro peccato vi ritroverà. 24 Costruite dunque delle città per i
vostri figli e dei recinti per le vostre greggi, ma fate quello che avete
promesso». 25 E i figli di Gad e i figli di Ruben dissero a Mosè: «I
tuoi servi faranno quello che il mio signore comanda. 26 I nostri bambini,
le nostre mogli, le nostre greggi e tutto il nostro bestiame rimarranno qui
nella città di Galaad; 27 ma i tuoi servi, tutti quanti armati per la
guerra, andranno a combattere davanti al SIGNORE, come dice il mio
signore». 28 Allora Mosè diede per loro degli ordini al sacerdote
Eleazar, a Giosuè figlio di Nun e ai capi famiglia delle tribù dei figli
d'Israele. 29 Mosè disse loro: «Se i figli di Gad e i figli di Ruben
passano con voi il Giordano tutti armati per combattere davanti al SIGNORE e
se il paese sarà sottomesso davanti a voi, darete loro come proprietà il
paese di Galaad. 30 Ma se non passano armati con voi, avranno la loro
proprietà tra di voi nel paese di Canaan». 31 I figli di Gad e i figli di
Ruben risposero dicendo: «Faremo come il SIGNORE ha detto ai tuoi servi.
32 Passeremo in armi, davanti al SIGNORE, nel paese di Canaan; ma il
possesso della nostra eredità resti, per noi, di qua dal Giordano».
33 Mosè dunque diede ai figli di Gad, ai figli di Ruben e alla metà della
tribù di Manasse, figlio di Giuseppe, il regno di Sicon, re degli Amorei, e
il regno di Og, re di Basan: il paese, le sue città e i territori delle
città del paese all'intorno. 34 I figli di Gad costruirono Dibon, Atarot,
Aroer, 35 Atrot-Sofan, Iazer, Iogbea, 36 Bet-Nimra e Bet-Aran, città
fortificate, e fecero dei recinti per le greggi. 37 I figli di Ruben
costruirono Chesbon, Eleale, Chiriataim, 38 Nebo e Baal-Meon, i cui nomi
furono mutati, e Sibma. Essi diedero il nome alle città che costruirono.
39 I figli di Machir, figlio di Manasse, andarono nel paese di Galaad, lo
presero e ne cacciarono gli Amorei che vi stavano. 40 Mosè dunque diede
Galaad a Machir, figlio di Manasse, che vi si stabilì. 41 Iair, figlio di
Manasse, andò anche lui e prese i borghi, che chiamò Borghi di Iair.
42 Noba andò e prese Chenat con i suoi villaggi, e la chiamò Noba,
secondo il proprio nome.

--- Salmi 60 ---
Preghiera dopo la sconfitta
1 Al direttore del coro. Su «Il giglio della testimonianza». Inno di
Davide, da insegnare; quando egli mosse guerra ai Siri di Mesopotamia e ai
Siri di Soba, e Ioab tornò e sconfisse dodicimila Idumei nella valle del
Sale.
O Dio, tu ci hai respinti, ci hai dispersi, ti sei sdegnato; ristabiliscici
ora! 2 Hai fatto tremare la terra, l'hai spaccata; risana le sue fratture,
perché sta per crollare. 3 Hai fatto vedere al tuo popolo cose spiacevoli;
ci hai dato da bere un vino che stordisce. 4 Ma ora, tu hai dato a quelli
che ti temono una bandiera, perché si alzino in favore della verità.
[Pausa] 5 Salvaci con la tua destra e rispondici, perché quelli che ami
siano liberati. 6 Dio ha parlato dal suo santuario: «Io trionferò,
spartirò Sichem e misurerò la valle di Succot. 7 Mio è Galaad, mio è
Manasse, Efraim è l'elmo del mio capo, Giuda è il mio scettro. 8 Moab è
il catino in cui mi lavo; sopra Edom getterò il mio sandalo; o Filistia,
fammi acclamazioni!» 9 Chi mi condurrà nella città forte? Chi mi
condurrà fino a Edom? 10 Non sarai forse tu, o Dio, che ci hai respinti e
non esci più, o Dio, con i nostri eserciti? 11 Dacci aiuto per superare le
difficoltà, poiché vano è il soccorso dell'uomo. 12 Con Dio noi faremo
prodigi, egli schiaccerà i nostri nemici.

--- Geremia 19 ---
Il vaso infranto e la rovina di Gerusalemme
1 Così ha detto il SIGNORE: «Va', compra una brocca di terracotta da un
vasaio e prendi con te alcuni degli anziani del popolo e degli anziani dei
sacerdoti; 2 rècati nella valle del figlio di Innom, che è all'ingresso
della porta dei Vasai, e là proclama le parole che io ti dirò. 3 Dirai
così: "Ascoltate la parola del SIGNORE, o re di Giuda e abitanti di
Gerusalemme! Così parla il SIGNORE degli eserciti, Dio d'Israele: 'Ecco, io
faccio venire sopra questo luogo una calamità che farà intronare gli
orecchi di chi ne sentirà parlare. 4 Infatti mi hanno abbandonato, hanno
profanato questo luogo e vi hanno offerto profumi ad altri dèi, che né
essi, né i loro padri, né i re di Giuda hanno conosciuto, e hanno riempito
questo luogo di sangue d'innocenti; 5 hanno costruito alti luoghi a Baal
per bruciare nel fuoco i loro figli in olocausto a Baal, cosa che io non
avevo comandata, di cui non avevo parlato mai e che non mi era mai venuta in
cuore. 6 Perciò, ecco, i giorni vengono', dice il SIGNORE, 'in cui questo
luogo non sarà più chiamato Tofet, né la valle del figlio di Innom, ma
Valle del Massacro. 7 Io renderò vani i disegni di Giuda e di Gerusalemme
in questo luogo, farò in modo che costoro cadano per la spada davanti ai
loro nemici e per mano di quelli che cercano la loro vita; darò i loro
cadaveri in pasto agli uccelli del cielo e alle bestie della terra. 8 Farò
di questa città una desolazione, un oggetto di scherno; chiunque passerà
presso di lei rimarrà stupito e si metterà a fischiare per tutte le sue
piaghe. 9 Farò loro mangiare la carne dei propri figli e la carne delle
proprie figlie; mangeranno la carne degli uni e degli altri, durante
l'assedio e l'angoscia in cui li stringeranno i loro nemici e quelli che
cercano la loro vita'". 10 Poi tu spezzerai la brocca in presenza di quegli
uomini che saranno venuti con te e dirai loro: 11 "Così parla il SIGNORE
degli eserciti: 'Così spezzerò questo popolo e questa città, come si
spezza un vaso di vasaio, che non si può più riparare; si seppelliranno i
morti a Tofet, per mancanza di luogo da sepoltura. 12 Così', dice il
SIGNORE, 'farò a questo luogo e ai suoi abitanti: renderò questa città
simile a Tofet. 13 Le case di Gerusalemme e le case dei re di Giuda saranno
come il luogo di Tofet, immonde, tutte quelle case sui cui tetti essi hanno
offerto profumi a tutto l'esercito del cielo e fatto libazioni ad altri
dèi'"».
Geremia in prigione
14 Geremia tornò da Tofet, dove il SIGNORE l'aveva mandato a profetizzare;
si fermò nel cortile della casa del SIGNORE e disse a tutto il popolo:
15 «Così parla il SIGNORE degli eserciti, Dio d'Israele: "Ecco, io faccio
venire sopra questa città e sopra tutte le città, che da lei dipendono,
tutte le calamità che ho annunciate contro di lei, perché hanno irrigidito
il collo per non dare ascolto alle mie parole"».

--- Romani 4 ---
La giustificazione attraverso la fede: esempio di Abraamo e di Davide
1 Che diremo dunque che il nostro antenato Abraamo abbia ottenuto secondo la
carne? 2 Poiché se Abraamo fosse stato giustificato per le opere, egli
avrebbe di che vantarsi, ma non davanti a Dio; 3 infatti, che dice la
Scrittura? «Abraamo credette a Dio e ciò gli fu messo in conto come
giustizia». 4 Ora a chi opera, il salario non è messo in conto come
grazia, ma come debito; 5 mentre a chi non opera ma crede in colui che
giustifica l'empio, la sua fede è messa in conto come giustizia. 6 Così
pure Davide proclama la beatitudine dell'uomo al quale Dio mette in conto la
giustizia senza opere, dicendo: 7 «Beati quelli le cui iniquità sono
perdonate e i cui peccati sono coperti. 8 Beato l'uomo al quale il Signore
non addebita affatto il peccato». 9 Questa beatitudine è soltanto per i
circoncisi o anche per gli incirconcisi? Infatti diciamo che la fede fu
messa in conto ad Abraamo come giustizia. 10 In quale circostanza dunque
gli fu messa in conto? Quando era circonciso, o quando era incirconciso? Non
quando era circonciso, ma quando era incirconciso; 11 poi ricevette il
segno della circoncisione, quale sigillo della giustizia ottenuta per la
fede che aveva quando era incirconciso, affinché fosse padre di tutti gli
incirconcisi che credono, in modo che anche a loro fosse messa in conto la
giustizia, 12 e fosse padre anche dei circoncisi, di quelli che non solo
sono circoncisi, ma seguono anche le orme della fede del nostro padre
Abraamo quando era ancora incirconciso. 13 Infatti la promessa di essere
erede del mondo non fu fatta ad Abraamo o alla sua discendenza in base alla
legge, ma in base alla giustizia che viene dalla fede. 14 Perché, se
diventano eredi quelli che si fondano sulla legge, la fede è resa vana e la
promessa è annullata, 15 poiché la legge produce ira; ma dove non c'è
legge, non c'è neppure trasgressione. 16 Perciò l'eredità è per fede,
affinché sia per grazia, in modo che la promessa sia sicura per tutta la
discendenza: non soltanto per quella che è sotto la legge, ma anche per
quella che discende dalla fede di Abraamo. Egli è padre di noi tutti
17 (com'è scritto: «Io ti ho costituito padre di molte nazioni») davanti
a colui nel quale credette, Dio, che fa rivivere i morti e chiama
all'esistenza le cose che non sono. 18 Egli, sperando contro speranza,
credette, per diventare padre di molte nazioni, secondo quello che gli era
stato detto: «Così sarà la tua discendenza». 19 Senza venir meno nella
fede, egli vide che il suo corpo era svigorito (aveva quasi cent'anni) e che
Sara non era più in grado di essere madre; 20 però, davanti alla promessa
di Dio non vacillò per incredulità, ma fu fortificato nella fede e diede
gloria a Dio, 21 pienamente convinto che quanto egli ha promesso, è anche
in grado di compierlo. 22 Perciò gli fu messo in conto come giustizia.
23 Or non per lui soltanto sta scritto che questo gli fu messo in conto
come giustizia, 24 ma anche per noi, ai quali sarà pure messo in conto;
per noi che crediamo in colui che ha risuscitato dai morti Gesù, nostro
Signore, 25 il quale è stato dato a causa delle nostre offese ed è stato
risuscitato per la nostra giustificazione.

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