Lettura quotidiana 13/3

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Mar 12, 2026, 8:00:21 PM (2 days ago) Mar 12
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La lettura per il giorno 13/3.
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messaggio.


--- Esodo 33 ---
Il perdono di Dio
1 Il SIGNORE disse a Mosè: «Va', sali di qui, tu con il popolo che hai
fatto uscire dal paese d'Egitto, verso il paese che promisi con giuramento
ad Abraamo, a Isacco e a Giacobbe, dicendo: "Io lo darò alla tua
discendenza". 2 Io manderò un angelo davanti a te e scaccerò i Cananei,
gli Amorei, gli Ittiti, i Ferezei, gli Ivvei e i Gebusei. 3 Egli vi
condurrà in un paese dove scorrono il latte e il miele; ma io non salirò
in mezzo a te, perché sei un popolo dal collo duro, e potrei anche
sterminarti lungo il cammino». 4 Quando il popolo udì queste dure parole,
fece cordoglio e nessuno mise i propri ornamenti. 5 Infatti il SIGNORE
aveva detto a Mosè: «Di' ai figli d'Israele: "Voi siete un popolo dal
collo duro; se io salissi per un momento solo in mezzo a te, ti consumerei!
Ora, dunque, togliti i tuoi ornamenti e vedrò come io ti debba trattare"».
6 E i figli d'Israele si spogliarono dei loro ornamenti, dalla partenza dal
monte Oreb in poi.
La tenda di convegno fuori dell'accampamento
7 Mosè prese la tenda, e la piantò per sé fuori dell'accampamento, a una
certa distanza dall'accampamento, e la chiamò tenda di convegno; e chiunque
cercava il SIGNORE, usciva verso la tenda di convegno, che era fuori
dell'accampamento. 8 Quando Mosè usciva per recarsi alla tenda, tutto il
popolo si alzava e ognuno se ne stava in piedi all'ingresso della propria
tenda e seguiva con lo sguardo Mosè, finché egli era entrato nella tenda.
9 Appena Mosè entrava nella tenda, la colonna di nuvola scendeva, si
fermava all'ingresso della tenda, e il SIGNORE parlava con Mosè. 10 Tutto
il popolo vedeva la colonna di nuvola ferma all'ingresso della tenda; tutto
il popolo si alzava e ciascuno adorava all'ingresso della propria tenda.
11 Or il SIGNORE parlava con Mosè faccia a faccia, come un uomo parla col
proprio amico; poi Mosè tornava all'accampamento; ma Giosuè, figlio di
Nun, suo giovane aiutante, non si allontanava dalla tenda.
Mosè vede la gloria del Signore
12 Mosè disse al SIGNORE: «Vedi, tu mi dici: "Fa' salire questo popolo!"
Però non mi fai conoscere chi manderai con me. Eppure hai detto: "Io ti
conosco personalmente e anche hai trovato grazia agli occhi miei". 13 Or
dunque, se ho trovato grazia agli occhi tuoi, ti prego, fammi conoscere le
tue vie, affinché io ti conosca e possa trovare grazia agli occhi tuoi.
Considera che questa nazione è popolo tuo». 14 Il SIGNORE rispose: «La
mia presenza andrà con te e io ti darò riposo». 15 Mosè gli disse: «Se
la tua presenza non viene con me, non farci partire di qui. 16 Poiché,
come si farà ora a conoscere che io e il tuo popolo abbiamo trovato grazia
agli occhi tuoi, se tu non vieni con noi? Questo fatto distinguerà me e il
tuo popolo da tutti i popoli che sono sulla faccia della terra». 17 Il
SIGNORE disse a Mosè: «Farò anche questo che tu chiedi, perché tu hai
trovato grazia agli occhi miei, e ti conosco personalmente». 18 Mosè
disse: «Ti prego, fammi vedere la tua gloria!» 19 Il SIGNORE gli rispose:
«Io farò passare davanti a te tutta la mia bontà, proclamerò il nome del
SIGNORE davanti a te; farò grazia a chi vorrò fare grazia e avrò pietà
di chi vorrò avere pietà». 20 Disse ancora: «Tu non puoi vedere il mio
volto, perché l'uomo non può vedermi e vivere». 21 E il SIGNORE disse:
«Ecco qui un luogo vicino a me; tu starai su quel masso; 22 mentre
passerà la mia gloria, io ti metterò in una buca del masso, e ti coprirò
con la mia mano finché io sia passato; 23 poi ritirerò la mano e mi
vedrai da dietro; ma il mio volto non si può vedere».

--- Salmi 11 ---
Fiducia nell'intervento di Dio
1 Al direttore del coro. Di Davide.
Io confido nel SIGNORE. Voi, come potete dire all'anima mia: «Fuggi al tuo
monte come un uccello»? 2 Poiché, ecco, gli empi tendono l'arco,
aggiustano le loro frecce sulla corda per tirarle nell'oscurità contro i
retti di cuore. 3 Quando le fondamenta sono rovinate, che cosa può fare il
giusto? 4 Il SIGNORE è nel suo tempio santo; il SIGNORE ha il suo trono
nei cieli; i suoi occhi vedono, le sue pupille scrutano i figli degli
uomini. 5 Il SIGNORE scruta il giusto, ma detesta l'empio e colui che ama
la violenza. 6 Egli farà piovere sull'empio carboni accesi; zolfo e vento
infuocato sarà il contenuto del loro calice. 7 Poiché il SIGNORE è
giusto; egli ama la giustizia; gli uomini retti contempleranno il suo
volto.

--- Isaia 51:1-8 ---
Promesse di liberazione
1 «Ascoltatemi, voi che perseguite la giustizia, che cercate il SIGNORE!
Considerate la roccia da cui foste tagliati, la buca della cava da cui foste
cavati. 2 Considerate Abraamo vostro padre e Sara che vi partorì; poiché
io lo chiamai, quando egli era solo, lo benedissi e lo moltiplicai. 3 Così
il SIGNORE sta per consolare Sion, consolerà tutte le sue rovine; renderà
il suo deserto pari a un Eden, la sua solitudine pari a un giardino del
SIGNORE. Gioia ed esultanza si troveranno in mezzo a lei, inni di lode e
melodia di canti. 4 Prestami attenzione, popolo mio! Porgimi orecchio, mia
nazione! Poiché la legge procederà da me e io porrò il mio diritto come
luce dei popoli. 5 La mia giustizia è vicina, la mia salvezza sta per
apparire, le mie braccia giudicheranno i popoli; le isole spereranno in me,
confideranno nel mio braccio. 6 Alzate i vostri occhi al cielo e
abbassateli sulla terra! I cieli infatti si dilegueranno come fumo, la terra
invecchierà come un vestito; anche i suoi abitanti moriranno; ma la mia
salvezza durerà in eterno, la mia giustizia non verrà mai meno.
7 Ascoltatemi, voi che conoscete la giustizia, popolo che hai nel cuore la
mia legge! Non temete gli insulti degli uomini, né siate sgomenti per i
loro oltraggi. 8 Infatti la tignola li divorerà come un vestito, la tarma
li roderà come la lana; ma la mia giustizia rimarrà in eterno, la mia
salvezza per ogni epoca».


--- Atti 16:11-40 ---
Paolo a Filippi
11 Perciò, salpando da Troas, puntammo diritto su Samotracia, e il giorno
seguente su Neapolis; 12 di là ci recammo a Filippi, che è colonia romana
e la città più importante di quella regione della Macedonia; e restammo in
quella città alcuni giorni. 13 Il sabato andammo fuori dalla porta, lungo
il fiume, dove pensavamo vi fosse un luogo di preghiera; e, sedutici,
parlavamo alle donne là riunite. 14 Una donna della città di Tiatiri,
commerciante di porpora, di nome Lidia, che temeva Dio, stava ad ascoltare.
Il Signore le aprì il cuore per renderla attenta alle cose dette da Paolo.
15 Dopo che fu battezzata con la sua famiglia, ci pregò dicendo: «Se
avete giudicato che io sia fedele al Signore, entrate in casa mia e
alloggiatevi». E ci costrinse ad accettare.
Paolo e Sila in prigione
16 Mentre andavamo al luogo di preghiera, incontrammo una serva posseduta da
uno spirito di divinazione. Facendo l'indovina, essa procurava molto
guadagno ai suoi padroni. 17 Costei, messasi a seguire Paolo e noi,
gridava: «Questi uomini sono servi del Dio altissimo e vi annunciano la via
della salvezza». 18 Così fece per molti giorni; ma Paolo, infastidito, si
voltò e disse allo spirito: «Io ti ordino, nel nome di Gesù Cristo, che
tu esca da costei». Ed egli uscì in quell'istante. 19 I suoi padroni,
vedendo che la speranza del loro guadagno era svanita, presero Paolo e Sila
e li trascinarono sulla piazza davanti alle autorità; 20 e, presentatili
ai pretori, dissero: «Questi uomini, che sono Giudei, turbano la nostra
città 21 e predicano riti che a noi Romani non è lecito accettare né
praticare». 22 La folla insorse allora contro di loro; e i pretori,
strappate loro le vesti, comandarono che fossero battuti con le verghe.
23 E, dopo aver dato loro molte vergate, li cacciarono in prigione,
comandando al carceriere di sorvegliarli attentamente. 24 Ricevuto tale
ordine, egli li rinchiuse nella parte più interna del carcere e mise dei
ceppi ai loro piedi.
Conversione del carceriere di Filippi
25 Verso la mezzanotte Paolo e Sila, pregando, cantavano inni a Dio; e i
carcerati li ascoltavano. 26 A un tratto vi fu un gran terremoto, la
prigione fu scossa dalle fondamenta; e in quell'istante tutte le porte si
aprirono e le catene di tutti si spezzarono. 27 Il carceriere si svegliò
e, vedute tutte le porte del carcere spalancate, sguainò la spada per
uccidersi, pensando che i prigionieri fossero fuggiti. 28 Ma Paolo gli
gridò ad alta voce: «Non farti del male, perché siamo tutti qui». 29 Il
carceriere, chiesto un lume, balzò dentro e, tutto tremante, si gettò ai
piedi di Paolo e di Sila; 30 poi li condusse fuori e disse: «Signori, che
debbo fare per essere salvato?» 31 Ed essi risposero: «Credi nel Signore
Gesù, e sarai salvato tu e la tua famiglia». 32 Poi annunciarono la
Parola del Signore a lui e a tutti quelli che erano in casa sua. 33 Ed egli
li prese con sé in quella stessa ora della notte, lavò le loro piaghe e
subito fu battezzato lui con tutti i suoi. 34 Poi li fece salire in casa
sua, apparecchiò loro la tavola, e si rallegrava con tutta la sua famiglia,
perché aveva creduto in Dio.
Paolo e Sila vengono rilasciati
35 Fattosi giorno, i pretori mandarono i littori a dire: «Libera quegli
uomini». 36 Il carceriere riferì a Paolo queste parole, dicendo: «I
pretori hanno mandato a dire che siate rimessi in libertà; or dunque
uscite, e andate in pace». 37 Ma Paolo disse loro: «Dopo averci battuti
in pubblico senza che fossimo stati condannati, noi che siamo cittadini
romani, ci hanno gettati in prigione; e ora vogliono rilasciarci di
nascosto? No davvero! Anzi, vengano loro stessi a condurci fuori». 38 I
littori riferirono queste parole ai pretori; e questi ebbero paura quando
seppero che erano romani. 39 Essi vennero e li pregarono di scusarli; e,
accompagnandoli fuori, chiesero loro di andarsene dalla città. 40 Allora
Paolo e Sila, usciti dalla prigione, entrarono in casa di Lidia; e, visti i
fratelli, li confortarono, poi partirono.

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